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Ame-lot, progetto di riuso di Malka Architecture
Malka Architecture ha presentato in questi giorni il progetto chiamato AME-LOT, basato su materiale di riuso. L’idea molto accattivante riguarda l’utilizzo di numerosi pancali per creare nuovi volumi su edifici già esistenti, andando così a sovrapporsi alla facciata.
Il progetto cerca di aumentare la volumetria delle già dense città contemporanee, andando in aggetto rispetto al fronte della facciata e creando delle nuove stratificazioni; inoltre l’utilizzo dei pancali come materiale di rivestimento sottolinea il principio ecologico che l’opera porta avanti. Questo non solo perchè il materiale è riciclato da usi precedenti, ma anche per il basso impatto del legno dal punto di vista della sostenibilità.
Particolarmente interessante anche il sistema di schermatura della luce messo a punto; due pancali incernierati che permettono di chiudere o aprire totalmente al passaggio della luce ed inoltre movimentano la facciata grazie alla loro alternanza casuale.
Fonte: Linea Di Sezione
Beijing National Hotel, albergo ecosostenibile dallo studio californiano Emergent
Beijing National Hotel, progetto realizzato dallo studio californiano Emergent di Los Angeles, dichiarato il più grande albergo ecosostenibile di Pechino, provvisto di millecinquecento camere, é un edificio lungo 303 metri ubicato in una posizione adiacente all’Aeroporto internazionale che, oltre alle più recenti tecnologie applicate, vanterà la presenza al suo interno di una foresta pluviale di 10 mila metri quadrati. L’ispirazione di base adottata dallo studio di progettazione verte su modelli biologici.
La facciata é in vetro, realizzata mediante una leggera struttura di cavi, tra i quali saranno inseriti speciali tubi solari termici per garantire una più proficua sostenibilità ed efficienza energetica, viene strategicamente scandita da finestre e lucernari per l’induzione della luce naturale.
L’involucro dell’edificio adotta un sistema a doppia pelle creando una zona tampone termica. Tre anelli ben distinti sviluppano la forma organica dell’albergo, provvisti di superfici avvolgenti che ne raccordano la struttura.
Gli atri previsti dal progetto architettonico sono sormontati da cupole robuste anticorrosive realizzate in plastica Efte. L’hotel includerà inoltre sale conferenze, ampie aree di servizio, business suite e le camere si apriranno a ventaglio lungo tutta la circonferenza degli anelli.
by Marius Creati
+Pool, concept pool nata dalle menti di Family e PlayLab
L’idea di sfruttare i fiumi delle città come piscine all’aperto non è nuova, ma questo concept chiamato +Pool è davvero interessante sotto molti punti di vista. L’idea nata dalle menti di Family e PlayLab è quella di isolare una porzione di fiume Hudson al fine di creare un nuovo spazio sociale e sportivo per i cittadini; questa piscina cruciforme racchiude al proprio interno caratteristiche diverse pensate per funzioni diverse. Ogni braccio della croce è quindi attrezzato per specifiche attività, come lo sport, il relax o uno spazio per i bambini.I bordi di questa piscina galleggiante sono studiati appositamente per filtrare l’acqua del fiume e renderla così balneabile; tre strati diversi permettono così di pulire da ogni residuo l’acqua.
Fonte: Linea Di Sezione
Villa di Vibe Design Group in Australia
Ecco un’incredibile villa realizzata dallo studio Vibe Design Group in Australia. La residenza è ispirata allo stile modernista, ma lo rilegge in una chiave più familiare e contemporanea, puntando su un attento studio dei dettagli e una ricerca accurata dei materiali. Pannelli assemblati in cantiere e il legno sulla facciata principale scandiscono i vuoti ed i pieni della costruzione che si apre verso il giardino e la piscina poste all’interno del lotto. L’accesso alla casa appare particolarmente suggestivo, grazie ad un’illuminazione curata per evidenziare il percorso e le specchiature dell’ingresso.
Fonte: Linea Di Sezione
La Ruta del Peregrino, padiglione sulle montagne Jalisco
La Ruta del Peregrino è un percorso religioso che copre la distanza di 117 chilometri nel Messico. Lungo la strada milioni di pellegrini si muovo in adorazione della Vergine di Talpa. Nel punto più alto del percorso, sulle montagne Jalisco, è posizionato questo padiglione di pellegrinaggio realizzato dallo studio cileno Elemental. Questa struttura in cemento armato appare come adagiata sulla collina con una forza materica molto spirituale e brutalista, dove il suo sbalzo verso l’esterno accentua la vista sul paesaggio circostante e proietta i pellegrini verso il proseguo del loro cammino.
Fonte: Linea Di Sezione
Ark Hotel, albergo galleggiante ecosostenibile di Alexander Remizov
L’idea dell’Ark Hotel è venuta all’architetto russo Alexander Remizov e si tratterebbe del primo grande hotel capace di galleggiare sull’acqua e di spostarsi in qualunque parte del mondo via mare. L’hotel ancora in fase di progettazione almeno per quanto riguarda le rifiniture, sarà oltre che galleggiante, anche completamente ecosostenibile e lussuoso allo stesso tempo. La struttura è concepita per essere anche totalmente autosufficiente a livello energetico grazie a sistemi di energia eolica e solare e potrà ospitare fino a 1000 persone all’interno dei suoi 1400 metri quadrati di superficie. Secondo Remizov, la realizzazione dell’hotel non comporterà una tempistica superiore a 3 o 4 mesi al massimo. all’interno dell’albergo sarà anche presente uno spazio verde in cui rilassarsi e rigenerarsi e sarà curato nel design in ogni particolare. Ad esempio i vetri saranno sostituiti da materiali riciclabili ed autopulenti. Remizov è convinto che questa idea innovativa avrà un grande successo viste le prenotazioni che fioccano sempre abbondanti presso gli hotel acquatici e la particolarità che può essere realizzato in qualunque parte del mondo farà sì che i finanziamenti arrivino più velocemente agevolando la realizzazione dell’opera.
Carla Liberatore
Plagi e omaggi architettonici
Difficilmente nell’ambito dell’architettura sentiamo parlare di plagi, quando due progetti si assomigliano in maniera “sospetta” uno dei due si identifica come un omaggio ad un altro architetto, oppure s’inserisce l’opera all’interno di un movimento con determinata caratteristiche stilistiche. Oggi mentre navigavo tra alcuni siti di architettura ho trovato le immagini di sopra che riguardano un grattacielo a Melbourne progettato dallo studio ARM architects con sede in Australia, il disegno della facciata mi ha subito interessato ma mi dava una strana sensazione di deja vu.
Pensandoci meglio mi sono reso conto dove avevo già visto quell’edificio e andando sul sito dello studio danese BIG ne ho avuto conferma, ecco qui sotto infatti il progetto per l’Airport Hotel di Stoccolma elaborato nel 2007 e poi mai realizzato.
BIG in questi ultimi tempi è uno degli architetti che reputo maggiormente innovativi e che seguo con grande interesse; quindi guardando queste immagini ho subito pensato “guarda questo studio australiano come saccheggia le idee di un progetto non poi realizzato”. A quel punto sono andato sul sito di ARM Architects per vedere altri loro lavori ed ecco l’ennesima sorpresa; nella pagina del progetto del grattacielo a Melbuorne c’è il link ad un loro precedente progetto (Dupain Building) datato 2004 che potete vedere qui sotto. Così tutti i miei ragionamenti vengono meno perchè, per come appare dai dati che ho a disposizione, sarebbe stato BIG a saccheggiare dallo studio australiano e non viceversa.
L’unico dubbio che mi rimane in questa complicata vicenda è legato al copyright sulle immagini, premetto che non sono un esperto in materia, ma i render del progetto del grattacielo di Melbuorne hanno il copyright datato 2010, mentre quelli del Dupain Building non hanno nessun marchio.La questione è davvero complicata e sicuramente non costruttiva per la nostra categoria professionale, forse parlare di plagio è eccessivo? Sicuramente non si può parlare di omaggio. Lascio a voi ulteriori riflessioni.
Fonte: Linea Di Sezione
Nebuta-no-ie Warasse, padiglione progettato da Molo+d/dt+Frank la Riviere Architects
Ogni agosto, ad Aomori, si svolge il Nebuta Festival, dove una gigantesca lanterna galleggiante mostra le storie di guerrieri cinesi e giapponesi che si mescolano con miti e poemi di guerra. Il Nebuta-no-ie Warasse è dedicato a tutti gli aspetti di questo festival; l’edificio sorge nell’area portuale della città giapponese, si affaccia sulla baia prospiciente ed è stato progettato da molo+d/dt+Frank la Riviere Architects. L’aspetto più interessante di questo padiglione è sicuramente nel suo involucro; questo è realizzato da una doppia pelle, una interna completamente trasparente ed una più esterna composta da strisce di acciaio che si piegano su se stesse per creare aperture, passaggi per la luce ed accessi all’edificio.Questo permette al visitatore di varcare realmente una passaggio per entrare in un altro mondo, dominato da guerrieri, creature mitiche e storie perdute.
Fonte: Linea Di Sezione






















