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Archive for the ‘Domus Architecture’ Category

Ame-lot, progetto di riuso di Malka Architecture

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Malka Architecture ha presentato in questi giorni il progetto chiamato AME-LOT, basato su materiale di riuso. L’idea molto accattivante riguarda l’utilizzo di numerosi pancali per creare nuovi volumi su edifici già esistenti, andando così a sovrapporsi alla facciata.
Il progetto cerca di aumentare la volumetria delle già dense città contemporanee, andando in aggetto rispetto al fronte della facciata e creando delle nuove stratificazioni; inoltre l’utilizzo dei pancali come materiale di rivestimento sottolinea il principio ecologico che l’opera porta avanti. Questo non solo perchè il materiale è riciclato da usi precedenti, ma anche per il basso impatto del legno dal punto di vista della sostenibilità.
Particolarmente interessante anche il sistema di schermatura della luce messo a punto; due pancali incernierati che permettono di chiudere o aprire totalmente al passaggio della luce ed inoltre movimentano la facciata grazie alla loro alternanza casuale.

Fonte: Linea Di Sezione

Diagonal ZeroZero, la zona del grattacielo realizzato da EMBA

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Settimana scorsa vi ho parlato dell’inaugurazione di un nuovo grattacielo nel punto dove inizia la Diagonal e a ridosso del Forum. Nel mio ultimo viaggio a Barcellona mi ricordavo di aver parlato con un’amica che vive lì (Alessandra) della riqualificazione che stava coinvolgendo tutto il quartiere e così ho provato ad approfondire di più la questione anche col suo aiuto.
La zona dove è sorto anche il grattacielo realizzato da EMBA si chiama 22@ e si trova nel quartiere di poblenou, un’area questa con una forte concentrazione industriale particolarmente legata all’industria tessile; il progetto di riqualificazione si poneva l’obiettivo di trasformare tutta la zona in un nuovo distretto dell’innovazione tecnologica per la città. Il quartiere legato alla classe operaia da anni presentava diverse criticità, legate soprattutto alla necessità di alloggi.
Il progetto oltre ad un nuovo studio sulla viabilità e sulle infrastrutture prevedeva lo smantellamento delle vecchie industrie a favore di nuove imprese tecnologicamente avanzate e la realizzazione di numerosi alloggi con lo scopo di migliorare le condizioni di vita nell’area; tutto questo nell’anno 2001.

Ad oggi, anno 2011, la situazione si presenta ben diversa rispetto alle aspettative; alcuni palazzi di alloggi sono stati costruiti, ma questi hanno costo che li porta ad avere un target ben diverso dalla classe operaia che prima viveva nell’aerea, dei 4000 appartamenti a prezzi agevolati previsti, ne sono stati completati solo 576. La situazione non è migliore se si va a vedere la parte riguardante le imprese e l’economia; il nuovo intervento doveva garantire circa 130.000 nuovi posti di lavoro, ma di questi ne sono stati assegnati solo il 17%, a cui vanno sottratti quelli persi a causa della chiusura di tutte le 8555 piccole e medie impresi a cui sono state revocate le licenze.
Un caso particolarmente significativo è quello dell’area industriale di Can Ricart che dava lavoro a 240 persone in piccole e medie imprese espulse nel 2005, nonostante questo i lavori sull’area non sono mai iniziati e l’area giace in stato di abbandono.
Per quanto riguarda gli spazi destinati al terziario e alle altre funzioni, la maggior parte di questi è stato destinato a funzioni non pertinenti alle reali necessità del quartiere, ad esempio sono stati costruiti in un quartiere a vocazione industriale diversi alberghi a 4 o 5 stelle, uno di questi porta addirittura la firma dell’architetto francese Dominique Perrault; inoltre Jean Nouvel ha realizzato nel quartiere un grande giardino pubblico di oltre 5 ettari di estensione.

Le opere di riqualificazione di un’aera vasta come quella presa in esame sono sempre particolarmente complesse, perchè coinvolgono parametri diversi rispetto a quelli puramente architettonici, tutto l’intervento è stato poi inserito in un periodo storico sicuramente non favorevole e anche questo ha influito negativamente sui risultati previsti e poi non raggiunti.
Nonostante alcuni singoli interventi di pregio architettonico, a dieci anni dalla presentazione del progetto più che di riqualificazione urbana sembra più opportuno parlare di speculazione.

Fonte: Linea Di Sezione

Diagonal ZeroZero, grattacielo realizzato dallo studio catalano EMBA

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Un incrocio di lame di allumino verniciato copre la facciata di vetro del nuovo grattacielo di Barcellona, realizzato dallo studio catalano EMBA. Diagonal ZeroZero perchè sorge dove inizia una delle vie principali della città, la Diagonal appunto, nell’area del Forum, accanto al famoso edificio di Herzog e De Meuron.Il palazzo ricalca la forma del lotto sul quale sorge, andando a formare quindi un vertice molto accentuato, e si sviluppa per un’altezza di 25 piani e circa 110 metri; il complesso è stato realizzato per conto della società spagnola Telefonica. L’area in cui sorge può essere considerata un margine urbano, infatti si trova tra gli spazi della città consolidata e una grande area di espansione legata alle funzioni pubbliche del Forum.

Fonte: Linea Di Sezione

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Beijing National Hotel, albergo ecosostenibile dallo studio californiano Emergent

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Beijing National Hotel, progetto realizzato dallo studio californiano Emergent di Los Angeles, dichiarato il più grande albergo ecosostenibile di Pechino, provvisto di millecinquecento camere, é un edificio lungo 303 metri ubicato in una posizione adiacente all’Aeroporto internazionale che, oltre alle più recenti tecnologie applicate, vanterà la presenza al suo interno di una foresta pluviale di 10 mila metri quadrati. L’ispirazione di base adottata dallo studio di progettazione verte su modelli biologici.

La facciata é in vetro, realizzata mediante una leggera struttura di cavi,  tra i quali saranno inseriti speciali tubi solari termici per garantire una più proficua   sostenibilità ed efficienza energetica, viene strategicamente scandita da finestre e lucernari per l’induzione della luce naturale.

L’involucro dell’edificio adotta un sistema a doppia pelle creando una zona tampone termica. Tre anelli ben distinti sviluppano la forma organica dell’albergo,   provvisti di superfici avvolgenti che ne raccordano la struttura.

Gli atri previsti dal progetto architettonico sono sormontati da  cupole robuste anticorrosive realizzate in plastica Efte. L’hotel includerà inoltre sale conferenze, ampie aree di servizio, business suite e le camere si apriranno a ventaglio lungo tutta la circonferenza degli anelli.

by Marius Creati

+Pool, concept pool nata dalle menti di Family e PlayLab

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L’idea di sfruttare i fiumi delle città come piscine all’aperto non è nuova, ma questo concept chiamato +Pool è davvero interessante sotto molti punti di vista. L’idea nata dalle menti di Family e PlayLab è quella di isolare una porzione di fiume Hudson al fine di creare un nuovo spazio sociale e sportivo per i cittadini; questa piscina cruciforme racchiude al proprio interno caratteristiche diverse pensate per funzioni diverse. Ogni braccio della croce è quindi attrezzato per specifiche attività, come lo sport, il relax o uno spazio per i bambini.I bordi di questa piscina galleggiante sono studiati appositamente per filtrare l’acqua del fiume e renderla così balneabile; tre strati diversi permettono così di pulire da ogni residuo l’acqua.

Fonte: Linea Di Sezione

Villa di Vibe Design Group in Australia

Ecco un’incredibile villa realizzata dallo studio Vibe Design Group in Australia. La residenza è ispirata allo stile modernista, ma lo rilegge in una chiave più familiare e contemporanea, puntando su un attento studio dei dettagli e una ricerca accurata dei materiali. Pannelli assemblati in cantiere e il legno sulla facciata principale scandiscono i vuoti ed i pieni della costruzione che si apre verso il giardino e la piscina poste all’interno del lotto. L’accesso alla casa appare particolarmente suggestivo, grazie ad un’illuminazione curata per evidenziare il percorso e le specchiature dell’ingresso.

Fonte: Linea Di Sezione

La Ruta del Peregrino, padiglione sulle montagne Jalisco

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La Ruta del Peregrino è un percorso religioso che copre la distanza di 117 chilometri nel Messico. Lungo la strada milioni di pellegrini si muovo in adorazione della Vergine di Talpa. Nel punto più alto del percorso, sulle montagne Jalisco, è posizionato questo padiglione di pellegrinaggio realizzato dallo studio cileno Elemental. Questa struttura in cemento armato appare come adagiata sulla collina con una forza materica molto spirituale e brutalista, dove il suo sbalzo verso l’esterno accentua la vista sul paesaggio circostante e proietta i pellegrini verso il proseguo del loro cammino.

Fonte: Linea Di Sezione

Ark Hotel, albergo galleggiante ecosostenibile di Alexander Remizov

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L’idea dell’Ark Hotel è venuta all’architetto russo Alexander Remizov e si tratterebbe del primo grande hotel capace di galleggiare sull’acqua e di spostarsi in qualunque parte del mondo via mare. L’hotel ancora in fase di progettazione almeno per quanto riguarda le rifiniture, sarà oltre che galleggiante, anche completamente ecosostenibile e lussuoso allo stesso tempo. La struttura è concepita per essere anche totalmente autosufficiente a livello energetico grazie a sistemi di energia eolica e solare e potrà ospitare fino a 1000 persone all’interno dei suoi 1400 metri quadrati di superficie. Secondo Remizov, la realizzazione dell’hotel non comporterà una tempistica superiore a 3 o 4 mesi al massimo. all’interno dell’albergo sarà anche presente uno spazio verde in cui rilassarsi e rigenerarsi e sarà curato nel design in ogni particolare. Ad esempio i vetri saranno sostituiti da materiali riciclabili ed autopulenti. Remizov è convinto che questa idea innovativa avrà un grande successo viste le prenotazioni che fioccano sempre abbondanti presso gli hotel acquatici e la particolarità che può essere realizzato in qualunque parte del mondo farà sì che i finanziamenti arrivino più velocemente agevolando la realizzazione dell’opera.

Carla Liberatore

Plagi e omaggi architettonici

Difficilmente nell’ambito dell’architettura sentiamo parlare di plagi, quando due progetti si assomigliano in maniera “sospetta” uno dei due si identifica come un omaggio ad un altro architetto, oppure s’inserisce l’opera all’interno di un movimento con determinata caratteristiche stilistiche. Oggi mentre navigavo tra alcuni siti di architettura ho trovato le immagini di sopra che riguardano un grattacielo a Melbourne progettato dallo studio ARM architects con sede in Australia, il disegno della facciata mi ha subito interessato ma mi dava una strana sensazione di deja vu.
Pensandoci meglio mi sono reso conto dove avevo già visto quell’edificio e andando sul sito dello studio danese BIG ne ho avuto conferma, ecco qui sotto infatti il progetto per l’Airport Hotel di Stoccolma elaborato nel 2007 e poi mai realizzato.

BIG in questi ultimi tempi è uno degli architetti che reputo maggiormente innovativi e che seguo con grande interesse; quindi guardando queste immagini ho subito pensato “guarda questo studio australiano come saccheggia le idee di un progetto non poi realizzato”. A quel punto sono andato sul sito di ARM Architects per vedere altri loro lavori ed ecco l’ennesima sorpresa; nella pagina del progetto del grattacielo a Melbuorne c’è il link ad un loro precedente progetto (Dupain Building) datato 2004 che potete vedere qui sotto. Così tutti i miei ragionamenti vengono meno perchè, per come appare dai dati che ho a disposizione, sarebbe stato BIG a saccheggiare dallo studio australiano e non viceversa.

L’unico dubbio che mi rimane in questa complicata vicenda è legato al copyright sulle immagini, premetto che non sono un esperto in materia, ma i render del progetto del grattacielo di Melbuorne hanno il copyright datato 2010, mentre quelli del Dupain Building non hanno nessun marchio.La questione è davvero complicata e sicuramente non costruttiva per la nostra categoria professionale, forse parlare di plagio è eccessivo? Sicuramente non si può parlare di omaggio. Lascio a voi ulteriori riflessioni.

Fonte: Linea Di Sezione

Nebuta-no-ie Warasse, padiglione progettato da Molo+d/dt+Frank la Riviere Architects

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Ogni agosto, ad Aomori, si svolge il Nebuta Festival, dove una gigantesca lanterna galleggiante mostra le storie di guerrieri cinesi e giapponesi che si mescolano con miti e poemi di guerra. Il Nebuta-no-ie Warasse è dedicato a tutti gli aspetti di questo festival; l’edificio sorge nell’area portuale della città giapponese, si affaccia sulla baia prospiciente ed è stato progettato da molo+d/dt+Frank la Riviere Architects. L’aspetto più interessante di questo padiglione è sicuramente nel suo involucro; questo è realizzato da una doppia pelle, una interna completamente trasparente ed una più esterna composta da strisce di acciaio che si piegano su se stesse per creare aperture, passaggi per la luce ed accessi all’edificio.Questo permette al visitatore di varcare realmente una passaggio per entrare in un altro mondo, dominato da guerrieri, creature mitiche e storie perdute.

Fonte: Linea Di Sezione