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Range Rover Sport 2012, foto nel deserto di Dubai

November 4, 2011 Leave a comment

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Mentre tutti sono a chiedersi come sarà ufficialmente la prossima Range Rover Sport che arriverà nel 2012, la casa automobilistica Land Rover si diverte ad effettuare gli ultimi test su quest’ultima nell’immenso deserto di Dubai.
Secondo quanto rivelato dai tecnici della casa, queste ultime prove serviranno a mettere a punto la trazione integrale, che dovrà essere in grado anche di sfrecciare tra le dune del deserto.
Visto che le foto in questione mostrano ancora una Range Rover Sport 2012 mascherata, non è ancora possibile fornire dettagli sulla carrozzeria, ma possiamo dire che in questo caso la vediamo molto più squadrata del solito.

Fonte: GoLook.it

5 consigli principali per scattare una buona foto

October 17, 2011 Leave a comment

Di solito un fotografo può adottare una di due mentalità: la mentalità“scatta e basta”, che si basa solo su poche regole principali, e la mentalità “attenta“, che si basa sull’esecuzione rigida delle regole che si apprendono nei corsi, libri, dagli altri fotografi ecc. Io seguo la prima, ma per entrambe le mentalità c’è comunque sempre qualche regola da seguire. E vedremo 5 consigli/regole che tutti noi dovremmo sempre seguire.

La regola dei terzi

La regola dei terzi è probabilmente la regola più importante, che deriva persino dalla pittura. La regola è semplice: mai porre il soggetto della foto al centro. Nella maggior parte delle foto in cui c’è un soggetto, la foto può essere molto più dinamica se tale soggetto si trova a destra o a sinistra della foto. Ad esempio può essere molto utile nei ritratti, se ad esempio io fotografo un prete, sarebbe perfetto fare un ritratto del prete alla sinistra o alla destra della foto, in modo che dietro posso mostrare la sua chiesa. In questo modo avrò un ritratto perfetto del prete e del suo ambiente “di vita”. Poi è ovvio, ci sono delle eccezioni, ci sono ritratti in cui il soggetto è meglio che sia perfettamente al centro, specialmente nei ritratti in cui si vede solo il viso. Il mio consiglio comunque è di stare sempre attenti a posizionare il soggetto, nella maggior parte dei casi, la posizione del soggetto può cambiare completamente la bellezza e il significato che vuoi dare alla foto.

L’orario della foto

Un’altra “regola” importante da seguire è l’attenzione all’orario in cui si faranno le foto. Tutti sappiamo che all’alba e al tramonto si catturano foto più belle. E non solo perché c’è il sole che sorge e tramonta, ma anche perché i colori dei raggi del sole sono diversi. Nelle ore in cui il sole sorge e tramonta la foto assumerà delle tonalità di colore che la renderanno più bella. In poche parole, qualsiasi cosa tu fotografi (animali, panorami, persone), la foto sarà più bella se scattata all’alba o al tramonto che nel primo pomeriggio.

Bellezza e significato

Certe volte, soprattutto tra i giovani, c’è secondo me troppa ricerca della foto simbolica e artistica. Ovviamente qui si tratta di gusti, ma il mio consiglio è sempre quello di cercare significato e bellezza al tempo stesso. Ad esempio quante foto ho visto delle gocce che si infrangono nelle pozzanghere, possono sembrare simboliche e belle, ma in realtà, riflettendoci, non hanno alcun significato e forse non sono nemmeno troppo belle. La foto qui sopra che ho scattato del mio cane personalmente mi piace molto, in quanto c’è un soggetto e ci sono dei colori che la rendono una foto discreta, e al tempo stesso l’espressione del cane conferisce un significato alla foto, che può essere quello della solitudine di un cane d’appartamento o qualsiasi altra cosa. Quindi, sempre che tu non sia in contrasto con la mia opinione, cerca sempre di portare sia significato che bellezza nei tuoi scatti. Per bellezza intendo che la foto deve avere un soggetto, dei colori (a meno ché non stia meglio in bianco e nero), un bell’ambiente e a volte anche una piccola post-produzione (con Photoshop e con altri programmi di grafica).

La massima qualità

Privilegia sempre la qualità che il numero delle foto. Nella macchina fotografica imposta sempre la qualità massima. Quindi per ogni foto controlla sempre attentamente che il fuoco venga fatto accuratamente e controlla sempre l’apertura. Questi due controlli ti servono per trovare sempre la massima nitidezza. Una volta che hai scattato la foto, riguardala bene dal display, che può ingannare (quante volte mi sono ritrovato foto bellissime sul display della macchina che poi, una volta caricate sul computer si sono scoperte una delusione). Nel display fai sempre zoom sui dettagli, per capire se la foto sia venuta nitida al 100%. E soprattutto devi avere un buon occhio per i colori, nel display piccolo una foto di un tramonto può sempre apparire molto più bella che sul computer.

L’angolatura giusta

Normalmente frontalmente una foto viene sempre bene. Quando scatti una foto però, prova a muoverti anche di pochi centimetri attorno al soggetto, orizzontalmente e verticalmente. La foto assumerà un significato completamente diverso. In teoria non dovresti aver paura di accovacciarti e persino coricarti per scattare una foto, d’altronde il motivo per cui i fotografi più famosi sono tali è proprio per questo: perché cercano sempre nuove angolature. E per cercare nuove angolature, nuovi punti di vista, devi poterti posizionare in qualsiasi modo e luogo per scattare la foto. Come ho detto, i principianti variano l’angolatura al massimo orizzontalmente, tu prova a cambiare anche verticalmente.

Alberto Ziveri

Fonte: Skimbu

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Il cavallo berbero, dal Maghreb nell’Occidente

October 13, 2011 Leave a comment

L’avvenire del cavallo berbero è assicurato, ha sottolineato  oggi il giornalista Jean-Louis Gouraud, enciclopedista del cavallo e dell’equitazione. Gouraud ha animato una conferenza dal titolo:” Le sette vite del cavallo arabo“, nel quadro delle conferenze scientifiche al Salone del Cavallo di El Jadida, ribadendo che dopo anni di declino il cavallo berbero è oggi in buona salute nel Marocco e ovunque nel mondo. In Marocco l’allevamento del cavallo berbero costituisce un obiettivo prioritario nel programma di sviluppo dell’allevamento equino nazionale, ha indicato l’esperto francese, sottolineando che questa volontà del Reame per preservare questa razza oltrepassa le frontiere perchè il Marocco, ha ribadito, ha offerto in questi ultimi anni alle Haras nazionali francesi uno stallone  di razza berbera, per sostituire un altro cavallo della stessa razza, offerto dall’Algeria e deceduto ultimamente.  La storia del cavallo berbero è antica ed è originaria dell‘Africa del nord, su di un territorio che si estende dalla Libia al Marocco. E tradizionalmente associato al popolo berbero del Maghreb. Questo cavallo, è stato stabilito da alcuni ricercatori in Algeria, ha avuto origine circa 4.000 anni fa. In tutti i casi, in Africa del nord, il cavallo è parte integrante della vita degli uomini, in tutta la sua storia. Il cavallo berbero è una razza pura e autoctona del Maghreb (Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia). Queste conferme sono basate su degli studi paleontologici e su analisi di DNA e questa origine è rafforzata dalle incisioni, pitture rupestri e da alcuni monumenti che esistono sul suolo africano del nord, dalla Libia al Marocco. Queste iscrizioni rappresentano l’addomesticamento di cavalli aventi le caratteristiche morfologiche del cavallo berbero attuale. Il cavallo berbero è allevato dall’antichità per la caccia, la guerra, le parate e il lavoro ed è compagno da sempre dei nomadi e degli allevatori dell’Atlas e degli alti plateaux montagnosi del Marocco.

Questo cavallo venne menzionato già ai tempi dei romani come cavallo della Barbaria. Un gran numero di loro vennero importati  in Europa a partire dal VII° secolo dove diventarono cavalli da guerra, specialmente in Gran Bretagna. Il cavallo berbero ha influenzato numerose razze nel mondo come la razza spagnola e i suoi vicini, i lusitani, cosi come i Criollo argentini e i Mustang, discendenti dei cavalli berberi e iberici ritornati allo stato selvaggio. Uno stallone, si presume berbero, Godolphin Arabian, fece parte dei tre stalloni fondatori della razza purosangue inglese. Ci sono diversi tipi di cavalli berberi secondo la zona di origine,  ma in comune tutti hanno la testa allungata, profilo robusto, orecchie medie. Le membra sono secche ma solide, le spalle piatte e i piedi sono forti. La coda è piazzata bassa su di una groppa avvallata e le crine sono abbondanti. L’altezza  di questo cavallo antico è all’incira di 1,55 al garrese. La particolarità di questo cavallo e che possiede 5 vertebre lombari anzichè sei. Questa è una qualità che si sta cercando di mantenere nella razza e i veterinari osteopatologisti precisano che i lombi sono il punto fragile della colonna vertebrale degli equini perchè sono i soli che fluttuano come un ponte sospeso tenuti solo dai muscoli. Avere cinque vertebre lombari defatiga i muscoli sospensori. Questa particolarità spiegherebbe la resistenza che si riconosce al cavallo berbero senza peraltro limitare la dolcezza della sua cavalcata. Il berbero è un cavallo docile e rustico con grandi polivalenze. Nella resistenza ottiene dei risultati eccezionali. La sua velocità è attestata dalla scelta di questa razza per creare cavalli da corsa più veloci, come il purosangue inglese ed è quindi un cavallo che unisce resistenza e velocità, ideale per tutti gli sports equestri. Se attualmente, in Africa del nord, il cavallo berbero resta associato  a delle attività culturali come la Fantasia, queste qualità fanno di lui il cavallo ideale per numerose attività sportive moderne come il dressage, l’apprendistato dell’equitazione, l’endurance, il polo, i circuiti equestri turistici ecc.. Essendo di una dolcezza incontestabile necessità di un facile dressage e possiede tutte le attitudini che non chiedono altro di essere sviluppate come la sobrietà, la rusticità, la resistenza, la dolcezza, la pazienza, l’agilità e il fatto di essere infaticabile. Possiede inoltre, memore di antichi passati, una resistenza alle intemperie, alla fame e alle privazioni, a dir poco rara in un cavallo. Una celebre   frase su questo nobile cavallo antico dice: “Sente la fame, sente la sete, sente il freddo e  soffre per il caldo, ma non è mai stanco !“. Questo è il cavallo berbero.

Fonte: My Amazighen

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Q-LAB, esperimento vitale

October 7, 2011 Leave a comment

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Q-LAB – Ogni venerdì al Q21

Inaugurazione: 7-10-2011

“Folle è l’uomo che non ha mai provato un esperimento nella sua vita”

Ispirato da queste queste parole di Darwin, è nato Q-LAB. Un esperimento tra i deck di una consolle, che troverà riscontri sulla dancefloor e avrà come unico strumento di misura i clubbers scatenati!

L’unione di menti differenti e geniali ha sempre uno sviluppo positivo, soprattutto se il comune intento è creare qualcosa di nuovo, di ibrido, un organismo vivo, bellissimo.

Stimolo per gli occhi, orgasmo per le orecchie, qualità assicurata.

Cavie e ospiti speciali si alterneranno ogni settimana, back to back con i resident Djs Carlo Mognaschi e PRTPP, generando qualcosa di inaspettato e incredibile, sperimentando miscele speciali e pozioni fluorescenti.

A presiedere gli esperimenti, l’occhio attento e le esibizioni esuberanti dello special guest performer Alex Mercurio che esporterà i metodi iberici della Matinée Barcelona.

Il laboratorio è il Q21, attrezzato per l’occasione con le sue luci migliori, effetti visivi kaleidoscopici, stanze nascoste e specchi ambigui.

Due ambienti differenti per un esperienza dinamica in una continuo cambiamento:

Room.1 – Deep Treatment

Carlo Mognaschi – Soundentric – Annuar

Room.2 – Dirty Disco Analysis

PRTPP & baffiparti crew

Il QLAB è ogni Venerdì al Q21 – Via Padova 21, Milano

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Fifa 12, dodicesima edizione del famoso videogioco di EA Sports

October 3, 2011 Leave a comment

E’ stato presentato da pochi giorni ed ha già riscosso un grande interesse da parte del grande pubblico di giocatori e appassionati. Si tratta della dodicesima edizione di uno dei giochi di calcio più famosi al mondo: Fifa 12.

Questo nuovo capitolo, si presenta con opzioni e particolari mai visti primi; sono disponibili dribbling di precisione, calciomercato con conto alla rovescia e perfino una nuova opzione che propone le stesse condizioni dei giocatori reali in quel determinato istante.

Il famoso videogioco di EA Sports, è già disponibile su PlayStation 2, PlayStation 3, Xbox 360, PC, Wii, PSP, iPhone e iPad.

Fonte: GoLook-Technology.it

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Sky, novità e miracoli dello sport

September 21, 2011 Leave a comment

Stanchi di perdere sempre le partite di calcio della vostra squadra del cuore? Nessun problema, perchè da oggi potrete fidarvi della nuova offerta sky.

Grazie alla nuova ed incredibile offerta di Sky, infatti, potrete seguire tutte le partite di Serie A e B, la Champions League e persino tutte le serie di calcio internazionale, dalla Bundesliga al calcio Sudamericano.

Il successo della nuova offerta Sky è dato anche dagli spot pubblicitari di grande successo in TV, che vedono testimonial del calibro di Francesco Totti, Eto’o, Gerard Piquè e Federica Pellegrini.

Tutti campioni pronti a stupire il pubblico con la loro passione per lo sport, che li ha portati a diventare personaggi di fama internazionale.

Eto’o che rimane “freezzato” durante una rovesciata, Andrea Pirlo impegnato a battere una punizione in pieno centro cittadino, l’intraprendente Piquè che riesce a far palleggiare un’anziana signora e tanto altro, sono i miracoli della nuova offerta Sky.

Chi attiverà Sky potrà godersi tutto lo sport e i film più interessanti in  HD, proprio come alcinema, mettendo persino in pausa quando per forza di cose ci si deve allontanare dalla TV per diverso tempo.

Di seguito ecco a voi il video backstage degli spot riservati alla nuova offerta di Sky; in basso la lista dei link delle pubblicità dov’è possibile visionare con i propri occhi i “miracoli dello sport“!

Fonte: GoLook-Technology.it

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Sky, novità e miracoli dello sport

September 16, 2011 Leave a comment

Delusi dalla solita TV che ormai non offre più visioni di grande interesse? Niente paura, visto che da oggi con sky potrete seguire tutto quello che desiderate dal vostro divano di casa, senza fastidi di interruzione e problemi vari.
Basta prendere visione della nuova programmazione di sky per entrare a far parte di una nuova era televisiva, dove i gol persi ed i particolari sfuggiti sono solo un brutto ricordo, visto che con sky potrete guardare tutti i vostri sport preferiti ed i film di grande successo proprio come foste al cinema, mettendo anche in pausa la partita nel caso in cui desideriate prendere una bibita o rispondere al telefono.
Sia la categoria cinema che sport, inoltre, sarà visibile in modalità HD, così da non far perdere nemmeno i minimi particolari del film, grazie alla risoluzione super precisa che vi permetterà di notare persino le gocce di sudore.
La nuova offerta sky è stata presentata e presa in considerazione da campioni del calibro di Francesco Totti, Federica Pellegrini, Gerard Piquè e altri ancora, che in questo caso hanno partecipato come testimonial alla campagna.
Anche gli spot televisivi della nuova offerta sky hanno avuto un gran successo, facendo vedere artisti e giocatori in vesti insolite, pronti ad affrontare sfide davvero impossibili; si ricordi Andrea Pirlo intento a battere una punizione nel mezzo della piazza centrale di una cittadina di provincia e Gerard Piquè che riesce a far palleggiare una vecchietta; tutti questi sono definiti dal pubblico come i “miracoli di sky”.

Fonte: GoLook.it

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Musée de l’Art de Vivre, art de vivre chiamata Giardino

September 9, 2011 Leave a comment

Nel calendario delle sue esposizioni temporanee, il Museo dell’Art de Vivre di Marrakech apre la sua nuova stagione culturale con un esposizione consacrata all’arte del giardino in Marocco. Essendo un grande appassionato di giardini, cactacei in primis, scrivo con enorme piacere su questo argomento, sempre più attuale anche in Marocco. L’uomo, dalla sua sedentarizzazione ha lavorato e modificato i paesaggi. E ne ha creati altri. Sul filo del tempo, le tecniche agricole e le diversificazioni delle culture e la creazione di nuove varietà di piante con tecniche di ibridazione e di biotecnologie hanno prondamente modificato ed arrichito la flora in tutto il mondo. Se la creazione di un giardino dipende dal sole e dal clima, deve molto anche al terreno culturale sul quale si sviluppa e all’epoca storica di appartenenza. Si può affermare che un giardino è una sintesi di fisicità, di quadri naturali, geografia, storia e cultura. I giardini sono il riflesso delle civiltà che li hanno visti nascere, non è importante nell’esempio i nomi dei territori e le culture che li hanno creati: giardini islamici, andalusi, giapponesi, inglesi, francesi, italiani. Così fragili, i giardini conosciuti già dalle civilizzazioni antiche nelle differenti epoche, sono riusciti alle volte ad attraversare i tempi e testimoniare i geni che hanno creato questi capolavori. I giardini dell’Agdal, Majorelle, Versailles, Medici,  e tanti altri sono eccellenti illustrazioni della grandezza dei loro creatori. Il Marocco, crocevia tra il Mediterraneo e l’Atlantico, si caratterizza dalla diversità paesaggistica e dali suoi differenti climi. Foreste dense nel Rif, dune nel Sahara, cedraie nel Medio Atlas, i visitatori del Marocco scoprono differenti situazioni, naturali e coltivate dall’uomo. Grazie a queste diversità, in primis quella climatica, il giardiniere trova sempre numerose opportunità per dare libero sfogo alla sua immaginazione creando dei giardini per sognare, per rapportarsi e amare. Si arriva al punto di vedere due tipi di giardini coesistere, mixandosi in una fusion straordinaria, creando una nuova forma di movimento. I fotografi che partecipano all’esposizione, Nourddine Tilsaghani, Hassan Nadim, Abdellah Mahmoud e Abderrazzak Benchaâmane, hanno viaggiato per tutto il reame marocchino fotografando sia i giardini pubblici che quelli privati. Il loro obiettivo è quello di rivendicare il giardino come patrimonio ecologico e naturale , esaltando un arte di vivere in armonia con la natura del Marocco. L’esposizione sarà visibile sino al 30 novembre 2011.

Informazioni : 00212 -0 5 24 378 373 –0 6 10 408 096
Contatto : muséeartdevivre@gmail.com
Credits: EMarrakech – Museo dell’Art de Vivre di Marrakech – Jardin du Maroc

Fonte: My Amazighen

Vogue Fashion’s Night Out 2011, bellezza inesauribile

September 8, 2011 Leave a comment

Una volta c’erano le Notti Bianche – ve le ricordate? -. Ora ci pensa la rivista Vogue a farvi stare fuori la sera – fino ale 23.30 – ma in molte città del mondo. E’ la Vogue Fashion Night Out che in Italia stasera toccherà Milano e Roma. 650 negozi aperti per realizzare acquisti e incontrare dal vivo i redattori e i giornalisti della più patinata delle riviste fashion e glam, oltre agli eventi dentro gli eventi nei negozi, gallerie e show room. Nel caso di Milano, le vie toccate dalla VFNO, oltre a quelle del quadrilatero, saranno anche Corso Vercelli, Corso Genova e Via Belfiore – se l’evento si allargherà così a macchia d’olio, il prossimo anno toccherà praticamente tutta la città -. Le maison, i brand e i concept store più importanti hanno aderito all’iniziativa. Alcuni di essi hanno persino realizzato delle linee apposite per l’evento. Il ricavato delle vendite andrà a sostegno dell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

Hennayat, tradizione della Place Jemaa el Fna

July 21, 2011 2 comments

Naima è una “Hennaya“, lavoro ancestrale tramandatogli da sua madre ed ereditando questa passione osservandola  sin da quando era bambina. Tutte e due le donne hanno fatto della Place Jemaa el Fna il loro luogo di lavoro quotidiano e imprescindibile. Dalle loro abili mani si compone il “Naqch beldi“, una ramage che ricorda ricami di altri tempi che le donne “Fassie” apprendono dalla più tenera infanzia; lo stesso motivo e decoro che viene utilizzato anche nell’architettura tradizionale o dai maestri artigiani che lavorano il cuoio, il legno o ancora il gesso. Matisse, durante il suo soggiorno in Marocco, restò fortemente impressionato dalla bellezza di queste vere e proprie opere d’arte. Molte delle sue opere dipinte in Marocco rappresentano paesaggi mediterranei molto colorati come “I Paraventi moreschi” o “Zorah” e in queste opere sono ben rappresentati i lavori delle Hennayat. Ma quello che sorprende ancor più di queste donne è l’impressionante velocità a creare un vero quadro sulla pelle con una semplice mistura di foglie verdi scuro. Queste piccole foglie di henné (una varietà di sedano), seccate e trattate con del succo di limone e acqua calda producono una materia untuosa dove il colore puo’ essere intensificato aggiungendo altri ingredienti: segreto custodito gelosamente da ogni tatuatrice. Da secoli, la cerimonia di posa dell’henné è festeggiato come si deve dalle donne marocchine. Questa piccola festa dà luogo ad inviti ai parenti, agli amici e, durante il lavoro, si offre the e pasticcini agli invitati. Il rituale è accompagnato da canti, da poesie e tanta musica, secondo tradizione: un reale piacere che distende gli animi. Purtroppo però i tempi sono cambiati e anche le donne (nelle metropoli) non hanno molto tempo a disposizione e quindi i tatuaggi con l’Henné devono essere rapidi e belli; si rinuncia alla festa ma non al tatuaggio, simbolo profondo di seduzione femminile. Gli utensili usati dalle Hennayat si sono ugualmente evoluti.Jadis, un artista dell’henné utilizza dei bastoncini di legno sottilissimi che creano, con la sua bravura, linee , finissime croci e geometrie. Oggi la maggiorparte delle tatuatrici usa ancora delle siringhe di calibro diverso e, con una precisione incredibile, tracciano i loro disegni. I piedi e le mani sono mantenuti sospesi, sino al momento in cui il prodotto secca. Poi, con un tessuto inbevuto di succo di limone, aglio, pepe e zucchero, il tatuaggio viene tamponato e il giorno successivo viene rimossa la crosta con dell’olio di oliva. E’ quindi con grande precisione che Naima e le sue consorelle tatuatrici abbelliscono la pelle femminile utilizzando diversi motivi come animali, piante e fiori, specialmente nelle feste come matrimoni, battesimi oppure pellegrinaggi o semplicemente la vigilia di un Aïd (festa). IlRamadan è  in egual misura un mese di lavoro impegnativo, in particolare laNotte del destino. Le Hennayat non sono solo sinonimo di festa ma anche durante i momenti tristi sono presenti con il loro lavoro. Se non può essere applicato alla vedova durante il periodo del lutto, dal 7° al 40° giorno, l’henné in pasta, circola nelle assemblee, tra i familiari, affinchè tutti lo possano toccare, segnale finale dell’autorizzazione alla vedova ad utilizzarlo nuovamente. Altro luogo di henné sono i Santuari o i Mausolei. Questi ultimi lo propongono come una sorta di rituale necessario prima dell’ingresso per rendere onore al santo e può essere svolto nello spazio sacro della Koubba; in questo caso l’henné è un legame spirituale, profondo, un vero atto di fede. La maggioranza di queste visitatrici sono persone con problemi, disperate, e cercano un conforto, pensando che il Marabout (Santo) gli darà un sostegno morale. Nel momento che la Hennaya procede alla posa in opera del tatuaggio, decorando le mani e i pedi, gratifica il morale, donando momenti di serenità. Dopo questo rito sarà possibile toccare il santo sino al momento dell’ispirazione, della risoluzione del problema. E’ dentro a questi luoghi sacri che gli uomini e le donne possono coabitare, senza nessun tipo di interdizione e tabù. Nella Koubba ci si dimentica delledifferenze e si pensa solamente a pregare e a raggiungere l’anima. Un riposo spirituale e una beatitudine che parte dall’henné, applicato dalle mani esperte di una Hennaya, con gesti mirati e precisi, rinnovando, nel tempo, un arte e una tradizione che resiste ai tempi e alle mode.

Fonte: My Amazighen