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Archive for the ‘TimeLife’ Category

Luna Rossa, vittoria a Napoli tappa America’s Cup

April 16, 2012 Leave a comment

Luna Rossa Piranha vince la regata finale e si aggiudica la tappa napoletana delle World Series dell’America’s Cup di vela. L’imbarcazione italiana condotta dallo skipper Chris Draper ha preso la testa della regata al via e non l’ha lasciata fino al traguardo, resistendo alla rimonta degli americani di Oracle Spithill.
Luna Rossa chiude in testa alla classifica con 92 punti proprio davanti a Oracle Spithill con 77, e a Team New Zealand con 60 punti, mentre Luna Rossa Swordfish chiude al sesto posto con 41 punti. Questa la classifica completa: 1) Luna Rossa Piranha 92 punti; 2) Oracle Racing Spithill 77 punti; 3) Team New Zealand 60 punti; 4) Energy Team 54 punti; 5) Team Korea 49 punti ; 6) Luna Rossa Swordfish 41 punti; 7) Artemis Racing 40 punti; 8) Oracle Racing Bundock 37 punti; 9) China Team 15 punti.
Per quanto riguarda la classifica generale dopo le quattro prove delle World Series Oracle, Racing Spithill conduce con 67 punti, davanti a Emirates Team New Zealand con 66 e ad Artemis Racing con 54 punti. Solo nona Luna Rossa Piranha con 19 punti, mentre Luna Rossa Swordfish è ultima con 12, avendo corso solo la prova di Napoli.

Fonte: TMNews

B bar, locale temporaneo ed esclusivo da Baccarat in occasione del Salone del Mobile 2012

April 13, 2012 Leave a comment


A Milano, 17 – 22 aprile 2012
B bar – A Palazzo Morando in occasione del Salone del Mobile 2012
Baccarat apre un locale temporaneo ed esclusivo dove scoprire l’arte della degustazione.
Milano, aprile 2012 – Per il Salone del Mobile 2012, dal 17 al 22 aprile, Baccarat si presenta a Palazzo Morando-Museo della Moda Costume e Immagine di Via Sant’Andrea 6. All’interno, per la prima volta, un B bar, un locale temporaneo sofisticato e accogliente dove tra musica, intrattenimento live e dj set, luci di cristallo e atmosfere cool, sarà possibile degustare champagne, vini e cocktail nei bicchieri che da sempre simboleggiano l’art de vivre “à la Baccarat”.
Tutta la mostra è, in effetti, un excursus nel savoir-faire della prestigiosa Maison che mette in mostra i pezzi iconici, storici e contemporanei, del suo universo di cristallo accanto alle novità 2012, tra queste l’eclettica collezione Variations di Patricia Urquiola, gli arredi in cristallo en noir della collezione Crystal Supper di Philippe Starck e la nuova collezione da enologia Château Baccarat.
Si chiama Château Baccarat ma non è un vino: sono bicchieri da degustazione “universali” ideati da Baccarat in collaborazione con l’enologo Bruno Quenioux – flûte, calice vino bianco e calice vino rosso, tumbler, decanter – per coniugare fascino estetico ed espressione delle complessità enologiche. 
Questi bicchieri hanno l’accessibilità del prezzo di un “lusso quotidiano” e intendono avvicinare sia i sommelier sia gli amanti del bere bene, senza eccessive sacralità da intenditori ma con il dichiarato intento di esaltare vini nobili e meno nobili, grazie alle minuziose proporzioni che permettono di liberare e assaporare sapori e aromi in modo del tutto inedito. 
Provare Château Baccarat sarà possible tutti i giorni nel B bar – una tasting room esclusiva, servita da sommelier professionisti, che si avvale della partnership con prestigiose etichette francesi: Château de Malle dei vigneti del Graves per vini bianchi e Sauternes, gli château Crus Bourgeois per i rossi (area di Bordeaux e, in particolare, dei vigneti del Médoc), Veuve Cliquot per lo champagne. 
Ma non solo enologia: in degustazione al B bar ci saranno anche cocktail alcolici e analcolici, ognuno intitolato a un bicchiere tra le collezioni emblematiche di Baccarat – Vega, Mille Nuits, Massena, Mosaïque e, naturalmente, Harcourt, il bicchiere icona del brand che ha appena festeggiato i 170 anni di produzione ininterrotta – e servito nel bicchiere da cui prende il nome.
B bar dal 17 al 22 aprile all’interno della Mostra Baccarat –  Salone del Mobile 2012 Milano, Palazzo Morando, Via Sant’Andrea 6, orari 10-21 (ingresso su invito) 
www.baccarat.com

FIA WTCC Race of Morocco, count down a Marrakech

April 12, 2012 Leave a comment

Conto alla rovescia per la terza edizione della FIA World Touring Car Championship (FIA WTCC) a Marrakech, con i suoi piloti stars del calibro di Yvan Muller, Robert Huff, Sergio Tarquini e il marocchino Mehdi. Da domani, sino al 15 aprile, la competizione Race of Morocco con due corse faro nel calendario della FIA, sotto l’Alto Patronato di S.M. Mohammed VI,  promuoveranno il Marocco sulla scena sportiva e turistica internazionale.  Il circuito internazionale Moulay El Hassan di Marrakech, vibrerà al ritmo dei motori di questi bolidi, tra i più potenti del pianeta.  Ospitando una prova del WTCC della FIA e dell’Auto GP (Formula 3000), la città ocra si posiziona come destinazione al top degli sport  automobilistci  in Africa del nord, piombando direttamente sulla stagione turistica primaverile della città, permettendo inoltre a 420 milioni di appassionati nel mondo di seguire sugli schermi TV l’esaltante corsa.  “L’impatto diretto sulla città di Marrakech e la pubblicità saranno salutari in un contesto turistico molto difficile. La fiducia che testimonia una volta di più  sua Maestà  a questo avvenimento, sarà un segno decisivo per tutti gli operatori che lavorano a questa manifestazione, nel segno della perennità”, ha dichiarato M.Aly Horm, Direttore generale del Grand Prix di Marrakech. Il Presidente della FIA, Jean Todt, in un messaggio inviato all’organizzazione ha rimarcato che “un tale avvenimento, unico in Africa, contribuirà allo sviluppo dello sport in questo continente”.  Quest’anno il marchio Ford aumenterà il numero dei costruttori, insieme a BMW, Seat, Chevrolet e Volvo. Il costruttore russo LADA e il marchio giapponese HONDA faranno il loro ritorno nella WTCC per testare nuovi modelli. Una tappa in più verso la Formula 1, il gradito rinforzo del Campionato AutoGP (Formula 3000), che sarà una première nel Continente Africano. Al volante delle monoposto di 550 cc, grandi nomi dello sport automoblistico internazionale si sfideranno sul circuito Moulay El Hassa,, con qualche modifica al percorso per soddisfare le esigenze specifiche dell’AutoGP. Altra bella sorpresa, la super formula nazionale Renault Clio RS Cup. Questa piccola bomba dei circuiti metterà in competizione una ventina tra i migliori piloti marocchini, per una corsa forte ed emozionante, sotto l’egida della Federazione Reale Marocchina degli Sports Automobilistici (FRMSA). Sono disponibili i Pass VIP in rete. Il Pass vale per i tre giorni dando accesso ai posti della tribuna ufficiale e ai paddock. Prezzo 500 DH (48 Euro).

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

BUONA PASQUA – HAPPY EASTER – BON PÂQUES

April 8, 2012 Leave a comment

– BUONA PASQUA – HAPPY EASTER – BON PÂQUES –

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Valli Arredobagno HAPPY EASTER 2012!

April 7, 2012 Leave a comment

HAPPY EASTER 2012! | BUONA PASQUA 2012! | Valli Arredobagno

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Marocco… caftani, tuniche e djellaba

March 27, 2012 Leave a comment

Il Marocco è un Paese ricco in termini di storia, di tradizioni, di popoli, di culture, di religione, di clima e molto altro. Ognuno di questi aspetti influenza lo stile nel vestire dei marocchini. Nella grande varietà di abiti in Marocco i due fondamentali, che tutti posseggono, sono il Djellaba e il Caftano. Abiti raffinati che evocano lo stile lussuoso e orientale di questo Paese. Camminando attraverso le strade di una qualsiasi città marocchina vedrete certamente uomini e donne che indossano lunghi e ampi abiti con cappuccio, indossati sopra i loro abiti “normali”. Sono i Djellaba, che ricoprono il corpo interamente eccetto la testa, le mani e i piedi. Gli uomini generalmente indossano il Djellaba nelle occasioni importanti abbinato al copricapo marocchini rosso, il Fez, e calzano le classiche babouche gialle in cuoio. Ci sono dei versetti del Corano che menzionano il Djellaba come “un abito che deve essere portato dalle donne musulmane”. Discorso a parte per il Caftano che è considerato un abito importante, specialmente per i matrimoni. Altro capo che indossano gli uomini è il Kamis o Qamis. E’ un lungo camicione/tunica con collo a listino che si indossa generalmente nei giorni festivi, il venerdi’ per la preghiera, ed è  fabbricato con tessuti appunto da camicia, come il cotone. Decisamente elegante viene indossato con un copricapo lavorato all’uncinetto, nello stesso colore che viene chiamato Chachia. La fantasia poi fà il suo corso e si vedono dei Kamis veramente spettacolari, ultimamenti anche in raso lucido nero, indossati per la sera. Le babouche sono d’obbligo ma sempre rigorosamente nello stesso colore della tunica. Ovviamente gli stilisti arabi stanno creando collezioni ad hoc per gli uomini che desiderano indossare questi abiti tradizionali, magari con qualche dettaglio fashion, glamour, rispettando però la tradizione. Personalmente trovo le Kamis decisamente più eleganti dei Djellaba, più fresche considerando il calore che si percepisce in estate, ma anche durante tutto l’arco dell’anno e comunque molto maschili. Ribadisco da sempre che questi abiti indossati da europei (quanti ne vedo per strada a Marrakech!) sono semplicementi…patetici… impossibili da guardare…..è come fare indossare ad un Touareg un paio di jeans a vita bassa e camicia slim.  Semaforo verde se  tratta di una festa in villa sotto il sole di ferragosto, magari a Pantelleria o a Porto Cervo….in questo caso è  molto chic per un uomo presentarsi con questo look, tassativamenti però a piedi nudi.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Full Performance Capture, nuova tecnologia per videogame di David Cage

March 20, 2012 Leave a comment

Quello che vedete non è un cortometraggio d’animazione, ma un frammento di videogame giocato in diretta e realizzato con una nuova tecnologia chiamata Full Performance Capture. Utilizza 65 videocamere diverse per digitalizzare gli attori e trasferirli su console. Kara viene presentato alla Game Developers Conference di San Francisco. Un provino d’autore firmato da David Cage, uno dei game designer di maggior talento, “padre” di titoli del calibro di Omikron: The Nomad Soul, Fahrenheit e Heavy Rain. Video

Fonte: La Repubblica

Ciclista urbano… trend, wellness e rivoluzione

March 20, 2012 Leave a comment

Ecologisti, salutisti, esasperati dal traffico o più semplicemente dal caro benzina, i ciclisti urbani rappresentano una realtà in costante aumento. Ma sulla positività insita in tutti gli aspetti suddetti, e nei molteplici non citati, sta calando un’ombra oscura. Sembra difficile da credere. Ma c’è in gioco la vita di migliaia di persone.
Roma. La città eterna. I sette colli. I Romani. Un connubio perfetto per dire di NO a molte, se non a tutte, le ventate di innovazione provenienti dal resto d’Europa. Soprattutto quando, guarda caso, si tratta di rinunciare all’auto.
Perciò se davvero negli ultimi anni i ciclisti a Roma sono arrivati a rappresentare l’1% (ma qualcuno parla del 3), in costante crescita, dei circolanti la faccenda è molto seria.
La bicicletta si riaffaccia prepotentemente nel panorama del trasporto urbano.
A farla da padrone senz’altro il trend legato al wellness, al de-stressing e all’alternativo ma anche la disperata ricerca di un mezzo di trasporto rapido, economico e facile da gestire.
Il mezzo:
La macchina perfetta che troviamo in città spazia tra le tipologie più disparate. Dalle bici a ruota fissa, che spopolano a NY come a Milano, e che rappresentano un must per i fanatici del genere, alle pieghevoli al limite del ridicolo ma al massimo della praticità (sono trasportabili anche sui mezzi pubblici).
Si passa da simpatiche signore a spasso con la graziella e il cestino, a bancari cravattai che sfidano salite e sudore in sella alle lora “a pedalata assistita”.
Insomma ce ne è per tutti i gusti. Non inquinano, contribuiscono a snellire il traffico e sono pressoché invisibili. Eppure provate a chiedere ai tassisti, piuttosto che ai corrieri o ai pony express, sempre in giro per la città, cosa pensano dei loro cugini ciclisti.
Ve ne diranno di tutti i colori. “Non rispettano le regole!” – “Sono degli incoscienti” – “Dovrebbero circolare sul marciapiede”. E i pedoni che diranno di loro? “Non rispettano le regole!” – “Sono degli incoscienti” – “Dovrebbero circolare sulla strada!”.
Cosa c’è che non va?
Tutta invidia?
Sì. Una base di invidia c’è. Perché chi è un Ciclista Urbano, oggi, in un certo senso, se lo può permettere. Prima che mi aggrediscano mi spiego meglio: naturalmente non mi riferisco a parametri economici. Se lo può permettere perché è più smart, più magro, più atletico, più cool, in una parola … diverso.
E poi sfila nel traffico, passa sui marciapiede, dà retta al semaforo quando è verde e sfrutta le strisce quando è rosso. Insomma non aspetta mai. E anche se, di fatto, non infrange alcuna legge, si fa beffe di tutti e, per giunta, è molto probabile che si diverta.
Ma non è solo questo.
La bicicletta, nell’immaginario collettivo, e in particolare in quello Italiano, è ancora associata allo svago, al tempo libero o, al limite, all’attività sportiva. Per dirla in breve quando una bici sgattaiola nel traffico serrato di un feriale lavorativo essa sta violando il confine invisibile tra spensieratezza e responsabilità. Sembra che dica a tutti: “Sì ok, è una giornata piena di stress, impegni e rospi da ingoiare ma io, almeno, mi diverto!”.
Nell’era del multitasking, dell’everyware, del telelavoro e del cloud computing la bici rinnova il suo aspetto libero, indipendente e irriverente. Inserisce l’attività fisica nel corso della giornata permettendo a molti di evitare di chiudersi nelle palestre una volta tornati dal lavoro. Taglia i tempi di spostamento perchè, veramente, è più veloce di qualsiasi scooter nel contesto urbano (provare per credere).
Il bike messenger diventa il nuovo gladiatore del traffico cittadino.
Il problema
La curva di crescita pare in netta salita e il trend è ormai consolidato. Ma a rimanere indietro , ancora una volta, è l’amministrazione pubblica. La diffusione dei ciclisti è infatti partita molto più velocemente di quanto non abbia fatto anche la sola riorganizzazione urbana di molte città italiane.
Le piste ciclabili in particolare sono un tema caldo ormai da mesi. E la gratuità/possibilità del trasporto bici sui mezzi quali il treno o la metro è appannaggio di pochissime regioni o città Italiane.
Associazioni come Salvaiciclisti e Ditrafficosimuore, invece, sono in prima linea nella salvaguardia dell’incolumità di chi si sposta a piedi e/o in bicicletta. Predicano limitazioni di velocità più efficaci nei contesti urbani, piste ciclabili e coltivano una serie di attività atte a sensibilizzare l’opinione pubblica a rinunciare all’auto da una parte, e a pretendere maggiori tutele per chi già si trova in sella dall’altra.
E intanto
E intanto la gente muore. Non passa giorno che le auto pirata non investano uomini, donne e bambini. E per quanto sia lampante quanto le cadute non determinino praticamente mai la morte del ciclista, indossare il casco resta ancora il massimo che un ciclista può fare in quanto a sicurezza passiva. Altri elementi importantissimi sono il giubbetto ad alta visibilità e il corredo luci della bici, compresi i catadiottri.
L’alta velocità delle auto in città e l’altissima concentrazione di traffico di mezzi pesanti anche nei centri urbani, che continuano a costituire il vero pericolo mortale, non sono messi ancora in discussione in modo fattivo.
A questo si aggiunga la grande inciviltà degli automobilisti che, anche laddove già sussistano infrastrutture dedicate alla bici e piste ciclabili, se ne infischiano altamente inficiandone il funzionamento con un bel parcheggio a traversa o in doppia fila.
Tutto questo non rallenta il trend ma, stando così le cose, la notizia rischia di non essere positiva.

Fonte: Skimbu

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iArmadio, guardaroba personale su iPhone Apple

March 20, 2012 Leave a comment

Cosa metto stasera? Come starebbe la gonna o il pantalone che ho appena acquistato con la camicetta che ho nell’armadio? Domande che si pongono tutti e soprattutto domande alle quali, da oggi, potrà rispondere tranquillamente anche il nostro iPhone.
Come? Con la nuova applicazione iArmadio, disponibile su App Store al prezzo di 0,79€. Questa nuova App ha un funzionamento davvero semplice: basta fare una foto ai vari indumenti in proprio possesso per aggiungerli al proprio guardaroba virtuale. Fatto questo, si potranno provare i vari abbinamenti sul proprio iPhone e, perchè no, provare anche gli abiti sui quali si è indecisi per l’acquisto quando ci si trova in un negozio.

Fonte: GoLook-Technology.it

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Mohammed VI, re fuori protocollo

March 17, 2012 Leave a comment

Il re Mohammed VI è stato avvistato giovedi’ scorso a bordo di una Mercedes decapottata grigia, nelle strade della città di Khouibga, senza protocollo e senza guardie del corpo, in perfetta solitudine. Solitudine che è durata pochissimi minuti perchè dopo la sorpresa  iniziale, i passanti si sono affollati ai bordi delle strade. Le donne hanno lanciato i loro youyou di gioia, gli uomini hanno scandito diversi slogans alla gloria di Sua Maestà e tantissimi applausi. L’apparizione del re è stata filmata con un telefonino da alcuni giovani che hanno immediatamente provveduto a pubblicare il video su Youtube. Venerdì scorso invece, nella città di  Rabat, il re si è recato, sempre senza scorta e protoccolo, nella bidonville Douar Al Kora, nel quartiere popolare Yaâcoub Al Mansour.  La visita nella bidonville è stata di fatto un controllo sugli avanzamenti dei lavori per rendere vivibile e sana la zona  in questione, progetto voluto fermamente dal re. Durante questa “gita”, il re ha donato dei soldi ad un venditore ambulante e ad una giovane che si trovava sul suo percorso. Mohammed VI si reca sovente, con effetto sorpresa, in diversi cantieri da lui lanciati nel paese, alfine di controllare lo stato dei lavori ed eventuali problematiche nello sviluppo degli stessi (vedi ritardi, corruzione, ecc..). Qualche tempo fa, in piena notte e sempre senza alcun tipo di scorta, Mohammed VI si recò in anonimato presso un importante ospedale della città di Marrakech, passando dal Pronto Soccorso. In quell’occasione vide molte cose che non furono di suo gradimento  e nel giro di pochi giorni dal fatto, diversi dirigenti vennero licenziati in tronco, per mancanza ai loro doveri di responsabilità. Quell’avvenimento divenne in seguito quasi storicizzato, e la figura del monarca mitizzata.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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