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Smart ebike, seconda edizione a bici@romaexpo in occasione di MotoDays

March 5, 2013 Leave a comment

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smart ebike a bici@romaexpo in occasione di MotoDays
Due ruote alla conquista della città
smart punta al cuore degli appassionati delle due ruote e, dal 7 al 10 marzo in occasione di MotoDays, partecipa alla seconda edizione di bici@romaexpo presentando alla kermesse capitolina le soluzioni per la mobilità a zero emissioni firmate smart. Protagonista dell’area espositiva organizzata da Mercedes-Benz Roma, la nuova ebike, una vera smart a due ruote che rompe ogni convenzione in fatto di design di biciclette, integrando i componenti della trazione elettrica senza penalizzare il fattore estetico. I visitatori di bici@romaexpo potranno provare ebike in un percorso realizzato per l’occasione all’interno della fiera. Special guest dell’appuntamento dedicato alle due ruote, la terza generazione di fortwo electric drive, ambasciatrice della mobilità 100% elettrica del marchio smart.
Dal 7 al 10 marzo, la nuova Fiera di Roma ospita nell’ambito di MotoDays la seconda edizione di bici@romaexpo, un appuntamento di riferimento per gli amanti delle due ruote per conoscere e provare tutte le ultime novità di un settore in costante crescita, che ha accolto con grande entusiasmo il debutto della ebike, bici a pedalata assistita firmata smart. ebike è la nuova soluzione smart, su misura per le esigenze metropolitane. Nell’area espositiva realizzata da Mercedes-Benz Roma sarà possibile conoscere da vicino i contenuti tecnologici della ebike, ma anche testare il dinamismo e la semplicità di utilizzo tipiche del marchio smart, ora anche su due ruote.
Forte di un design affascinante e al tempo stesso pratica e facile da utilizzare, smart ebike è una vera e propria smart a due ruote. Consente di muoversi in modo rapido e agevole e trovare un parcheggio è ancora più semplice rispetto ad una smart fortwo.
“Con smart ebike offriamo una nuova soluzione di mobilità a zero emissioni ideale per una città come Roma, che sempre più ama le due ruote ‘ecologiche’. Infatti, come confermano recenti ricerche, sono 170.000 i romani che ogni giorno si muovono per la città in bicicletta.”, ha dichiarato Vittorio Braguglia, Amministratore delegato di Mercedes-Benz Roma. “L’ebike smart è il frutto di esperienze raccolte nelle metropoli di tutto il mondo e integra perfettamente smart fortwo. Abbiamo domandato alle persone come si immaginavano l’ebike ideale da utilizzare in città e tradotto i loro desideri in raffinate soluzioni quali la porta USB integrata per gli smartphone o il rigeneratore dell’energia in fase di frenata.”
Una serie di componenti di qualità garantisce una guida all’insegna di forti emozioni, dinamismo e sicurezza. Sulla ruota anteriore e posteriore sono montati, ad esempio, freni a disco idraulici di Magura. Gli equipaggiamenti di serie comprendono inoltre la luce a LED con funzione di marcia diurna e le ruote nel formato 26 – tutto nel design smart ebike. La bicicletta elettrica monta inoltre pneumatici Continental EcoContact Plus, particolarmente resistenti grazie a rinforzi supplementari. Si segnala inoltre la trazione mediante cinghia dentata in carbonio, la quale, diversamente dalle catene delle biciclette tradizionali, non necessita di lubrificazione  ed è completamente esente da manutenzione.
Anche l’infotainment è al passo con le ultime novità in fatto di tecnologia: il collegamento USB di serie consente di alimentare accessori ed integrazioni di svariato tipo. È possibile inoltre personalizzare la propria smart ebike equipaggiandola, ad esempio, con il supporto flessibile smartphone per terminali mobili, il manubrio Comfort e il portapacchi con reti portaoggetti integrate.
Grazie ad una app per l’iPhone concepita appositamente, lo smartphone si trasforma in una centrale informativa. Di grande tendenza è anche la smart ebike Collection: creata in collaborazione con la Mercedes-Benz Accessories GmbH, la collezione comprende ad esempio il casco e le borse nel design smart ed è anch’essa disponibile presso partner smart.
Trazione elettrica potente ed efficiente
L’elevato standard tecnologico di smart ebike è testimoniato anche dal pacchetto propulsivo particolarmente potente ed efficiente. La smart ebike è un Pedelec (Pedal Electric Cycle) ed è pertanto un veicolo ibrido: il motore elettrico BionX, esente da manutenzione, è montato nel mozzo della ruota posteriore e si avvia non appena il conducente agisce sui pedali, come su una bicicletta tradizionale. La forza muscolare viene trasmessa alla ruota posteriore tramite cinghia, un sistema particolarmente longevo che non necessita di lubrificazione e funziona senza produrre rumori. Il cambio a tre marce nel mozzo garantisce al contempo cambi marcia confortevoli.
È il conducente a stabilire, mediante un pulsante sul manubrio, la potenza che il motore elettrico dovrà fornire in ausilio alla forza muscolare. In base alle esigenze, è possibile scegliere fra quattro livelli di potenza. Il quarto livello, il più potente, fornisce la massima spinta. A seconda della potenza scelta e dello stile di guida, l’autonomia della batteria ricaricata può raggiungere i 100 chilometri.
La batteria agli ioni di litio da 423 Wh, elegantemente integrata nel telaio della smart ebike, è una delle più potenti sul mercato. La batteria portatile può essere ricaricata tramite una normale presa domestica oppure, in modo ancora più economico ed ecologico, durante la marcia. Se si frena, il motore integrato nel mozzo si trasforma in un generatore. L’energia frenante recuperata (ovvero “rigenerata”) viene convertita in energia elettrica e accumulata nella batteria agli ioni di litio della ebike.
Estrema facilità di utilizzo ed elevata funzionalità
Facile utilizzo, peso contenuto, ergonomia esemplare e pratici spazi per riporre gli oggetti contribuiscono in modo sostanziale al piacere di guida regalato da smart ebike. Essendo un Pedelec, smart ebike unisce al comfort di un veicolo motorizzato a due ruote la maneggevolezza di una bicicletta. Nei Paesi dell’UE non è necessario alcun patentino, né contrassegno d’assicurazione perché la velocità massima raggiunta con l’ausilio del motore elettrico dei Pedelec non supera i 25 km/h.
Partner competenti del settore delle due ruote
Progettata e sviluppata da smart, la smart ebike viene prodotta in stretta cooperazione con la manifattura di biciclette elettriche GRACE, che ha sede nei pressi di Berlino. La smart ebike rappresenta dunque un prodotto realizzato secondo i migliori standard qualitativi.
La vendita di smart ebike è riservata agli smart center dei singoli mercati. In seguito all’acquisto, la manutenzione della ebike può essere eseguita presso uno smart center o un rivenditore specializzato di biciclette.
smart ebike è disponibile a  2.899 euro, Iva inclusa, esclusivamente presso gli smart center autorizzati alla vendita.
Ulteriori informazioni su media.mercedes-benz.itmedia.daimler.com

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Mercedes-Benz e Sony, nuovo video game amplifica il fascino dell’automobilismo sportivo

March 5, 2013 Leave a comment

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Mercedes-Benz e Sony
CLA 45 AMG ed A 45 AMG protagoniste del gioco DriveclubTM per Playstation 4
Sony Computer Entertainment Inc. (SCEI) ha presentato Driveclub, il nuovo video game che, sviluppato in esclusiva per la Playstation 4, amplifica come mai prima il fascino dell’automobilismo sportivo. Il parco macchine è costituito da numerose vetture sportive Mercedes-Benz dalle prestazioni eccezionali, prime fra tutte le nuove CLA 45 AMG ed A 45 AMG.
Playstation 4 è il sistema di entertainment multimediale di prossima generazione della Sony, un’esperienza di gioco senza confini che avvolge completamente i giocatori. Playstation 4 si caratterizzerà per velocità e potenza grafica di altissimo livello, possibilità di personalizzazione inedite, integrazione di numerose funzioni di socializzazione ed innovative funzionalità di schermo secondario.
Driveclub rispecchia lo stile di vita dei giocatori di PlayStation di prossima generazione offrendo un’intensa esperienza di gara arricchita da un notevole grado di socialità in rete. Infatti, si può giocare in veri e propri club, organizzandosi in team per correre tra amici o sfidarsi tra rivali, a bordo delle migliori auto sulle strade più belle del mondo. La qualità audiovisiva di vetture e percorsi, nonché la realistica visuale dalla plancia, rende ogni gara verosimile ed emozionante. Sulla griglia di partenza “Driveclub” presenta, oltre alla CLA 45 AMG ed alla A 45 AMG, anche altre vetture del Marchio della Stella.
Al via il motore 4 cilindri più potente al mondo
La A 45 AMG, che verrà presentata a marzo al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, è la prima Mercedes-AMG presentata dall’azienda nella classe compatta. La versione AMG della nuova CLA, invece, farà il suo debutto mondiale a New York. Con una potenza ed una coppia massima rispettivamente di 265 kW (360 CV) e 450 Nm, il motore 2.0 turbo AMG è il più potente propulsore quattro cilindri di serie mai prodotto al mondo. La potenza specifica di 133 kW (181 CV) supera persino quella delle più potenti vetture supersportive. Contemporaneamente i motori convincono per il rendimento sorprendente, oltre a soddisfare la norma sui gas di scarico Euro 6. La A 45 AMG e la CLA 45 AMG sono equipaggiate di serie con il sistema di trazione integrale automatica AMG 4MATIC caratterizzato da una notevole efficienza e dalla ripartizione della coppia completamente variabile.
Ulteriori informazioni su media.mercedes-benz.it e www.media.daimler.com

Beiersdorf, mostra per il 150mo compleanno del creatore di Nivea Creme e Labello ad Amburgo

March 4, 2013 Leave a comment

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Farmacologo, imprenditore, amante dell’arte, politico impegnato: celebra una figura molto affascinante del mondo della cosmetica la mostra A Life for Hamburg Oscar Troplowitz in corso alMuseo Hamburger Kunsthalle di Amburgo e visitabile fino al 30 giugno 2013.
A organizzare la mostra la Beiersdorf che festeggia così il 150mo compleanno del creatore di Nivea Creme e Labello, il polacco Oscar Troplowitz. Il filantropo acquistò nel 1890 il laboratorio Beiersdorf, che all’epoca produceva cerotti medici, e lo trasformò in una società di successo in tutto il mondo, curandone l’immagine assieme al grafico pubblicitario Lucian Bernhard e il litografo Hans Rudi Erdth. Fu l’ideatore, tra i prodotti citati sopra che sono entrati nelle case e nelle borsette di ognuna di noi, del nastro adesivo tecnico e del nastro medico.
Accanto a oggetti e curiosità dedicate agli amanti della cosmesi, la rassegna propone anche i capolavori collezionati dall’imprenditore, tra cui opere di Picasso, Corot, Renoir, Sisley e Liebermann, lasciati in eredità dal farmacologo al museo stesso.
Un evento da non perdere se avete in programma un viaggio nella città tedesca.

Fonte: Olfatto Matto

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Tempo libero, vivi l’estremo…

February 25, 2013 Leave a comment

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L’uomo per sua natura ricerca emozioni forti. Da sempre. L’emozione che più frequentemente viene cercata (e trovata) è il pericolo, la scarica di adrenalina. Portare il proprio corpo al limite è la passione e molto spesso il lavoro di questi uomini di cui vi voglio parlare. Uomini fuori dal comune che si dedicano totalmente agli sport estremi, i più pericolosi che abbiate mai visto.
C’è un po’ di vento
Gli sport estremi per antonomasia sono quelli che hanno a che fare con l’altezza, in cui il grado di difficoltà è dato dalla possibilità più o meno alta di precipitare in caduta libera da quote considerevoli. Tuttavia, proprio per questa loro caratteristica sono i più affascinanti e, fornendo alla persona che li pratica un punto di vista assolutamente sconosciuto, ai più regalano spettacoli mozzafiato.
Base Jumping
Partiamo subito con le definizioni: il Base Jumping consiste nel lanciarsi nel vuoto da una superficie ferma, che non sia un velivolo. Le basi di lancio possono essere le più disparate, dal classico e illegale (ma molto scenografico) grattacielo di Manhattan fino ai peggiori dirupi di montagna che potete immaginare. Il Base Jumping però non si chiama così perchè il salto viene fatto da una “base”. In realtà bisognerebbe scrivere B.A.S.E. Jumping poichè Base è una sigla che sta per Buildings (edifici) Antennas (antenne) Span (ponti) Earth (rilievi naturali). Chiaramente dopo la caduta, che può durare diversi secondi o addirittura minuti se vi chiamate Felix Baumgartner, l’atterraggio viene effettuato dopo l’apertura del paracadute. Tuttavia questo passaggio non è così scontato come potrebbe sembrare. A qualche pazzo scatenato è infatti venuta la brillante idea di lanciarsi dopo una caduta di 45 metri su una pila di scatoloni di cartone alta circa 4 metri alla folle velocità di 30 m/s che sembrano pochi, ma sono sempre quei 100 km/h che sulle nostre automobili ci fanno tanta paura. Il Base Jumping però non va confuso con il paracadutismo. A differenza di questo, infatti, il Base Jumping si effettua da quote notevolmente più basse, aumentando la difficoltà. Il tempo di caduta medio di un paracadutista infatti è di circa 3 minuti, mentre per il Base Jumper è di pochi secondi, cosa che può fare la differenza nell’apertura del paracadute.
Parapendio
Il parapendio è la versione progressive (usando un termine musicale) del paracadute. E’ una forma di paracadutismo acculturata, cerca sì il pericolo e l’adrenalina, ma si abbandona molto spesso alla contemplazione pacifica dello spazio circostante approfittando di delicate correnti ascensionali per mantenere il volo più a lungo possibile. L’attrezzatura è formata fondamentalmente da un‘ala rettangolare collegata all’imbrago dai cosiddetti fasci funicolari, i fili che collegano i due elementi. Il decollo si effettua da terra (a differenza del paracadutismo) facendo gonfiare la vela dal vento correndo in direzione opposta oppure esponendo l’ ala alla corrente e aspettando il momento esatto dello stacco. La caratteristica fondamentale del parapendio è, come dice il nome stesso, l’estrema vicinanza della persona al terreno, al pendio, appunto, e questo lo rende lo strumento perfetto per osservare il paesaggio circostante; considerando poi che la posizione dello sportivo è praticamente sdraiata, non è sbagliato definirlo lo sport estremo più comodo e al tempo stesso più suggestivo. Questo non deve però far pensare che sia meno pericoloso: situazioni anomale come chiusure improvvise del paracadute o stalli con conseguente perdita di portanza, che è la forza che tiene su la vela, sono sempre dietro l’angolo e vanno prevenute adottando tutte le regole di sicurezza imposte dalla legge e facendo regolari controlli di manutenzione.
Scoiattoli volanti? No, Wingsuit!
Arriviamo al sodo: questo è lo sport più pericoloso che l’uomo abbia mai inventato. L’ idea di far volare l’ uomo non è certo cosa nuova e le origini di questo sogno realizzato con secoli di fatiche è riconducibile a basi mitologiche con la figura di Icaro e le sue ali di cera. Tuttavia negli anni novanta al signor Patrick de Gayardon venne in mente di creare una tuta alare che permettesse all’ uomo di volare senza dover salire su un aereo. In sostanza vengono applicate alla tuta delle membrane del tutto simili a quelle degli scoiattoli volanti che con un flusso d’aria adeguato si gonfiano generando portanza. Il principio è semplicissimo, la cosa sconvolgente sono le modalità di applicazione. A metà strada tra il Base Jumping e il parapendio, l’utilizzo delle wingsuit fa raggiungere al praticante velocità di 363 km/h (Guinness World Record) ad altezze del pendio del rilievo da cui ci si è lanciati dell’ordine di pochi metri, al massimo 20/30.
La pericolosità dello sport si sente a pelle. A quelle velocità, e soprattutto a quelle altezze, un errore anche minimo nel posizionare il corpo rispetto al flusso dell’ aria ci farebbe fare una bruttissima fine senza neanche accorgercene. L’atterraggio si effettua regolarmente con un paracadute come quelli per il Base Jumping. Abbiamo capito però che quando si tratta di rischiare, l’ Umanità non conosce limiti. Anche qui infatti un paracadutista di nome Gary Connery è atterrato su degli scatoloni senza l’ausilio del paracadute uscendone perfettamente illeso. Data la sua recente nascita la disciplina del Wingsuit è ancora in fase di evoluzione e ogni tanto vengono proposte delle varianti a reazione molto interessanti: Visa Parviainen, finlandese, applicandosi 2 motori a reazione alle caviglie è riuscito a mantenere un volo perfettamente orizzontale per ben 30 secondi, cosa straordinaria visto che in questo sport la componente verticale del moto viene a mancare molto raramente e per brevissimi periodi.
Dall’alto in basso: l’acqua a livelli estremi
Il 75% del nostro pianeta è sommerso da acqua, noi siamo fatto per la maggior parte di acqua, se l’acqua allo stato liquido non esistesse sulla Terra non saremmo qui a parlarne. Possibile che l’acqua sia solo un liquido da bere per noi? Vediamo di coglierne gli aspetti più giocosi, pericolosi ed estremi.
Kitesurf
Farsi trasportare dal vento per spostarsi è un’idea che nacque già in Cina intorno al 1200, tuttavia il Kitesurf per come lo conosciamo oggi è un’invenzione che risale agli anni novanta, quando Bruno e Dominique Legaignoux resero l’idea di collegare una tavola da surf a un aquilone una cosa sicura e accessibile a tutti. Il Kitesurf è stato da poco nominato come il natante mosso da vento più veloce al mondo ma ci sono notevoli margini di miglioramento per le prestazioni. Chiaramente, proprio per queste sue elevate velocità, il Kitesurf non è certamente uno di quegli sport in cui si può rimanere ” passivi” come nel parapendio. Esso richiede un notevole sforzo da parte del surfer che deve riuscire a utilizzare il vento compreso tra gli 8 e i 40 nodi per compiere quelle acrobazie spettacolari che qualche volta vediamo mentre siamo al mare. Gli stili di Kitesurf però sono diversi, tra cui possiamo individuarne due principali: il wavestyle che consiste nello sfruttare le onde per divertirsi e, perchè no, far divertire più facilmente, e il wakestyle: il surfer si lascia semplicemente portare dal vento decidendo autonomamente come eseguire i salti che saranno prodotti da un salto, appunto, del surfer.
Immersioni in apnea
Penso proprio che in questo sport si raggiungano davvero i limiti fisiologici dell’ uomo. Un solo respiro per raggiungere il massimo risultato, niente iperventilazioni con bombole d’ossigeno come succede nei programmi televisivi, niente di niente: aria e polmoni. Le origini di questo sport si perdono nella notte dei tempi; sin dall’antichità l’uomo ha sempre voluto esplorare i fondali marini per motivi vari: dalla pesca alla raccolta di conchiglie e altri oggetti. Per quanto però la tradizione sia molto antica, l’apnea rimane uno sport ad altissimo rischio: se infatti l’aria all’interno dei polmoni si carica troppo di anidride carbonica (ipercapnia) o al contrario l’ossigeno scende a livelli troppo bassi (ipossia) se non si viene recuperati immediatamente l’immersione potrebbe avere conseguenze spiacevoli. Occorre quindi seguire dei corsi preparatori, valutare seriamente il grado di difficoltà di quello che si sta andando a fare e, importantissimo, essere sempre accompagnati da qualcuno che è almeno al nostro stesso livello di esperienza. Ma se state pensando che l’apnea è uno sport noioso, che in fin dei conti più che blu a 360 gradi non ci fa vedere vi sbagliate di grosso. Sono numerosissime infatti le competizioni che si svolgono in ambienti caraibici in fondali meravigliosi. Tuttavia, anche se fatto nei posti più belli del mondo, l’apnea rimane comunque uno sport statico, di pura concentrazione. Sbagliato di nuovo! C’è quest uomo, Guillaume Nery, che si immerge in cavità molto profonde, a dir poco terrificanti e ne esce autonomamente, senza alcun sistema di risalita all’infuori dei propri muscoli, il che rende il tutto più difficile perchè muovendosi, chiaramente, si consuma ossigeno.
Piano terra, sport estremi terresti
Siamo finalmente alle quote che più ci si addicono, sport che di estremo hanno molto di meno rispetto a quelli che abbiamo mostrato fino ad ora. Tuttavi questo non li priva del loro fascino e dei loro elementi più divertenti.
Skateboard e possibili applicazioni
Visto che saltare più in alto di 2 metri ci risulta piuttosto difficile, e visto che non possiamo andare sottoterra, non ci rimane altro da fare che scivolare. Non bisogna cadere nell’errore, però, di limitare lo scivolamento a quello su ruote e sull’asfalto tipico dello skateboarding, dobbiamo ampliare le nostre vedute.
Snowboard
Famosissimo, divertentissimo, relativamente facile da praticare, magnifico da vedere. Lo Snowboard si esalta senza dubbio nella sua modalità fuori pista. Lasciati da un elicottero nei posti più inaccessibili ci si lancia verso valle a velocità considerevoli con altissimi rischi di valanghe proprio per il fatto che si è fuori pista e non c’è nessun tipo di controllo sulle condizioni del manto nevoso. Molto spesso si è anche portato a dover compiere salti di diverse decine di metri a causa di improvvise sconnessioni del terreno sottostante che tra l’altro sono la principale causa di lesioni agli arti inferiori data la caratteristica improvvisa di queste insidie. C’è poi la variante freestyle dello snowboard che di estremo ha molto poco data la sua pratica in condizioni di sicurezza adeguata, ma che è comunque molto affascinante.
Sandboard, lo sport che non ti aspetti
Perchè non scivolare sulla sabbia? Il 30% delle terre emerse è costituito da deserti (che spreco eh?) di cui il Sahara è notoriamente il più esteso. Ed è sabbioso. Nove milioni di km quadrati di sabbia a nostra disposizione per praticare questo magnifico sport. Funziona tutto come per lo snowboard solo che questo si può praticare tutto l’anno data la temperatura costante (ed estrema) dei deserti. Ovviamente il Sahara non è l’unico luogo in cui si può praticare. Non sono infatti rari i vulcani dalle pendici sabbiose che offrono scenari fantastici per i sandboarders che potranno vivere un’esperienza unica surfando su sabbia nera di origine vulcanica. Questo sport si può praticare sia in piedi, “indossando” regolarmente la tavola ai piedi, oppure da sdraiati, infilando le mani negli agganci destinati ai piedi. Ovviamente quest’ ultima variante è consigliata alle persone meno esperte che lo praticano fondamentalmente come attività turistica: son sempre di più i villaggi vacanze, per lo più in posti esotici, che propongono il Sandboard come attività ludico ricreativa.

Roberto Collorafi

Fonte: Tasc

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Race of Morocco, prove del WTCC 2013

February 23, 2013 Leave a comment

gp-marrakechPer il suo quinto anno di esistenza, il Grand Prix di Marrakech accoglierà, il 5/6/7 aprile prossimo, le prove del WTCC, con qualche novità tra cui la star automobilistica marocchina Mehdi Bennani e Miss Mondo 2009, Kaiane Aldorino.  Durante la conferenza stampa organizzata al Sofitel di Casablanca, Aly Horma, direttore generale del Grand Prix,Mohammed Ouzzine, ministro della Gioventù e dello Sport, Lahcen Haddad, ministro del Turismo e Lorraine Deloison, Direttrice Comunicazione del gruppo Eurosport, hanno svelato  i contorni del prossimo Race of Morocco. La prima grande novità è la presenza della famosa serie GT Super Car con 24 vetture leggendarie tra cui una Mercedes SLS GT3, un Audi R8, una Bentley GT3 e una Lamborghini LP600. Una première per questa corsa fuori dalle frontiere europee. Per festeggiare il quinto anniversario del circuito Moulay El Hassan, creato nel 2009, sarà presente la Miss Mondo di quello stesso anno che darà il via alla serie GT Super Cars; una dose di glamour tutto al femminile nell’universo, molto maschile, dei motori. Queste solo solo alcune delle novità che si affiancheranno ad una prestigiosa collezione di Formula 1, la categoria regina dello sport automobilistico. Queste F1 saranno sia moderne che storiche perchè alcune di loro parteciparono al Grand Prix di Ain Diab a Casablanca nel 1958. Infine, come ogni anno, la star dei paddocks marocchini, Medhi Bennai, che sarà presente per impugnare la vittoria nella WTCC. La Clio RS Cup e le Formule 3000 con dei bolidi oltre  600 cavalli, saranno presenti alla manifestazione. Durante i tre giorni sono  previsti diversi appuntamenti come lo show parade, simulatore di corse, Fun Park e molto altro. Ultima importante novità vede la firma tra i ministeri dello Sport, dell’Interno, del Turismo e di Marrakech Grand Prix per perennizzare l’avvenimento nei  prossimi tre anni. In vista della F1 che donerebbe a Marrakech una visibilità internazionale.
Qualche numero:
4,7 la lunghezza del circuito
1.240 posti di lavoro  diretti per la costruzione del circuito
2.680 posti annuali di lavoro per l’organizzazione dell’evento
480 milioni di telespettatori nel 2012
75 canali televisi di 160 paesi
220 milioni di Dh di entrate dirette e dai patners

Fonte: My Amazighen

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Sessa Marine, debutto in Australia al Melbourne Summer Boat Show 2013

February 7, 2013 Leave a comment

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SESSA MARINE debutta in Australia al Melbourne Summer Boat Show 2013 
Il Gruppo SESSA MARINE espande sempre più i propri orizzonti nel mercato Asiatico nominando Premier Yachting dealer ufficiale per l’Australia. 
Il cantiere esporrà, in occasione del  Melbourne Boat Show presso New Quay marina di Docklands dall’1 al 3 febbraio, il SESSA C38. Gli ambiziosi obiettivi prevedono anche di dare visibilità al brand e ai prodotti SESSA MARINE durante il Sanctuary Cove International Boat Show 2013 (Maggio 23 – 26) e il Sydney International Boat Show (Agosto 2 – 6).
Premier Yachting, a cui è stato recentemente consegnato il SESSA C38, è ora in attesa dell’ammiraglia di SESSA, il C68, previsto per Aprile 2013 e già venduto ad un membro del Royal Brighton Yacht Club.
Vicsail Fremantle ha inoltre accettato l’incarico come broker di Premier Yachting per il marchio SESSA MARINE oltre ad aver già pianificato la presenza di un’imbarcazione in occasione del Club Marine Mandurah Boat Show che si terrà dall’ 11 al 13 ottobre 2013.
Premier Yachting riferisce “Oltre agli elevati standard qualitativi, queste imbarcazioni sono decisamente competitive nel prezzo; la gamma SESSA avrà certamente un enorme impatto nel mercato Autraliano delle imbarcazioni di lusso”.
“In un momento così delicato per il mercato interno, la nostra forza è stata quella di aver rivolto lo sguardo al mercato globale non solo facendo conoscere e apprezzare il nostro prodotto ma anche cercando di renderlo più appetibile sui nuovi mercati, andando incontro alle diverse esigenze funzionali e culturali” dichiara Riccardo RadiceVice presidente di SESSA MARINE.
About Premier Yachting 
Premier Yachting, con base a Melbourne, fornisce servizi di vendita e brokerage per yacht e imbarcazioni su tutto il territorio australiano.
Jim Sismanes – CEO di Premier Yachting group, afferma che, ” rispettare elevati livelli di etica professionale in questo settore è fondamentale per sviluppare e mantenere relazioni con i clienti.  In fondo, si tratta di dedicare grande attenzione ai bisogni dei propri clienti. Credo che la nostra più grande forza risieda proprio nel saper coltivare  le relazioni con i nostri clienti “.
Premier Yachting è inoltre specializzata nella vendita e locazione di posti barca per imbarcazioni  di diverse metrature in sei location differenti situate tra Victoria, Tasmania e Queensland.
Premier Yachting collabora attualmente con una serie di agenize di brokerage in Victoria, Tasmania e Western Australia compreso Webster Marine Melbourne, Webster Marine Paynesville, Tasmanian Boat Brokers, Vicsail in Freemantle e 38degrees south Boat sales in Williamstown. Attraverso questa rete Premier Yachting è ora in grado di garantire la più ampia offerta di imbarcazioni nuove e usate in Victoria.
Premier Yachting Pty Ltd
253 The Esplanade, Brighton,  Victoria, 3186 Melbourne
Australia Phone: +61 3 9592 4022, www.premieryachting.com.au

CAN 2013, Marocco vs Angola 0 – 0

January 21, 2013 Leave a comment

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Il Marocco e l’Angola si sono fermati su uno 0-0 ieri a Johannesburg in una partita equilibrata e poco spettacolare che piazza le quattro squadre del Gruppo A della CAN 2013 in parità, dopo lo stesso risultato del match precedente, Africa del Sud-Capo Verde. Le Palancas negras hanno sicuramente lavorato al meglio per procurarsi  le migliori occasioni nella partita, quando Lamyaghri ha commesso un fallo di mano rilanciando un pallone a Guiherme, appena entrato in gioco e sorpreso, spedendolo a raso porta (47°). Il selezionatore marocchino ha allineato una squadra senzaChafni ne Belghazouani (entrato poi negli ultimi dieci minuti di gioco) e privata di Belhanda; l’attacco confidato al trio Amrabat-El Hamadaoui-Assaidi che non hanno però perforato l’area angolese. Belhanda entrato al 54° non ha potuto esprimere il suo marchio di fabbrica, psicologicamente a corto.   Partita non brillante ma la CAN 2013 è appena iniziata.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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