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Posts Tagged ‘Louis Vuitton’

Mini Cooper JCW ‘Louis Vuitton’, opera automobilistica da CoverEFX

May 14, 2012 Leave a comment

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Di personalizzazioni da parte dei tuner sulle opere automobilistiche Mini, ce ne sono numerose, ma sicuramente quest’ultima elaborata da CoverEFX può essere considerata come la più stravagante.
Il prestigioso tuner tedesco, infatti, ha voluto donare un pizzico di stile alla Mini JCW, rivestendola con un’aerografia a trama ispirata dal motivo Louis Vuitton, anche se il logo è differente per ovvi motivi.
Tuttavia, lo stile grafico di questa Mini è letteralmente uguale a quello usato dalla maison francese Louis Vuitton per le sue borse e accessori.
Oltre allo stile, di modifiche su questa vettura se ne vedono anche per l’assetto e la propulsione; riguardo l’assetto, vediamo l’adattamento di nuovi cerchi in lega dorati da 17 pollici marchiati OZ M, mentre per ciò che concerne la propulsione, vediamo una rimappatura della centralina che porta il 1.6 elaborato JCW, dalla potenza di 211 cavalli e 280 Nm a 236 cavalli e 350 Nm.
Secondariamente, il tuner offre anche l’installazione di un nuovo kit di scarico che, oltre a modificare il rombo, aumenterebbe ulteriormente la potenza erogata, passando a 252 cavalli e 382 Nm di coppia massima.

Fonte: GoLook.it

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Maroquinaris Zoologicae, maroquinerie zoologique di Louis Vuitton in occasione del Salone Del Mobile 2012

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Anche gli animali si vestono con il tipico maroquinerie di Louis Vuitton. Parliamo di  vere sculture di creature in pelle realizzate con ritagli di borse e borsette del celebre brand, nate dalla magnifica mente di una giovane artista inglese Billie Achileos che ha voluto immortalare l’anima di questi animali e sancire quello di più artigiano come una borsa  con un “arte contemporaneo” in questo caso sculture di animali come: il castoro, il camaleonte, la cavalletta, lo scoiattolo, il gufo, la rana, l’armadillo, il granchio, l’anatra, il gallo che per l’occasione sono esposti, e non solo, nel negozio celebre di Milano in via Montenapoleone.

Emilio Di Iorio

Porsche Cayenne, interni in tessuto Louis Vuitton

March 5, 2012 Leave a comment

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Anche se le foto risalgono ad un pò di tempo fa, vale la pena mostrare gli scatti fatti a questa stravagante Porsche Cayenne con interni in tessuto Louis Vuitton.
Questa particolare opera automobilistica è stata avvistata in Albania; la carrozzeria si presenta con una verniciatura molto eccentrica, di colore rosso opaco, mentre gli interni sono nel classico tessuto Louis Vuitton tela Monogram. Come si può notare dalle foto, infatti, sia il cambio che i sedili e la plancia, oltre allo sterzo, sono interamente costellati dal celebre monogramma LV, riprendendo poi negli inserti il colore esterno, riprodotto però da pelle pregiata; anche il tetto è in pelle rossa.
Ad oggi non si sa ancora la cifra sborsata per questa personalizzazione che, secondo alcune indagini svolte, sarebbe stata portata a termine dal designer albanese Servis Duro.

Fonte: GoLook.it

Chanel, preservativo per lussuosi momenti

February 20, 2012 Leave a comment

Una semplice confezione bianca con sopra la doppia C del celebre marchio Chanel ed uno slogan nella parte bassa: ”Keep it classy”. Cosa dire, un preservativo molto chic che, anche se non compare ancora sul sito ufficiale, è comparso molte volte in immagini pubblicitarie. La sola domanda degli internauti però, resta soltanto una: “È possibile acquistarli?” Beh, cosa dire, secondo il sito Trend Hunter, che è stato il primo a pubblicare questo particolare “accessorio”, una confezione da 12 costerebbe ben 279 dollari, ma non viene indicato come acquistarli o a chi rivolgersi. Fatto sta, che può essere vero come può essere una bufala, ovvero soltanto una trovata pubblicitaria per attirare lo sguardo degli utenti. In ogni caso, ricordiamo gli articoli precedenti che parlano di preservativi firmati, come quello Louis Vuitton e quello Burberry; per ora non ci resta che attendere conferme dal marchio Chanel, anche se potrebbe non arrivare mai.

Fonte: GoLook.it

Inghilterra, Range Rover vestita Louis Vuitton nel quartiere di Westbourne

February 14, 2012 Leave a comment

Per le strade di Bournemouth, nel quartiere di Westbourne, Inghilterra, è stata avvistata e fotografata dai giornalisti del Daily Mail una strana Range Rover vestita Louis Vuitton.
Su tutta la carrozzeria di questa particolare vettura, come si può notare dalla foto, sono presenti tutti simboli della maison con il celebre monogramma LV, mentre nel centro c’è una grande stampa bianca e rosa in cui si leggono le iniziali del proprietario N.J.H.
Questa personalizzazione non è stata molto apprezzata dagli internauti, che hanno commentato quest’auto come fosse una caduta di stile, anche se di certo il prezzo non lo è, visto che una personalizzazione del genere può costare anche oltre i 100 mila dollari.

Fonte: GoLook.it

Louis Vuitton, nuovo spazio nel cuore di Roma

January 31, 2012 Leave a comment

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La storica boutique Louis Vuitton di piazza San Lorenzo in Lucina a Roma, a oltre 20 anni dall’apertura, apre un nuovo spazio nel cuore della Capitale denominato Roma-Etoile ubicato laddove un tempo sorgeva il cinema Etoile, un grande punto di riferimento per gli appassionati del cinema nella Città Eterna. Lo spazio articolato su tre livelli è stato oggetto di una grande opera di restyling, curata dall’architetto Peter Marino.
Al suo ingresso é ben visibile l’opera dell’artista Georg Dokoupil; nel cuore della boutique, invece, si snoda una scalinata monumentale in omaggio all’architettura barocca della splendida città. Roma-Etoile, non solo accoglie le strabilianti creazioni LV – da menzionare gli articoli da viaggio, la pelletteria di lusso, il prêt-à-porter e gli accessori uomo e donna – ma si correda di una piccola sala cinematografica con programmazione dedicata: “Handmade Cinema”, un film documentario prodotto da Luchino Visconti, diretto da Guido Torlonia e scritto da Laura delli Colli da inizio allo spettacolo…
Yves Carcelle, Presidente di Louis Vuitton, dichiara: “In questa storica sala, dedicata al cinema da più di un secolo, abbiamo raccolto una doppia sfida: architettonica e culturale. Senza rinnegare il prestigioso passato del luogo, emblema della Città Eterna, abbiamo dato vita ad un progetto unico, capace di coniugare nel tempo e nello spazio artigianato d’eccezione, arte e cultura”.
Inoltre Louis Vuitton in concomitanza con l’opening del nuovo spazio ha instaurato una partnership particolare con il Centro Sperimentale di Cinematografia, la più antica e la più prestigiosa scuola di formazione ai mestieri del cinema, al sostegno dei nuovi talenti del cinema, fedele come sempre all’impegno a sostegno dei giovani.

Marius Creati

Louis Vuitton, luxury chewing-gum da Paul Stiven

January 16, 2012 Leave a comment

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Si parla di lusso, ovvero di ”luxury chewing-gum”, ma mai come stavolta si tratta di un particolare alla portata di tutti.
Parliamo delle nuove confezioni di chewing-gum realizzate da Paul Stiven in collaborazione con Louis Vuitton; il loro prezzo va dai 3,50 ai 5 euro, ma si tratta di un particolare decisamente chic, adatto a tutti coloro che vogliono dare un tocco di esclusività alla loro vita quotidiana.
La scatola è in metallo, verniciata nel classico marrone Louis Vuitton con il logo dorato del brand; i chewing-gum all’interno sono davvero particolari, con un gusto alquanto raffinato e duraturo, anche se, secondo quanto rivelato dallo stesso designer, il tutto va pensato come un accessorio, ovvero come un porta chewing-gum dallo stile elegante quanto unico.
A quanto pare, queste particolari confezioni di gomme da masticare sono in commercio già da tempo, ma solo ora stanno raggiungendo popolarità grazie al loro successo in campo di vendite.
Per acquistarle basta recarsi in un centro Louis Vuitton o in un punto vendita autorizzato, anche se la disponibilità per ora è alquanto scarsa.

Fonte: GoLook.it

‘Su Misura’ per l’uomo, leitmotiv delle prossime stagioni

January 14, 2012 Leave a comment

In un mercato maschile luxury, che si mostra più dinamico di quello femminile, l’attenzione delle griffe si concentra sul ‘made to measure’. Un segmento per ora piccolo, ma redditizio. E che promette molto bene anche sui nuovi mercati emergenti. Così tutti i grandi brand mettono in campo strategie e prodotti creati ad hoc per il singolo cliente: con un’offerta che va dalle scarpe alle cinture negli accessori, mentre nell’abbigliamento si allarga dal formale alla maglieria e al tempo libero. Una tendenza che sembra destinata a crescere anche per la donna, perché nel lusso la chiave vincente oggi si chiama personalizzazione.

Il ‘su misura’ per l’uomo, nell’abbigliamento e negli accessori, sarà uno dei leit-motiv delle prossime stagioni: e se a qualcuno sorgono dei dubbi, le ultime mosse dei grandi brand sembrano esserne la migliore conferma. Ha iniziato il 23 settembre scorso Louis Vuitton, che, in occasione dell’inaugurazione del rinnovato flagship di Montenapoleone, uno dei più grandi monomarca d’Europa, ha lanciato da Milano in anteprima mondiale il nuovo servizio di personalizzazione ‘made to order shoes’. Con la possibilità di creare cinture su misura abbinate. Il 17 ottobre è stata la volta di Gucci, che ha ufficializzato il lancio del potenziato servizio sartoriale su misura per l’uomo (abiti, camicie e calzature) al quale è dedicata una speciale campagna intitolata All the world’s a stage, protagonista l’attore, scrittore e regista James Franco. Una settimana dopo è arrivata la decisione di Tommy Hilfiger Group, di proprietà di PVH Corp. di riportare in casa le licenze della collezione sartorial (100 milioni di dollari di fatturato), venduta in Europa dal 1998. Infine, il 10 novembre Ermenegildo Zegna ha brindato nel global store di Montenapoleone a Milano all’ultimo nato nella famiglia, la maglieria ‘su misura’ della collezione Personalized premium cachemire. E già sono partite le manovre 2012: Prada, dopo aver risolto il contratto di franchising con Mercury per gestire direttamente il retail sul ricco mercato russo, nella terza settimana di gennaio inaugura il primo flagship a Mosca, un intero palazzo free standing da 1.500 mq in via Stoleshnikov dove, nell’area uomo, lascerà uno spazio di rilievo al su misura. E Ferragamo, che ad agosto dello scorso anno nei suoi monomarca di tutto il mondo ha iniziato la vendita della Special Edition, scarpe Tramezza realizzate a mano e cinture personalizzabili, in questi mesi sta rinnovando l’offerta per l’uomo di abbigliamento su misura formale, in pelle e della maglieria: con l’aggiunta della camicia, progetto che partirà dalla prossima primavera estate. Insomma, un gran daffare. Che accanto ai colossi del lusso vede anche blasonate griffe come Brioni, entrata di recente nella scuderia della Ppr di François-Henri Pinault e intenzionata nel 2012 ad ampliare la gamma di un su misura su cui il brand preferito da James Bond è già forte. E persino “piccole” aziende della pelletteria come Piquadro, che si propone alla clientela maschile con la collezione Sartoria, ovvero porta PC, porta Ipad e piccoli accessori realizzati ad hoc. «Un progetto – sottolinea l’amministratore delegato Marco Palmieri – nato quasi come una sfida, perché cerca di coniugare il massimo della tecnologia moderna e il massimo della artigianalità: così il prodotto se lo costruisce il cliente, attraverso una piattaforma tecnologica scaricabile su Ipad, che dal gennaio 2012 è disponibile anche su internet, e viene realizzato in micro laboratori artigianali della Toscana». Di certo nel caso di grandi marchi storici il focus sul ‘made to measure’ non rappresenta una svolta improvvisa, ma una mossa coerente con il DNA della griffe. Dice Pietro Beccari, vicepresidente Louis Vuitton: «La personalizzazione è da sempre una delle componenti che caratterizzano l’offerta dei prodotti Louis Vuitton, che siano bauli, city bag, accessori di piccola pelletteria e orologi. Già dall’Ottocento veniva offerta la possibilità di personalizzare gli articoli da viaggio, e nel 1901 George Vuitton, in onore del padre, realizzò il primo marchio personale su una “Steamer” bag. Oggi il servizio del ‘made to order shoes’ è la sublimazione dei servizi di personalizzazione, dedicato all’uomo più esigente». Una posizione condivisa da Gildo Zegna, presidente e amministratore delegato del gruppo Zegna: «Abbiamo lanciato il ‘su misura’ alla fine degli anni Settanta con la produzione di abiti, giacche e pantaloni, per estendere il servizio a camicie e cravatte a fine anni Novanta e recentemente alla maglieria. Un servizio che è ancora attualissimo, dove esprimiamo il top dei nostri valori, non solo nella cura individuale del cliente, ma anche nella costante ricerca della qualità e dell’esclusività di tessuti e lavorazioni». Ma è un fatto che chi il ‘su misura’ per l’uomo lo fa da sempre oggi è affiancato da new entry di peso che hanno deciso di riscoprirlo. Come Gucci, griffe che vuole riaffermare a 360 gradi i legami del brand con una storia di tradizione artigiana. Spiega Patrizio di Marco, amministratore delegato del marchio fiorentino: «Come è successo per altri punti di forza nascosti della nostra azienda, abbiamo deciso di tornare a investire anche su questa attività, perché racchiude tutti i valori del marchio: creatività, artigianalità, made in Italy, qualità assoluta e attenzione al dettaglio». Per non dimenticare Prada, che pur proponendosi come brand innovativo, è decisa a giocarsi la partita. «Il nostro è visto giustamente come un marchio di moda, che spontaneamente potrebbe anche non essere collegato al ‘made to measure’. Invece Prada, come casa centenaria e di tradizione, ha questa expertise e questo interesse sartoriale, certo fatto a nostro modo, non conservatore», confermano da Prada. «Non a caso sul su misura uomo, lanciato nel 2003 nel campo dell’abbigliamento formale, continuiamo ad investire con nuove proposte, come le camicie su tessuti Vintage Prada». Ma come si giustifica tanto attivismo? Al di là delle strategie assolutamente originali dei singoli brand, alla base ci sono alcune considerazioni generali che tutti sembrano condividere. Il su misura è innanzitutto per ora, una fetta relativamente piccola di business ma si inserisce nel mercato della moda uomo luxury, che si mostra più dinamico di quello femminile. «I tassi di crescita che stiamo registrando nel mondo, con spinte particolari dall’Est asiatico, sono tali che ormai l’abbigliamento uomo è pari a circa quello da donna» conferma Patrizio di Marco (Gucci), che secondo gli ultimi dati disponibili deve all’abbigliamento nel suo complesso (maschile e femminile) il 13% dei 2,7 miliardi di euro di fatturato, ma con percentuali in salita. Anche da Prada sono molto positivi sul business al maschile, che in alcuni segmenti, come abbigliamento, e calzature cresce in media più velocemente nei punti vendita della donna e per i numeri si potrebbe considerare un’azienda, visto che vale il 30% di un fatturato che per il 2011 è stimato in circa 2 miliardi solo come Prada brand. Addirittura, anche se è un caso un po’ speciale, c’è chi come Brioni ha deciso già ad agosto 2011 di uscire dal segmento moda femminile. «Brioni è nato nel 1945 come sartoria maschile e il nostro core business è da sempre l’uomo, ma i nuovi concorrenti che si affacciano sul nostro mercato, da Tom Ford a Berluti, mi hanno indotto a focalizzare gli impegni e gli sforzi» precisa l’amministratore delegato Francesco Pesci. «Senza dimenticare che anche nell’uomo alto di gamma il retail sta diventando strategico e quindi sempre più capital intensive». In più, anche se la fetta del ‘made to measure’ per alcuni per ora è piccola, per altri comincia a diventare di un certo rilievo. Da Prada calcolano che valga il 5% del peraltro rilevante business uomo. E anche da Zegna sono più che soddisfatti dei risultati. Spiega Gildo Zegna: «Il nostro ‘su misura’ , che ha avuto una crescita importante dopo la crisi del 2009, rappresenta oggi il 9% del totale fatturato dei brand Zegna. E nel 2011 registra, come il ready-to-wear, un aumento delle vendite a due cifre». Per Brioni poi (180 milioni di euro di fatturato), il ‘su misura’ pesa addirittura per il 25-30% sulle vendite dell’abbigliamento formale. «Senza dimenticare» fa notare Francesco Pesci (Brioni) «che consente margini più elevati del ready-to-wear e ovviamente non crea problemi di stock, dettaglio di un certo rilievo di questi tempi». Ma se il trend positivo del mercato uomo, unito a una interessante redditività, è una prima motivazione specifica che spiega l’attenzione delle griffe sul ‘su misura’, la seconda allarga il campo a tutto il segmento del lusso. Che ora più che mai, per il cliente, uomo o donna che sia, significa massimo della qualità e della esclusività, ma soprattutto personalizzazione. «Oggi lusso vuol dire anche potersi permettere qualcosa che è nato esclusivamente per te, che solo tu possiedi con quelle determinate caratteristiche» dice convinto di Marco. «Personalizzazione è la parola chiave: in Gucci ne stiamo facendo un driver fondamentale di sviluppo, in modo trasversale, non solo su certi mercati o categorie. Perché accompagnare con passione e competenza il cliente attraverso un’ampia serie di possibili scelte in termini di tessuti e modelli vuol dire farlo sentire più a suo agio nella sua vita quotidiana e quindi conquistarne la fedeltà». Ne è più che convinto Gildo Zegna, che sostiene: «Vedo una tendenza molto marcata e generalizzata verso prodotti personalizzati. Ecco perché stiamo pensando in un futuro prossimo di personalizzare nuovi prodotti». Una sfida ambiziosa, che richiede in ogni fase una organizzazione perfetta. E anche costosa, perché tutti i big, da Vuitton a Gucci, da Prada a Zegna a Ferragamo, confermano di avere strutture dedicate al ‘su misura’: partendo dalla scelta delle materie prime per arrivare alla logistica. «Le nostre calzature escono esclusivamente dal nostro atelier di Fiesso d’Artico, a Venezia, una struttura nella quale nel 2009 abbiamo ulteriormente investito, malgrado la crisi» racconta Pietro Beccari (Vuitton). E se non tutti possiedono come Brioni a Penne, in Abruzzo, una scuola di sartoria con corsi quadriennali che sforna 25 sarti all’anno e prevede di aumentare gli iscritti, di certo tutti si preoccupano di avere personale formato al massimo livello in negozio per il delicato momento della presa delle misure. Perché la strada sembra ormai segnata. E con implicazioni importanti nel segnare i confini di un nuovo rapporto tra i brand e il mercato. «Siamo convinti che questo nuovo servizio ci permetterà di rafforzare le relazioni con i clienti più esigenti e conquistarne di nuovi» sostiene Patrizio di Marco. E visto che i nuovi clienti oggi il lusso se li va a cercare anche o soprattutto nei cosiddetti Paesi emergenti, è un buon segnale che il su misura, tradizionalmente forte nei Paesi occidentali come l’Europa e gli Stati Uniti, stia iniziando ad essere apprezzato là dove tutti guardano per fare affari anche in tempi di crisi, ovvero Asia e Russia. «La novità » confermano da Prada «è che oggi vendiamo più ‘su misura’ nella Mainland China che a Hong Kong, dove esiste una tradizione sartoriale collaudata. E siamo solo all’inizio, visto che il ‘su misura’ è presente al momento solo a Pechino, Shanghai, Shenzen e Xian, ovvero in 4 sui 15 negozi Prada aperti in Cina. Non a caso a maggio 2011 Brioni ha organizzato a Shanghai il primo evento per presentare il ‘su misura’ a un pubblico selezionato che ha ammirato i maestri sarti Brioni all’opera. Ed è ancora guardando a Oriente che, anticipa Gildo Zegna «una grande novità della nostra azienda sarà l’ingresso della seta nel programma del ‘su misura’, offerta rivolta specificamente ai mercati asiatici». Di certo, in Asia e non solo, la tendenza di alcune griffe è di portare il su misura su nuove strade. Rivela Francesco Pesci: «Per il 2012 abbiamo un progetto, top secret, le posso dire che il sogno è, rimanendo nell’abbigliamento di andare oltre le categorie di prodotto che tradizionalmente sono interessate da questo servizio come il capospalla e la camiceria. Obiettivo: legare Brioni al concetto di personalizzazione totale del guardaroba». Che si voglia customizzare anche il tempo libero? Si sa che Ppr è interessata a sviluppare quel segmento del lusso. Ma Pesci non si sbilancia. Chi invece al tempo libero, e non solo, è già arrivato, ma non intende spingere oltre l’acceleratore è Prada. Per ora basta il negozio di corso Venezia a Milano, un progetto unico di punto vendita dove l’offerta ad hoc, per uomo e donna, arriva anche ai piumini e ai jeans. Non è proprio il ‘su misura’, ma è una personalizzazione amplissima. Del resto, non è lì che il cliente, e i brand, vogliono arrivare?

Fonte: Pambianconews

Parigi, imminente mostra dedicata a Marc Jacobs da Louis Vuitton presso Les Arts Décoratifs

January 12, 2012 Leave a comment

Sarà inaugurata presso Les Arts Décoratifs a Parigi il prossimo 9 marzo, e durerà fino al 16 settembre 2012, la mostra dedicata a Marc Jacobs e organizzata da Louis Vuitton.
Due i protagonisti dell’esposizione curata dall’autrice di moda e docente Pamela Golbin, ad ognuno dei quali è dedicato uno dei due piani della mostra, la carriera del celebre designer, che dura ormai da 15 anni, presso la griffe e la storia della maison del lusso fondata ben 158 anni fa e del suo contributo al mondo della moda.

Fonte: Pambianconews

Louis Vuitton, preservativi di lusso… con ufficiale riserva

January 9, 2012 Leave a comment

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Potrebbe sembrare una creazione insolita per la maison Louis Vuitton, ma le immagini che stanno girando da giorni sul web parlano chiaro.
Molti si chiedono se sia solo un fotomontaggio, mentre altri affermano che le foto siano state rilasciate dalla casa stessa.
Fatto sta, che non c’è ancora nessuna conferma ufficiale sulla produzione e sul lancio dei preservativi Louis Vuitton, anche se quanto si deduce dai commenti degli utenti social, non sarebbero affatto una cattiva idea.
Per ora non possiamo fare altro che mostrarvi alcune foto di questi nuovi preservativi, attendendo che arrivino conferme o che venga smentito tutto da fonti ufficiali.

Fonte: GoLook.it

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