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Intervista a Niccolò Biondi, ad del marchio Sevenbell

Niccolò Biondi, SevenbellCi sono brand che hanno una lunga storia alle spalle e innovando e lottando quotidianamente contro le difficoltà dei mercati  – soprattutto di questi tempi – andrebbero inseriti nella hall of fame del vero made in Italy. Sevenbell è uno di questi. Fondato a Campi Bisenzio-Firenze nel 1949 da Francesco Bacci come azienda produttrice di capi e pantaloni da lavoro, principalmente in cotone e gabardine venduti col nome del marchio Roy Roger’s – il brand è anche il primo con cui sono stati prodotti in Italia dei jeans -, l’azienda, guidata oggi da Patrizia Biondi– presidente -, Niccolò Biondi – ad  – e da Guido Biondi– direttore creativo – entrambi nipoti del fondatore, ha chiuso il 2012 con un fatturato di 24 milioni di euro e punta a un’ulteriore crescita nell’anno in corso grazie a una strategia di retail che vedrà l’apertura di 8 monomarca nel mondo entro il 2014.

Viviana Musumeci ha intervistato l’ad Niccolò Biondi.

V.M.: Dove producete esattamente? Potete considerarvi un marchio completamente made in Italy? Come esprimete attraverso i vostri prodotti questo concetto e questa appartenenza?

N.B.: Produciamo internamente e in alcuni laboratori del territorio toscano Il Gruppo oggi conta su indotto di 200 addetti. La nostra è sempre stata e rimarrà  una produzione Made in Italy. Ne sono una testimonianza la qualità dei tessuti utilizzati, le fasi dei processi produttivi che vedono anche momenti di interventi manuali , e uno stile orientato sulla ricerca e l’innovazione.

V.M.: Siete un’azienda a gestione familiare: cosa significa nella concretezza della quotidianità?

N.B.: Siamo una famiglia ed una realtà aziendale in cui ognuno ha un ruolo definito.Patrizia Biondi, presidente del Gruppo, si occupa degli acquisti. Io gestisco  il settore amministrativo ed il settore commerciale, mentre Guido è il direttore creativo.

V.M.: Vi capita di portare fuori il lavoro nella vostra vita privata?

N.B.: La nostra è una realtà a gestione familiare ed è quindi difficile separare l’ambito professionale da quello privato.

V.M.: Che cosa vi hanno insegnato i vostri genitori?

N.B.: La passione per tutto quello che facciamo.

V.M.: Come viene percepito e vissuto oggi il jeans?

N.B.: Il jeans, nato come indumento da lavoro, è diventato nel tempo un must per tutti. Un capo casual adatto a ogni occasione, che cambia nel tempo modelli, tessuti, lavaggi ed applicazioni, mantenendo sempre la propria originalità. I modelli si adattano a ogni età e conformazione fisica e ognuno trova quello che più risalta la propria figura.

V.M.: Quali sono le novità della prossima collezione?

N.B.: Per l’autunno inverno 13/14 Roy Roger’s propone per l’uomo e la donna la nuova collezione Roy Roger’s Rugged – anima vintage del brand – che si ispira al mondo dei college americani degli anni ‘50; la linea Easy Care, una capsule i cui pantaloni sono realizzati in un particolare cotone poliestere che non si deve stirare, materiale recuperato dagli archivi del brand ma assolutamente attuale. Infine una linea che si ispira ai reduci del Vietnam con denim e gabardine dalle linee morbide, arricchiti da salpe mimetiche e cartellini che riproducono una cartolina scritta da un soldato americano alla famiglia  durante la guerra. E Tuscan Wool by Roy Roger’s, una caspule collection di capi realizzati in pura lana 100%, Made in Tuscany.  La collezione President’s AI 13/14 ha un tono vagamente militare. Fodere impalpabili e suole trasparenti  rendono visibili le fasi della costruzione, perché l’orgoglio per il craft va mostrato, sottilmente.La collezione nasce nel 2010 dall’amore per una cultura autentica della moda, per la robustezza del workwear, per una idea del vestire aliena alle fluttuazioni passeggere dei trend.

Fonte: VM-Mag

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