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Petit Bateau & Herman Dune, moda bimbo e musica insieme per una nuova limited edition
C’è tutta la creatività e la musicalità del gruppo Herman Dune in questa nuova limited edition di Petit Bateau. La maison francese ha creato una linea per bebè, bambini e adulti fatta di body, t-shirt, camicie, mariniere e borse partendo dal simbolo dei due artisti francesi: lo yeti blu, mascotte degli Herman Dune e pupazzo di loro ideazione.
Una collezione creativa, caratterizzata da un crescendo di azzurri e note di bianco, composta da cotoni morbidi e linee basiche e dalle fantasie tradizionali. Con una nota musicale: per Petit Bateau gli Herman Dune hanno scritto «I’ll be blue», pezzo inedito che si trova nella versione lusso del loro album «Strange Moosic», in vendita da Petit Bateau. E tra l’altro il 3 marzo prossimo il gruppo terrà un concerto nella boutique Petit Bateau degli Champs Elysées a Parigi.
Fonte: L’Eco di Bergamo
Hedi Slimane, ritorno da Yves Saint Laurent
Hedi Slimane torna da Yves Saint Laurent. Il grande designer di padre tunisino e madre italiana, amato dalle modelle e dalle stelle della musica, ‘diverra’ il nuovo direttore a YSL’, ha detto una fonte della casa di moda. Con YSL Slimane aveva gia’ lavorato alla fine degli anni Novanta nella carica di direttore della moda uomo. Se la notizia sara’ confermata, Slimane, che arriva da Dior, prendera’ il posto di Stefano Pilati.
Fonte: La Repubblica
Giorgio Armani, nessun confronto con Gucci e Prada
«Quando leggiamo i risultati economici delle aziende di settore sui giornali ci sentiamo sbilanciati, perché sentiamo che alcuni fanno alti fatturati con gli accessori. La moda è più complicata. Non si può paragonare. Io faccio moda, abbigliamento, non si può essere messi a confronto con Gucci e Prada, che fanno anche loro del buon pret à porter ma sarebbe da chiarire che i loro grandi fatturati sono fatti soprattutto con belle scarpe e borse». Lo ha detto oggi alla stampa Giorgio Armani nel backstage della sfilata della sua nuova collezione Emporio Armani.
«Non si può mettere a paragone – prosegue Armani – me e loro. È una valutazione sbagliata anche perché il pubblico che si trova davanti alle vetrine rimane perplesso. È un momento difficile per tutti anche se i miei conti vanno bene, con 6 miliardi di euro di fatturato indotto e di 1.7 miliardi di euro di fatturato diretto, di cui l’80% è dato dalla voce abbigliamento e il 20% dagli accessori. Anzi sui fatturati avverto un miglioramento soprattutto nel mercato americano». «Le difficoltà – continua Armani – non si avvertono perché abbiamo lavorato, investito in pubblicità e in nuovi negozi».
Armani quindi parla della sua collezione e di come è cambiata la percezione della moda da parte delle donne. «La donna ha dimenticato certe regole – ha proseguito – è più libera di abbinare, sa mischiare e lo fa con intelligenza, unendo vari stili e non subendo nessuna influenza da parte di noi stilisti e degli esperti della moda».
La nuova collezione. «Mi piacerebbe che scriviate che Armani ha inventato dei nuovi pantaloni – dice lo stilista riferendosi ai pantaloni affusolati e corti al ginocchio da portare sotto le gonne o da soli che hanno sfilato per la collezione Emporio -. Ho abbinato scarpe basse, anche se abbiamo lottato per i tacchi alti, ma con questi pantaloni la mia donna sembrava una valchiria, una escort». «La mia donna è molto curata – aveva detto all’inizio della conferenza stampa Armani – perché io amo molto il mio lavoro. Ho letto che qualche stilista americano si è divertito molto a lavorare sulla sua collezione. Questo è un lavoro molto serio, ci sono industrie di mezzo. È le difficoltà (semmai ce ne fossero, ndr) del mio lavoro sono fare cose vendibili e altrimenti nuove».
Fonte: Il Secolo XIX
Jil Sander, ritorno al marchio originario
Secondo un’ultim’ora la stilista tedesca Jil Sander torna alla guida creativa del marchio da lei creato. Era già ritornata a disegnare la griffe nel 2003, quando Patrizio Bertelli, dopo alcuni anni dall’acquisizione della maison tedesca, aveva chiesto alla designer di rientrare all’ufficio stile, ma la partnership era durata poco più di un anno. Ora è stato Franco Penè, AD del gruppo Gibò che possiede Jil Sander, a optare per un ritorno della stilista tedesca.
Il ritorno della Sander segue l’annuncio dell’abbandono da parte di Raf Simons che, stando a quanto dichiarato dallo stesso designer belga a WWD Japan, annuncerà nel corso di questa Fashion Week Milanese il suo nuovo progetto. Secondo voci di corridoio si tratterebbe del suo ingresso in Christian Dior come successore di John Galliano. Lo stilista è, inoltre, dal 2005 alla guida sia di Jil Sander sia di due linee che portano il suo nome: Raf Simons e Raf by Raf Simons.
Fonte: Pambianconews
“Furla and I”, nuova it-bag di Furla
Nasce “Furla and I”, nuova it-bag di Furla. Tra ironia, modernità e praticità.
Ieri in passerella, oggi in vendita. In occasione della settimana della moda milanese, Furla lancia in anteprima assoluta la nuova it-bag “Furla and I” per l’autunno-inverno 2012. Per la prima volta, la borsa sarà acquistabile dal 24 al 29 febbraio esclusivamente presso il suo flagship di Corso Vittorio Emanuele, con la possibilità di riceverla in anteprima da fine giugno e direttamente a domicilio.
“Furla and I” è la shopper sintesi della dichiarazione di complicità tra Furla e le sue clienti: double-face, comoda e contemporanea, dalle linee epurate e al contempo giocosa, è reversibile e dalle molteplici combinazioni di colori, motivi e materiali.
In concomitanza con il grande fermento delle sfilate, la borsa verrà dunque proposta in cinque varianti di tendenza: dal rosso lipstick e viola uva ad una divertente stampa zebra fino all’esplosione di colori neon quali fucsia, giallo ed arancio.
Rachel Zoe, special visual per le vetrine di Tiffany & Co
La stylist assoldata dalla maison di gioielli. E i colleghi rosicano…
Rachel Zoe ha molti estimatori, ma anche detrattori: nel mondo della moda, si sa, i nemici non sono mai abbastanza, e fanno curriculum.
Grazie alle sue straordinarie doti come stylist, Zoe è stata scelta da Tiffany & Co per realizzare le vetrine del flagship store di New York Fifth Avenue e ideare, in occasione dell’edizione 2012 degli Academy Awards, una sorta di viaggio nel tempo attraverso lo stile e l’eleganza, a partire dagli Anni ’30 fino agli Anni ’70.
I gioielli di Tiffany & Co vengono usati, dunque, per catturare lo spirito di ogni epoca alla quale si riferiscono.
La Zoe ha disegnato cinque diverse vetrine, ognuna dedicata a un decennio particolare: in quella Anni ’30, ad esempio, regna l’eleganza più classica; in quella Anni ’40 spicca l’Alta moda; gli Anni ’50 sono all’insegna dei paparazzi e dei red carpet; i ’60 si ispirano all’atmosfera hollywoodiana e, infine i ’70 sono caratterizzati da una moda che avvolge il corpo. Insomma, potrebbe valere la pena fare un salto da Tiffany e farci una colazione, soltanto per assistere a questo spettacolare e lussuosissimo viaggio nel tempo.
Viviana Musumeci
Fonte: Moda Informa
Raf Simons, annuncio consensuale dimissioni da Jil Sander
Il Gruppo Jil Sander e Raf Simons hanno annunciato oggi che Simons si dimetterà dal ruolo di direttore creativo della maison. Jil Sander e Raf Simons hanno deciso di comune accordo che lo stilista lascerà il suo incarico il 27 febbraio 2012.
Nominato direttore creativo di Jil Sander il 1° luglio 2005, Simons firma le sue prime creazioni per il Brand in occasione della collezione Uomo Autunno/Inverno 2006. La collezione Donna Autunno/Inverno 2012 sarà l’ultima a portare il suo nome. Jil Sander ringrazia Raf Simons per la dedizione e l’impegno dimostrati in tutti questi anni e gli augura il meglio per il futuro. Il Gruppo Jil Sander annuncerà il nuovo direttore creativo a breve. Indiscrezioni sui nuovi approdi di Raf Simons si vociferavano già dal dicembre scorso.
Fonte: Corriere Della Sera
Jil Sander, intenzionata a tornare al suo marchio
E due. Per la seconda volta, Jil Sander ritorna da Jil Sander. O almeno è quanto ha annunciato la stilista tedesca al magazine suo connazionale “Gala” il 22 febbraio. Un ritorno che dovrebbe essere ufficializzato nelle settimane a venire, ma che la casa di moda Jil Sander non ha voluto commentare al momento in cui scriviamo e pubblichiamo queste righe. Il divario temporale di cui parla la stilista corrisponde alle date della fashion week di Tokyo, un periodo che viene considerato appropriato dal gruppo nipponico Onward, proprietario della griffe.Prima di approdare nell’orbita di Onward, Jil Sander ha cambiato parecchie volte di mano sin dalla sua fondazione, avvenuta per merito della stilista omonima nel 1968. In particolare, il brand è stato di proprietà del gruppo Prada, che era già riuscito a riportare in azienda la fondatrice nel 2003, prima del suo nuovo addio nel 2004. Dopo questa partenza, Jil Sander ha collaborato soprattutto alla creazione di una linea di successo per Uniqlo, sempre caratterizzata dal rigore estetico che ne ha creato la reputazione.
Ma questo ritorno pone soprattutto un’altra questione: cosa accadrà a Raf Simons, l’attuale direttore artistico di Jil Sander? Il suo lavoro dopo l’abbandono della fondatrice è stato ripetutamente elogiato e il suo nome è circolato qualche mese fa tra i più accreditati per sostituire John Galliano da Christian Dior. La griffe, per la quale realizzerà il suo forse ultimo défilé sabato prossimo a Milano, aveva smentito l’indiscrezione precisando che il suo contratto era appena stato rinnovato.
Un annuncio da parte di LVMH a proposito di Christian Dior potrebbe essere dato nelle prossime settimane, visto che la prossima sfilata di prêt-à-porter è stata programmata per il 2 marzo. Come suo solito, dopo il licenziamento di John Galliano la maison non ha voluto per ora rilasciare alcun commento.
Un valzer di poltrone apparentemente semplice, ma che si complica se consideriamo che la maison Yves Saint Laurent sarebbe anch’essa alla ricerca di un nuovo direttore artistico per rimpiazzare Stefano Pilati… che alcuni vedono da Dior, e che altri vedrebbero bene sostituito dallo stesso Simons. A giudicare dall’imminente ritorno di Jil Sander, la questione potrebbe avere un’accelerata decisiva nel mese di marzo.
Gianluca Bolelli
Google, lancio occhiali a realtà aumentata entro il 2012
Entro l’anno, secondo fonti vicine e riprese dal New York Times, entro l’anno Google potrebbe lanciare sul mercato gli occhiali a “realtà aumentata”, attualmente in fase di test presso gli “X Labs” del gruppo di Mountain View, basati su tecnologia Android. Simile apparentemente ad un comune paio di occhiali da sole, il dispositivo risulterà connesso alla rete in grado di trasportare l’utente in una realtà aumentata e incredibilmente parallela.
Indossando questi accessori si potrà, ad esempio, vedere sovrapposte alla realtà le indicazioni stradali di Google Maps; osservare indicazioni turistiche sui luoghi visitati; visualizzare notifiche provenienti dal web; scattare e trasmettere foto di visuali poste dinnanzi all’osservatore; godere dei servizi di spostamento attraverso la geolocalizzazione. Inoltre sarà possibile trasmettere contenuti audio in streaming, abilitare chiamate vocali, corrispondere appuntamenti e altri eventi, e così via. In pratica, vedrebbe proiettato sulle lenti un flusso di informazioni interattive attraverso cui interagire.
Gli occhiali, secondo voci circolanti in rete, dovrebbero essere in vendita, in diversi modelli, con corrispettivi tra i 250 e i 600 dollari.
Marius Creati
Ungheria, il freddo si combatte bruciando banconote
La vicenda è molto particolare e ha poco a che vedere con il concetto di lusso, ma considerando il valore dei soldi, è bene fare chiarezza su questo caso che sta tormentando il web con false storielle.
Secondo quanto circolava fino a qualche giorno fa, infatti, l’Ungheria avrebbe fatto un enorme spreco di soldi, regalando banconote vere ai cittadini in preda al freddo gelido per farle bruciare nei camini come riscaldamento. Fatto sta, che quest’ultimi li avrebbero conservati per poi acquistare beni di lusso, come auto, gioielli e orologi di grande valore, diffondendo così un’enorme ricchezza nel paese.
Tutto questo, però, è enormemente sbagliato, visto che la verità è tutt’altra cosa. La Banca Centrale, infatti, ogni anno deve buttare della moneta che non può essere messa in circolazione; quest’anno, che il paese ha sofferto il freddo ed è aumentata spaventosamente la domanda della legna, con il conseguente calo dell’offerta, la Banca ha pensato bene di creare dei mattoni con le banconote da distruggere e distribuirle ai cittadini, che avrebbero dovuto bruciarle per produrre calore nelle proprie abitazioni.
Le informazioni sparse fino ad ora, dunque , non erano altro che una bufala, visto che la verità è solo e soltanto questa.
Fonte: GoLook.it



























