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Cité de l’Océan et du Surf, complesso multifunzionale di Steven Holl e Solange Fabiao in Francia
E’ stato recentemente inaugurata, a Biarritz in Francia, la Cité de l’Océan et du Surf; un complesso multifunzionale in prossimità dell’oceano realizzato da Steven Holl in collaborazione con l’architetto braziliano Solange Fabiao.
La sagoma dell’edificio riprende il moto delle onde, fino ad assumere in alcuni punti i tratti di uno skate-park. Il sali e scendi dei piani crea un forte movimento sopratutto negli spazi esterni, grazie a questo si viene a formare una piazza coperta da un tetto concavo.
Il centro ha al proprio interno una parte espositiva, situata negli elementi curvi in cemento armato; le aree destinate alla ristorazione e alla parte maggiormente pubblica sono quelle più aperte verso l’esterno anche per essere in una più diretta comunicazione con la spiaggia.
Fonte: Linea Di Sezione
Bremont P-51, chronograph chronometer in limited edition
Following on from the great success and interest generated by the arrival of the very special and unique EP120 Limited Edition watch back in late 2008, Bremont are releasing the Limited Edition ‘Bremont P-51’, a chronograph chronometer built with original parts from the famous 1944 Mustang WWII aircraft P-51K-10 (serial number 44-12016), a Pacific war veteran also known as ‘Fragile but Agile’.
Original aluminium metal from the aircraft fuselage is integrated into both the dial and the movement of the timepiece; with the dial itself inspired by the clocks found in the P-51 aircraft. The 43mm hardened steel Trip-Tick® case, using Bremont’s B-EBE2000 technology, integrates the new rotating ‘Roto-Click®’ inner bezel that houses four ball-bearings inside the case. As with many of Bremont’s latest watch designs, the P-51 is assembled the company’s atelier in England rather than their workshop in Biel-Bienne in Switzerland, and houses a modified Swiss BE-54A automatic chronometer movement that also shows UTC time. The watch will be limited to only 251 pieces. The watch is to be unveiled at Basel 2011 and released in the autumn.
P-51K-10 (serial number 44-12016) rolled off the North American Aviation assembly line in Dallas, Texas, on 18 December 1944 and was then loaded on to a ship on the 15th January 1945 for an assignment in the Far East. It was to take part in the American campaign to retake the Philippine Islands from the Japanese. On arrival in the Pacific Theatre of Operations, the aircraft was assigned to the 342nd Fighter Squadron of the 348th Fighter Group, which then was stationed at the San Marcelino airbase, just north of Manila Bay. Lt. Bert Lee Jr. was assigned to fly the aircraft and was credited with two confirmed victories during the war, which accounts for the two Japanese flags painted below his name on the plane. One was a Japanese A6M “Zero” fighter near Manila and the other a twin-engine “Betty” bomber. A lot of Lt. Lee’s missions in the P-51 were ground support in what was then Indochina.
Lee and his Mustang both survived the war. Following its time in the US Air Force, ‘Fragile but Agile’ then spent time serving with both the Swedish and Israeli military before eventually being restored by pilot and collector Stephen Grey and The Fighter Collection based at Duxford in the UK. In 2009 the Mustang was acquired by another collector and good friend of Stephen’s – Dan Friedkin, based in Houston, Texas.
Movement – Modified calibre 13 1/4″ BE-54AE automatic chronometer. 25 jewels. Glucydur balance. Anachron balance spring. Nivaflex 1 mainspiring. 28,800bph. 42 hour power reserve. Hand-crafted aluminum rotor from 44-12016 skin.
Functions – Hour/minute/second, date at 4H, chronograph with seconds and 30 minutes, 24 hour UTC hand.
Case – Hardened stainless steel Bremont Trip Tick® construction with scratch resistant PVD treated case barrel. Case diameter 43.00 mm, lug width 22.00 mm, case thickness 16.00 mm.
Case Back – Stainless steel with integrated flat crystal, 5 stainless steel screws with polished heads.
Bezel – Internally rotating bezel operated by crown at 8H with Bremont Roto-Click® technology.
Dial – Metal dial with various ground colours with integrated aluminum sub-dial from 44-12016 skin. Coated nickel hands with bespoke SuperLumiNova®.
Crystal – Domed anti-reflective, scratch resistant sapphire crystal.
Water-resistant – 10 ATM, 100 metres.
Ratings – C.O.S.C chronometer tested.
Bracelet – Tanned embossed calf-skin leather strap with stainless steel solid deployment buckle and engraved security clasp.
Source: Bremont
Fonte: Luxury & Fine Timepieces – Facebook
Ballin, sandali e plateau nuvola rosa da calzare
A differenza di Marilyn, penso che i migliori amici delle donne siano i plateau: più che altro salvano la vita due volte. Primo perché ti sollevano da terra slanciandoti, secondo perché sono l’unica tipologia di calzatura con tacco che non fa capicollare a terra. Ecco perché mi fanno impazzire i plateau di Ballin per la prossima p/e in rosa cipria. Però se appartenete alla categoria delle donne coraggiose che potrebbero fare jogging con i tacchi a spillo, allora potete optare anche per le altre due versioni. Io, così, avrò meno concorrenti.
Fonte: Vivianamusumeciblog’s
Hu Zhen Yu, magnate cinese acquista piccione da allevamento più costoso del mondo
L’allevamento dei piccioni, oltre ad essere un passatempo per molti, in Cina sembra stia diventando un vero e proprio lusso, con tanto di business annesso.
Un magnate cinese, infatti, si è appena aggiudicato l’acquisto di un piccione da allevamento al prezzo di 328 mila dollari.
Hu Zhen Yu, facoltoso uomo d’affari della Grande Muraglia, ha acquistato il piccione di razza Dolce Vita, dichiarando che lo tratterà come un vero e proprio Re, senza mai farlo partecipare a corse di vario genere.
Come già accennato, però, in Cina non sembra sia la prima volta che si sente parlare di vicende del genere, visto che già in passato si sono visti acquisti di piccioni da allevamento i cui prezzi si aggiravano tra i 200 e 250 mila dollari.
Alla fine dei conti, però, il piccione di razza di Hu Zhen Yu, è ora considerato come il piccione da allevamento più costoso del mondo.
Fonte: GoLook.it
Vini di lusso, investire un bene di rifugio
Per il fondo lussemburghese Nobles Crus, specializzato in questo particolare comparto, il rendimento negli ultimi quattro anni è cresciuto mediamente a due cifre. Ma le etichette di riferimento sono per il 98% francesi. La piazza di Bordeaux è dominata ormai dagli acquirenti cinesi.
Investite in vino. Mal che vada, ve lo berrete” disse una volta Gianni Agnelli. Fosse ancora tra noi, l’Avvocato si sorprenderebbe nello scoprire che i rendimenti di alcune etichette sono talmente elevati da sconsigliarne l’apertura nell’immediato. Prendiamo il 1990 di Romanée-Conti, fuoriclasse tra i pinot noir di Borgogna: se nel 2000 il prezzo si aggirava attorno ai duemila euro a bottiglia, oggi c’è chi è disposto a versarne più di ventimila per assicurarsene una. Lo hanno fatto a novembre alcuni facoltosi collezionisti cinesi nelle aste pubbliche di Hong Kong (se ne sono tenute ben otto importanti), ma anche a New York, Londra, Ginevra, Parigi e altre piazze europee. E la cosa non deve stupire, perché quando si parla di premieres crus bordolesi – quelli degli chateau Latour, Lafite, Margaux, Haut-Brion e Mouton, secondo la classificazione risalente al lontano 1855 – o dei più complessi rossi di Borgogna, ci troviamo di fronte a beni dalla doppia connotazione: sono di lusso e al tempo stesso di rifugio. “Dinamica la domanda, limitata l’offerta e, in più, con il passar del tempo la gente li beve. Perciò diventano ancor più rari ed essendo prodotti longevi, la loro qualità aumenta”, spiegano Averardo Borghini Baldovinetti e Marco Clerici, rispettivamente direttore internazionale e direttore generale della società Vino e Finanza, che gestisce il fondo Nobles Crus specializzato in questo particolare comparto. Di quel “mitico” Romanée-Conti 1990 il fondo, un Sicav lussemburghese che richiama investitori istituzionali (tra cui banche e fondi pensione) al pari di collezionisti e risparmiatori privati desiderosi di diversificare il proprio portafoglio, ne detiene 50 bottiglie: una bella cifra, considerando che il domaine del villaggio di Vosne-Romanée di quell’annata ne produsse circa seimila, per due terzi già stappate. Nel 2008, mentre affondava Lehman Brothers trascinando con sé i titoli di mezzo mondo, il rendimento di Nobles Crus viaggiava a +20%. Positivi anche i due anni successivi, con un progresso del 10% nel 2009 e del 13% nel 2010. Ma i vini da investimento si sono rivelati immuni anche alla crisi degli spread e dei debiti sovrani, chiudendo il 2011 con circa il 10% di attivo. Merito soprattutto dei nuovi mercati. L’Asia, trainata dalle aste di Hong Kong, è diventata il primo acquirente internazionale dei cosiddetti Igw (investment grade wines), superando in classifica gli Stati Uniti, che avevano dominato la piazza per vent’anni, e relegando all’ultimo gradino del podio quell’Europa che, con i suoi ricchi collezionisti londinesi e parigini (senza dimenticare tedeschi, svizzeri e qualche italiano) creò il concetto stesso del vino come bene rifugio. Ora invece Cina e Hong Kong, secondo i dati del Civb (Conseil Interprofessionnel des Vins de Provence) assorbono circa il 60% dell’export di Bordeaux. Esistono casi da manuale come quello di Chateau Lafite, di proprietà della famiglia Rothschild, che per i cinesi è il top wine per antonomasia, grazie a una favorevole combinazione di fattori: è stato il primo premiere cru a puntare con convinzione sul mercato asiatico, non ha rivali per marchio e storia, dispone di sufficienti quantitativi (180 mila bottiglie l’anno contro per esempio le 36 mila di Chateau Petrus) per assecondarne le richieste. Infine, particolare non secondario, il suo brand è facilmente pronunciabile anche per un cittadino di Pechino, che si troverebbe in difficoltà con le troppe “r” dei vari Margaux o Haut-Brion. L’occasione per creare Nobles Crus si presentò nel 2007, quando la legge lussemburghese autorizzò la creazione di fondi alternativi: ci fu chi ne approfittò per lanciarsi nell’arte o in altri beni di valore crescente nel corso del tempo e chi, come Borghini Baldovinetti (produttore in Toscana con la Fattoria San Fabiano) e Clerici, si unirono al francese Christian Roger, uomo dalla ventennale esperienza in ambito finanziario, unendo passione e professione. Anche Roger è produttore, la moglie infatti è proprietaria dell’azienda vitivinicola Morgassi Superiore in Piemonte. La passione però non deve prevalere sulle logiche, che vanno rispettate quando ci sono di mezzo gli investimenti. Ed ecco allora che quando si parla di vini su cui puntare, il dominio è inevitabilmente d’oltralpe: il 50% arriva dalla Borgogna e il 48% dalla zona di Bordeaux. All’Italia restano le briciole: 0,6% Toscana, 0,5% Piemonte. Il resto, un marginalissimo 1%, se lo spartiscono Stati Uniti, Spagna e Australia. “In Italia”, spiegano i manager del fondo, “ci sono tanti grandi vini, pochi però sono quelli da investimento. Probabilmente in futuro la quota del nostro Paese è destinata ad aumentare, pur tenendo presente che i cinesi, inizialmente legati a Bordeaux e in particolare al solo Lafite, soltanto ora si stanno avvicinando ai vini più prestigiosi della Borgogna e quindi ci impiegheranno un po’ di tempo ad accettare anche quelli italiani”. Quand’è che un grande vino diventa un bene d’investimento? “Quando presenta alcune caratteristiche imprescindibili” rispondono Clerici e Borghini Baldovinetti. Primo: deve essere longevo, perché se un grande vino non migliora invecchiando non sarà mai tenuto in considerazione. Secondo: la costanza, perché gli investitori non si fidano di aziende dai risultati altalenanti. Terzo: il brand e la riconoscibilità non solo del marchio, ma anche della zona da cui proviene. Quarto e ultimo: la rarità, perché ci sono ottimi vini che fanno un milione di bottiglie l’anno e i grandi numeri determinano l’inevitabile perdita di attrattività. Ad ogni modo esistono etichette come il memorabile 1985 di Sassicaia (Tenuta San Guido, Toscana), diverse annate di Masseto (Ornellaia, Toscana) e un paio di Monfortino di Giacomo Conterno (Barolo, Piemonte) che possono condividere con i più prestigiosi Lafite, Latour, Mouton e Romanée-Conti lo spazio nella tabella dei best performer, vini su cui investire ora e in futuro. “Tenendo comunque presente”, precisano da Vino e Finanza, “che i vini italiani presentano un’interessante evoluzione del valore nei primi anni, per poi assestarsi senza ulteriori progressi. Un Monfortino del 1990 può arrivare a 700 euro a bottiglia ma è assai improbabile che cresca fino a toccare le migliaia di euro. Invece il Romaneè Conti 2006 noi l’avevamo comprato a 3 mila e pensavamo di averlo pagato a caro prezzo. Oggi ne vale oltre 7 mila. Questa è la principale differenza tra Francia e resto del mondo”. Infine, diverse “nuove” zone sono sotto osservazione. Le principali sono due territori di grande tradizione come la Mosella per il Riesling, in Germania, e il nord del Portogallo per il Porto: promettono bene, al pari della zona di Avellino per il Taurasi e dell’Etna per le enormi potenzialità dei suoi vini lavici, ottenuti a partire da quell’antico vitigno autoctono che prende il nome di Nerello Mascalese. Certo non arriveranno mai ai ventimila euro di certe etichette francesi, ma poco importa ai gestori di un fondo: i quali, per utilizzare un termine in voga, più che al valore assoluto, badano allo “spread”.
Fonte: Pambianconews
Cobra iHelicopter, nuovo gioiellino volatile per dispositivi Apple
Qualche mese fa, la iHelicopter presentò quello che sembrava essere uno dei migliori dispositivi volatili, controllati tramite iPhone. Da poco invece, la stessa casa produttrice, ha mostrato un nuovo gioiellino volatile: Cobra iHelicopter.
Con questo nuovo modello avremo a disposizione un giocattolo in grado di lanciare 2 razzi su ogni lato! Mira l’obbiettivo, premi il pulsante di fuoco sul controller e tra i 2 metri sarà preso! Oltre ad essere un razzo di lancio il Cobra iHelicopter è molto preciso, simile agli elicotteri Cobra reali dei Marines (non per nulla c’è proprio stampato “Marines” sulla vettura). Basterà poi scaricare l’app di controllo da App Store, collegare i dispositivi e si è pronti ad attaccare il nemico! Sono presenti due modelli di Cobra iHelicopter che potete visionare ed acquistare qui.
Ecco le specifiche del prodotto:
– Batteria: 3.7V 160mAh Li-Polymer.
– Movimento: sinistra/destra di rotazione, avanti/indietro, alto/basso.
– Gamma di controllo: 10 – 15 metri.
– 3 Band Selezione del canale (A / B / C).
– Gyro Tilt controllo.
– Tempo di ricarica – Trasmettitore: 120 minuti – iHelicopter: 45 minuti.
– Tempo di gioco – Trasmettitore: 120 minuti – iHelicopter: 8-10 minuti.
– Contenuto della confezione: iHelicopter (100% assemblato), missili (6x), serbatoio carta consiglio di ripresa (2x), trasmettitore, lame di ricambio del rotore (2x), elica di coda di ricambio, caricabatteria USB Cable, manuale di istruzioni.
Il prodotto è compatibile con tutti gli iPhone, iPad e iPod Touch.
Fonte: MelAdvice
Trump International Hotel & Tower, grattacielo più alto di Toronto
La società del miliardario Donald Trump, ha appena inaugurato la nuova Trump International Hotel & Tower, considerata come la torre più alta di Toronto.
In realtà, si tratta del primo dei tre complessi previsti per quest’anno nella città, che vanno ad inserirsi nella categoria dell’edilizia di lusso, rafforzando dunque la presenza di edifici di prestigio nella città.
La nuova Trump International Hotel & Tower ha un costo di 498 milioni di dollari ed è alta 65 piani; ben il 60% dei 118 appartamenti, è già stato venduto a prezzi molto alti, a cifre comprese tra i 2 ed i 7 milioni di dollari.
La torre dispone anche di un complesso ricettivo di lusso con 261 suites, con prezzi che possono arrivare fino a 20 mila dollari a notte.
Naturalmente saranno diverse le amenità disponibili, e presto si potra avere una lista completa di esse con le relative tariffe.
Fonte: GoLook.it
One World Trade Center, grattacielo più costoso del mondo a New York
Considerata come la torre più costosa del pianeta, il grattacielo One World Trade Center è già in costruzione nella Ground Zero di New York.
Il costo di uesto complesso è di ben 3,8 miliardi di dollari; secondo il WSJ, questa cifra supera di 700 milioni di dollari le stime precedenti, facendola dunque considerare, come già detto, la torre per uffici più cara del pianeta.
Inoltre, una volta costruito, il One World Trade Center sarà anche il grattacielo più alto di New York, anche se non il più alto in assoluto, visto che il Burj Khalifa di Dubai supera di gran lunga le sue quote.
Il costo di questo grattacielo, secondo quanto rivelato, è sbalzato a causa dell’adottamento di rigorosi sistemi di sicurezza, anche perchè il One World Trade Center prenderà il posto delle Torri Gemelle.
Fonte: GoLook.it
Giuseppe Zanotti Design, calzature senza tacco conquistano le celebrities di tutto il mondo
Dopo averci proposto tacchi stiletto vertiginosi e zeppe futuristiche, Giuseppe Zanotti ci sorprende ancora presentandoci la scarpa senza tacco. Un modello unico la cui forma sinuosa ricorda il corpo di donna. Grazie ad un’attenta ricerca tecnico-stilistica si ha l’impressione che la scarpa sia sospesa nel vuoto garantendo al contempo una perfetta stabilità. “Questo modello”, sostiene lo stilista “non è quindi una mera scarpa-scultura ma una scarpa che ha un’ottima calzata e permette alla donna di alzarsi di ben 16 cm in tutta sicurezza”. Le celebrities e le donne dello star system mondiale non hanno certo mancato di notare questo nuovo modello e lo hanno fin da subito richiesto per video musicali, shooting e red carpet. Lady Gaga, ad esempio, ha scelto il modello open-toe tempestato di cristalli per il suo ultimo video Marry the Night. Lo stesso modello indossato anche dalla Editor at Large di Vogue Japan e indiscussa trend-setter Anna Dello Russo per il suo video natalizio. La cantante rap Nicki Minaj ha scelto invece il modello a T in vernice nera e fondo oro e l’open-toe in specchio argento con fondo maculato per il video Stupid Hoe. La combinazione specchio argento e fondo maculato è piaciuta anche alla bellissima modella Heidi Klum che lo ha indossato per lo shooting della rivista inglese In Style in uscita a Marzo.
Questo modello senza tacco, che lo stilista ha voluto chiamare ‘Adele’, è piaciuto sia in Occidente che in Oriente. L’attrice cinese Joey Yung ha indossato la variante in cristalli swarovski in occasione dei Best Music Award Ceremony 2011 di Hong Kong e la cantante pop cinese Charlene Choi ha indossato l’open-toe in vernice nera in occasione dei Top Ten Chinese Gold Songs Awards, sempre a Hong Kong.
Fonte: BlogModa
Ace, yacht di lusso dal cantiere navale Wally
Wally ha da poco rilasciato nuove immagini ed informazioni sull’esclusivo yacht dislocante dal nome Ace.
Si tratta di un’imbarcazione lunga 24 metri, in grado di offrire un comfort senza eguali, con un design moderno in grado di catturare i sensi anche dei più esigenti.
I progettisti hanno fatto molto attenzione alle forme, imponenti ma razionali, dando il giusto spazio a bordo.
Il primo esemplare del Wally Ace è già nella fase di costruzione; presto sarà pronto per le prime prove in acqua, per poi essere consegnato nelle mani del fortunato armatore.
Fonte: GoLook.it






















