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Breguet Marie Antoinette, orologio perpetuale a ripetizione e calendario

July 26, 2012 1 comment

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Nel 1782, Breguet realizza per la regina Marie-Antoinette l’orologio perpetuale a ripetizione e calendario n°2 10/82.
La regina apprezzerà le opere del Maestro e sarà sua cliente durante tutta la sua esistenza. In 1783, A. L. Breguet riceve un ordine stupefacente e misterioso, che viene da un ufficiale delle guardie della regina: gli propone di realizzare per la regina un orologio che incorpora tutte le complicazioni e tutti i perfezionamenti conosciuti all’ epoca, senza nessun limite ne in termini di tempo, né in termini di prezzo dove ciò è possibile.
Gli orologiai di Breguet si mettono al lavoro. Benchè ancora all’inizio della sua carriera, A. L. Breguet tiene al suo attivo alcune ottime invenzioni, in particolare l’ orologio con calendario perpetuo e gli orologi a ripetizione di cui è specialista. L’orologio sarà dunque automatico, unico produttore all’epoca; l’ automatismo, affascina il 18o secolo, quando i filosofi vedono nell’orologio una rappresentazione miniaturizzata dell’ Universo.
Si chiede a Breguet di fare un orologio a cattedrale in pochi centimetri quadrati, il risultato sarà il favoloso orologio N° 160 detto “Marie-Antoinette„ che la regina non vedrà mai poiché dopo lunghe interruzioni, non sarà terminato che nel 1827, dopo la morte della regina e quella di A. L. Breguet.
Occorre sottolineare, certamente, che egli agisce in un’opera collettiva, come tutto ciò che è realizzato in grande in orologieria; ha mobilitato anche le competenze di una ventina di collaboratori, di cui, in particolare, Michel Weber, una delle menti più brillanti della Casa.
Orologio perpetuo a carica automatica con massa oscillante in platino, dotato delle funzioni e complicazioni seguenti: ripetizione minuti; calendario perpetuo completo (indica il giorno, la data, il mese ed il ciclo di quattro anni); equazione del tempo; riserva di marcia; termometro metallico; grande secondi indipendenti a “volontà” (che trasforma l’orologio nel primo chronografo); piccola secondi continui; scappamento ad ancora; a spirale in oro; doppio paracadute (antichoc).
Tutti gli attriti, le sedi ed i perni sono in zaffiro, senza eccezione. L’orologio possiede una cassa in oro con un quadrante in smalto bianco ed un altro in cristallo di roccia. Il contratto iniziale è stato in gran parte esaudito; Breguet vanta l’orologio più complicato mai fabbricato e resterà durante il un secolo l’orologio più complicato al mondo.
Il seguito della storia potrebbe essere semplice, ma così non è.
Da qui nessuna indicazione di vendita è citata negli archivi. L’orologiori compare a Breguet nel 1838 quando il marchese dello Groye lo affida per una revisione; sembra essere allora il nuovo proprietario. Nuovo mistero: non ritorna mai più a ritirare l’orologio e rimane senza erede. Non tornando nessuno a richiederlo questo torna nelle mani di Casa Breguet che lo conserva fino al 1887, anno in cui viene ceduto ad un collezionista britannico, Sir Spencer Brunton, prima del di passare al fratello di quest’ultimo.
Diventerà in seguito di proprietà del sig. Murray Mark, prima del d’ integrare all’inizio del 20° secolo la collezione prestigiosa di Sir David Lionel Salomons.
Nel 1925, alla morte di quest’ultimo, “Marie-Antoinette„ diventa di proprietà della sua figlia Vera Salomons e l’ avventura continua. Nel corso di soggiorni in Israele, Vera Salomons si lega strettamente al professore di l’ università ebraica di Gerusalemme nominato Léo Arie Mayer che si appassiona all’ arte islamica. Decide allora di fondare un museo d’ arte islamica in omaggio al suo mentore ed amico. Mette a disposizione del suo progetto tutte le raccolte d’ arte islamica che possiede e sceglie d’ includere anche la collezione di orologieria occidentale ereditata da suo padre.
Il “Marie Antoinette„ è a capo dell’ opera d’ orologieria.
Concepito a Parigi da un orologiaio svizzero per una arciduchessa d’ Austria diventata regina di Francia.
Nel 1974 entra nella collezione del museo di Gerusalemme.
Nove anni più tardi, sabato il 16 aprile 1983, il museo deserto ed insufficientemente protetto, viene derubato e svuotato della sua collezione di orologi. Naturalmente scompareanche il “Marie-Antoinette„
Gli anni passano, e nonostante gli sforzi dell’ Interpol, il bottino resta introvabile.
L’ assenza del “Marie-Antoinette„ è regolarmente oggetto d’ articoli e di studi che possono soltanto constatare che la speranza di rivedere quest’ opera è sottile.
Desideroso di potere esporre nei propri musei uno straordinario mito quale il “Marie-Antoinette„ scomparso, Nicolas G. Hayek decide nel 2004 di ricrearlo, disponendo soltanto di alcune descrizioni e piani sommari e di vecchie fotografie in possesso. E’ l’ inizio del secondo capitolo di l’ storia tra Marie-Antoinette di Breguet.
L’orologio Marie-Antoinette è dunque scomparso da oltre 20 anni. La società Breguet ha trovato ed anche superato il suo splendore d’ antan e Nicolas G. Hayek desidera ricostruire la parte più mitica della storia dell’ orlogeria.
La manifattura Breguet trova poi documenti incompleti negli archivi, descrizioni sommarie dei lavori effettuati, fotografie datate in anni che precedono la sua scomparsa, analisi d’ altri movimenti vecchi che corrispondono in parte ad alcune parti del n°160.
Un passo alla volta, gli ingegneri Breguet intensificano d’ ingegnosità affinché i piani divengano realizzabili, fino a che la seconda “Marie-Antoinette„ inizia a essere costruita.
In parallelo, due collaboratori di Breguet intendono parlare della quercia di Marie-Antoinette situata nel parco del settore nazionale di Versailles vittima delle tempeste scorse e della canicola del 2003 e che deve essere abbattuta, a l’ età di 322 anni. Nel 1683, la quercia aveva raggiunto un’altezza di 35 metri ed un diametro del tronco di 167 cm. Nicolas G. Hayek invia i suoi collaboratori a Versailles per incontrare il giardiniere e vedere se Breguet avrebbe potuto comperare un pezzo della quercia di Marie-Antoinette per darle una seconda vita trasformandolo in uno scrigno maestoso per l’orologio che porta lo stesso nome.
Versailles accetta ed offre la quercia a Breguet. In scambio, versailles propone a Breguet di restaurare una statua del suo parco. Nicolas G. Hayek riceve una cartella con le possibilità di patronato al settore di Marie-Antoinette e preferisce alle statue il finanziamento del restauro del Petit Trianon e del padiglione francese, settori privilegiati della regina Marie-Antoinette per un importo di 5 milioni d’ Euro. Breguet rende così un doppio omaggio alla regina, ridando al suo orologio ed al suo castello il loro splendore d’ antan.
La quercia viene portata in Svizzera, ed i lavori cominciano su tutti i fronti. Ebanisti per lo scrigno, maestri d’ opera per il castello ed orlogiai per l’orologio, tutti lavorano con entusiasmo sul progetto “Marie-Antoinette„, la mostra prende vita già nel 2007 quando, per la prima volta, il suo cuore si mette a battere. Appena i mass media vengono a sapere, la saga del N°160 riprende, e Nicolas G. Hayek riceve una posta anonima che gli propone di riacquistare l’orologio scomparso nel 1989 dal Museo di Gerusalemme.
Dopo alcuni scambi di poste, verifiche d’ impiego e discussioni con la polizia, Hayek rifiuta una transazione illegale e si apprende alcuni mesi più tardi che la refurtiva è di ritorno al museo di Gerusalemme. Ma Breguet, nel frattempo, ha terminato la sua seconda opera e nell’aprile 2008 “Marie-Antoinette de Hayek„ è infine presentato in occasione del salone internazionale d’ horlogerie di Basilea, nel suo scrigno da Regina.
L’ esterno dello scrigno è una riproduzione fedele del disegno particolare della Corte del castello del Petit Trianon. All’ interno, vi si scopre un’intarsiatura, che nasconde il famoso orologio e che rappresenta il famoso ritatto della mano di Marie-Antoinette con la rosa, dipinto da Elisabeth-Louise Vigée Brun nel 1785. Composta da più di mille parti minuscole di diversi tipi di legno, questo capolavoro è stato interamente realizzato da un ebanista svizzero della Valle de Joux.
Dopo quattro anni, la Maison Breguet ha raggiunto oggi la fine di un’ avventura favolosa ricca di soddisfazioni e Nicolas G. Hayek è felice di rivelare al pubblico il Petit Trianon dopo i lavori di restauro resi possibili grazie al suo patronato. L’orologio di Marie-Antoinette è esposto per l’ occasione nel suo maestoso scrigno in legno della quercia di Marie-Antoinette, nel castello della Regina.
Le donne famose, da oltre due secoli, scelgono Breguet. Citiamo soltanto Marie-Antoinette, Marquise di Condorcet, l’ Imperatrice Joséphine o Caroline Murat, Regina di Napoli, che sono state conquistate dalla scorrevolezza e l’ abbagliamento di questi capolavori. Breguet ha sempre messo al servizio della donna il suo controllo dell’ arte orlogiera e di gioielliere.
Le Petit Trianon
PARIGI – Il Petit Trianon, la residenza privata della regina Maria Antonietta, a fianco della Reggia di Versailles, riapre al pubblico il prossimo 2 ottobre, dopo un anno di lavori, costati oltre cinque milioni di euro. La maison di orologi svizzera Breguet (dal 2000 del gruppo Swatch), gia’ orologieri di corte dal 1780 e fornitori di Maria Antonietta, ha finanziato tutto il restauro. ”Il nostro obiettivo era mostrare questa residenza come una casa ancora abitata dalla regina Maria Antonietta, come se la sua proprietaria fosse appena partita, e non come un museo”, ha spiegato oggi Jean-Jacques Aillagon, presidente del museo e delle proprieta’ della Reggia di Versailles, alla conferenza stampa inaugurale. I lavori, condotti da Pierre-Andre’ Lablaude, architetto dei Monumenti storici, sotto la direzione di Pierre Arizzoli-Clementel, hanno riguardato le decorazioni originali, l’arredamento degli appartamenti, le installazioni tecniche. Per la prima volta saranno aperte al pubblico anche tutte le stanze del secondo piano, che prima era chiuso, tra cui la camera da letto di Maria Antonietta.

Fonte: Segnatempo

Breguet, nuova boutique a Milano

Anche Milano ha la sua boutique Breguet. Inaugurata questa settimana, il punto vendita si trova in via Montenapoleone 19, nel centro del lusso meneghino. Una nuova porta con una superficie complessiva di 120 metri quadrati ripartiti su due livelli, nel prestigioso contestodel quadrilatero della moda milanese, rappresenta un nuovo concetto di design all’avanguardia dove eleganza, raffinatezza ed innovazione fanno da cornice alle creazioni del brand. Breguet è una casa che è stata fondata nel 1775 e che ancora oggi rappresenta valori come tradizione e innovazione tecnologica, storia e patrimonio culturale nell’ambito dell’orologeria. Il colore che domina nel contesto del punto vendita è il marrone caldo testa di moro che dialoga con i rivestimenti in noce e con i dettagli in pelle. Le pareti di vetro riprendono le decorazioni dei quadranti a “Clous de Paris”, mentre le ellissi sul soffitto riproducono la forma ovoidale del modello “Reine de Naples” – ovvero il primo modello di orologio da polso ordinato dalla Regina di Napoli Carolina Murat a A.L Braguet nel 1810. Al secondo piano i visitatori sono invitati a scoprire la virtual room dove alcuni film tematici interattivi vengono proiettati e rappresentano i lavoratori Breguet che sorgono nella Vallée de Joux. A distanza di tredici anni – dopo la prima Boutique di Parigi aperta in Place Vendome nel 1999 – anche Milano entra nella rosa delle Porte Breguet collocate ovunque nel mondo: Cannes, Ginevra, Zurigo, Gstaad, Londra, Vienna, Mosca, Ekaterinenburg, New York, Los Angeles, Miami, Las Vegas, Dubai, Seul, Tokyo, Singapore, Shanghai, Beijing, Ningbo, Taipei, Hong Kong, Macao e Shenzhen.

Fonte: VM-Mag

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Breguet Tradition 7057, tradizione innovativa dell’Alta Orologeria

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Rispettosa della tradizione, ma al tempo stesso mai stanca di innovare, la Tradition di Breguet è un modello visionario che appartiene al numero ristrettissimo delle creazioni più emblematiche dell’Alta Orologeria.
La versione 7057, il cui telaio misura 40 mm di diametro, viene presentata in questo anno 2011 in tre nuove versioni: in cassa d’oro rosso 18 carati con calibro 507DR e finiture in oro rosso; in cassa d’oro bianco o rosso 18 carati, il cui movimento ha una rifinitura NAC di colore grigio opaco. Questo tipo di trattamento delle superfici impiega una lega di metalli preziosi color antracite appartenenti alla famiglia del platino, lega che viene applicata con un metodo galvanoplastico.
Le tre versioni, dalla più attuale alla più tradizionale, sublimano l’architettura di questo capolavoro di micromeccanica. Si tratta, in effetti di una costruzione unica al mondo, che permette di ammirare ai due lati della platina centrale la quasi totalità dei componenti: ponti, ruotismi, scappamento e il famoso paracadute «alla maniera antica» d’acciaio smussato a mano.
Movimento – Meccanico a carica manuale, rivestito di una lega di metalli appartenenti alla famiglia del platino (NAC) e di colore grigio antracite. Indicazione della riserva di marcia incisa sulla faccia e sul dorso del movimento. Numerato e firmato Breguet. Cal. 507DR. 14½ linee. 34 rubini. Riserva di marcia di 50 ore. Scappamento ad àncora svizzero in linea. Bilanciere Breguet con 4 viti di regolazione. Spirale Breguet. Frequenza 3Hz. Regolato in 5 posizioni.
Cassa – Rotonda in oro rosso 18 carati, telaio finemente scanalato. Fondocassa di zaffiro. Attacchi arrotondati e saldati, barrette avvitate. Diametro 40 mm.
Quadrante – Nero in oro, inciso a mano, decentrato all’altezza delle ore 12. Numerato individualmente e firmato Breguet. Giro delle ore in numeri romani. Lancette Breguet a «pomme évidée» in acciaio sabbiato.
Impermeabillità – 3 bar (30 metri).
Cinturino – In pelle di alligatore.
Disponibile anche in oro rosso con movimento dorato rosso e in oro bianco con movimento NAC.

Fonte: Luxury & Fine Timepieces – Facebook

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Orologi prestigiosi all’incanto per Christie’s Ginevra

October 30, 2009 Leave a comment

Christie’s Ginevra ha in serbo per il prossimo 16 novembre 2009 una collezioni di splendidi orologi di rara bellezza da proporre in una riservatissima vendita all’incanto, organizzata in via esclusiva per amanti del lusso ai massimi livelli e appassionati dell’alta orologeria, nella quale saranno attesi dieci Patek Philippe straordinariamente belli e una serie di orologi pregiati realizzati a partire dal 18° secolo dalle prestigose case d’orologeria A. Lange & Söhne, Breguet, Cartier, FP Journe e Rolex.

Uno dei pezzi più prestigiosi è un Patek Philippe da polso automatico, calendario perpetuo con fasi di luna, stimato Sfr. 500,000 e 800,000.

Pregiati i due pezzi Rolex datati 1950, un automatico in oro rosa con calendario triplo con fasi di luna (Stima: Sfr. 250,000-350,000) e un orologio da polso automatico triplo calendario con fasi di luna in acciaio inox (Stima: SFr.100,000-150,000).

Da considerare non meno importanti i due Rolex, Cosmograph Oyster Daytona orologio cronografo in acciaio inox realizzato per le forze aeree peruviane nel 1975 (stima: Sfr. 20,000-30,000) e Oyster Osservatorio Cronometro da polso prodotto nel 1954, stima tra Sfr. 20,000 – 30,000.

Del 1941 è un elegante Cartier in oro rosa e stimato a Sfr. 80,000-120,000.

Orologio del 21° secolo di notevole interesse e prezzo alquanto accessibile, il Lange 1 Tourbillon modello di A. Lange & Söhne realizzato in platino, edizione limitata a botte twin, orologio tourbillon a un minuto con la data di grandi dimensioni e energia di riserva (Stima: Sfr.120,000-190.000).

Insolita presenza, ma di ottima qualità è un prezioso Breguet in metallo dorato, datato 1954 e stimato  tra Sfr.20,000-30.000.

Un insieme succulento di orologi di altissima qualità e bellezza quasi ineguagliabile per i pochi fortunati che si aggiudicheranno i preziosi gingilli.

by Marius Creati