Archive
Hi-tech, nessuna crisi nel settore… USA boom di assunzioni
Nell’ultimo biennio una cinquantina di grandi aziende tecnologiche statunitensi ha aumentato di oltre il 50% i dipendenti a libro paga. Da Apple a Facebook, da Amazon a Intel, i big dell’hi-tech sono pronte ad ampliare la forza lavoro. E in Italia? Ecco i modelli flessibili di Cisco e Microsoft.
La crisi non scalfisce l’hi-tech a stelle e strisce. Nonostante gli Stati Uniti siano tra i Paesi più colpiti dalla congiuntura economica internazionale, dall’altra parte dell’oceano le aziende tecnologiche non hanno smesso di assumere personale, anzi.
Tra le società tecnologiche Usa con un giro d’affari superiore ai 100 milioni di dollari, sono una cinquantina quelle che negli ultimi due anni hanno incrementato di oltre il 50% la propria forza lavoro. E altre 25 circa l’hanno aumentata di almeno il 10%.
Una vera e propria “fame di lavoratori”. Così la definisce Bloomberg, riportando un termine di paragone illuminante: negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione a dicembre 2011 si attestava intorno all’8,5%, segnando il picco più preoccupante degli ultimi tre anni.
In questo scenario, l’attitudine all’assunzione da parte delle società tech appare ancora più rilevante, tanto più che nessun altro settore professionale mostra attualmente tendenze comparabili. Fra i recruiter più attivi, si annoverano quelli di tre giganti come Apple, Google e Amazon, appartenenti al gruppo delle società che hanno allargato del 50% il numero dei propri dipendenti, selezionando anche e soprattutto curriculum professionali non tecnici.
Il campione di assunzioni è stato però, nell’ultimo biennio, Web.com Group, un provider di servizi per siti Internet con sede a Jacksonville, in Florida: la società in questione ha addirittura quasi quadruplicato (+380%) il numero di impiegati nel corso del 2010 per arrivare agli attuali 1.148.
Al secondo, terzo e quarto posto si trovano Silicon Graphics International, fornitore di servizi di storage (+372% di incremento, 1.500 dipendenti), Kit Digital, azienda che opera nel software di gestione per i video (+319%) e Riverbed Technology, specializzata in soluzioni di ottimizzazione WAN (+208%).
Performance, quelle appena citate, che certamente stupiscono, ma si spiegano parzialmente con le piccole dimensioni dei team di lavoro iniziali. Ma le grandi e grandissime aziende non sono da meno: decisamente significativo è per esempio il 76% di incremento della forza lavoro di Apple, corrispondente a circa 26mila nuove assunzioni in due anni.
Intel, da parte propria, ha aumentato di 18mila unità il numeor dei suoi dipendenti nel 2011, in virtù di nuove acquisizioni e nuovi progetti di ricerca mentre Amazon ha invece in cantiere l’apertura, nel corso del 2012, di nuovi centri in Tennessee e Virginia, per complessivi 4.500 posti di lavoro.
E l’immediato futuro? Il ricordo della bolla hi-tech scoppiata negli anni Duemila, e delle 85mila posizioni lavorative perse fra 2001 e 2008 certo instilla un elemento di insicurezza fra i curricula che circolano dalle parti della Silicon Valley.
I segnali per il 2012, però, sono positivi: Facebook è sul punto di aprire un nuovo centro ingegneristico a New York e nel corso dell’anno assumerà, per le sue varie sedi, qualche migliaio di nuovi dipendenti, al pari di quanto farà Amazon.
Sulla stessa linea, anche se con numeri diversi, si muoverà eBay. A detta della portavoce del colosso delle aste online, Johnna Hoff, la società sta espandendo la propria attività negli uffici di Redmond, dove entro la fine dell’anno il numero degli impiegati è destinato a raddoppiare, arrivando a 150. E i recruiter sono al lavoro anche nella filiale newyorkese della compagnia di San Jose.
Al di là delle intenzioni delle aziende, anche la fiducia degli studenti nei confronti del settore hi-tech oggi sembra più solida rispetto al passato. Dal 2009 al 2011 la percentuale di neolaureati assunti da compagnie operanti nei segmenti tecnologia e media è salita dal 6 al 9%, secondo i report di alcune università citati da Bloomberg. Meritocrazia e occupazione andranno a braccetto, nonostante la crisi? Le premesse ci sono, e il merito è tutto della tecnologia.
Valentina Bernocco
Fonte: ict Business
Photojojo, supporto per obiettivi professionali per iPhone Apple
Se ami scattare le fotografie attraverso qualcosa di più semplice di una reflex o di una qualsiasi altra fotocamera digitale, per esempio il tuo iPhone, sappi che le fotografie professionali non sono più un problema. Infatti l’azienda Photojojo, già sviluppatrici di lenti grandangolari, ha messo appunto un supporto tale da permettere il montaggio di un obiettivo professionale; la scelta è tra due delle fondamentali aziende produttrici di lenti e reflex presenti sul mercato: Canon e Nikon. Il prezzo è di 249 $ ciascuno. Ma le novità non finiscono qui: sono presenti tanti gadget utili per il vostro iPhone e per le reflex in generale; non manca poi qualche accessorio anche per i telefoni made in Google.
Stefano Campagna
Fonte: Skimbu
Annosa questione delle peep toe con le calze
Questo problema va affrontato, non posso più esimermi anche perché mi è stata chiesta una mia opinione anche di persona: oggi si parla di peep toe in inverno, quindi di scarpe spuntate e del modo migliore per indossarle anche con il freddo. Prima di iniziare vorrei precisare che sto per darvi la mia opinione in merito, personale e discutibile, non ho le risposte a tutte le domande ma mi piace pensare di potervi essere d’aiuto con qualche consiglio.
Con peep toe intendo scarpe decolletè, quindi rigorosamente chiuse dietro, con una piaccola apertura anteriore, sottolineo, piccola: se si intravedono più di due dita si parla di open toe o di sandali, di seguito due esempi.
Io stessa spesso per fretta o pigrizia uso liberamente il termine peep toe anche per modelli più scoperti, ma in questo post la distinzione si fa necessaria, per un motivo piuttosto semplice: le peep toe si possono indossare con le calze, le open toe sono sandali più coperti, quindi si mettono in estate, oppure a piedi nudi, senza se e senza ma.
Esistono le decolletè chiuse, gli stivali, le francesine, i tronchetti e le peep toe, per sopravvivere all’inverno senza dover sacrificare il proprio stile e la propria scarpiera. Stilando l’elenco delle più classiche calzature che scegliamo per i mesi più freddi mi sono resa conto che le scelte sono tantissime, in realtà non c’è nessun bisogno di trovare il modo per indossare anche le peep toe, ma qui raramente parliamo di bisogni primari necessari, quindi andiamo al sodo.
Prima di scrivere questo post ho fatto una rapida ricerca su Google e leggendo le opinioni di ragazze e donne su questo annoso tema sono arrivata alla conclusione che io sono fatta al contrario: quasi tutte affermando di adorare l’effetto delle peep toe indossate con le calze color carne velatissime, quelle definite estive per capirci, come le celebri Cool Summer di Phillipe Matignon; si tratta di collant (una volta esistevano anche in versione autoreggenti, con tanto di antiscivolo posti sotto la pianta del piede) tuttonudo leggerissimi, 8 denari, privi di cuciture. Sono le classiche calze da cerimonia in chiesa, non si vedono ma ci sono, l’effetto sulla gamba è superlativo, ma per la zona piedi ho qualche dubbio: innanzitutto bisogna avere l’accortezza di far aderire la calza alla perfezione, per evitare che rimangano zone vuote e bozzetti in vista. Ma il vero quesito che vi pongo è un altro: quanto mai possono scaldare delle calze 8 denari? Pochissimo, tanto vale andare in giro a piedi nudi, le ho provate e so quel dico
All’opzione calza velata color carne/nera non voglio neanche pensare, so che scatenerò l’ira di diversi uomini all’ascolto, ma il look da dominatrice anni ’80 mi inquieta, mi fa sentire vecchia e sciatta, quindi lo boccio, che vi piaccia o no. Idem per le calze a rete, anche se in alcuni casi, in versione nera e stretta, con delle mise sobrie dal retrogusto androgino, posso sopportarle, a patto che il piedino sia in perfetto ordine, con unghie laccate e curate. Se dovete osare, fatelo, ma con classe.
L’unica soluzione che io concedo sono le vecchie e care calze super coprenti, proprio loro, quelle tanto amate da Edie Sedgwick: anche in questo bisogna fare attenzione a tirarle per bene, per evitare antiestetici spazi vuoti. Per il colore, dipende dal vostro stile; io sostengo il vecchio e caro nero, una sicurezza che si abbina a tutto e che mette in risalto le scarpe al massimo, ma in giro ho visto anche calze colorate o lavorate e l’effetto non mi dispiace, l’importante è che siano, appunto, coprenti.
Fonte: Shoeplay
Toyota Google Car, l’auto che si guida da sola
“Google Car” è il nuovo servizio di Google che per la prima volta non si occupa di un servizio per internet o di un’applicazione open source, ma bensì di un’automobile che si guida da sola. In realtà in nome che gli abbiamo attribuito è solamente rappresentativo, visto che Google ufficialmente non ha ancora dato un nome a questo progetto. L’esperimento della Google Car è stato effettuato su una Toyota Prius, modificandola secondo le tecnologie più avanzate aggiungendo dei precisissimi radar e un navigatore interno con antenna gps ad alta efficienza. Per ora la Google Car ha già percorso da sola ben 140 miglia di strade californiane senza provocare problemi come tamponamenti o guasti e, aspettando nuove ed interessanti notizie, vi terremo aggiornati per quel che riguarda la rivoluzionaria Google Car.
Fonte: GoLook.it
Google+, social network disponibile per tutti
Forse lo sai già, forse no! Dopo tre mesi di accesso esclusivo per gli “invitati“, Google+ ha finalmente deciso di togliere il lucchetto, dando la possibilità a chiunque di iscriversi e di iniziare a sperimentare questo nuovo social network (ora in fase Beta) sviluppato dal colosso di Mountain View. Sono moltissime le novità ed i miglioramenti che nel corso della fase di test sono stati apportati e sono sicuro che non sono ancora terminati! Se vuoi conoscere le caratteristiche, l’interfaccia ed alcune considerazioni personali su Google+, ti consiglio di guardare questo video, prodotto da Light. Altrimenti, puoi già iscriverti!
Stefano Campagna
Fonte: Skimbu
Chromercise, il programma di fitness per le dita di Google
Google non è certo nuova a trovate di ogni tipo per promuovere i propri prodotti e servizi ed oggi abbiamo un ennesimo esempio. Chromercise è il programma di fitness per le dita delle nostre mani: una serie di esercizi per migliorare la nostra performance a tastiera mentre navighiamo in internet, così da essere più rapidi nelle molteplici attività svolte online.
E’ stato costruito un portale apposito che fa da cornice ironica al tutto (basta guardare la foto qui a lato) e, naturalmente, non poteva mancare un canale su YouTube dove gli utenti possono caricare i video degli esercizi fatti con le proprie mani. E, naturalmente, è presente il link per scaricare Google Chrome.
Un’altra bella trovata di Big G che non perde occasione per lanciarsi in campagne innovative, partecipative e decisamente divertenti.
Che aspettate.. everybody Chromercise?
Fonte: Noisymag
Google Translate interprete per iPhone e iPad Apple
Google non finisce mai di stupire! L’efficienza di Google Translate, provata sul Web, si è trasferito sull’iPhone e l’iPod touch, con un’applicazione da scaricare gratuitamente sull’App Store. Traduce all’istante parole e frasi vocalmente da più di 15 lingue. Immaginate di trovarvi nelle strade di Shanghai: grazie alla funzione Speak to translate, le frasi pronunciate dal vostro interlocutore cinese, nell’iPhone, sono tradotte a voce nella vostra lingua. Le traduzioni solo testuali invece, sono disponibili da 57 lingue diverse.
Fonte: Futurix
























