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Amazon, imminente il lancio del primo smartphone di fascia alta

March 29, 2013 Leave a comment

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Amazon si prepara al lancio nel mercato degli smartphone con la produzione del suo primo dispositivo mobile di fascia alta con display da 4,7 pollici.
Arriverà entro la fine dell’anno con un rapporto qualità prezzo sicuramente interessante e sarà il nuovo e più temuto nemico dei dispositivi di casa Samsung; le fasi di montaggio per questo nuovo smartphone di casa Amazon, il cui nome non è ancora stato reso noto, saranno affidate al colosso Foxconn, storico alleato di Apple nella produzione di iPhone e iPad.
Restiamo dunque in attesa di ulteriori rivelazioni sul nuovo e tanto atteso dispositivo di casa Amazon che, secondo gli ultimi rumors, si potrà vedere in azione già nel terzo trimestre del 2013.

Fonte: GoLook-Technology.it

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Jeff Bezos, possibile lancio di smartphone di Amazon

January 2, 2013 Leave a comment

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Jeff Bezos, il famoso CEO di Amazon, durante una sua intervista di poche settimane fa, lasciò intendere tramite le sue dichiarazioni che presto la sua azienda avrebbe dato vita anche ad uno smartphone, da lanciare sul mercato in un prossimo futuro.
Fatto sta, che dopo questo velo di mistero alzato da Bezos, in rete sono cominciate a circolare le prime indiscrezioni su questo nuovo smartphone, forse di fascia alta, il quale sembra che arriverà prima del previsto.
Stando a quanto scritto in uno degli ultimi articoli del Taiwan Economic News, infatti, la fabbrica cinese Foxconn avrebbe stipulato negli ultimi giorni un contratto con Amazon per la produzione del Kindle Phone, che dovrebbe arrivare sul mercato nel secondo trimestre del 2013, ovvero quando la diffusione dell’attuale tablet Kindle Fire a basso costo dovrebbe già essere tra le migliori, proprio a causa del suo prezzo molto contenuto.
Andando più nello specifico, sembra proprio che Amazon avrebbe fatto una richiesta di assemblaggio per ben 5 milioni di unità, un numero molto importante che dovrebbe permettere all’ipotetico smartphone di competere con quelli che saranno i suoi concorrenti, ovvero il Samsung Galaxy S4, atteso per il primo trimestre del 2013 ed il successore dell’iPhone 5, che dovrebbe essere lanciato sul mercato prima della prossima estate.

Fonte: GoLook-Technology.it

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Hi-tech, nessuna crisi nel settore… USA boom di assunzioni

February 4, 2012 Leave a comment

Nell’ultimo biennio una cinquantina di grandi aziende tecnologiche statunitensi ha aumentato di oltre il 50% i dipendenti a libro paga. Da Apple a Facebook, da Amazon a Intel, i big dell’hi-tech sono pronte ad ampliare la forza lavoro. E in Italia? Ecco i modelli flessibili di Cisco e Microsoft.
La crisi non scalfisce l’hi-tech a stelle e strisce. Nonostante gli Stati Uniti siano tra i Paesi più colpiti dalla congiuntura economica internazionale, dall’altra parte dell’oceano le aziende tecnologiche non hanno smesso di assumere personale, anzi.
Tra le società tecnologiche Usa con un giro d’affari superiore ai 100 milioni di dollari, sono una cinquantina quelle che negli ultimi due anni hanno incrementato di oltre il 50% la propria forza lavoro. E altre 25 circa l’hanno aumentata di almeno il 10%.
Una vera e propria “fame di lavoratori”. Così la definisce Bloomberg, riportando un termine di paragone illuminante: negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione a dicembre 2011 si attestava intorno all’8,5%, segnando il picco più preoccupante degli ultimi tre anni.
In questo scenario, l’attitudine all’assunzione da parte delle società tech appare ancora più rilevante, tanto più che nessun altro settore professionale mostra attualmente tendenze comparabili. Fra i recruiter più attivi, si annoverano quelli di tre giganti come Apple, Google e Amazon, appartenenti al gruppo delle società che hanno allargato del 50% il numero dei propri dipendenti, selezionando anche e soprattutto curriculum professionali non tecnici.
Il campione di assunzioni è stato però, nell’ultimo biennio, Web.com Group, un provider di servizi per siti Internet con sede a Jacksonville, in Florida: la società in questione ha addirittura quasi quadruplicato (+380%) il numero di impiegati nel corso del 2010 per arrivare agli attuali 1.148.
Al secondo, terzo e quarto posto si trovano Silicon Graphics International, fornitore di servizi di storage (+372% di incremento, 1.500 dipendenti), Kit Digital, azienda che opera nel software di gestione per i video (+319%) e Riverbed Technology, specializzata in soluzioni di ottimizzazione WAN (+208%).
Performance, quelle appena citate, che certamente stupiscono, ma si spiegano parzialmente con le piccole dimensioni dei team di lavoro iniziali. Ma le grandi e grandissime aziende non sono da meno: decisamente significativo è per esempio il 76% di incremento della forza lavoro di Apple, corrispondente a circa 26mila nuove assunzioni in due anni.
Intel, da parte propria, ha aumentato di 18mila unità il numeor dei suoi dipendenti nel 2011, in virtù di nuove acquisizioni e nuovi progetti di ricerca mentre Amazon ha invece in cantiere l’apertura, nel corso del 2012, di nuovi centri in Tennessee e Virginia, per complessivi 4.500 posti di lavoro.
E l’immediato futuro? Il ricordo della bolla hi-tech scoppiata negli anni Duemila, e delle 85mila posizioni lavorative perse fra 2001 e 2008 certo instilla un elemento di insicurezza fra i curricula che circolano dalle parti della Silicon Valley.
I segnali per il 2012, però, sono positivi: Facebook è sul punto di aprire un nuovo centro ingegneristico a New York e nel corso dell’anno assumerà, per le sue varie sedi, qualche migliaio di nuovi dipendenti, al pari di quanto farà Amazon.
Sulla stessa linea, anche se con numeri diversi, si muoverà eBay. A detta della portavoce del colosso delle aste online, Johnna Hoff, la società sta espandendo la propria attività negli uffici di Redmond, dove entro la fine dell’anno il numero degli impiegati è destinato a raddoppiare, arrivando a 150. E i recruiter sono al lavoro anche nella filiale newyorkese della compagnia di San Jose.
Al di là delle intenzioni delle aziende, anche la fiducia degli studenti nei confronti del settore hi-tech oggi sembra più solida rispetto al passato. Dal 2009 al 2011 la percentuale di neolaureati assunti da compagnie operanti nei segmenti tecnologia e media è salita dal 6 al 9%, secondo i report di alcune università citati da Bloomberg. Meritocrazia e occupazione andranno a braccetto, nonostante la crisi? Le premesse ci sono, e il merito è tutto della tecnologia.

Valentina Bernocco

Fonte: ict Business

New York Times, condizioni di lavoro disumane nel mondo tecnologico in Cina

January 28, 2012 Leave a comment

Un’indagine del New York Times sulle condizioni lavorative in Cina fa luce sul lato oscuro del mondo tecnologico, entrando nelle catene di montaggio che alimentano l’enorme successo e business di aziende come Apple e tante altre. Orari estenuanti, sicurezza spesso inesistente, esposizione a sostanze tossiche e pericolose. Nei casi estremi persino la morte.
Dopo avere spiegato come la Cina sia riuscita a sottrarre milioni di posti di lavoro al mondo occidentale, il New York Times è tornato sull’argomento per far luce, questa volta, non tante sulle strategie produttive ma sulle implicazioni che queste hanno sui lavoratori: il cosiddetto costo umano.
L’indagine si concentra in maniera particolare sulle condizioni di lavoro degli operai della Foxconn, uno dei fornitori di Apple, ma anche altre aziende cinesi che assemblano prodotti per tutti i più importanti brand tecnologici di tutto il mondo.
La casa di Cupertino spiega al giornale di monitorare le condizioni di lavoro in Cina, con lo scopo di migliorare il sistema, ma le relazioni in essere non incentivano la soluzione. Quando Apple cerca un nuovo fornitore, l’azienda non chiede mai il prezzo di servizi o di componenti, ma piuttosto quali siano i costi della manodopera, di sfruttamento della strumentazione e dei materiali. Soltanto dopo aver conosciuto questi parametri Apple presenta un’offerta il cui margine è solitamente ridottissimo.
Le aziende tendono a non rifiutare, per via degli enormi volumi di fatturato garantiti da Apple. Assicurata la commessa, però, sono costrette a trovare soluzioni per soddisfare le richieste dell’azienda, cercando nel prezzo pagato il margine di profitto, cosa che si traduce inevitabilmente in un ‘costo umano’, dato che Apple impone materiali, design e standard qualitativi.
Persino la segretezza sulla linea di produzione della casa di Cupertino costituisce una barriera per il miglioramento delle condizioni di lavoro. Non conoscendo i fornitori, è difficile capire quali siano le condizioni di lavoro dei loro dipendenti.
Alcuni ex dirigenti di Foxconn e Apple ritengono che le aziende potrebbero risolvere velocemente la situazione. La casa californiana potrebbe interrompere i rapporti d’affare con le società che non rispettano la legge e gli standard minimi richiesti. Tale politica si scontra però con l’onerosità in termini di tempo e denaro per la ricerca di altri fornitori. Nel mondo non esiste una vera alternativa a Foxconn per volumi di produzione elevati.
Apple è solo l’esempio più eclatante ma non è l’unica società ad utilizzare fornitori cinesi: Dell, HP, Lenovo, IBM, Motorola, Nokia, Sony, Toshiba, Nintendo, Amazon, Nokia, Samsung e tanti altri si annoverano nella lista nera. La situazione è nota a tutti ma, per il momento, la soluzione non è nelle priorità di committenti e produttori. L’attenzione del mondo intero, infatti, è concentrata sull’ultimo gadget e sulle migliori prestazioni.
Il sistema attuale di produzione è interamente teso alla riduzione dei costi, a produrre un maggior numero di unità prive di difetti e a consegnare il massimo numero possibile di pezzi. I salari bassi e le condizioni di lavoro in Cina generano sdegno, quando si verificano gli incidenti, per poi essere dimenticati subito dopo.

Fonte: PCTuner

Amosu, ebook reader Kindle in oro 24 carati

Dopo aver personalizzato alcuni dispositivi Apple, Amosu Couture ha deciso di personalizzare un altro oggetto di grande popolarità: il famoso ebook reader Kindle di Amazon.
Ciò che ha reso davvero esclusiva questa creazione è il fatto che risulta essere la prima personalizzazione al mondo del celebre dispositivo.
Particolarmente dedicato ai più esigenti appassionati di Kindle, il dispositivo in questione è interamente ricoperto in oro giallo puro 24 carati; per chi non si accontenta sono disponibili anche le versioni in oro bianco e in oro rosa e, sempre a scelta del cliente, il tutto può essere impreziosito con l’incastonatura di cristalli Swarovski sulla scocca posteriore, precisamente intorno al logo Amosu Couture.
Il prezzo di partenza di questa speciale versione di Kindle è di 1.199 sterline.
Per altre informazioni basta visitare il sito amosu.co.uk

Fonte: GoLook.it

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