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Posts Tagged ‘Parigi’

Ermenegildo Zegna, nuova boutique prestigiosa a Parigi

Ermenegildo Zegna ha inaugurato recentemente una nuova boutique a Parigi, ubicata al numero 50 di Rue du Faubourg Saint-Honoré, dopo trent’anni dalla famosa apertura della prima boutique nella capitale, suggellante l’entrata del prestigioso marchio nell’entourage del retail business parigino, il quale ne ha permesso l’affermazione mediante una crescita costante nel tempo segnando così un valido contributo di qualità e prestigio.

Ubicato in uno spazio di oltre 500 metri quadrati progettato dall’architetto Peter Marino, lo store espone tutte le collezioni del brand, compresi accessori e fragranze, ben distribuite lungo un ambiente ben congetturato e suddiviso sui cinque piani dell’immobile.

il percorso ideale della boutique inizia al pian terreno per svilupparsi sui diversi livelli  strutturati fino a raggiungere l’esclusiva luxury room, lo spazio di maggiore enfasi, corredato da una pavimentazione realizzata in legno e da pareti arricchite da stucco decorativo.

Ermenegildo Zegna, CEO del Gruppo, dichiara: “Il nuovo Global Store che abbiamo aperto a Parigi è un segno dell’importanza che attribuiamo alla Francia e alla sua capitale. Il primo negozio internazionale Zegna è stato aperto a Parigi nel 1981 in Rue de la Paix, su progetto dell’architetto italiano Vittorio Gregotti. Oggi, nel 2011, a 30 anni di distanza, celebriamo il nostro impegno a Parigi e in Francia, che continua a giocare un ruolo importante per la nostra crescita, inaugurando il Global Store dell’architetto e amico Peter Marino. Gestiremo direttamente la boutique di Rue du Faubourg Saint-Honoré, rafforzando così ulteriormente lo sviluppo retail del nostro marchio e dando ancora più prestigio alla nostra presenza in una delle città più belle e più internazionali al mondo.”

by Marius Creati

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Samaritaine SANAA, prime immagini di riqualificazione del complesso

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SANAA ha recentemente presentato le prime immagini della riqualificazione del complesso La Samaritaine a Parigi; questo spazio sarà trasformato da semplice grande magazzino in uno spazio multifunzionale comprendente uffici, negozi e un albergo.Lo stile del duo giapponese emerge soprattutto sulle facciate esterne; l’inizio dei lavori è previsto per il luglio del prossimo anno.

Fonte: Linea Di Sezione

Blumarine e Blugirl, nuove boutiques a Parigi

Il prestigioso gruppo Blufin ha recentemente inaugurato due nuove boutiques a Parigi per le linee Blumarine e Blugirl, confermando il progressivo lancio aziendale previsto per il 2011, già considerando la presenza di un primo punto di riferimento presso il 56 di Avenue Montaigne per il marchio Blumarine.

Entrambi i punti vendita trovano ubicazione su Rue du Faubourg Saint-Honoré n. 58, una delle vie più rinomate della famosa capitale francese, anche se dislocate su due ingressi differenti.

Gli spazi progettati dallo studio Indik, seguono la linea del concept già conclamata per gli altri store monomarca realizzati nel mondo.

La boutique dedicata a Blumarine si estende su una superficie di 240 metri quadrati  divisa su due piani nei quali aleggia un’atmosfera molto raffinata. L’attenzione e la cura del dettaglio sono di estrema importanza. Il piano terra, sviluppato su 60 metri quadrati e ha un rivestimento parietale realizzato con applicazione di formelle in vetro create con tecnica artigianale veneziana, provvista di una retro-illuminazione arricchita da appositi Led creanti un gioco di luci spettacolari ad effetto cascata. Il piano superiore, illuminato da cinque finestre luminose, arricchito da originali mensole in vetro rosa e specchi lavorati con una la tecnica molata, si correda di un grazioso salotto vip estremamente ricercato dalle rifiniture molto eleganti.

La boutique dedicata a Blugirl si estende su una superficie di 80 metri quadrati, condivisa da due sale comunicanti, che si affacciano sulla rue principale, e una corte  interna più intima. Le pareti sono tinteggiate in colore azzurro, la pavimentazione é realizzata in marmo bianco e i pannelli bianchi sono messi in risalto da cornici in acciaio lucido. L’atmosfera si presenta ironica e variopinta, ma dalla caratterizzazione di sofisticata purezza che infonde un allure brioso, divertente e rimarchevole.

by Marius Creati

Hotel Hi Matic, contemporain, écologique, économique… self-service a Parigi

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Se siete in partenza per Parigi e avete bisogno di un alloggio dove pernottare forse vale la pena provare l”Hotel Hi Matic, sito al 71 di Rue de Charonne, nelle immediate vicinanze di Piazza della Bastiglia.
Si tratta di un hotel, il primo nel suo genere, completamente automatizzato e privo di personale (umano) all’interno. Per prenotare una camera è necessario collegarsi al sito e indicare giorno di arrivo e di partenza; dopo di ché all’utente registrato verrà rilasciato un codice che dovrà essere digitato su un display touch alla reception per poter usufruire dei servizi. L’hotel dispone di 42 camere dal design particolare (come del resto l’intera architettura dell’edificio), ognuna dotata di un iPad e collegamento wi-fi gratuito. Ogni richiesta al personale virtuale viene effettuata tramite i tablet, i pasti sono semplici, serviti monodose come in aereo e a base di alimenti biologici; inoltre all’interno dell’hotel ci sono dei distributori automatici per ogni altra necessità.

Fonte: Noisymag

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Moda, arte e architettura nel padiglione concept di Zaha Hadid per Chanel Pavillon

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Moda, arte e architettura in viaggio per il mondo. Il futuristico padiglione Chanel Pavillon per esposizioni progettato da Zaha Hadid esclusivamente per Chanel é appena giunto a Parigi. Ubicato di fronte all’Institut du Monde Arabe di Jean Nouvel, il Mobile Art Pavillion ha inaugurato la sua apertura ufficialmente  lo scorso 28 aprile presentando al suo interno “Zaha Hadid, une architecture”, una mostra di disegni e progetti non ancora realizzati dall’archistar anglo-irachena summenzionata. Il padiglione dalla struttura alquanto originale é ispirata alla nota borsa trapuntata della maison francese, dietro un intervento desiderato dallo stesso Karl Lagerfeld. Esso rimarrà nella capitale francese fino al prossimo 30 ottobre 2011, per poi riprendere il suo percorso verso altre capitali importanti.

by Marius Creati

Gresso Luxor World Time, mobile phone per abbienti

Luxor World Time è il nuovo cellulare di lusso realizzato dalla prestigiosa azienda elvetica Gresso, pensato per gli uomini d’affari in giro per il mondo.
Ciò che rende unico il nuovo cellulare Gresso Luxor World Time, oltre allo spessore di soli 12 mm, è il suo corpo interamente in oro 18 carati; il display è in vetro zaffiro antigraffio e antiriflesso.
Nella parte posteriore di questo prestigioso cellulare, inoltre, sono presenti 6 orologi, impostati con i fusi orari delle più importanti città del mondo: Londra, New York, Tokyo, Mosca e Parigi, mentre il sesto orologio potrà essere impostato dal cliente al momento dell’acquisto. Sotto gli orologi è presente un inserto in pelle nera di grande pregio.
Gresso Luxor World Time è in vendita al prezzo di 30 mila dollari.
Per altre informazioni e per le caratteristiche, basta visitare il sito gresso.com

Fonte: GoLook.it

 

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Hobo in pitone, edizione limitata dei Fratelli Rossetti

Il famoso brand calzaturiero Fratelli Rossetti acclama il lancio del nuovo modello Hobo, un grande successo per la nuova collezione primavera estate 2011 presentando la linea in edizione limitata a soli 200 unità, distribuito soltanto nei flagship stores di Parigi e Milano. La scarpa francesina realizzata in morbido pitone é munita di fori, ma non é corredata di stringhe. Un’idea preziosa piena di fascino che conclama lo stile shabby chic, must have della prossima estate.

by Marius Creati

 

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Macarons, degustazioni gioiello di Ladurée

Questa volta desidero parlare dei famosi dolcetti Macarons, provenienti dalla pasticceria francese unica al mondo Ladurèe, produttrice di queste prelibatezze. Il macaron é formato da due dischi di pasta di mandorle ottenuti miscelando gli albumi d’uovo, farina di mandorle e zucchero. Una volta cotti vengono farciti con un cuore di crema che, a seconda delle stagioni o delle ricorrenze, può variare nel gusto, tra i quali basilico e liquirizia, menta e vaniglia, pistacchio, rosa e violetta, ciliegia, cioccolato… così come per i svariati colori dei dischi di pasta esposti nelle vetrine come se fossero veri gioielli d’alta pasticceria. La confezione elegante dona un’immagine preziosa, ormai un trend di Ladurée, venduta per la modica cifra di 8 euro l’etto. Ladurée, a differenza delle comuni pasticcerie italiane e straniere, è concepita come se fosse una vera boutique dove il cliente non consuma il prodotto sul posto, ma seduto a tavolino affiancato ad una buona tazza di tè, come accadeva alla corte di Luigi XVI. Si narra infatti che i macarons erano i dolci preferiti di sua maestà la Reine Marie-Antoiniette. Ladurée fu fondata dal Luise Ernest Ladurée nel lontano 1862, quando decise di aprire una panetteria in rue Royale 16 a Parigi, non sapendo che con il trascorrere del tempo sarebbe diventata la pasticceria di lusso che oggi tutti noi conosciamo. In onore del rinomato simbolo della gastronomia francese concludo dicendo… Bon appétit!

by Emilio Di Iorio

 

Dandismo, uno stile di vita

March 11, 2011 Leave a comment

 

“Il dandismo non è neppure, come sembrano credere molti sconsiderati, un gusto sfrenato del vestire e dell’eleganza materiale. Per il dandy perfetto tali cose sono unicamente un simbolo della superiorità aristocratica del suo spirito” (Charles Baudelaire)
E’ così che Baudalaire descrive il dandy.
La pratica moderna di dandismo nasce intorno al 1790 a Londra e a Parigi.
Un dandy è un uomo che dà particolare importanza all’aspetto fisico, all’uso di un linguaggio raffinato e ad una venerazione del proprio sé.
I primi dandy sono i cosiddetti self-man, che cercavano di imitare uno stile di vita aristocratico, nonostante provenissero da un ambiente meno abbiente.
Inizialmente si parla di “dandismo intellettuale” in quanto i primi ad avvicinarsi a questa “filosofia di vita” furono gli studiosi e i romanzieri dell’epoca.
Tra i nomi appartenenti al mondo intellettuale troviamo, per esempio, Baudelaire, Wilde, Byron e D’Annunzio.
Proprio Baudelaire definì il dandy come colui che eleva l’estetica ad una religione viva.
“Il dandismo non è neppure un piacere eccessivo nei vestiti e nell’eleganza dei materiali; per il dandy perfetto, queste cose non sono altro che il simbolo della superiorità aristocratica del proprio spirito”.
La bellezza del dandy consiste in particolare in quella esteriore, il dandy è un individuo freddo, deciso, che non lascia trasparire le proprie emozioni dinanzi a determinate situazioni.
Sono uomini che posseggono tempo e denaro da poter spendere come vogliono per trasformare in realtà tutto ciò che la propria mente gli suggerisce, si tratta di una sorta di culto dell’Io che manifestano attraverso l’impeccabilità nel vestire.
Oggi, nella moda maschile, questo stile rappresenta un fenomeno in espansione che si configura principalmente come quello sociale e di imitazione, tra “l’eccentrico” e “il raffinato”, nell’essenza frivola e narcisistica dell’individuo contemporaneo, un uomo del tutto diverso dalla figura ottocentesca dell’intellettuale.
Dalle passerelle invernali della moda uomo, emerge il gusto di una società caratterizzata dal desiderio di adeguarsi agli standard di bellezza trasmessi dai media e dalla moda che rappresentano i punti di ispirazione di un nuovo estetismo basato sull’ostentazione del lusso.
Il “Dandy” di oggi è un uomo il cui piacere è indirizzato verso l’apprezzamento di sé e che apprezza il lusso e la vanità.
Gli uomini di oggi sono cultori di un’eleganza assoluta e spunto di ispirazione per Dior Homme, Armani, Burberry, DSquared², Alessandro Dell’Acqua e tanti altri.
Ritornano quindi di moda indumenti come soprabiti o mantelli, papillon e cravatte, camicie e gilet, bretelle, bastoni, cappelli a cilindro.

Benedetta Ferrini

Fonte: Luuk Magazine

John Galliano, l’opinione di Franca Sozzani

“Pur condannando le parole di John, mi spaventa la lucidità di giovani che pur di guadagnare in notorietà o in denaro sono pronti a distruggere l’immagine di un genio”

Si è letto e scritto molto in questi giorni sull’episodio che ha visto John Galliano protagonista di ingiurie razziste contro gli avventori di un bar a Parigi.

Ribadisco quello che ho detto in un’intervista al Daily Telegraph del 25 febbraio: sono contraria e condanno qualsiasi forma di atteggiamento razzista o che possa mancare di rispetto a qualsiasi religione.

Ma vorrei dire che sono altrettanto indignata che delle persone, resesi conto dello stato alterato in cui si trovava John, si siano prese vantaggio speculando sul SUO nome e sulla sua notorietà. È chiaro che questa cosa è stata studiata, perché se stai veramente litigando non hai il tempo materiale di prendere il telefonino, sintonizzarlo sul video RIDACCHIANDO e con chiaro atteggiamento derisorio e riprendere quello che John dice.

Lo sfruttare la notorietà del personaggio per avere un momento di fama è uno degli atteggiamenti più infidi e deprecabili che possano esistere. Qualsiasi personaggio famoso è attaccabile, insultabile e difficilmente poi difendibile, quando, come in questo caso, una notizia fa il giro del mondo.Avrebbero avuto questi ragazzi che si sono così scagliati contro John la stessa prontezza a fare un video e a chiamare la polizia se si fosse trattato di uno sconosciuto? Sono sicura di no. Pur condannando le parole di John, penso che siano state dette in un momento particolare e non lucido. Mi spaventa la lucidità di giovani che pur di guadagnare in notorietà o in denaro sono pronti a distruggere l’immagine di un genio.

Franca Sozzani

fonte: Vogue.it