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Archive for the ‘Prom-Lux’ Category

Goldgenie, nuove cover in oro massiccio per iPhone 5 Apple

June 24, 2013 Leave a comment

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Goldgenie, luxury brand specializzato nella creazione di accessori esclusivi in oro e preziosi, presenta le nuove cover extralusso dedicate allo smartphone di Apple, l’iPhone 5.
Queste nuove cover si presentano con un corpo in oro massiccio 18 carati, con diamanti sfarzosi e con un prezzo davvero inaccessibile; il nome della cover di punta è iPhone 5 Solid Gold Superstar Ice ed è disponibile nella variante Classic, in vendita a 57 mila euro, e nella variante VIP Edition, con diamanti al posto del logo satinato sul retro, in vendita a 80 mila euro.
Per informazioni sulla disponibilità e sulle altre cover della nuova collezione di cover di Goldgenie, vi invitiamo a visitare il sito goldgenie.com

Fonte: GoLook.it

Categories: Behaviour, Collectibles Tags: ,

BMW Serie 4 Coupè, prime immagini ufficiali dalla casa automobilistica bavarese

June 24, 2013 Leave a comment

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Dopo aver pubblicato le prime foto della concept che anticipava le linee stilistiche della BMW Serie 4 Coupè, eccoci con le prime immagini ufficiali di questo nuovo modello rilasciate dalla casa automobilistica bavarese.
La BMW Serie 4 Coupè, infatti, ha appena preso posto nel listino di casa BMW, inaugurando una nuova categoria che darà filo da torcere alla concorrenza.
Con una carrozzeria più larga e lunga ma più bassa della Serie 3, la Serie 4 Coupè si presenta con una linea dinamica e filante d’inclinazione sportiva; sarà disponibile con i migliori propulsori di casa BMW ma, il più performante in assoluto, sarà quello montato sulla serie 435i. Con 3.0 litri ed una potenza massima di 306 cavalli, sarà in grado di sprigionare una coppia di ben 400 Nm, con uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,5 secondi.
In attesa di venire a conoscenza di tutta la sua dotazione e degli optional disponibili, eccovi di seguito le prime immagini ufficiali della BMW Serie 4 Coupè.

Fonte: GoLook.it

Categories: Veiculi Tags:

Rigenera, colonna doccia e bagno turco ad incasso da Hafro

June 18, 2013 Leave a comment

Rigenera, colonna doccia e bagno turco ad incasso da Hafro

Colonna con generatore di vapore, cascata a lama, tasti incassati nel Solid Surface, soffioni verticali e doccetta. Il Solid Surface bianco esalta il design raffinato e l’installazione a filo muro. Design Franco Bertoli.

Categories: Domus Arredi Tags: ,

Ghibli, nuova splendida berlina di casa Maserati

June 17, 2013 Leave a comment

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La prestigiosa casa automobilistica italiana del Tridente presenta ufficialmente la nuova Maserati Ghibli, una possente berlina che si mostra in tutto il suo splendore con una carrozzeria di colore bianco e degli interni color cuoio con particolari neri.
L’entra di Maserati in questo nuovo segmento di vetture è stata fatta davvero in grande stile: la nuova Ghibli, infatti, verrà presto lanciata con due diverse motorizzazioni, entrambi a benzina V6 da 3.0 litri. Il primo propulsore sarà in grado di erogare la potenza di 330 cavalli con una coppia massima di 450 Nm, mentre il secondo sprigionerà ben 410 cavalli con 550 Nm di coppia. I portavoce, inoltre, fanno sapere che verrà lanciata in un secondo momento anche una versione dotata di propulsore turbodiesel V6 da 3.0 litri con 250 cavalli.

Fonte: GoLook.it

Categories: Veiculi Tags:

Glashütte Original, splendid timepiece Senator Navigator WorldView

June 17, 2013 Leave a comment

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It’s the 1920s. Aviation is in its infancy, yet all countries in Europe and around the world have already grasped the strategic importance of this revolutionary means of transportation. It opens endless opportunities simply by making the world a smaller place. Inventors and pioneers are testing the limits of existing technologies in a bid to push exploration and commerce as far as they can go. Germany is a forerunner of this push and its civil aviation goes as far as establishing a regular service linking Berlin to cities such as Moscow, Beijing and Shanghai.
Of course, back then, timetables and “connecting flights” had very different meanings to what we have come to take for granted when we travel today. The available technology and instrumentation were so minimal that a pilot also had to be a mechanic, a navigator, a photographer and cartographer to document routes – to put it simply: a pilot was an adventurer.
A watch was very much part of a pilot’s on-board instrumentation. Pilot watches were developed and produced whose main design requirements were their size – they needed to be worn on top of thick layers of warm clothing – and their readability, which had to be optimal day and night. To help with navigation they had to be accurate, as well.
With the Senator Navigator WorldView, Glashütte Original presents an homage to those adventurous times and their spirit. Entirely consistent with the 20th Century Vintage collection styling, the Senator Navigator WorldView has an adjustable city-ring that allows its user to determine the time across different time zones. With oversize numerals for ideal readability, the watch also sports Glashütte Original’s own panorama date at 6 o’clock, placing the wearer firmly in control of the situation.
The sapphire case back reveals the caliber 39-47. With its skeletonised rotor with 21ct gold oscillation weight and swan-neck fine adjustment and Glashütte three-quarter plate with stripe finish, it is a sight to behold, as well as an example of the fine craft of watchmaking from Glashütte Original. With its sporty and sturdy design, the Senator Navigator WorldView is the ideal companion for the adventurous, cosmopolitan individual who likes to have the world at a glance on his wrist. And while flying may have become much more a part of our everyday lives, it still retains a sense of wonder and discovery of new places that we should never lose.
Movement – Selfwinding. Caliber 39-47. Diameter 30.95 mm. Height 5.9 mm. Balance – German silver balance. Oscillating frequency 28,800 vph (4 Hz). Jewels 39. Power Reserve 40 hours (+/- 5 %). Balance spring – Nivarox flat spring. Shock protection – Incabloc. Exquisitely finished movement, polished steel parts, bevelled edges, Glashütte three-quarter plate with stripe finish, skeletonised rotor with Glashütte stripe finish, rotor with 21-ct gold oscillation weight, swan-neck fine adjustment.
Functions – central hours, minutes and seconds, second stop, panorama date at 6 o’clock.
Case – Stainless steel. Diameter 44.0 mm. Height: 13.9 mm. Case-back – Sapphire crystal.
Dial – Black dial with rotating flange ring and additional time zones, two crowns.
Glass – Sapphire crystal, on both sides anti-reflective.
Water-resistant – 5 ATM (50 meters).
Strap – Calf skin cognac “used” look.
Source: Glashütte Original

Fonte: Luxury & Fine TimepiecesFacebook

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Infinity Tower, torre più alta al mondo a Dubai

June 17, 2013 Leave a comment

Infinity Tower, torre più alta al mondo a Dubai

E’ stata appena inaugurata a Dubai ed è ora considerata come la nuova torre più alta al mondo; parliamo della Infinity Tower, caratterizzata da una futuristica struttura a forma di DNA.
La nuova Infinity Tower, che potrete ammirare in tutto il suo splendore nel video in basso, è alta ben 80 piani ed è finita già al primo posto in classifica come la torre elicoidale più alta al mondo; è situata all’interno dell’elitario quartiere della marina di Dubai e diventerà ben presto uno dei posti più ”visitati” dagli uomini d’affari più prestigiosi del paese.

Fonte: GoLook.it

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Grattacieli italiani

June 17, 2013 Leave a comment

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Il grattacielo non è una forma architettonica tipica del nostro paese, nonostante le residenze sviluppate in verticale siano di nostra invenzione; infatti le case torri fiorentine, ma tipiche anche di varie città comunali in epoca medievale, non sono altro che antenati del grattacielo nella forma che oggi abbiamo in mente.
Ciononostante i primi grattacieli di epoca moderna in Italia risalgono al Ventennio e quindi con oltre cinquant’anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti d’America. In particolare gli esempi maggiormente degni di nota si possono far risalire al secondo dopoguerra, periodo in cui vengono concepiti il Pirellone, la Torre Velasca e il Grattacielo di Livorno; la nostra attenzione ricade in particolare su queste ultime due architetture.
Entrambi i grattacieli portano le firme di architetti di prestigio e di grande risalto all’interno della critica italiana, la Torre Velasca infatti è stata progettata dallo studio BBPR, mentre il Grattacielo di Livorno da Giovanni Michelucci. Tutti e due i progetti sono datati 1956, anche se il grattacielo toscano sorgerà circa dieci anni dopo, con una serie di modifiche successive rispetto ai disegni iniziali. E’ interessante però analizzare e confrontare tra di loro queste due opere così affini, ma allo stesso tempo distanti.
Le analogie tra i due edifici sono molteplici: entrambi cercano di superare la rigidità e i canoni compositivi dell’international style che si erano accostati totalmente alla forma architettonica del grattacielo. Michelucci lavora più sulla composizione formale e geometrica, l’architetto toscano smonta la forma archetipica del grattacielo e la decostruisce, sfruttando anche l’irregolarità del lotto, creando cinque diversi corpi giustapposti tra di loro con altezze variabili, ma mantenendo una simmetria compositiva. Il gruppo milanese, e in particolare Ernesto Nathan Rogers, invece, cerca di ragionare in termini materici, allontanandosi dalla purezza del razionalismo per avvicinarsi sempre di più al brutalismo.
Questo elemento emerge in particolar modo dal trattamento delle facciate: la Torre Velasca porta in facciata la propria struttura denunciando la sua anima in cemento armato, le travi oblique che sorreggono il “fungo” della torre sono una dichiarazione di verità strutturale forte e univoca; questo aspetto si esalta anche nei tamponamenti, anch’essi in cemento. Anche il Grattacielo di Livorno è stato realizzato in cemento armato ed anche in questo caso la struttura è posta in evidenza, sebbene poi Michelucci rivesta la maggior parte delle superfici con un paramento in mattoni, limitando la forza espressiva dell’edificio.
Dal punto di vista funzionale il ragionamento che sta alla base dei due edifici è il medesimo, vengono infatti nettamente divisi gli spazi abitativi da quelli di lavoro, anche se il risultato espressivo è poi profondamente diverso. La Torre Velasca infatti è prevalentemente dedicata ad uffici e negozi, ubicati nei primi diciotto piani; i livelli successivi sono dedicati alle abitazioni e vedono quindi aumentare la propria superficie andando così a creare l’ormai nota silhouette del grattacielo ed a omaggiare il lavoro del Filarete al Castello Sforzesco.
Il Grattacielo di Livorno attua questa divisione funzionale in maniera compositivamente opposta: gli uffici sono situati nell’ampia piastra basamentale dalla quale s’innalza il corpo principale, che ospita gli appartamenti. Questo elemento nel progetto originale era più snello, ma nella sua realizzazione ha subito un progressivo inspessimento. Un’altra differenza sostanziale è costituita dalle metrature delle unità abitative, la torre toscana infatti presenta numerose tipologie pensate per accogliere al proprio interno famiglie di varia estrazione sociale, realizzando così una vera unità abitativa per la città; la Torre Velasca invece contiene appartamenti molto ampi, nella maggior parte dei casi quadrilocali, pensati come spazi residenziali di lusso, degli attici che si aprono sulla città di Milano.
Andando avanti nell’analisi delle differenze tra i due grattacieli si nota anche il diverso atteggiamento nei confronti della città costruita, la Torre Velasca crea un nuovo spazio urbano, una piccola piazza, arretrando il corpo del grattacielo dal fronte stradale, realizzando un procedimento simile a quello svolto da Mies van der Rohe negli stessi anni per il Seagram Building a New York. Michelucci invece decide di seguire il filo urbano dell’isolato, andando a completare una porzione di città che all’epoca si stava espandendo, l’unica concessione che viene fatta alle geometrie urbanistiche del lotto è identificabile nel passaggio che taglia il basamento e congiunge lo spazio della strada interna con il fronte urbano.
Risulta quindi interessante vedere come due grandi protagonisti della storia dell’architettura italiana si sono, negli stessi anni, confrontati sul tema del grattacielo andando ad analizzare aspetti simili e spesso giungendo a soluzioni condivise, nonostante la differenza che permeava i loro due mondi.

Fonte: Linea di Sezione

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Crazy Me, yacht di lusso dai prestigiosi cantieri navali Heesen Yacht

June 14, 2013 Leave a comment

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Prende il nome di Crazy Me ed è l’ultima opera dei prestigiosi cantieri navali Heesen Yacht, varato nella giornata di ieri ad Oss, nei Paesi Bassi, dove per l’occasione è stata rotta la classica bottiglia.
Crazy Me si presenta con una lunghezza di 50 metri ed è caratterizzato da un corpo interamente in alluminio; la festa per il suo varo si è svolta in modo completamente privato; i suoi progettisti hanno mostato tutte le sue caratteristiche al fortunato armatore ma, per ora, non è stato ancora possibile fotografarlo negli interni. In attesa di foto più dettagliate, per maggiori informazioni sulle caratteristiche del nuovo yacht di lusso Crazy Me, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale heesenyachts.nl

Fonte: GoLook.it

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Brian Atwood, sandalo gioiello per la prossima stagione autunnale 2013

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Brian Atwood presenta un nuovo sandalo gioiello per la prossima stagione autunno Pre-Fall 2013 dal gusto semplice, ma per certi versi ammiccante con la fascetta e il maxi cinturino sull’accollatura della caviglia incastonati di cristalli di dimensioni diverse, come se si trattasse di una cavigliera ornamentale, il tacco vertiginoso a spillo è lineare, quasi impercettibile nascosto dal nastro grog-grain disposto a fiocco sul tallone che correda la cerniera di chiusura. Un sandalo molto fine adatto alle donne esigenti che osano senza ostentare.

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Mercedes-Benz, nuova Classe S migliore auto del mondo

June 11, 2013 Leave a comment

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Concentrandosi su tre aspetti cruciali, “Intelligent Drive”, “Efficient Technology” e “Essence of Luxury”, la nuova Classe S sposta notevolmente in avanti i limiti della tecnica, dimostrando di essere la punta di diamante tecnologica non soltanto del marchio Mercedes-Benz, ma anche dello sviluppo automobilistico in generale.
Come per le generazioni che l’hanno preceduta, anche dalla nuova Classe S i Clienti si aspettano che ridefinisca i parametri di riferimento nel segmento e reinterpreti il titolo di “migliore automobile del mondo”. Il Dr. Dieter Zetsche, Presidente del Consiglio Direttivo di Daimler AG e responsabile di Mercedes-Benz Cars, ha affermato:
«Il nostro obiettivo non era scegliere tra sicurezza oppure estetica, potenza oppure efficienza, comfort oppure dinamica. La nostra ambizione era al contrario ottenere “the best or nothing” sotto ogni aspetto. Nessun’altra automobile incarna la promessa del marchio Mercedes-Benz come la Classe S.»
Dalla perfezione fin nei minimi dettagli nasce “The Essence of Luxury“. L’aspirazione a raggiungere questa perfezione si fa palpabile, ad esempio, negli interni. Sedili o climatizzatore, comandi o design, Infotainment o comfort e sicurezza nel vano posteriore, ovunque aleggia l’impegno profuso dagli ingegneri per realizzare meticolosamente e con un impatto estetico di massimo prestigio le loro nuove idee, con l’obiettivo di ottenere il meglio dal modello di punta Mercedes-Benz, e da se stessi.
La sicurezza non fa eccezione. Ciò che era stato iniziato con il PRE-SAFE® ed è proseguito con il DISTRONIC PLUS confluisce oggi in una nuova dimensione della guida: comfort e sicurezza creano un connubio che in Mercedes-Benz prende il nome di “Intelligent Drive“. Una serie di sistemi nuovi rende la nuova Classe S ancora più confortevole e sicura.
Pare quasi un’utopia l’efficienza che la Classe S dimostra su strada: applicando la “Efficient Technology“, nell’arco di dieci anni Mercedes-Benz ha, per esempio, quasi dimezzato i consumi nella classe di potenza dei 150 kW, portandoli a 4,4 litri ogni 100 km. Il coefficiente di resistenza aerodinamica della Classe S è stato nettamente migliorato rispetto al modello precedente e fissa con un Cx di 0,24 il nuovo valore di riferimento del segmento. L’aerodinamica della S 300 BlueTEC HYBRID sarà ancora più curata nei dettagli, tanto da consentire a questa versione di limare ulteriormente il Cx, portandolo ad un valore record di 0,23. La nuova Classe S è però anche la prima automobile al mondo a fare completamente a meno delle lampadine a incandescenza: per lei soltanto LED. Anche questo aspetto dimostra quanto questa vettura è proiettata verso il futuro.
Il design: status moderno e forme sensuali
In tutto il mondo anche un bambino riconosce a prima vista una Mercedes‑Benz. Il tipico volto Mercedes si snoda come un filo rosso lungo l’intera storia del marchio. «Le caratteristiche che definiscono lo stile del frontale, in particolare nel caso della Classe S, sono tanto semplici quanto complesse», afferma il capo design Gorden Wagener, «un carattere forte e inconfondibile, che non segue mode temporanee, ma al contrario è consapevole delle proprie qualità e comunica il proprio status. Dinamico ma non aggressivo, esigente ma non legato alla moda».
Per sottolineare la superiorità e l’ambizione alla leadership della nuova Classe S, la mascherina del radiatore ha aumentato le proprie dimensioni e si staglia in verticale con un accentuato design tridimensionale. Il cofano motore lungo, la linea filante e cupoliforme del tetto e la coda lievemente digradante conferiscono alla nuova Classe S le classiche proporzioni di una berlina.
La ricerca di dimensioni importanti e di un’ampia spaziosità interna si è volutamente concretizzata in una vettura che si può certamente definire “di rappresentanza”. La linea slanciata del tetto in stile coupé tiene però conto anche dell’ambizione sportiva della nuova Classe S.
La “dropping line” tipica del marchio, ossia la linea caratteristica che dalla parte anteriore discende gradualmente verso quella posteriore, definisce con eleganza la struttura delle fiancate, enfatizzando il dinamismo anche nella staticità. L’alternanza di superfici concave e convesse finemente cesellate lungo l’intera fiancata dà grande slancio e vigore al corpo della vettura, capace di esprimere tensione e scioltezza al tempo stesso. Le spalle pronunciate sul retrotreno sottolineano in modo particolare il carattere atletico di quest’auto.
Le superfici e le linee continue della fiancata della nuova Classe S disegnano una rientranza carica di tensione alla confluenza con la coda. La forma leggermente discendente non è soltanto un omaggio all’eleganza, ma anche un vantaggio in termini aerodinamici. Le linee orizzontali, che dal cofano del bagagliaio si estendono fino al paraurti, sottolineano la larghezza della vettura nella vista posteriore. L’impronta tipica dei designer Mercedes-Benz si ritrova anche nel lunotto, che lambisce il montante posteriore. Il vetro arrotondato nella parte alta imprime un carattere coupé alla vettura. Il coronamento finale è rappresentato dai nuovi gruppi ottici posteriori: completamente incastonati nel corpo della vettura, si fondono nell’insieme pur nella loro totale indipendenza. Disegnati con grande cura anche nei loro dettagli interni, esprimono l’ambizione di un design superiore.

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