Yves Saint Laurent, maestro indiscusso della moda internazionale

Il 1 agosto 1936 nasceva Yves Saint Laurent, maestro indiscusso della moda internazionale. Tre lettere sovrapposte: Y S L. La griffe leggendaria dell’Haute Couture prosegue il suo viaggio inarrestabile anche dopo la scomparsa del suo creatore, Yves Saint Laurent. Marrakech ha onorato il maestro qualche anno orsono, con una restrospettiva dedicata ai lavori ispirati dal Marocco (una quarantina, oltre ad audiovisivi, immagini e oggetti). Un omaggio dovuto; qui lo stilista ha vissuto dal 1967 sino alla sua morte nel 2008 e le sue ceneri sono state sparse nel giardino Marjorelle che tanto ha amato. Un viaggio straordinario quello di YSL che dalla natia Orano, Algeria, lo porta a Parigi nel 1954, dove inizierà il suo viaggio immaginario e immaginato intorno al mondo. Nel 1967 la Maison festeggiò i suoi primi cinque anni di esistenza, coronati di successi e di importanti riconoscimenti alle collezioni definite allora “geniali”. Flirtando con le arie di quei tempi sotto forma di New Look (1962), abiti Mondrian (1965) o cappotti Pop Art (1966), Yves Saint Laurent moltiplicava i suoi sguardi meravigliati sull’arte e sulla cultura del mondo. Nel gelido inverno parigino del 1967 la svolta che lo impose come “ineguagliabile“: primo viaggio con abiti per principesse nubiane dei tempi moderni, chiamati “Bambara“, lavorati quasi al microscopio sulle indossatrici con audaci trasparenze realizzate con finissimi fili di perle. Era l’epoca swinging sixties e la crescita di una nuova cultura, quella della gioventù. L’Haute Couture con i suoi taillleurs, i suoi twin-set, rispondeva a delle convenzioni che stavano sparendo, tea time, cocktail time, ecc.. In quei tempi di grandi cambiamenti la collezione africana di Yves Saint Laurent soffiava come un vento di passione sui cuori ingordi di novità, a colpi di frange in rafia bluette e batiks coloratissimi. Proponeva in primis un’altra idea del lusso, meno ostentato e più vicino al soffio di libertà dell’epoca, la ricchezza del “mondo è nostro“. In questo gli abiti Bambara furono degli autentici fuochi, l’incarnazione di una bellezza senza regole, fatta di spirito e sostanza provocatoria . L’impronta dei costumi tradizionali africani non era solo un flash, una piega alle tentazioni esotiche primarie, ma un appello aperto al metissaggio dei sensi, un gesto estetico perfettamente incarnato dalle modelle nere che possedevano quello che di più magico puo’ avere una donna: il mistero. Non il vecchio mistero incarnato dalle femmes fatales, ma il mistero dinamico delle donne attuali (1).
L’anno seguente la collezione Safari Look dove nacque la mitica “sahariana”. Nel 1976 la collezione “Balletti russi“, considerata dal suo creatore come una delle più belle in assoluto. Poi la superba “Collezione cinese” che rivisitava i classici imperiali in salsa Paris chic, ad immagine del profumo Opium lanciato nel 1977. Seguirono delle collezioni spagnoleggianti che potremo sottotilolare “Corrida d’Amore”, come nel film di Nagisa Oshima, e ancora collezioni marocchine, indiane, un tourbillon sontuoso di colori e di citazioni che riapparsero periodicamente sino al ritiro dell’Haute Couture dalla Maison. Il matrimonio era consumato: Yves Saint Laurent amava il mondo e il mondo amava Yves Saint Laurent. Dal 1983 le retrospettive si sono moltiplicate, 83 in Usa, 85 in Cina e in Russia ben 87. Ma il periodo più fecondo e spirituale prese vita nel 1967 quando avvenne l’incontro decisivo: il suo coup de foudre per il Marocco. Se Orano aveva donato allo stilista un apertura di paradiso perduto, con Marrakech Yves Saint Laurent ritrovò l’eden, la luce. Fu in quel momento che prese piena coscienza del potere dei colori, delle loro potenzialità violente e infinite. Marrakech divenne il suo eremo, un luogo di incontri, la sua fonte di ispirazione. Pierre Bergé dichiarò che “quando scoprirono il Marocco, compresero che il suo cromatismo era quello degli zellijges e degli zouacs, dei hjellaba e dei burnos“. (2) Dopo aver vissuto per una decina di anni nel Dar el Hach, la casa dei serpenti, Yves Saint Laurent e Pierre Bergé acquistarono nel 1980 la villa Majorelle, appartenuta al pittore omonimo. Il blu presente all’interno della proprietà sarà l’anticamera dei “viaggi immobili” dello stilista. Le luci, i colori, le piante, i giardini, la frutta e le spezie saranno una fonte di interpretazione cromatica, sempre più ricca e sorprendente, tradotta in tessuti esclusivi forniti da un complice fedele della Maison, lo svizzero Zumsteg, che attraverso una serie di collezioni superbe offrirà a YSL tutte le tecnologie esistenti in campionature di tessuto con stampe uniche e inimitabili. Il caftano, vestito folk marocchino, trovò una dimensione universale quando venne presentato accompagnato da una preziosa cappa in passamaneria, con broccati lamés, graffiato con tessuti da sera, stampato a disegni floreali o animalier. Lontano dall’essere pretestuoso o svincolante, si proponevano comunque strutture classiche dando diverse alternative agli stereotipi, con l’aiuto di colori proibiti o tagli irregolari. Yves Saint Laurent amava profondamente le donne e le voleva libere nel senso più spirituale e intimo del termine, giocando con l’ambiguità dei sensi e delle forme in un bluff gioioso e alternativo. Fu pioniere nella materia, democratizzando il costume maschile in tutta femminilità, osando le vere trasparenze senza mai pero’ entrare nella volgarità provocatoria di una sessualità esplicita. La maggiorparte dei suo pezzi immaginati per quel “viaggio straordinario” sono dotati di una sensualità animale emanata dalle macchie del leopardo, dal calore della seta e del velours, una eccezione colorata della lotta tra Eros e Thanatos. Margherite Duras disse di Yves Saint Laurent che non faceva “della differenza tra le cose che creava per gli uomini e quelle che creava per gli dei“. (3)
(1) David Teboul, Yves Saint Laurent, 5 avenue Marceau, Edizioni de la Martinière, Parigi 2002
(2) Catalogo dell’Esposizione Yves Saint Laurent: exotisme. Insieme dei Musei Nazionali, Parigi 1993
(3) Yves Saint Laurent e la fotografia di moda, Albin Michel, Parigi 1998
Fonte: My Amazighen
Christian Louboutin, divise ufficiali per la squadra nazionale cubana ai Giochi Olimpici Rio 2016

È famosissimo per i suoi stiletti super femminili, ma l’ultima collezione di Christian Louboutin è più sportiva del solito. Il designer di calzature di lusso ha fatto squadra con l’e-concept store francese SportyHenri.com per creare gli abiti ufficiali per la squadra nazionale cubana ai Giochi Olimpici del 2016 a Rio. Le eleganti divise saranno indossate dalla delegazione di oltre 100 atleti in tutte le occasioni formali, tra cui la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi. Una high-top trainer e un mocassino chiamati Naza Star per gli atleti, sandalo con tacco per le atlete chiamato il Naza Sandal.
Le loro giacche nettamente su misura, sono in rosso per gli uomini e beige per le donne e presentano la bandiera della nazione sul taschino e sono in contrasto con i pantaloni intercambiabili con pantaloncini e gonne. La stella a cinque punte è utilizzata come emblema portafortuna e la troviamo anche sulla parte posteriore della giacca di ogni atleta. Le divise sono state creato pensando alle prestazioni di questi atleti che si trasformano in supereroi che sfidano la gravità, che sfidano il tempo, che sfidano tutte le regole della fisica. La collaborazione tra queste maison è nata quando Louboutin è stato a Cuba per un servizio fotografico per SportyHenri.com e hanno creato la collezione, lavorando con gli atleti stessi.
by Giada Galliano
Fonte: beSpoke Magazine
Johnny Depp, in vendita villaggio francese per 50 milioni a Plan de la Tour in Provenza
A quanto pare, da quando si è separato da Vanessa Paradis, Johnny Depp non si sente più così attaccato alla Francia. Forse è per questo che ha messo ancora una volta in vendita il piccolo e pittoresco villaggio di Plan de la Tour, che si trova in Provenza. Depp lo ha acquistato nel 2001, poco dopo l’inizio della storia d’amore con Paradis.
Il piccolo villaggio si estende su un terreno di quasi 17 ettari e dispone di 12 edifici, due piscine, una palestra e persino un ristorante privato. L’attore aveva provato a trovare un acquirente già la scorsa estate, ma nessuno aveva accettato di sborsare i 23 milioni di euro richiesti. Ma ora Depp, ottimista, ha deciso di rimettere il villaggio sul mercato a un prezzo più che raddoppiato: 50 milioni di euro.
Fonte: Idealista
Sloughi, il deserto è la sua casa

Splendida razza di cani, antica e rara, nobile e gentile, che con fierezza estrema vive ancora oggi in condizioni disagiate, nel deserto, per fornire il sostentamento alle ancora numerose tribù di nomadi che si dedicano alla pastorizia, transumando durante i periodi di siccità, percorrendo migliaia di km. Questo superbo animale, il levriero arabo o Sloughi, è un cacciatore e un corridore estremo. La sua velocità calcolata supera gli 80 km all’ora ed è impressionantevederlo correre nel deserto rincorrendo piccole prede come conigli o le gazzelle. Lo sloughi ha una storia antica che parte dall’Asia e che arriva nel nord dell’Africa con l’invasione musulmana, la guerra santa! Si è affinato con il sole d’Oriente e il vento del deserto, questo levriero di suprema eleganza, questo atleta leggero, potente, è stato impiegato nei millenni per la guardia e la caccia, senza ombre di infedeltà e di rinniego. Questa razza canina è stata riconosciuto dalla FCI nel gruppo 10, sezione 3, Standard n.188 e il Paese che ne vanta i natali è il Marocco. Si presenta come il modello perfetto di galoppatore con una testa fine, ammirabile, con cranio globoso e ben fatto. Gli occhi dello Sloughi raccontano di terre lontane, di una melanconia tipicamente araba, di una vita vissuta di ricordi, di lontananze. All’apparenza puo’ sembrare un cane fragile, di cristallo. Niente di più scorretto, l’apparenza inganna. La sua muscolatura lunga, secca, piatta e data dal deserto natale che si è sbarazzato di tutte le masse inutili, ingombranti, creando nel contempo eleganza, rapidità, forza e coraggio. Caratterialmente è un cane equilibrato, calmo e riservatissimo con gli estranei, ma all’occorrenza si difende ferocemente da chi lo attacca. I suoi melanconici occhi diventano allora cattivi e la sua mascella feroce. Nelle tribù nomadi del deserto lo Sloughi è considerato uno di loro, senza remore o gerarchie: se esistono delle situazioni di pericolo per i cuccioli durante l’allattamento questi vengono nutriti dai seni delle donne fin tanto che potranno provvedere a loro stessi, in autonomia. La notte, lo Sloughi è accolto nelle tende con i suoi padroni per riposare dopo una giornata di duro e lungo lavoro, vicino agli umani che da secoli lo hanno allevato, capito, amato, accudito e ringraziato per l’enorme contributo che ha fornito, e continuerà a farlo, al loro sostentamento e alla loro difesa. L’emozione più grande per me è stata durante una delle mie notti nel deserto; la tenda montata e il fuoco che ardeva illuminava lo spazio circostante. Il profumo del thè alla menta offertomi dai nomadi si mescolava a quello degli incensi e le stelle enormi nel cielo mi toccavano. Al moi fianco due sloughi color sabbia mi guardavano, senza curiosità, certi della loro forte presenza al campo. Al momento del riposo, sulla mia brandina, si avvicinarono e si sdraiarono “proteggendomi” per tutta la notte. Si chiamavano Abdor e Njiama.
Fonte: Sloughi Marocco
60 FLYBRIDGE, debutto europeo al Cannes Yachting Festival 2016 da Numarine Shipyard
60 FLYBRIDGE – DEBUTTO EUROPEO
Con 18,40 metri di lunghezza per 5,15 metri di larghezza, il Numarine 60 Flybridge si caratterizza come tutte le altre imbarcazioni del cantiere Turco per linee “aggressive” e per un design sportivo che non trascura però gli eccezionali spazi a bordo a disposizione dell’armatore: grandi aree aperte e tantissima luce interna grazie alle ampie finestrature che allo stesso tempo definiscono il tradizionale e caratteristico layout del marchio.
Il progetto del 60 Flybridge – concepita per avere il più grande volume della categoria dei 60 piedi – è stato ancora una volta affidato al designer Can Yalman che ha creato il concept, le linee esterne e gli interni. Umberto Tagliavini è l’architetto navale, mentre la società Gurit è responsabile dell’ingegneria strutturale.
L’imbarcazione è sicuramente molto competitiva, grazie anche all’apporto del metodo costruttivo Numarine. Leggerezza e robustezza sono garantite dall’applicazione del materiale composito attraverso il sistema di infusione sottovuoto.
Il Numarine 60 Flybridge è un’imbarcazione molto concorrenziale anche per il prezzo.
Mantenendo le stesse ottime perfomance con una velocità massima di oltre 35 nodi e una velocità di crociera di oltre 28 nodi, l’uso di motori meno potenti e l’efficiente sistema di trasmissione IPS manterrà bassi i consumi di carburante ed i costi di mantenimento.
Il layout interno del Numarine 60 Flybridge è stato pensato per offrire comfort e facilitare la convivialità. Sottocoperta gli alloggi per gli ospiti sono composti da tre cabine dotate ognuna di bagno privato. Grande cura e spazio sono dedicati alla suite dell’armatore – a centro barca e a tutto baglio – che gode di una grande finestratura ad altezza dell’acqua per offrire una vista mozzafiato.
NUMARINE 60 FLYBRIDGE DESCRIZIONE TECNICA
Lunghezza fuori tutto incl. piattaforma m 18,40
Larghezza m 5,15
Immersione sotto le eliche m 1,6
Dislocamento leggero tons 27
Riserva carburante 3200 lt
Riserva acqua dolce 900 lt
Riserva acque nere 400 lt
Motori due Volvo IPS 950
Velocità massima oltre 35 nodi
Velocità di crociera oltre 28 nodi
Autonomia alla velocità di crociera oltre 375 miglia nautiche
Generatore 17,5 kW 230 Volt 50 Hz
Motore in opzione Due Volvo Ips 1200
78HT Evolution, doppio debutto al Cannes Yachting Festival 2016 da Numarine Shipyard
78HT EVOLUTION – DEBUTTO MONDIALE
Il nuovo Numarine 78HT Evolution è un avvincente e innovativo “lifting” di due modelli di grande successo, il 78 Hardtop e il 78 Flybridge.
Applicando alcuni cambiamenti estetici allo scafo originale, i designer di Numarine hanno creato un look completamente rivitalizzato, pur mantenendo comunque intatti i tratti caratteristici del design.
L’ampio salone inondato di luce naturale grazie alle grandi vetrate posizionate sia ai lati che sull’hardtop, è arredato con mobili dallo stile contemporaneo, dando vita ad uno spazio perfetto per l’intrattenimento, rendendo così la socializzazione vero il cuore del design.
La cabina armatore a tutto baglio, è caratterizzata da un design unico e si compone di uno spazioso guardaroba, una grande doccia, bagno separato e doppi lavandini.
Gli alloggiamenti per gli ospiti comprendono tre spaziose cabine con bagno, ognuna delle quali dotata delle più eleganti rifiniture e comodità.
All’esterno è stato dato particolare rilievo allo spazio relax grazie a una particolare configurazione del sun-pad a prua che consente di ospitare svariati ospiti. Uno spazioso salotto con divani rivolti vero prua, offre la vista migliore durante la crociera, assicurando sempre il massimo comfort e sicurezza.
Ma le modifiche apportate non sono solamente estetiche: il nuovo 78HT Evolution nasconde un nuovo “Silent Package” che utilizza un sistema di batterie a ioni di litio abbinato a un sistema di gestione energetica e a un sistema di condizionamento multistadio intelligente.
In pratica, questo permette all’armatore di tenere l’imbarcazione in rada tutto il giorno utilizzando le utenze elettriche ed elettronici – incluse aria condizionata, audio/video, apparecchiature ecc. – usando il generatore soltanto per un breve periodo di ricarica a metà giornata. Risultato: un silenzio perfetto per godersi pienamente il mare.
Inoltre, dopo una breve ricarica alla sera prima di andare a dormire, l’armatore ed i suoi ospiti avranno cabine climatizzate senza nessun rumore notturno eccetto forse quello del loro pacifico respiro. Questa soluzione tecnica, insieme ai continui miglioramenti effettuati da Numarine per ridurre le fonti di rumori e vibrazioni, ha reso l’78HT Evolution un nuovo riferimento per il comfort a bordo, sia in navigazione, con i livelli di rumorosità di un’auto di lusso, sia quando ormeggiato o all’ancora. Probabilmente a oggi è lo yacht prodotto in serie con il migliore comfort acustico nella sua categoria, con 66dB misurati sul ponte inferiore a velocità di crociera.
NUMARINE 78 EVOLUTION DESCRIZIONE TECNICA
Lunghezza fuoritutto inc. la piattaforma 23,98m
Lunghezza scafo 22.28m
Larghezza 5,79m
Immersione (inc eliche) 1,64m
Immersione dalla chiglia 0,93m
Dislocamento – scafo leggero 36,7tonne
Dislocamento – a pieno carico 42tonne
Riserva carburante 5.000 lt
Riserva acqua dolce 900 lt
Serbatoi acque nere 650 lt
Motori Due MAN V8-1200 hp @ 2300 rpm
Velocità massima oltre 38 nodi
Velocità di crociera oltre 28 nodi
Autonomia alla velocità di crociera oltre 400 miglia nautiche
Generatori 27 kW 230 Volt 50 Hz
13.5 kW 230 Volt 50 Hz
Motore in opzione Due MAN 1550hp 2300 rpm
Porto Montenegro Yacht Club Pool, officially awarded among the World’s Finest Clubs
PORTO MONTENEGRO YACHT CLUB POOL RECEIVES HIGHLY ACCLAIMED AWARD BY THE WORLD’S FINEST CLUBS
Award Night celebration and official handover were held on June 29th 2016
The exceptional Porto Montenegro Yacht Club Pool has officially awarded among the World’s Finest Clubs®. This award, carried by famous venues like Soho Rooms Moscow, Matignon Paris or Marquee Las Vegas, represents the highest quality seal when it comes to premium entertainment and service.
On June 29th 2016, an official Award Night event at the venue was held to celebrate this achievement. Part of the night was an official handover of the award by The World’s Finest Clubs director David Huels, who came to Porto Montenegro, Tivat to join the event.
The newly re-furbished 64m infinity pool welcomes Yacht Club members and guests every day in summer. Day beds for up to 188 people, private shower cubicles and changing rooms as well as a 20-seater lounge area that is ideal for groups and parties ensure every wish is catered for. At the foot of the pool, the summer restaurant provides a menu of poolside classics with an Italian twist, as well as expertly mixed cocktails and a selection of international wines.
The World’s Finest Clubs® is the world‘s leading institution to select and award the most exclusive nightlife venues. Additionally, The World’s Finest Clubs® offers membership for privileged treatment in each awarded venue, to selected individuals and HNWI customer groups. Currently awarded are 228 venues across the globe.
ABOUT PORTO MONTENEGRO
Porto Montenegro is the Mediterranean’s leading luxury yacht homeport and marina village. The state-of-the-art facility has been designed to cater to the advanced needs of all yachts, their owners, guests and crew with specific infrastructure for the largest yachts afloat. The marina currently has 450 berths – able to host up to 250m yacht in lenght, 228 sold-out luxury apartments, as well as 55 units of ground floor retail made up of restaurants, bars, cafes, shops and amenities and a five star Regent Hotel with over 80 luxury suites and apartments.
PORTO MONTENEGRO CONTACTS
Adriatic Marinas D.O.O.
Obala bb, 85320 Tivat, Montenegro
Tel. +382 32 660 700 | portomontenegro.com
info@portomontenegro.com
Pietro Ferrante, irriverenti e stylish i cappelli “politically uncorrect”
Autentici, irriverenti e stylish. Arrivano i cappelli “politically uncorrect” by Pietro Ferrante
Autentici, irriverenti, provocatori, ma anche decisamente stylish e divertenti. Sono i nuovissimi pezzi headwear firmati Pietro Ferrante, Maestro indiscusso nel campo dei gioielli street rock handmade in Italy, che per la Summer Season 2016 ha deciso di dar forma e colore anche a un’insolita capsule di cappelli da baseball unisex arricchiti da espressioni emblematiche ricamate fronte e retro.
Copricapi unici, tutti da collezionare: l’ultima frontiera dell’abbigliamento politically uncorrect. Vere e proprie sfide ai benpensanti di cui ci si vuole sbarazzare!
“Obsessive compulsive”, “Get lost I’m pissed off”, “Rock’n’roll lover”, “Kiss my ass”, “Disorder – addiction”, “Che c…o – Fuck you”, “Illegal – amoral”, sono infatti solo alcuni degli hashtag protagonisti della linea Headwear declinata per la stagione in blu navy, grigio chiaro, blue elettrico e nero, rosso, verde.
Accessori must have pronti a rendere ancor più interessanti e personali gli outfit di questa estate. I cappelli, il cui prezzo al pubblico è di 39 euro, sono acquistabili sul sito Pietro Ferrante (http://pietroferrante.com/it/shop-on-line/accessori/headwear/).
Pietro Ferrante, stelle protagoniste della nuova capsule
Stelle protagoniste della nuova capsule Pietro Ferrante
Ad illuminare i maxi anelli e le autentiche collane unisex della “Whetu” collection, una pioggia di star con o senza scia, traforate effetto sun tattoo o in rilievo, easy o smaltate
“Poveretto è chi non vede le stelle senza una botta in testa”. Così scriveva qualche anno fa lo scrittore polacco Stanisław Jerzy Lec nei suoi “Pensieri spettinati”.
Un problema che non tocca i numerosi addicted del brand Pietro Ferrante che d’ora in poi, potranno non solo osservarle le stelle, ma anche indossarle, così da rendere unici e ancor più stylish i propri outfit.
La nuova capsule collection “Whetu” (stella, in lingua maori) infatti, vede protagonista su collane, ma soprattutto su maxi anelli unisex in argento e altri materiali, una pioggia di stelle, con o senza scia, traforate con effetto sun tattoo o in rilievo, basic o smaltate. Gioielli con la ricchezza ulteriore di essere realizzati come sempre interamente a mano in Italia.
Pezzi autentici e trasversali, da sfoggiare con jeans e biker jacket o abbinati ad abiti leggeri boho chic style, alle intramontabili righe o a trend di stagione come salopette e mise sporty chic.
Pronti ad illuminare l’imminente Summer season?





















