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Archive for May 13, 2010

Santo Versace schiaccia i contraffattori del marchio made in USA

Sostiene Santo Versace: “Nel 2003 avevamo denunciato decine di soggetti che operavano fra la California e l’Arizona, i quali vendevano i loro prodotti contraffatti in 72 negozi. Molti hanno smesso e hanno cercato un accordo con noi, ma questo tizio ha continuato ad inondare Los Angeles di merce di una qualità davvero scadente attraverso i suoi 19 punti vendita”. Il famoso imprenditore ha tirato in causa il fantomatico commerciante che sfruttava indebitamente l’imitazione del marchio per proporre i vari prodotti mediante i suoi vari punti vendita, ovviamente non autorizzati dal celebre marchio della medusa.

Continua dicendo: “Gli ho fatto vedere i miei giubbotti e poi quelli di questa concorrenza

, un vero orrore a cui era stata cucita l’etichetta Versace e la Medusa, poi i miei jeans e le copie, un altra vergogna, e per completare l’opera, una camicia in quattro colori. Alla fine ho ribadito al giudice e alla giuria che se quello è Versace, allora Versace farebbe schifo e non avrebbe futuro, poiché sarebbe un bluff”.

Undici ore trascorse in sala di tribunale in presenza di una corte composta da un giudice e una giuria di otto membri accuratamente scelti per probità, riunita per dibattere la causa nella quale si discutevano le sorti delle accuse sulla contraffazione del noto brand su suolo americano.

Esulta Santo Versace: “È un verdetto storico… gli avvocati mi avevano invitato alla prudenza. Speravano in un verdetto positivo, ma devo dire che la giuria ha accolto in pieno le nostre istanze”. Una vittoria schiacciante per il presidente del gruppo che ha letteralmente represso il gruppo californiano implicato nella falsificazione delle produzioni Versace e costretto ad un risarcimento di $20 milioni. Definisce l’imprenditore italiano: “Una cifra che mette in ginocchio chi per anni ci ha fatto una concorrenza sleale sporcando l’immagine dell’Italia all’estero”.

by Marius Creati

 

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