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Giorgio Armani, importante collaborazione con Sean Penn in supporto alla J/P HRO
GIORGIO ARMANI e SEAN PENN uniti per il supporto globale alla J/P HRO (HAITIAN RELIEF ORGANIZATION)
Giorgio Armani ha il piacere di annunciare un’importante collaborazione con l’amico Sean Penn, stimato attore impegnato in ambito sociale, per un’iniziativa della durata di un anno a sostegno della J/P HRO (Haitian Relief Organization). Il lancio della collaborazione avrà luogo venerdì 18 maggio all’Agora Pavilion, e nel corso della serata si svolgerà l’ “Haiti: Carnival in Cannes”, uno dei più importanti eventi del Festival del Cinema di Cannes del 2012, realizzato proprio grazie al contributo di Giorgio Armani. La collaborazione si protrarrà per il resto dell’anno, con eventi a Parigi, New York e Los Angeles e spedizioni direttamente sul campo ad Haiti.
L’evento benefico è il primo del suo genere per il Festival di Cannes dai tempi della proiezione a scopo benefico di C’era una volta in America di Sergio Leone nel 1984 a sostegno dell’Istituto Pasteur, o della proiezione de Le Affinità Elettive di Paolo e Vittorio Taviani nel 1996, per la ricostruzione del Teatro La Fenice a Venezia.
La cena di gala sara’ presentata da Sean Penn, dal regista Paul Haggis, dalla top model Petra Nemcova, da Gilles Jacob, dal direttore esecutivo del Festival di Cannes, Thierry Fremaux. All’evento saranno presenti il Senatore Chris Dodd, Bryan Lourd della CAA, Giorgio Armani e Roberta Armani. La serata sarà animata da una performance del musicista Lyle Lovett e da un concerto di musica RaRa e Racine della band RAM.
L’evento raccoglierà anche fondi per altre due organizzazioni no-profit molto note per lo straordinario impegno volto ad aiutare la nazione caraibica: Artists for Peace and Justice, fondata dal regista e attivista Paul Haggis, e Happy Heart’s Fund, creata dalla modella e filantropa Petra Nemcova.
“Haiti: Carnival in Cannes” ha lo scopo di rendere noto l’impegno della J/P HRO e raccogliere fondi a favore di questa organizzazione creata nel 2010 da Sean Penn dopo lo spaventoso terremoto che ha messo in ginocchio il paese. J/P HRO è diventata leader nei vari settori che operano per migliorare le condizioni di vita nei campi per Internally Displaced Persons (IDP) ad Haiti e nelle zone circostanti, rimuovendo le macerie e offrendo assistenza sanitaria, programmi di formazione e arricchimento culturale, costruzioni edilizie e ripristino dei quartieri colpiti. L’obiettivo principale di J/P HRO rimane quello di aiutare coloro che hanno perso la loro casa a tornare in alloggi permanenti e più sicuri, in quartieri che tornano a nuova vita.
“Sono molto grato al mio amico Giorgio Armani per il suo generoso sostegno a J/P HRO,” ha dichiarato Penn, CEO di J/P HRO e Ambasciatore Straordinario per Haiti. “La ricostruzione di Haiti necessita di un impegno prolungato da parte di persone appassionate alla causa, per molti anni futuri. Sono onorato di avere Giorgio Armani al mio fianco.”
“Sono orgoglioso di essere al fianco di Sean Penn in questa iniziativa. Sean è un uomo di rare qualità che mi ha conquistato con il suo straordinario talento, prima come attore e in seguito come grande regista, e poi come amico leale e persona in grado di cambiare la vita degli altri. È un onore per me poter prendere parte alle importanti attività al servizio del prossimo di cui si occupa Sean, unendomi a lui nel suo impegno umanitario a favore degli abitanti di Haiti. Il fatto che tutto ciò trovi realizzazione al prestigioso Festival del Cinema di Cannes è per me una grande occasione e dimostra cosa accade quando si lavora con Sean, una vera e propria forza della natura”, ha dichiarato Giorgio Armani.
Sean Penn:
Vincitore di due Oscar®, Sean Penn è diventato un’icona del cinema americano in quasi tre decenni di carriera. Le nomination agli Oscar® dell’attore includono i film “Dead Man Walking,” “Accordi e disaccordi” e “Mi chiamo Sam.” Penn ha vinto il primo Oscar® nel 2003 per la sua incredibile performance in “Mystic River” di Clint Eastwood e il secondo Oscar® nel 2009 con “Milk” di Gus Van Sant. Accanto alla carriera di attore Penn ha scritto per Time, Interview, Rolling Stone e The Nation e si è impegnato profondamente in campagne umanitarie. Il suo impegno in questo senso lo ha visto a New Orleans immediatamente dopo l’uragano Katrina, e più recentemente nella Haiti semidistrutta dal terremoto.
Penn ha ricevuto numerosi premi e onorificenze per le sue attività, tra cui ricordiamo: il Commander’s
Award for Service da parte della 82a divisione dell’aviazione statunitense; l’Airborne Award dell’82a divisione per meriti di servizio; l’Operation Unified Response JTF Haiti Certificate da parte del generale degli Stati Uniti P.K. Keen; la prima Recon 73rd Division Coin of Excellence; il Combat Team Coin of Excellence della seconda brigata; la Commendation of Excellence da parte del Comando Meridionale degli Stati Uniti; l’Award of Excellence da parte del Comandante in Seconda del Comando Meridionale USA; il 2010 Hollywood Humanitarian Award da parte dell’Hollywood Film Festival; il premio Stanley Kramer 2011 da parte della Producers Guild of America; il Children’s and Families Global Development Fund Humanitarian Award, conferitogli dall’Ambasciatore della Repubblica di Haiti. Nel mese di luglio del 2010, Penn è stato nominato cavaliere dal Presidente haitiano Rene Preval durante una cerimonia a Port-Au-Prince. Nel 2012, Penn è stato nominato Ambasciatore Internazionale per Haiti, un onore conferitogli dal presidente Michel Martelly in una cerimonia a in Port-Au-Prince. Più recentemente Penn ha vinto il Peace Summit Award 2012 al dodicesimo Summit Mondiale dei Nobel per la Pace e il premio gli è stato consegnato dal Presidente Mikhail Gorbachev nel corso di una cerimonia a Chicago.
La J/P Haitian Relief Organization (J/P HRO):
Fondata da Sean Penn, J/P HRO ha iniziato la sua attività poche ore dopo il terremoto che ha colpito Haiti nel gennaio del 2010. Lo scopo di J/P HRO è quello di aiutare Haiti a risollevarsi e dare agli haitiani un futuro migliore. J/P HRO è diventata leader in vari settori che operano per migliorare le condizioni di vita nei campi per Internally Displaced Persons (IDP) ad Haiti e nelle zone circostanti, rimuovendo le macerie e offrendo assistenza sanitaria, programmi di formazione e arricchimento culturale, costruzioni edilizie e ripristino dei quartieri colpiti. L’obiettivo principale di J/P HRO rimane quello di aiutare coloro che hanno perso la loro casa a tornare in alloggi permanenti e più sicuri, in quartieri che tornano a nuova vita. J/P HRO ha 1200 dipendenti, di cui oltre il 97% proviene da Haiti. Per saperne di più: www.jphro.org.
Artists for Peace and Justice (APJ):
Artists for Peace and Justice (APJ) è un’organizzazione no-profit fondata nel 2009 dal regista Paul Haggis e da alcuni amici, ed è volta a incoraggiare la pace e la giustizia sociale e combattere la povertà in tutto il mondo. L’obiettivo immediato di APJ è di aiutare i bambini e le famiglie più indigenti di Haiti sostenendo programmi incentrati sull’istruzione, la salute e la dignità umana grazie alla Academy for Peace and Justice, la prima scuola superiore pubblica di Port-au-Prince. APJ devolve il 100% delle donazioni pubbliche direttamente ai suoi progetti ad Haiti. Per saperne di più: www.apjnow.org.
About Happy Hearts Fund (HHF):
Fondata da Petra Nemcova nel 2006, Happy Hearts Fund è una fondazione no-profit impegnata alla ricostruzione delle scuole e a riportare speranze e opportunità nelle vite dei bambini dopo le calamità naturali. Le attività dell’organizzazione continuano fino a quando l’emergenza non è superata; le pratiche sostenibili assicurano un impatto durevole. Happy Hearts Fund ha lavorato fino ad ora in 14 paesi ed è oggi attiva in sei paesi: Tailandia, Indonesia, Cile, Perù, Messico e Haiti. In totale HHF ha costruito o ricostruito 57 scuole e asili e più di 34.412 bambini e 337.450 membri della comunità hanno tratto vantaggio dai suoi programmi. HHF è attiva anche ad Haiti dal 2007, dove ha costruito scuole e laboratori di informatica. Per saperne di più: www.happyheartsfund.
Renzo Bossi, avvistato nei meandri di Marrakech
Avvistato ieri in compagnia di un amico, nei meandri della Medina di Marrakech, il figlio di Umberto Bossi, forse in fuga dai clamori negativi di queste ultime settimane in Italia. Due domande sorgono spontanee: sarà in cerca di una nuova laurea a Marrakech? … e chi ha pagato la vacanza nella Ville Rouge? Coi tempi che corrono in casa leghista è meglio farlo sapere subito!!
Sotheby’s, primo marchio di champagne a New York
Sentendo il nome della società Sotheby’s, siamo abituati ad immaginare delle aste dai prezzi esorbitanti di rare bottiglie di champagne, ma a partire da oggi si potrà acquistare lo champagne marchiato Sotheby’s senza partecipare a nessuna asta.
Prodotto al 100% di uve Chardonnay, infatti, nasce il primo marchio Sotheby’s per uno champagne di eccellente qualità.
Lo champagne in questione, viene prodotto dalla R&L Legras; sarà disponibile soltanto nella sede di Sotheby’s a New York e avrà un prezzo di 29,99 dollari a bottiglia e 69,95 dollari per una magnum.
Sotheby’s, annuncia che la venduto del suo champagne comincerà presto anche online.
Fonte: GoLook.it
Cesare Paciotti, sandali fuxia in pelle con decoro pizzo
Mesi fa, sfogliando “Donna Moderna” mi sono imbattuta in un bellissimo sandalo fuxia firmato Cesare Paciotti; ho tagliato la foto e l’ho appesa nella mia pinboard insieme a tanti altri modelli interessanti che tengo lì per ispirarmi, mi ero ripromessa di pubblicarli ma per mesi ho cercato invano delle immagini decenti. Ora finalmente le ho trovate, eccoli qui.
Non si tratta di un sandalo facile, il colore è un fuxia Barbie piuttosto vistoso, e nella forma ricordano più degli ankle boots che dei sandali, ma sono ugualmente splendidi. La tomaia, tagliata al laser, è realizzata in camoscio, mentre tacco e platform sono in rettile, dello stesso rosa acceso; immancabile l’ormai celebre suola rossa con decorazione effetto pizzo.
Fonte: Shoeplay
Myah Bay Pool, nuovo concept di ristorante-piscina a Marrakech
New entry spettacolare per il Myah Bay, un nuovo concept di ristorante-piscina a Marrakech. Situato sulla strada che conduce all’aereoporto internazionale Menara, a pochi minuti dal quartiere VIP dell’Hivernage, questo beach-club è dotato della più grande piscina della città rossa (50 mt x 25 mt), completamente rivestita in granito nero. Ambiente branchés, come si dice qui, fashion a mille, arredamenti e cura dei particolari maniacali. La carta è interessante, con fusion di cucina marocchina e internazionale. Cito alcuni piatti notevoli: Foie gras al vino rosso, tartine di pane speziato e caramellizato ( 18 euro), zuppa di pollo con latte di cocco al ginger e legumi croccanti (9 euro) e un dolcissimo Paris Marrakech, crema leggera all’amlou (7 euro). Carta dei vini che comprende prestigiosi vini locali e ovviamente una serie interminabile di vini francesi (da 12 euro a 70 euro). Per la piscina il prezzo giornaliero per un lettino è di 15 euro, matrimoniale 30 euro; lo spazio Bed Espace VIP costa 220 euro a giornata (4 persone) e comprende tra l’altro, una bottiglia di Moët , insalata di frutta, coca cola e acqua a volontà.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Rovian Gioielli, protagonisti alla Fiera Vicenzaoro
Rovian Gioielli Italiani tra i protagonisti dal 19 al 23 maggio della Fiera Vicenzaoro
con gioie da “mille e una notte” in oro, diamanti e pietre preziose e deliziosi pezzi “cheap&chic” con cammeo e smalti
Si scrive Rovian, si legge gioielli unici, parure tempestate di diamanti e poire, capolavori esclusivi lavorati da esperti maestri corallari nel laboratorio di famiglia a Torre del Greco. Ora, come 50 anni fa.
Pezzi da “mille e una notte”, tra i protagonisti, dal 19 al 23 maggio 2012, della Fiera Vicenzaoro, al padiglione C stand 2011.
Gioie di altissima manifattura realizzate in oro, corallo, diamanti, platino e pietre preziose ideate per chi, specie in questo delicato momento storico, non ama le mezze misure.
«Il sell-out dei nostri clienti è notevolmente cambiato – ha dichiarato Francesco Raiola A. D. della Mondial Coral Srl – infatti l’acquirente finale pare che attualmente sia sempre più indirizzato verso gioielli di altissimo livello, con un’anima e un’identità ben precisa, o verso accessori moda glamour e accessibili a tutti».
E Rovian Gioielli Italiani, punta a soddisfare entrambi. Non a caso, come per l’edizione invernale, è presente in Fiera con due stand: uno come dicevamo sopra, al padiglione C 2011, l’altro nella fashionissima Glamroom allo stand G44 dove l’azienda, che per prima ha rivisto in chiave moderna il cammeo in conchiglia, proporrà una nuova capsule collection della fortunata linea “I luck it”.
Per questa edizione, grande novità è rappresentata dall’introduzione di smalti colorati, realizzati negli storici laboratori di Firenze, abbinati ai bellissimi e raffinati cammei incisi, per questa collezione, ancora con il bulino e a mano, come una volta. Lavorazione che dona al cammeo un sapore sartoriale e inconfondibile.
Gioielli innovativi realizzati sia in oro 9 carati che in argento puro nelle due città, Napoli e Firenze, che rappresentano la culla della grande tradizione orafa italiana.
Even Milano, esclusive gioie alla Fiera Vicenzaoro
Argento, cristalli, pietre e perle per le esclusive gioie firmate Even Milano presentate dal 19 al 23 maggio alla Fiera Vicenzaoro
“Una donna può rifiutare un gioiello fin quando non l’ha visto. Dopo, diviene un eroismo”. Nessuna citazione meglio di questa tratta dal film “I gioielli di Madame de…”, potrebbe calzare a pennello sui monili di Even Milano proposti in tutti il proprio splendore dal 19 al 23 maggio alla Fiera Vicenzaoro Spring, presso lo stand G. Collane, orecchini, bracciali e anelli in argento 925, cristalli e pietre semipreziose, totalmente made in Italy, realizzati da abili artigiani prestando particolare cura ai dettagli come se si trattasse di preziosi in oro. Gioie esclusive cheap&chic con pietre e cristalli incastonati uno ad uno e non incollati come è solito fare quando si tratta d’argento. Nel menu, solitari, fascioni, punti luce, bracciali tennis, orecchini a cerchio di varie misure, parure impreziosite da delicatissime croci e chiavi. E poi, perle. Un tripudio di perle color latte, caramello e caffè, che verrebbe voglia di mordicchiare una ad una, anche se per ora sono solo da indossare. Da mattina a notte fonda. In giro per shopping, a un cocktail party o a una cenetta romantica, coi jeans o con l’intramontabile little black dress.
Più che contenuti i prezzi: si parte da 18 euro per un paio di orecchini con punto luce e si arriva a un massimo di 169 euro per una raffinatissima collana traforata con cristalli e perle multi nuance.
Marrakech, art-de-vivre in stile marocchino
A Marrakech esiste un’ art-de-vivre, un’eleganza, una raffinatezza che non si trova in alcun altro luogo, affermava già in tempi non sospetti l’interior- decorator Jaques Grange, folgorato dalle prime suggestioni di una tendenza che andava appena delineandosi all’ombra delle mura della città ocra. Erano gli anni ’60 quando il giovane architetto parigino venne chiamato alla corte di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé per trasformare in reggia da Mille e una notte una vecchia dimora nel cuore della medina. Quello che sembrava il capriccio di un eccentrico stilista di moda si sarebbe rivelato la scintilla di un’infatuazione collettiva, diventata in breve tempo una fiamma che ha tuttora il potere di accendere l’immaginazione e la curiosità di chi si mette in viaggio verso le antiche città imperiali. Alla ricerca di quel mondo evocato da Grange che si materializza dietro i pesanti portoni di legno che celano al mondo la meravigliosa intimità dei Riad, le abitazioni tradizionali raccolte attorno a un patio che regalano l’illusione di vivere come un Pascià. Se infatti fino a qualche anno fa abitare in una sfarzosa dimora storica di Tangeri, Fès o Marrakech era un privilegio riservato soltanto a una facoltosa élite cosmopolita di artisti, scrittori, rockstar e stilisti, oggi chiunque può alloggiare in un Riad trasformato in un sontuoso hotel-boutique d’atmosfera e sentirsi parte di un sogno. Come conferma Charles Boccara, architetto tra i più quotati a Marrakech: “In Marocco, in ogni vecchia casa, per quanto modesta sia, si vive come in un palazzo. Ognuno dispone di un lembo di cielo tutto per se, può ascoltare il canto dell’acqua e respirare i profumi del gelsomino e dei fiori d’arancio“. Muri spogli e inaccessibili fiancheggiano gli intricati vicoli che formano il labirinto della medina, non una finestra nè un balcone si affacciano sulla via, nel rispetto della tradizione islamica che impone di non mostrare mai gli interni, che per nessun motivo devono “essere esposti alle offese della strada“. L’unica apertura è il massiccio portone, che peraltro resta sempre chiuso. Ma basta superarlo per accedere al patio in cui zampilla una fontana, ombreggiato da alberi di aranci e limoni. Un semplice cortile solo in apparenza: questo quadrato di verde, ombra e acqua fresca rievoca l’oasi, il riposo e la tranquillità domestica contrapposte alle insidie dell’esterno. Tutt’intorno, al piano terra, si aprono i locali di servizio, la cucina, la sala da pranzo, a volte l’Hammam: per andare da una stanza all’altra si attraversa il patio, esaltandone cosi’ il ruolo di centro della casa, di fulcro della convivialità familiare, la piazza domestica. Al piano superiore si trovano invece le camere da letto raccordate da una balconata con la balaustra in legno di cedro finemente cesellata che ricorda i mousharabi, i pannelli dietro cui sultane e cortigiane osservavano, non viste, la vita sottostante. Il tetto, nella migliore tradizione mediterranea, è sostituito da terrazzi, formidabili punti di osservazione sulla medina che dall’alto appare come un impenetrabile labirinto “forato” da centinaia di giardini lussureggianti. Un tessuto urbano unico, più volte minacciato dall’inarrestabile avanzata della modernità. Paradossalmente, ai tempi del protettorato fu proprio il modernizzatore maresciallo di Francia Louis Hubret Lyautey a graziare in extremis (ma pure ad abbandonare al loro destino) i centri storici con un decreto che imponeva la costruzione in zone separate di nuovi quartieri (villes nouvelles) di stampo occidentale per la borghesia e i commerci. La medina, sempre più fatiscente, diventò così il ghetto della povera gente, fino alla recente rinascita, dovuta in gran parte all’ondata di immigrazione di lusso proveniente dall’Europa e dal Nordamerica. Ceduti dai vecchi residenti che sciamano verso le feroci urbanizzazioni periferiche, i Riad si trasformano in confortevoli dimore, maison d’hôtes e ristoranti; nella sola Marrakech si calcola che negli ultimi anni la metamorfosi abbia interessato non meno di 800 edifici. Molte di queste ristrutturazioni portano la firma e il tocco minimalista di Quentin Wilbaux, architetto belga titolare di un agenzia: “La città vecchia sta vivendo una seconda giovinezza. Chi investe in un Riad non acquista soltanto una casa di vacanza, ma partecipa al tempo stesso al progetto di recupero architettonico di questo centro storico tutelato dall’Unesco“. Ma non solo. Le ristrutturazioni condotte nel rispetto della tradizione contribuiscono a dare un nuovo impulso agli antichi mestieri artigianali e a salvare un patrimonio di competenze che rischiava di andare perduto, se non fosse stato trasmesso alle nuove generazioni di maâlem (capomastri). Il merito della riscoperta e della conseguente rivalutazione di molte di queste tecniche millenarie va a Bill Willis, il più famoso interior- decorators di Marrakech, oggi scomparso, dove è approdato negli anni ’60 da Memphis, Tennessee, al seguito del miliardario Paul Getty. È lui l’incontrastato maître-à-penser di quello stile marocchino etnochic, raffinato ed esotico, che amalgama sapientemente influenze arabe, amazigh, andaluse, e dettagli art déco, eredità francese; il tutto filtrato da un gusto occidentale contemporaneo e uptodate. Oltre alle ville e ai riad privati dei ricchi e famosi che Willis ha allestito come fossero set hollywoodiani, apoteosi di questo stile è il ristorante Dar Yacout di Marrakech, ambientato nell’antica residenza del governatore della Ville Rouge. Il mix di tendenze e influenze è quindi il segreto del nuovo stile marocchino, che si fonda sul privilegio di poter attingere a piene mani nel ricco artigianato dei souks. Impossibile immaginare la medina di Marrakech senza l’inarrestabile attivismo di ebanisti, ottonai, tessitori, conciatori, tintori e fabbri impegnati a creare arredi e oggetti d’arte che riflettono una tradizione secolare, pur adeguandosi a criteri estetici in continua evoluzione. Come conferma anche Renè Gast, tra gli organizzatori di Riad Art Expo di Marrakech, il primo salone del paese dedicato all’art-de-vivre: “Da Parigi a New York, lo stile marocchino è ammirato e imitato, al punto da essere considerato un modello più che una moda passeggera. Dalla cucina alle tradizioni, ciò che si definisce l’art-de-vivre marocchina si sta facendo strada un po’ ovunque, mentre l’artigianato continua ad evolversi senza perdere la propria identità. È la prova, nel caso ve ne fosse bisogno, che questa cultura è tra le più vivaci al mondo“.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
One Hyde Park, nuovo complesso residenziale dei fratelli Candy a Londra
Il One Hyde Park, il nuovo complesso residenziale innalzato dai fratelli Candy, di cui abbiamo parlato già in articoli precedenti, fa parlare ancora una volta di se grazie ai suoi prezzi e al lusso che promette di offrire ai suoi prossimi abitanti.
Questa volta, infatti, ciò che è risaltato all’attenzione del pubblico, e soprattutto dei media, è un’appartamento al suo interno definito attualmente come il più costoso di Londra, se non il più lussuoso.
L’appartamento in questione, oltre ad arredi e finiture di massima qualità, offrirà ai suoi fortunati ospiti anche una spettacolare vista panoramica su Knightsbridge e Hyde Park.
Il prezzo è di 65 milioni di sterline, equivalenti a circa 105 milioni di dollari; chi lo acquisterà, diventerà il vicino di casa del miliardario ucraino Rinat Akhmetov, che ha appena acquistato un attico di lusso all’interno del complesso residenziale pagandolo 221 milioni di dollari.
Fonte: GoLook.it
Porsche 918 Spyder, nuova supercar per il 2013
Iniziano i test per la supercar Porsche 918 Spyder, che va a configurarsi per ora come una vettura da pista con motore ibrido ad alte prestazioni.
Secondo quanto dichiarato dalle prime indiscrezioni, questa possente sportiva che andrà a rivoluzionare il mercato delle auto di alta fascia, monterà un V8 da 4,6 litri che sarà in grado di sprigionare da solo la potenza massima di 578 cavalli.
A questo, verranno abbinati, come già accennato, 2 motori elettrici. Il primo di questi, sarà abbinato al rapporto, montato nella scatola del cambio, e svilupperà una potenza di 122 cavalli, mentre il secondo servirà solo per le ruote anteriori e svilupperà una potenza di 109 cavalli.
Facendo i giusti calcoli, dunque, la potenza complessiva sarà di 780 cavalli, per un consumo medio di 3 litri per 100 km; quest’ultimo dato, sarà possibile grazie soprattutto al peso alleggerito, dato dalla monoscocca in fibra di carbonio e molti altri fattori altamente tecnologici.
Il debutto di questa nuova supercar sul mercato mondiale, è previsto per il 2013.
Fonte: GoLook.it
























