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Medina, anarchia e sogno a Marrakech
Vi voglio parlare di questa splendida realtà che si chiama Medina: la medina (città in arabo) è un agglomerato caotico e apparentemente senza logica alcuna, di strade, vicoli e sentieri che possono creare qualche problema agli occidentali provenienti da città squadrate e precise. Il primo impatto, forte e a volte lacerante, è dato dall’anarchia dei mezzi a due ruote che circolano indisturbati, a volte a velocità eccessive, negli stretti percorsi medioevali. In teoria tutta la Medina è proibita alle motocicletta, alle motofurgonate e quant’altro, ma nessuno rispetta questo divieto. A volte ci si trova, dietro l’angolo, vis a vis con il conducente che deve letteralmente inchiodare per non investire i malcapitati. A questo sommiamo le migliaia di biciclette, i carretti trainati dai muli e il gioco è fatto: molti turisti non vedono l’ora di uscire dall’incubo. Credo che sia importante approcciarsi in modo più ”primitivo” alla Medina, lasciare da parte i timori e le ansie per lasciarsi catturare dal suo fascino e dal suo mistero. Realmente la Medina non è pericolosa, a qualunque ora è possibile muoversi e capirla. La Medina sono anche i Souks (mercati). Un labirinto di strade animate e brulicanti vita. Magia di luce che offre i suoi raggi di pioggia eterea ai marciapiedi, alle case e alle cose. La definizione del vocabolario è evocatrice: souk = grande disordine. E questa è sicuramente la prima impressione che si ha in tutti i mercati dell’Africa del nord. Ma, se si guarda con occhio attento, ci si accorge invece che ogni cosa è al suo posto, ordinata, e che ogni souk ha la sua specificità . Il souk era il luogo degli scambi verbali; si parlava di politica e di economia sorseggiando un the alla menta con gli amici, si discuteva di affari e si concludevano affari, si incontravano gli altri clans e a volte i futuri sposi. Oggi i souks di Marrakech sono dei luoghi di commercio e di attività professionali, si contano 45.000 artigiani marocchini dal sapere secolare nel suo interno. Di lato alla Place Jemma el Fna il souk Smarine raggruppa i venditori dei tessuti, jellaba, caftani e babouche. Il souk Fekarine è specializzato nella ceramica tradizionale e, nei pressi della splendida Piazza Rahba Kedina (piazza delle spezie, ex mercato di schiavi neri sino all’avvento del protettorato francese) il souk Zarbia propone i migliori tappeti presenti sul mercato della Ville Rouge.
Poi, subito dopo, il souk dei gioielli. Nelle vicinanze della fontana Mouassine i tintori stendono al sole migliaia di colori impressi nella lana, nella seta e nel cotone, lavorando con grazia vicino agli enormi pentoloni dove bolle il pigmento. Nel souk Cherratine si lavora la pelle ed è presente una conceria. Il più spettacolare e dantesco souk è, per me, quello del ferro battuto. Lo si ascolta prima ancora di vederlo ed è un mondo a se, medioevale, unico e indescrivibile. Uomini e ragazzi lavorano seduti a terra picchiando con i loro martelli il ferro che si trasforma nelle loro mani. Poco più avanti il souk del cuoio dove si trovano splendidi oggetti di arredamento come pouff, tavoli e accessori. Lana, pelle di montone o di capre, erboristerie, frutta secca, spezie; ogni souk è unico nel suo genere e autentico. Questo mondo è un piacere per gli occhi con i colori, gli oggetti, i lavori artigianali; un piacere per le orecchie con il brusio incessante delle migliaia di persone che lo frequentano, e piacere per il naso con i profumi dei cedri, delle spezie, del cuoio, senza dimenticare il piacere del gusto con il the alla menta e i bèghrirs (dolcetti tipici). Alla sera, rientrando, avrete ancora nella testa il ricordo di quelle strade, di quei piccoli derbs con le immagini ipnotiche di un caleidoscopio. I souks di Marrakech restano un passaggio obbligato per tutti, per meglio comprendere la realtà di una città affascinante. I souks sono aperti tutto il giorno, a partire dalle 10.00 sino a sera inoltrata. Ricordate che verso le 22.00 alcuni di questi vengono chiusi da dei portali in legno che sbarrano, di fatto, la strada, e sarete obbligati a tornare sui vostri passi. Quanche consiglio per l’acquisto: il mercanteggiare è parte essenziale dei souks e la cosa fondamentale è essere fieri del vostro acquisto. Attenti ad accettare il the; è sinonimo di acquisto. Può essere divertente se avete del tempo ma ricordate sempre che fatto 100 il valore dovrete, se siete bravi, arrivare a 50 e sempre per gradi, quindi per arrivare a 50 dovrete offrire in prima battuta 20, poi 30 e via discorrendo sino a fermarsi ai fatidici 50. Buon shopping nell’anarchica e grandiosa medina di Marrakech, Patrimonio Mondiale dall’Unesco.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Even Milano, linea esclusiva per la Festa della Mamma 2012
Festa della Mamma 2012 chic&cheap con le gioie di Even Milano
Semplicità, raffinatezza, femminilità e gusto. Sono questi gli “ingredienti” fondamentali di una donna di classe sicura di sé e attenta alle tendenze moda. Gli stessi “protagonisti” che il brand Even Milano ha racchiuso in un’esclusiva linea nata per la “Festa della mamma 2012”.
Sotto i riflettori, per l’occasione, orecchini lunghi a goccia e bracciali “boule” declinati in due colori che portano subito in mente il mare e i suoi fondali incontaminati: turchese e corallo, cui va ad aggiungersi l’intramontabile nero.
Gioielli più che accessibili, nonostante l’indiscutibile fascino, realizzati in argento 925 e pasta di turchese, di corallo o onice, con prezzi che partono da appena 29 euro e non superano i 79, neanche nel caso della versione luxury dei bracciali “peau d’ange style” impreziositi da chiusura gioiello tempestata di cristalli white.
Tra le prerogative del brand, infatti, c’è quella di offrire gioielli cheap&chic, rigorosamente made in Italy, a fashion addicted di ogni età attente ai dettagli ma anche al portafogli (proprio e altrui).
Battistella, prosecco alla conquista della Cina
PROSECCO ALLA CONQUISTA DELLA CINA, ANCHE IL MAGGIORE GIORNALE DEL PAESE NE PARLA
INTERNATIONAL WINE AND SPIRIT RESEARCH: NEL 2016 3 MILIARDI DI BOTTIGLIE DI VINO CONSUMATE
China Daily, uno dei principale giornali cinesi, ha pubblicato oggi uno speciale sul Prosecco DOP, celebre perlage veneto che la Cina ha da poco iniziato ad apprezzare.
L’articolo, fruibile anche nella versione online, tradotto in lingua inglese, alla pagina http://www.chinadaily.com.cn/xinhua/2012-05-02/content_5808268.html analizza la situazione economica in Europa e in Italia, e sostiene che il comparto vinicolo italiano è in buona saluta e rappresenta l’industria che meglio di altre può far fronte alla crisi economica che affligge il Vecchio continente.
“Il Prosecco in questo momento sta vivendo un momento felice. Anche in Cina le richieste iniziano ad essere consistenti e riteniamo, nel 2013, di raddoppiare le esportazioni verso Pechino e Shanghai.
Secondo il centro ricerche inglese International Wine and Spirit Research, la Cina sta per diventare il primo mercato per consumo complessivo di vino: nel 2016 verranno consumati nel Paese del dragone oltre 3 miliardi di bottiglie. Questi sono dati che devono far riflettere – affermano nell’articolo pubblicato da China Daily i responsabili dell’azienda Battistella, casa vinicola veneta produttrice di Prosecco DOP d’alta gamma, intervistati in qualità di portavoce del mondo dei produttori di vino italiano a denominazione protetta.
Nonostante le rosee previsioni, un grande limite, per noi aziende produttrici di bollicine DOP, e’ rappresentato dalla scarsa conoscenza, da parte dei consumatori cinesi, sui vini importati europei, fatta eccezione per quelli francesi. Il celebre scrittore cinese Xu Xing, incontrato in questi giorni, non conosceva il vino spumante. Nostro compito è formare il consumatore sul vino italiano, soprattutto sul vino bianco italiano, del quale, spesso, il consumatore cinese non conosce nemmeno l’esistenza. A Vinexpo, fiera che si terrà ad Hong Kong a fine maggio, questo sarà l’obbiettivo della Casa Battistella: la formazione.
Il Governo, enti e istituti italiani devono essere al nostro fianco in questa importante missione formativa: lancio un appello al Ministro Mario Catania delle politiche agricole, al presidente del Veneto Luca Zaia, al direttore dell’ICE e a tutti i policy maker che dovrebbero avere a cuore la valorizzazione e la tutela dei prodotti tipici enogastronomici, vanto dell’italianità e ambasciatori del nostro Paese nel mondo, affinché creino sinergie e ci aiutino a perseguire questo obbiettivo – conclude Mirco Battistella dell’omonima azienda del Coneglianese, produttrice di Prosecco DOP”.
Michele Miglionico, sonorità siciliane al MedModa 2012
AL MEDMODA 2012 SONORITA’ SICILIANE CON L’ALTA MODA DI MICHELE MIGLIONICO
In un connubio di stile, colori e suoni lo stilista Michele Miglionico ha presentato le sue creazioni di haute couture alla 17esima edizione del MedModa. Grande successo per la 17esima edizione del MedModa svoltasi a Caltanissetta nel Teatro Regina Margherita che lo ha visto gremito oltre la normale capienza da un pubblico caloroso e partecipe. L’evento, nato da una brillante idea di Massimo Pastorello Management in collaborazione con la rete televisiva Tcs con il patrocinio del Comune di Caltanissetta è stata presentata dal fascino sinuoso e dalla travolgente simpatia delle due ex Miss Italia Denny Mendez e Tania Zamparo che hanno affiancato Boris Pastorello. Il MedModa crocevia della Moda Internazionale è un festival di moda che richiama in Sicilia stilisti provenienti da tutti il mondo e alla sua 17esima edizione ha visto sul palco del teatro nisseno: Graziella Bonaccorso, Giovanna Tringali, Roberta Redaelli e Paola Forti (Italia);Luz Medina Bonta e Miguel Chong (Honduras); Claudia Piazza Cidonio (Uruguay); Sonia Aviles (Bolivia); Alen K (Francia); Omnia Mei by Slavica Aleksijev (Svezia). L’evento è stato ricco di uno spettacolo articolato con tempi televisivi ed ha visto la partecipazione dalla sensuale performance di Vichy Butterfly, star londinese, artista di Burlesque che all’interno di una sfera in plastica ha offerto un’esibizione straordinaria. e dalle due coreografie innovative, ispirate alla tradizione siciliana della scuola di danza “Arabesque” di Patrizia Reas.
Ospite d’onore della serata è stato lo stilista Michele Miglionico, esponente dell’Alta Moda Italiana che ha presentato un estratto dalle sue ultima collezioni couture. Il couturier ha scelto di omaggiare la terra di Sicilia scegliendo sonorità, contrasti e storie che raccontano in musica questa terra meravigliosa. Tema portante è stata “La ballata di Carini” canto popolare siciliano che narra di un delitto passionale avvenuto nel “500. Insieme alla melodia del valzer si è voluto rievocare il passaggio del vento sulle terre siciliane assetate intrecciandolo alla passione amorosa dei due giovani amanti richiamando ad uno spirito “gattopardesco” ancora vivo nella memoria siciliana questo a dimostrare come nella vita nulla sia duraturo e tutto sia destinato all’ oblio perpetuo.
Le musiche sono state composte, arrangiate e realizzate in collaborazione con i Maestri Toni De Giorgi, Francesco Scorza e alla superba voce del soprano Iole Cerminara. La registrazione dei brani è avvenuta negli studi di registrazione Relight Recording Studio di ArtPark, grazie alla strumentazione messa a disposizione da Rocco Rita. Un connubio irresistibile di stile, colori e suoni che, hanno reso ancora più affascinante l’universo creativo di, Michele Miglionico
Xoro Xolio, olio più prezioso al mondo con cristalli Swarovski
Xoro Xolio è stato appena lanciato sul mercato dalla giovane imprenditrice abruzzese Angelica Bianco. Si tratta di un olio extravergine di oliva di altissima qualità, che contiene al suo interno pepite d’oro 23 carati.
A rendere il tutto ancora più prezioso però, ci pensa la sua produzione limitata di sole 1.000 bottiglie all’anno. Lo Xoro Xolio, considerato attualmente come l’olio più prezioso del mondo, fa parte della varietà Gentile di Chieti, data da una raccolta manuale e da una continua lavorazione a pietra in un frantoio locale con una resa del 12%.
Il colore di questo prezioso olio è verde con riflessi dorati, con un profumo davvero penetrante e con una bassissima acidità di 0,2.
Per un prodotto di questa qualità, non poteva di certo mancare una confezione altrettanto preziosa: troviamo infatti una bottiglia che riproduce la sinuosità del corpo femminile, impreziosita da 63 cristalli Swarovski che gli donano grande brillantezza. La bottiglia, da 0,2 litri, una volta terminata può essere usata come candelabbro.
Per altre informazioni e per l’acquisto, basta visitare il sito xoroxolio.com
Fonte: GoLook.it
Sotheby’s New York, incanto memorabile per il celebre dipinto “L’urlo” di Edvard Munch
Sotheby’s New York ha battuto l’incanto memorabile di un quadro famosissimo per una stima di circa $120 milioni. L’Urlo di Edvard Munch, il celebre dipinto attraverso cui l’artista rappresenta l’ansia dell’umanità nel mondo moderno, secondo le aspettative avrebbe dovuto raggiungere gli $80 milioni, ma invece ne ha totalizzati ben $119.922.500, superando l’ultimo record della categoria stabilito da Pablo Picasso con “Nude, Green Leaves, and Bust” venduto da Christie’s nel 2010 per $106,5 milioni.
L’acquirente é rimasto anonimo, ma probabilmente sarà presto svelato il nome del nuovo proprietario dell’opera unica copia esistente non esposta nei musei.
Marius Creati
Time Box, lussuosa custodia per orologi da Gucci
La prestigiosa maison Gucci, in collaborazione con l’azienda Scatola del Tempo, presenta la nuova Gucci Time Box, una lussuosa custodia per orologi pronta ad accogliere al suo interno le più prestigiose opere di alta orologeria.
Questo esclusivo astuccio, oltre a proteggere l’orologio dalla polvere e dal tempo, tramite un preciso meccanismo interno consente la ricarica automatica. Tra le sue funzioni, ci sono anche due LED per indicare lo stato di ricarica ed un invertitore di marcia, oltre ovviamente ad un “time selector” che permette di pianificare il tempo di carica in base alle caratteristiche dell’orologio.
Per ciò che concerne il rivestimento esterno della Gucci Time Box, sono disponibili diverse varianti: la prima in pelle Guccissima con sopra l’iconico monogramma della doppia G, la seconda in pelle di coccodrillo, nella tonalità cioccolato, ed infine una terza variante in pelle nera Lux Diamante, con chiusura metallica e dettagli in oro chiaro, così come le chiavi, caratterizzate dal logo G.
La nuova Gucci Time Box, è già in vendita in alcuni boutique selezionate del marchio ad un prezzo riservato, ed è mirata prettamente ad un pubblico di appassionati e intenditori di alta orologeria.
Fonte: GoLook.it
Nicholas Kirkwood, nuova boutique a New York
Il famoso stilista inglese Nicholas Kirkwood, dopo aver inaugurato l’apertura della boutique di Mayfair a Londra, apre il secondo flagship e sceglie il celeberrimo Meatpacking District di New York, presso la 807 di Washington Street, in una superficie di 140 metri quadrati interpretando nuovamente il concept dello spazio londinese adagiato su toni neutri del bianco, del grigio talpa attraverso cui mettere in risalto le sue creazioni luminose e molto particolari.
Marrakech, scandali e uomini
A Marrakech, il summum, è il Royal Mansour, nel quartiere huppé dell’Hivernage, un palazzo più discreto del Mamounia e il solo, in fondo, che sa fare la differenza tra un milionario e un miliardario. Per il Capodanno 2011, Cécilia Ciganer-Albeniz e il suo nuovo marito, Richard Attias, sono scesi al Royal Mansour. La coppia è stata invitata da SAR Mohammed VI. Cecilia e Richard Attas non sono intimi del monarca, ma amici del Marocco. Sono stati ospitati, a carico del sovrano, nel riad d’onore, il più lussuoso dei cinquantre riad che compongono il Royal Mansour: quattro camere con vista sui magnifici giardini della proprietà, due piscine, una SPA, una palestra e un cinema privato. Il regalo reale: una notte nel riad d’onore è fatturata 34.000 euro. Una tariffa teorica. In realtà, dall’apertura del Royal Mansour nel 2012, i riad non sono mai stati affittati ma sistematicamente offerti. Il Riad d’onore è riservato agli amici di Mohammed VI e del Marocco. Bisogna prenderlo per quello che è: un presente reale, latestimonianza barocca del “bon plasir” di un sovrano. Il Royal Mnasour merita qualche approfondimento. Classificato nel 2011 come l’Hötel più straordinario del mondo, da Conde Nast Travel, la Bibbia dei viaggiatori fortunati, è in un certo modo il frutto di un regolamento di conti postumo. Tra un figlio e suo padre, tra due re, Mohammed VI e Hassan II. Quest’ultimo, come un sultano orientale, aveva fatto costruire a filo dei suoi trentotto anni di regno alcuni palazzi dai suoi architetti francesi feticci,Michel Pinseau e André Paccard, senza contare le residenze reali, le ville estive, le ville d’inverno nelle quali soggiornava al ritmo delle stagioni e del suo umore, trainando dietro di se un harem e armata di servitori.Mohammed VI si è staccato da questo patrimonio immobiliare. Il nuovo monarca ha voluto e vuole essere un costruttore come suo padre. Ha voluto i suoi personali palazzi e nello stesso tempo, a colpi di milioni di di dollari, trasformare in Hötels di lusso alcuni dei suoi beni ereditati dal padre. Il Royal Mansour è il primo plazzo griffato Mohammed VI. Quanto è costata questa follia condannata a non essere mai con un bilancio positivo? Le cifre sono segreto di Stato. Il Royal Mansour quindi appartiene a Mohammed VI o, più precisamente, alla Siger, la holding dove è investito l’essenziale della sua fortuna, attraverso una via lattea di filiali. Puòessere, nella prospettiva di declinare il Royal Mansour come un marchio, che la Siger abbia depositato il nome in tutti i paesi dell’Europa, negli Stati Uniti e anche nell’Iran dei mullah. Ultima chicca: nell’autunno 2010, Jaques e Bernadette Chirac soggiornarono qualche giorno al Royal Mansour e, azzardo della Storia, il giorno in cui i Chirac lasciarono il loro padiglione di lusso avrebbero potuto incorociare Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, che arrivavarono a Marrakech dietro invito di Mohammed VI. Il tempo di cambiare le lenzuola, una spolveratina i mobili di lusso e il novo Presidente e madame occuparono senza saperlo la camera del loro migliore avversario politico. Dal 2005, i bassifondi di Marrakech ma anche i riad, si ripiegano su se stessi, nascondendo le loro fattezze ai più; i palazzi stellati, i bar fashion, i night-club barocchi, i ristoranti chic, le residenze sonnachiose e le ville fortificate, con i loro vigiliantes, hanno soppiantato Bangok, per lungo tempo destinazione faro del turismo sessuale. Oggi, la capitale tailandese è meno attraente. Troppo lontana dall’Europa, troppo esposta agli tzunami. E troppo turbolenta dal punto di vista politico. A Marrakech la tranquilla, qualsivoglia sia il luogo di uscita, il sesso tariffato è onnipresente e i prezzi variano secondo le prestazioni. Tariffe per serate in ambienti alla moda nei quartieri chic: 200 euro. In totale, sono oltre 20.000 le ragazze che si prostituiscono. Età: dai 16 ai 30 anni. Offrono i loro servizi con l’esprit di guadagnare sino a 15.000 euro al mese, per le più brave. Furtive, si negozia partendo dai 10 euro nei giardini attorno al minareto della Koutubia. Tariffe identiche nei giardini del centro città e sulla Jemaa el Fna, ribattezzata il “souk dei froci” dai marocchini. Non si scrive sui siti dei tours-operators che la sulfurea Marrakech è la terza destinazione mondiale gay-friendly. Un ricco settantenne svizzero, anziano dandy omosessuale, racconta ai giornalisti di passaggio le follie storiche che ha vissuto durante gli anni a Marrakech. Come quella della cena privata offerta da uno stilista parigino (defunto) in uno dei ristoranti più fashion della medina dove un adolescente nudo, portato su di un di un palanchino, venne offerto agli ospiti a guisa di dessert. “E’ stato come in un film di Pasolini”, ricorda il vecchio (aggiungo io depravato). E aggiunge: “Ho degli amici, dei conoscenti che vivono qui e che sono delle celebrità francesi , molto conosciute, che incrocio durante le mie serate”. Per le imprese del CAC 40invece, il Marocco è il paese della cuccagna, generoso e poco esigente. Attenzione: a condizione di non gettare ombre sul Palazzo; i benefici sono solidi, gli aiuti generosi e le parti di mercato facili da conquistare. I gruppi d’oltralpe l’hanno compreso e quasi tutti quelli quotati alla Borsa di Parigi si trovano solidamente inseriti e posizionati al top nel reame marocchino. Alcuni hanno preso piede in Marocco per hazard, con fortuna, comeVivendi, la cui storia merita essere raccontata. Nel 200, il gruppo francese diretto da Jean-Marie Messier, l’anziano “maître du monde”, aveva acquisito il 35% dell’operatore di telefonia marocchina con una transazione fuori norma. Il 35% di Maroc Telecom per 2 miliardi di dollari: lo Stato marocchino fece un buon affare. Ottenne il 10% in più del valore stimato dagli analisti finanziari. Fatto salvo che il “buon affare”non eran solamente uno. Una piccola clausola recitava che “lo Stato, legalmente maggioritario, cedeva il controllo effettivo di Maroc Telecom al nuovo venuto”. Ufficialmente, Vivendi era un azionario minoritario; in pratica era il solo capo. La gestione quotidiana di Maroc Telecom e della sua tesoreria era nelle mani del gruppo francese. Perchè lo Stato aveva abdicato, senza comunicarlo, senza dire che il suo status di azionariato maggioritario non esisteva più? Per una storia che parte da Rabat. La capitale era a corto di soldi, il budget di Stato in pericolo. La somma versata da Vivendi aveva il solo obiettivo di chiudere un grosso buco nelle finanze, di dare un pò di respiro ale casse rabatine. Confidenziale e destinato a restare nei cassetti, l’accordo venne rivelato quando le autorità borsistiche scoprirono che Vivendi Universal firmò il contratto nel 2000. Datato 19 dicembre, alla vigilia della privatizzazione, un corriere della direzione finanziaria di Vivendi spiegò che la manovra permetteva di consolidare i risultati di Maroc Telecom, avendo cura di far entrare nei conti della casa madre la totalità dei benefici della filiale marocchina. Padrino di tutta l’operazione? André Zoulay, consigliere del re per gli affari economici. Malgrado la concorrenza,Maroc Telecom occupa ancora oggi una posizione egemonica con tariffe tra le più alte del continente africano e del mondo arabo.
Credits: Ali’ Amar/Jean-Pierre Tuquoi
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Hublot, nuovo Classic Fusion Tourbillon Scheletrato
Citando ancora l’indimenticabile evento Baselworld 2012, ricordiamo con questo articolo la presentazione di un pezzo davvero notevole di alta orologeria da parte di casa Hublot, il nuovo Classic Fusion Tourbillon Scheletrato. Quest’orologio, nel design si ispira molto ai primi modelli della casa, presentandosi però con una cassa molto più sottile che lo rende adatto ad accogliere un meccanismo di grande valore e precisione. Si può dire, infatti, che fin dal lancio della linea Classic Fusion nel 2008, questa risulta essere la prima volta che un modello del genere monti un meccanismo Tourbillon. Il nuovo Hublot Classic Fusion Tourbillon Scheletrato è già disponibile in due varianti, entrambi prodotte in serie limitata di soli 99 esemplari. La prima con cassa in titanio e la seconda con cassa King Gold, entrambe con diametro da 45 mm. Il “King Gold”, per chi non lo sapesse, è una lega creata da Hublot composta per il 95% da oro 18 carati e per il 5% da platino. Il movimento di questo modello, come già accennato, è un movimento meccanico scheletrato di manifattura, a carica manuale con tourbillon. Di seguito, eccovi elencate tutte le caratteristiche tecniche del nuovo Hublot Classic Fusion Tourbillon Scheletrato:
- Anno : 2012
- Materiale cassa: Titanio o King Gold
- Dimensione cassa : 45 mm.
- Forma cassa : Rotondo
- Movimento : Alta Orologeria, Complicato, Movimento Manifattura, Movimento meccanico a carica manuale, Riserva di carica: 120 ore, 21.600 alternanze/ora.
- Funzioni : Minuti, Ore, Secondi, Tourbillon
- Bracciale cinturino : Gomma
- Impermeabilità : 50 metri
- Referenza : 505.NX.0170.LR
Fonte: GoLook.it

























