Happy Valentine’s Day 2017 by Marius Creati

Happy Valentine’s Day 2017
Bruckmann Daysailer 42′, the art of day sailing by Zurn Yacht Design
BRUCKMANN DAYSAILER 42′ The art of day sailing
Design comments by Doug Zurn
-a true performer and head turner
–E-glass and Core-Cell hull and deck built
–clean deck layout, commodious cockpit, inviting interior
Photo credits: Onne Van der Wal
The Bruckmann Daysailer (Canada) enters the design race as a confident daysailer and capable performance yacht. A split personality, she may readily carry upwards of eight individuals for an excursion around the bay, and yet she is equally adept as an overnighter. In either instance she will be a true performer and head turner, as exhibited by her low profile, aggressive sail plan and performance-oriented shoal draft keel.
The weather deck offers a wide, uncluttered working environment for tending to all of the vessel’s needs, even in the most adverse conditions. Only a low profile raised cabin house interrupts the spacious deck forward to accommodate guests below. The aft cockpit offers a secure vantage point from which to observe and adjust all aspects of trim and course heading with all control lines leading to two perfectly located islands athwartship from one another.
The Bruckmann Daysailer features modern rigging and deck hardware components. Manufactures such as Lewmar@, Harken@ and Edson@ represent the best performance and quality available on the market today and are strategically specified throughout the deck plan. Spars are constructed of economical aluminum with carbon fiber available as an option to achieve the maximum in strength-to-weight performance. All control lines are lead to the aft cockpit where a single driver can control all aspects of fine-tuning the sails. The main halyard and reefing lines are located on top of the cabin house to port, and can be fitted with an electric winch if requested. A central hydraulic system located at the helm station controls the boom vang and backstay. A 100% roller-furling jib aids the guests in simplifying upwind sailing.
INTERIOR
The interior furthers the smart design features and quality components found on deck. Upon entering the cabin house, the light service galley on port provides guests with such amenities as 12VDC refrigeration, microwave, stainless steel sink and cabinetry for stowing all necessary supplies. To starboard is a commodious head with sink and storage. Five-inch thick cushions provide comfort for-sitting or sleeping while six opening ports and two opening deck hatches allow natural lighting and abundant ventilation. A centerline table is available for interior dining. Forward of the settees are end tables and hanging lockers and the forepeak may be fitted with a V-berth if so desired.
CONSTRUCTION
The E-glass and Core-Cell@ hull and deck are built using the highest quality stitched fabrics and vinyl-ester resins resulting in an extremely durable and light structure. The interior joiner work is comprised primarily of fine, hand-selected, gloss varnished mahogany trim over Formica@ laminated bulkheads and cabinetry, accented by Corian countertops and a traditional teak and holly sole. All hardware is stainless steel.
Pietro Ferrante, romanticismo rock per il prezioso San Valentino
Corone, keys e serrature per il prezioso San Valentino firmato Pietro Ferrante
Ma chi l’ha detto che rock e romanticismo non sono fatti per stare assieme? Di sicuro non l’eclettico jewelry designer Pietro Ferrante, che in occasione di San Valentino 2017 ha deciso di dar forma a una mini capsule di gioielli sentimentali, street e stilosi al tempo stesso.
Una linea costellata da anelli e bracciali unisex, realizzati interamente a mano in Italia in argento, bronzo o ottone, dedicata agli innamorati che intendono aggiungere un tocco strong ai propri outfit e a quelli del partner.
Tra i leitmotiv della collezione, originali crown stilizzate protagoniste di raffinati bangle, di bracciali in pelle, di maxi ring o di chevalier da mignolo smaltati, da regalare come insolito pegno d’amore al proprio re o alla propria regina, e da sfoggiare individualmente o in coppia.
Le corone, infatti, vengono ritenute potenti porte-bonheur e simbolo di unioni solide, forza ed eleganza.
Un’altra originale idea regalo per l’imminente Valentine’s Day? Gli anelli in bronzo con serratura vintage style, da abbinare eventualmente ai bracciali con chiave ciondolante:
due soggetti strettamente legati fra loro e indispensabili l’un l’altra, così come richiesto dal vero Amore, quello con la A maiuscola. Quale miglior augurio, dunque?
Rovian, oro diamanti e corallo per la linea “Raffaello”
Oro, diamanti e corallo per gli esclusivi orecchini ed anelli “Raffaello” firmati Rovian
Si scrive “Raffaello”, si legge preziosa linea di gioielli ispirata all’armonia, alla raffinatezza e all’originalità dei capolavori firmati dall’omonimo artista rinascimentale.
Un’esclusiva capsule collection, griffata dal brand partenopeo Rovian (Torre del Greco), appena presentata in anteprima alla fiera Internazionale Vicenzaoro.
Protagonisti, sorprendenti orecchini lunghi ben 6 centimetri costellati da oltre 8 carati di diamanti brown e bianchi abbinati a cabochon di raro corallo peau d’ange, ma disponibili anche in versione corallo rosso moro accoppiati a diamanti grey&white.
Vere e proprie opere d’arte à porter – ideali per un cadeau speciale in occasione di San Valentino (ma non solo) – luminosissime e “snodate”, grazie alla toppa a clip che rende i pendenti morbidi al lobo e dunque non troppo impegnativi da indossare.
E dell’iperfemminile linea “Raffaello light” fanno parte anche i nuovi anelli declinati in tutte le sfumature dei diamanti naturali di miniera, rigorosamente montati con boule di corallo rosso. Tra le peculiarità di questi ring, un particolare meccanismo nascosto all’interno del gambo, che consente all’anello di adattarsi a tutte le dita.
Givenchy, addio ufficiale di Riccardo Tisci

L’addio di Riccardo Tisci a Givenchy, maison con cui ha lavorato per 12 anni, è stato ufficializzato solo ieri, eppure già si inseguono i rumors su chi potrebbe essere il suo sostituto. In pole position per la guida della maison c’è Hedi Slimane, che un anno fa ha lasciato Saint Laurent e Olivier Rousteing attualmente alla guida di Balmain.
Ma nel borsino dei possibili successori salgono le quotazioni di Clare Waight Keller che ha contribuito a rilanciare sul fronte dell’immagine e delle vendite il marchio Chloé da cui è uscita solo pochi giorni fa.
Riccardo Tisci intanto ha ringrazia personalmente sul suo account personale di Instagram, tutte le persone che lo hanno visto crescere personalmente e tranquillizza i suoi quasi 2 milioni di follower sul suo futuro, assicurando «see you very soon». Rafforzando l’ipotesi che non dovrà passare molto tempo dalla sua nomina in Versace come co-direttore creativo al fianco di Donatella.
Fonte: Fashion Magazine
Oukaïmeden, sciare sul Jbel Toubkal in Marocco
Una bella settimana bianca a Marrakech ? Perchè no! A soli 75 km dalla Villa Rouge è possibile sciare in tutta tranquillità, lontani dagli standard europei, certo, ma con il vantaggio della discreta affluenza di pubblico e l’autenticità dei luoghi. Il Marocco si sa è il paese dei contrasti e dei paradossi e, come scrisse il giornalista Marcel Carpozen in uno dei suoi articoli consacrati alle stazioni di sci e agli sport invernali negli anni ’50, “è difficile per le persone d’oltre mare immaginare di sciare in Marocco, Paese del sole“. Difficile ma provateci! La storia della stazione sciistica dell’Oukaïmeden inizia nel lontano 1936, quando il CAF (Club Alpino Francese) costruì il primo modesto rifugio, che permise una frequentazione più regolare del sito e l’organizzazione dei primi corsi di sci. Nel 1938 venne impiantato il centro militare e nel 1941 uno chalet più spazioso gestito sempre dal CAF. I Campionati di sci del Marocco furono organizzati per la prima volta all’Oukaïmeden nel febbraio 1942. Nel 1948 la prima strada carrozzabile che partiva da Marrakech via Tahannaoute e Sidi Farès, venne aperta e cinque anni dopo due Hôtels e una trentina di chalets privati furono costruiti. Nel contempo alcune strade interne alla valle vennero progettate con gli scavi e il passaggio dell’acqua e l’elettricità e infine le prime due seggiovie; la prima chiamata del “Chouka” ( lunghezza di 1.100 mt con un dislivello di 380 mt) e quella media ( lunghezza di 297 mt con un dislivello di 78 mt). Con queste due opere furono costruiti due trampolini di salto. Nel 1963 la stazione dell’Oukaïmeden si dotò di una seggiovia lunga 1960 mt con un dislivello di 620 mt, capace di trasportare 600 persone all’ora e nel contempo vennero intrapresi numerosi lavori di consolidamento e un nuovo centro nazionale di elettricità che, incoraggiò la costruzione immobiliare e la frequentazione turistica.
Nel 1965 la nuova strada d’accesso dalla valle di Ourika venne inaugurata e permise di raggiungere facilmente la stazione che venne dotata di altre due seggiovie supplementari nel 1967 e di un segnale telefonico automatico. Nel 1992, la cima dell’Oukaïmeden venne dotata di un teleski con uno chalet ristorante e una serie di tavole di orientamento. Le piste oggi coprono una superficie di 300 ettari concentrate sul fianco nord della montagna, situate tra i 2.620 e 3.270 mt di altitudine. Gli impianti sono praticabili da metà dicembre sino al fine marzo ma è bene informarsi prima dello stato di innevamento della montagna, non sempre garantito. Il 75% delle piste hanno grandi difficoltà tecniche, quindi sono indirizzate esclusivamente a ottimi sciatori; il resto è dedicato ai principianti e agli sciatori di media capacità. Ovviamente le piste e le risalite non sono ancora numerose e la città di Marrakech ha garantito il suo sostegno economico per attuare diversi progetti in fase di studio e realizzazione. La cosa più importante da sottolineare credo sia il contrasto totale di una città come Marrakech, esotica e calda, e la possibilità di sciare ad un ora appena di auto. Per chi cerca luoghi “fashion”, l’Oukaïmeden non è il posto giusto; S.Moritz, Cortina o il Sestriere non hanno nulla da condividere con questi luoghi; qui la natura regna sovrana e si possono scoprire villaggi di terra innevati, gente umile che vive con poco, panorami mozzafiato e cordialità. Alle partenze degli skilift ci sono anche i muli, bardati alla berbera, e con pochi dirham potrete farvi trasportare sulle piste, rivivendo tempi passati e lontani, tempi carichi di atmosfera e serenità dove il legame con la natura era forte e coinvolgente. Proprio come oggi sull’Oukaïmeden, non si sà sino a quando purtroppo. Attualmente l’ingresso alla stazione costa circa 20/30 dh ( 2/3 euro), il semigiornaliero per gli impianti costa 30/50 dh (3/5 euro), il parking auto giornaliero costa circa 3 dh ( meno di 30 centesimi di euro) e un buon pasto a base di tajine costa 50/80 dh.
Informazioni pratiche:
Rifugio CAF – tel. 024 319036 Prezzo adulti per notte circa 110 dh ( 10 euro) – il rifugio dispone di 158 posti letto di cui 76 in camere da 4/8 persone, docce e servizi igienici, salone bar, refettorio, TV, biblioteca, sala giochi.
Auberge de l’Anghour (per gli amici Chez JuJu) – 024 319005 – dal 1947 una tappa obbligatoria anche solo per gustare un ottimo pranzo. Aperto tutto l’anno. Camera doppia standard 900 dh (90 euro circa).
Hotel Le Courchevel – 024 319092 – la camera doppia con prima colazione 900 dh (90 euro circa). All’interno del parco sono in fase di ultimazione una serie di bellissimi bungalow in legno con grandi vetrate sulla montagna.
Fonte: My Amazighen
Louis Vuitton, primo pop-up italiano in Brera a Milano

Si trova in via Fiori Chiari, nel quartiere milanese di Brera, il primo pop up store italiano di Louis Vuitton. Aperto dal 14 al 29 gennaio, è dedicato interamente all’universo maschile e ospita la collezione primavera-estate 2017 disegnata da Kim Jones, direttore artistico delle collezioni maschili della griffe, in anteprima e in esclusiva per il nostro Paese.
«Sono molto felice che questo progetto sia finalmente a Milano, la capitale del menswear – dice Jones -. Brera è un quartiere interessante e pieno di vita, in cui storia, arte e moda si fondono e diventano protagoniste».
Le proposte rendono omaggio all’Africa, patria della civiltà moderna, e all’arte dei Fratelli Chapman. Parallelamente fanno propri influssi del Punk londinese, il tutto tenendo come punto fermo l’heritage del marchio.
È la seconda volta che Jones lavora con i Fratelli Chapman: il risultato sono quattro stampe raffiguranti animali attorcigliati, come in un abbraccio, sullo sfondo dell’iconico Monogram. Disegnature utilizzate nel ready-to-wear, negli accessori e nella pelletteria, inclusi due beauty case rigidi, disponibili su ordinazione.
Lo “zoo” ideato dal fashion designer per Louis Vuitton è giocato su maglie in mohair, lavorate in modo da creare striature che richiamano il manto degli animali della savana, fantasie zebrate declinate in blu petrolio, sahariane da esploratore, tartan di ispirazione Masai e capi in pelle intrecciata a mano.
Echi Punk si trovano nelle calzature, dai sandali con cinghie da paracadute ai mocassini stringati con alte suole in gomma. Nel negozio non mancano borse e articoli da viaggio, accessori, piccola pelletteria e orologi, a loro volta personalizzati con il tocco dei modelli Chapman, insieme a grandi classici della maison.
a.b.
Fonte: Fashion Magazine
Pitti Uomo, consensi positivi da parte dei retailers internazionali

Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine, si dice «contento» dell’edizione di Pitti Uomo che chiude i battenti oggi, 13 gennaio. A lavori ancora in corso, le proiezioni sulle presenze indicano un’affluenza sostanzialmente stabile: si parla di circa 24.300 compratori da 100 Paesi e un totale di 36mila visitatori. In linea con la passata edizione l’adesione da oltreconfine. Cala del 3,5% quella dall’Italia, «ma i retailer che contano c’erano tutti».
«La cosa più importante per noi di Pitti Immagine – fa notare Napoleone – è il giudizio largamente positivo che emerge dalla grande maggioranza degli espositori e dei migliori negozi e punti vendita internazionali sull’organizzazione, sulla qualità e la varietà stilistica delle collezioni, il livello del confronto tra domanda e offerta, gli eventi speciali».
Positivo il dato della partecipazione estera, «che si è confermata sugli altissimi livelli della scorsa edizione invernale (circa 8.800 persone). Tutto sommato mi sembra un buon risultato anche quello italiano (-3.5% rispetto a gennaio 2016), considerando l’altalena di stati d’animo, sentimenti e proiezioni sul futuro che il nostro Paese sta vivendo».
Come sottolinea l’a.d., «si parla comunque di ben 15.500 compratori italiani e quelli più importanti erano tutti in Fortezza da Basso. Qui a Pitti lavoriamo per trasmettere energia, ottimismo e idee, e veniamo ripagati con la stessa moneta: cosa possiamo volere di più?».
Tra le nazioni straniere Germania, Giappone, UK, Francia, Spagna, Olanda, Cina e Stati Uniti si piazzano ancora una volta ai primi posti della classifica delle presenze. In risalita la Russia, ma calano gli arrivi dalla Turchia.
I principali mercati dell’Europa dell’Est e del Nord (soprattutto Svezia e Danimarca, interessati sia al sartoriale che alla moda di ricerca) si confermano in costante aumento e nuove destinazioni quali Canada, Israele e Sudafrica dimostrano un interesse sempre più forte per la kermesse.
Si segnalano defezioni da Irlanda, India, Messico ed Emirati Arabi. Stabile nel complesso il Sud-Est asiatico, con aree strategiche come Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan e Singapore.
a.b.
Fonte: Fashion Magazine
Fusion, la nuova scarpa maschile di Prada

Tra tradizione e tecnica nasce la nuova scarpa di Prada. Tessuti, imbottiture e dettagli in gomma provenienti dal mondo dello sport si fondono con il classicismo della tomaia formale.




















