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Posts Tagged ‘Cina’

Frankie Morello, nuova boutique a Hangzhou

Il noto marchio Frankie Morello, brand intestato a Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti, apre una nuova boutique a Hangzhou in collaborazione con il partner Hangzhou Xinyi, presso il mall Hangzhou Tower Shopping Center nella Cina sud orientale. Ubicato in Wulin Square, una piazza crocevia della cultura e del business della città, e ospitante le collezioni uomo, donna e accessori, si estende su una superficie di 95 metri quadrati adottando il concept dei ‘bauli abitabili’ ispirato alle opere di Jorge de Oteiza, attraverso cui contenitori mobili macroscopici ispirati ai grandi bauli da viaggio si muovono all’interno dell’ambiente in rappresentanza del mutamento stagionale continuativo. I bauli descritti sono rivestiti in legno di rovere e decorati con un patter triage che lascia intravedere la naturalezza del materiale impiegato; esternamente i volumi sono rivestiti da tessuto intercambiabile con cuciture rosse macroscopiche ben visibili, per dare l’idea del cambiamento legato alle diverse stagioni. I toni adottati sono il sabbia, il grigio caldo, il tortora.
Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti dichiarano: “ Siamo felici che la ripresa del progetto abbia come punto di partenza la Cina, mercato in grande espansione e di grandissimo interesse per l’economia attuale. Abbiamo cercato di tener fede al concept realizzato per il flagship store di Milano così da fare in modo che ci sia una coerenza d’immagine univoca per tutte le aree geografiche che andremo a coprire. Ci piace l’idea di aver creato un luogo che non sia solo un contenitore di oggetti, ma un recipiente di emozioni e che possa diventare location per happening e mostre così come è diventato lo store di Milano”.

Marius Creati

A380, ristorante ispirato alle forme del jet Airbus A380 in Cina

May 10, 2012 Leave a comment

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Come molti sanno, anche sull’aereo più prestigioso si possono avere pecche per ciò che concerne il cibo durante il volo.
Ovviare a questo disservizio non si può, anche perchè le nostre papille gustative, durante il volo sono spesso condizionate dall’altitudine e dai forti suoni prodotti dai velivoli.
Per dare un’idea di tutto questo, in Cina è nato il primo ristorante ispirato al design e alle forme del jet Airbus A380; il nuovo punto di ristoro, situato nella città di Chongqing, è realizzato dunque come gli interni dell’aereo, compresi i dettagli.
A differenza del vero velivolo, ovviamente, questo nuovo complesso si trova saldato a terra ed offre un servizio di lusso a 5 stelle, gestito da chef di alto calibro in grado di deliziare anche i palati più esigenti.

Fonte: GoLook.it

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Battistella, prosecco alla conquista della Cina

PROSECCO ALLA CONQUISTA DELLA CINA, ANCHE IL MAGGIORE GIORNALE DEL PAESE NE PARLA
INTERNATIONAL WINE AND SPIRIT RESEARCH: NEL 2016 3 MILIARDI DI BOTTIGLIE DI VINO CONSUMATE
China Daily, uno dei principale giornali cinesi, ha pubblicato oggi uno speciale sul Prosecco DOP,  celebre perlage veneto che la Cina ha da poco iniziato ad apprezzare.

L’articolo,  fruibile anche nella versione online, tradotto in lingua inglese, alla pagina  http://www.chinadaily.com.cn/xinhua/2012-05-02/content_5808268.html analizza la situazione economica in Europa e in Italia, e sostiene che il comparto vinicolo italiano è in buona saluta e rappresenta l’industria che meglio di altre può far fronte alla crisi economica che affligge il Vecchio continente.
“Il Prosecco in questo momento sta vivendo un momento felice. Anche in Cina le richieste iniziano ad essere consistenti e riteniamo, nel 2013, di raddoppiare le esportazioni verso Pechino e Shanghai.
Secondo il centro ricerche inglese International Wine and Spirit Research, la Cina sta per diventare il primo mercato per consumo complessivo di vino: nel 2016 verranno consumati nel Paese del dragone oltre 3 miliardi di bottiglie. Questi sono dati che devono far riflettere – affermano nell’articolo pubblicato da  China Daily i responsabili dell’azienda Battistella, casa vinicola veneta produttrice di Prosecco DOP d’alta gamma, intervistati in qualità di portavoce del mondo dei produttori di vino italiano a denominazione protetta.
Nonostante le rosee previsioni, un grande limite, per noi aziende produttrici di bollicine DOP, e’ rappresentato dalla scarsa conoscenza, da parte dei consumatori cinesi, sui vini importati europei, fatta eccezione per quelli francesi. Il celebre scrittore cinese Xu Xing, incontrato in questi giorni, non conosceva il vino spumante. Nostro compito è formare il consumatore sul vino italiano, soprattutto sul vino bianco italiano, del quale, spesso, il consumatore cinese non conosce nemmeno l’esistenza. A Vinexpo, fiera che si terrà ad Hong Kong a fine maggio, questo sarà l’obbiettivo della Casa Battistella: la formazione.
Il Governo, enti e istituti italiani devono essere al nostro fianco in questa importante missione formativa: lancio un appello al Ministro Mario Catania delle politiche agricole, al presidente del Veneto Luca Zaia, al direttore dell’ICE e a tutti i policy maker che dovrebbero avere a cuore la valorizzazione e la tutela dei prodotti tipici enogastronomici, vanto dell’italianità e ambasciatori del nostro Paese nel mondo, affinché creino sinergie e ci aiutino a perseguire questo obbiettivo – conclude Mirco Battistella dell’omonima azienda del Coneglianese, produttrice di Prosecco DOP”.

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Cina, stella nascente nel mercato del lusso

March 6, 2012 Leave a comment


“Preferisco piangere in una BMW piuttosto che ridere in bicicletta.” Questa famosa citazione di un partecipante di spettacolo televisivo cinese è molto indicativa delle nuove tendenze di consumo in Cina.  Il mercato interno del lusso in Cina si sta espandendo con un tasso di crescita del 25%, paragonato alla crescita annuale dell’11% del tasso di consumo generale in Cina. Nessun’altra categoria di consumo si avvicina a questi livelli. Oggi, la Cina rappresenta il terzo mercato del lusso del mondo e vale  17,7 miliardi di Euro (Bain & Co 2011, dati per la Grande Cina). Inoltre, “siamo solo agli inizi di questa grande opportunità” dice l’analista della CLSA Fisher. “Ci aspettiamo che i clienti cinesi rappresentino il 44% delle vendite nel mercato del lusso entro il 2020.” Nei prossimi 3 anni, gli analisti calcolano che il mercato del lusso cinese diventi più grande di quello del Giappone, e pertanto il più grande del mondo. Mentre nel passato l’acquisto di beni di lusso era riservato ai milionari, il 67% della crescita del mercato del lusso proviene da nuovi clienti, principalmente della classe media. “La classe media emergente, che rappresenta una popolazione di circa 250 milioni di persone, e la crescita del suo reddito disponibile, sono certamente i motori principali della crescita delle vendite del mercato del lusso in Cina. La classe media è senza dubbio il nuovo obiettivo dei marchi di lusso europei” asserisce Allen Yang, Amministratore delegato di VIPStore, leader nella vendita al dettaglio di articoli di lusso in Cina. Mentre il mercato del lusso cinese cresce e si evolve senza sosta, il nuovo panorama offre delle nuovo opportunità di vendita, soprattutto attraverso il canale online. Un resoconto di iResearch, una società domestica di ricerca Internet, segnala che nel 2011, le vendite di articoli di lusso online sono cresciute del 68.8% raggiungendo i 10.73 miliardi di Yuan (1,3 miliardi di Euro). “Internet rappresenta una grande opportunità per i marchi di lusso in Cina e ci aspettiamo che le vendite online di articoli di lusso schizzino letteralmente nel 2015, essendo oggi solo all’inizio” dichiara Allen Yang, Amministratore delegato di VIPStore. Nei prossimi due anni, gli analisti prevedono che le vendite online di articoli di lusso in Cina superino i 20 miliardi di Yuan (2,4 miliardi di Euro). Sebbene l’e-commerce stia fiorendo in Cina, i marchi europei hanno paura di investire troppo nello sviluppo dei loro canali di rivendita al dettaglio online in Cina, principalmente a causa della loro mancanza di conoscenza del mercato online cinese e le difficoltà relative ai pagamenti e alla logistica in Cina. Questo spiega perché “i marchi europei preferiscano lavorare con una piattaforma multimarca come VIPStore, che gestisce tutte le attività di back-end e permette ai marchi europei di entrare nel mercato cinese in maniera rapida ed efficiente” come sottolinea Emmanuel Levy, Direttore Generale EMEA di VIPStore. In 2 anni VIPStore si è trasformata nel rivenditore online di articoli di lusso numero uno, principalmente tra i consumatori dai 25 ai 44 anni. Posizionata come club di vendite private di alta moda, VIPStore offre ai clienti cinesi i marchi più prestigiosi in un ambiente d’acquisto preferenziale e conveniente.

Fonte: Tribuna Economica

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Hu Zhen Yu, magnate cinese acquista piccione da allevamento più costoso del mondo

February 3, 2012 Leave a comment

L’allevamento dei piccioni, oltre ad essere un passatempo per molti, in Cina sembra stia diventando un vero e proprio lusso, con tanto di business annesso.
Un magnate cinese, infatti, si è appena aggiudicato l’acquisto di un piccione da allevamento al prezzo di 328 mila dollari.
Hu Zhen Yu, facoltoso uomo d’affari della Grande Muraglia, ha acquistato il piccione di razza Dolce Vita, dichiarando che lo tratterà come un vero e proprio Re, senza mai farlo partecipare a corse di vario genere.
Come già accennato, però, in Cina non sembra sia la prima volta che si sente parlare di vicende del genere, visto che già in passato si sono visti acquisti di piccioni da allevamento i cui prezzi si aggiravano tra i 200 e 250 mila dollari.
Alla fine dei conti, però, il piccione di razza di Hu Zhen Yu, è ora considerato come il piccione da allevamento più costoso del mondo.

Fonte: GoLook.it

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New York Times, condizioni di lavoro disumane nel mondo tecnologico in Cina

January 28, 2012 Leave a comment

Un’indagine del New York Times sulle condizioni lavorative in Cina fa luce sul lato oscuro del mondo tecnologico, entrando nelle catene di montaggio che alimentano l’enorme successo e business di aziende come Apple e tante altre. Orari estenuanti, sicurezza spesso inesistente, esposizione a sostanze tossiche e pericolose. Nei casi estremi persino la morte.
Dopo avere spiegato come la Cina sia riuscita a sottrarre milioni di posti di lavoro al mondo occidentale, il New York Times è tornato sull’argomento per far luce, questa volta, non tante sulle strategie produttive ma sulle implicazioni che queste hanno sui lavoratori: il cosiddetto costo umano.
L’indagine si concentra in maniera particolare sulle condizioni di lavoro degli operai della Foxconn, uno dei fornitori di Apple, ma anche altre aziende cinesi che assemblano prodotti per tutti i più importanti brand tecnologici di tutto il mondo.
La casa di Cupertino spiega al giornale di monitorare le condizioni di lavoro in Cina, con lo scopo di migliorare il sistema, ma le relazioni in essere non incentivano la soluzione. Quando Apple cerca un nuovo fornitore, l’azienda non chiede mai il prezzo di servizi o di componenti, ma piuttosto quali siano i costi della manodopera, di sfruttamento della strumentazione e dei materiali. Soltanto dopo aver conosciuto questi parametri Apple presenta un’offerta il cui margine è solitamente ridottissimo.
Le aziende tendono a non rifiutare, per via degli enormi volumi di fatturato garantiti da Apple. Assicurata la commessa, però, sono costrette a trovare soluzioni per soddisfare le richieste dell’azienda, cercando nel prezzo pagato il margine di profitto, cosa che si traduce inevitabilmente in un ‘costo umano’, dato che Apple impone materiali, design e standard qualitativi.
Persino la segretezza sulla linea di produzione della casa di Cupertino costituisce una barriera per il miglioramento delle condizioni di lavoro. Non conoscendo i fornitori, è difficile capire quali siano le condizioni di lavoro dei loro dipendenti.
Alcuni ex dirigenti di Foxconn e Apple ritengono che le aziende potrebbero risolvere velocemente la situazione. La casa californiana potrebbe interrompere i rapporti d’affare con le società che non rispettano la legge e gli standard minimi richiesti. Tale politica si scontra però con l’onerosità in termini di tempo e denaro per la ricerca di altri fornitori. Nel mondo non esiste una vera alternativa a Foxconn per volumi di produzione elevati.
Apple è solo l’esempio più eclatante ma non è l’unica società ad utilizzare fornitori cinesi: Dell, HP, Lenovo, IBM, Motorola, Nokia, Sony, Toshiba, Nintendo, Amazon, Nokia, Samsung e tanti altri si annoverano nella lista nera. La situazione è nota a tutti ma, per il momento, la soluzione non è nelle priorità di committenti e produttori. L’attenzione del mondo intero, infatti, è concentrata sull’ultimo gadget e sulle migliori prestazioni.
Il sistema attuale di produzione è interamente teso alla riduzione dei costi, a produrre un maggior numero di unità prive di difetti e a consegnare il massimo numero possibile di pezzi. I salari bassi e le condizioni di lavoro in Cina generano sdegno, quando si verificano gli incidenti, per poi essere dimenticati subito dopo.

Fonte: PCTuner

Swarovski, albero di Natale imponente in Cina

December 16, 2011 Leave a comment

Swarovski propone un albero di Natale da 18 metri in Cina. La maison di cristalleria più famosa al mondo ha infatti svelato la sua creazione nella città di Xiamen in Cina. L’albero è alto diciotto metri e risplende all’interno di un centro commerciale. L’inaugurazione dell’albero ha fatto registrare la partecipazione di molti personaggi noti nel Paese. Molte le attrici presenti. A inaugurarlo molte celebrità cinesi come l’attrice Karen Mok. Per la città cinese si tratta comunque di un albero da record visto il costo, un milione di yuan, pari a circa 130mila euro.

Fonte: NanoPress

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Miu Miu, nuova boutique in Cina

December 15, 2011 Leave a comment

Miu Miu ha recentemente inaugurato una boutique nel centro di Shenyang, capitale rinomata della provincia di Liaoning in Cina, all’interno del prestigioso  shopping mall MixC, rafforzando ulteriormente la propria presenza nel territorio cinese, progettato interamente dal noto architetto Roberto Baciocchi su una superficie di 410 metri quadrati distribuiti su un solo piano ospitante le collezioni di abbigliamento e accessori.
La facciata esterna é di grande rilievo, l’impatto visivo é immancabile considerando gli elementi caratterizzanti del marchio: il damasco color oro retro illuminato corredato dal prezioso da vetro e dalle borchie, non che immancabile il logo in ottone lucido.
L’ingresso é vistoso e ampio, visibile sin dall’atrio del department store, fiancheggiato simmetricamente da vetrine e light box.
L’interno si compone di espositori nicchia per accessori a forma di piccole casseforti in metallo dorato incassati nelle pareti rivestite da tenda di damasco, mentre  le nicchie specchiate per l’abbigliamento sono ricavate nelle tende in broccato, un concept valorizzato dalla presenza di sontuosi salotti corredati da divani e poltroncine damascati e tavolini in cristallo che nell’insieme infondono un’atmosfera elegante ed estremamente intima.

Marius Creati

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Maison Martin Margiela, prima grande boutique in Cina

November 4, 2011 Leave a comment

Maison Martin Margiela apre una prima importante boutique a Beijing, la sua più grande nel mondo, presso il  nuovissimo centro commerciale Sanlitun Village, ubicato su due livelli per una superficie totale di 540 metri quadrati.

Linee minimali e nitide visibili sin dall’esterno, arredato con gli iconici toni del bianco e dell’argento, le vetrine illuminano la mannequin con luci al neon che sembrano farla incedere con disinvoltura, non che il logo del marchio.

Il soffitto si adorna di un rivestimento spartano caro allo stile margiela realizzato in cemento grezzo decorato con luci fluorescenti esagonali.

Il layout geometrico della boutique comprime la visibilità degli interni suddivisi in molteplici affascinanti spazi cubici, allestiti in modo unico tra loro, i quali si interpongono nello spazio complessivo in modo armonico laddove vengono presentate le diverse collezioni del brand.

Il primo piano si correda dei medesimi cubi, ma le pareti esterne sono interamente decorate; le tende e la moquette bianca sottolineano lo spazio femminile, il linoleum con stampa “parquet” illumina l’ambiente maschile, mentre le piastrelle identificano la nicchia di riferimento di MM6, ragion per cui ogni collezione é ben rifletta in un mood personalizzato.
Per gli spazi cubici adibiti per gli accessori si sceglie un rivestimento con fogli argentati, mentre per quelli che rispecchiano le calzature si sceglie lo spazio aperto su entrambi i piani.
Le pareti delle zone a forma di cubo sono stampate e provviste di porte dallo stile ‘Haussmanniano’, dove l’immagine parzialmente sfocata infonde l’impressione della nebbia.

L’area dedicata alle collezioni maschili si correda di tappeti che finiscono fin sotto le pareti, mentre in quella dedicata alle collezioni femminili il rivestimento della tappezzeria sale su di esse fino a rivestirne tutto l’ambiente.
Risulta alquanto divertente il modernissimo camerino specchiato, mobile su rotelle, che può essere letteralmente spostato laddove se ne richieda l’impiego, nonché il divertente scivolo in metallo che collega il primo piano al pianterreno. Provare per credere!

Marius Creati

Salvatore Ferragamo, nuovo self-standing store in Cina

October 19, 2011 Leave a comment

Salvatore Ferragamo ha recentemente inaugurato il nuovo self-standing store nella città di Huhehaote, nel cuore della Mongolia, in Cina. La prima boutique della maison fiorentina, ubicata presso lo Shangri-La hotel Hothot, rappresenta il cinquantottesimo monomarca del brand nel paese della Grande Muraglia, estesa su una superficie di circa 300 metri quadrati, nella quale é possibile trovare i prestigiosi prodotti presentati dal marchio in un ambiente  moderno e accogliente nel quale lusso ed eleganza sottolineano l’atmosfera raffinata tipica dello stile Ferragamo.

Michele Norsa, CEO del Gruppo Ferragamo, sostiene, “La Cina è un mercato molto vasto e prestigioso, in cui l’interesse e la conoscenza per i brand del lusso è cresciuta rapidamente. Il consumatore cinese apprezza in modo particolare i prodotti Made in Italy ed è dotato di gusto estetico molto sviluppato. Il Paese rappresenta il mercato del futuro, un mercato in rapida espansione e dalle grandi potenzialità, e siamo fieri che il nostro nuovo negozio inaugurato presso lo Shangri-La hotel Hothot possa offrire ai consumatori della Mongolia la stessa eccitante esperienza di shopping che è possibile vivere nelle altre capitali della moda mondiali”.

Marius Creati

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