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Intervista a Pietro Castagna, ad dell’azienda Castagna Arredamenti

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Una delle ricchezze da preservare nel nostro Paese sono le aziende familiari portatrici di qualità e attenzione al dettaglio in tutto il mondo. In tempi difficili per gli imprenditori, come per tutti, è complesso combattere con la crisi e le incertezze di ogni tipo che si presentano quotidianamente a bussare alla porta, soprattutto se si hanno posti di lavoro da preservare. Ma sono proprio il carattere determinato e la capacità di saper tenere duro che connotano un imprenditore di razza che non si ferma davanti alle avversità. Castagna Arredamenti è una di quelle aziende storiche della Brianza comasca – ha sede a Erba – ed è sempre stata specializzata nella realizzazione di arredi di lusso informale. Molti i clienti importanti che però tendono a mantenere un certo low profile, soprattutto di questi tempi. L’azienda il prossimo anno vaglierà la prestigiosa soglia dei 75 anni.

Viviana Musumeci ha intervistato l’ad Pietro Castagna.

V.M.: Come avete chiuso il 2012 e che tipo di previsione si sente di fare per il 2013?

P.C.: Castagna Arredamenti ha segnato una diminuzione del fatturato dell’8% lo scorso anno. Tutto sommato, visti i tempi, neanche molto. Per il 2013 abbiamo dei segnali positivi di risalita. Di crisi ce n’è ahimé molta, ma il nostro punto di forza è che abbiamo sempre garantito un servizio preciso e attento non solo alla qualità, ma anche alle esigenze dei nostri clienti. Inoltre, riusciamo a parare i colpi anche perché abbiamo deciso di differenziare strategicamente lo show room di Milano da quello di Como.  Quello della capitale meneghina è un punto vendita consolidato. Quello comasco mira molto, invece, al bacino svizzero che è molto più frizzante dal punto di vista economico.

V.M.: Siamo nella settimana del design milanese. Quali sono i trend in fatto di arredamento?

P.C.: Nel mobile oggi i clienti cercano una sorta di sicurezza oltre che di un benessere psicofisico che passa, stranamente, da una ricerca di qualità alta a un prezzo più basso. Se un tempo era di moda dire “l’ho pagato tantissimo”, oggi, al contrario, si tende a sminuire il valore di un pezzo, quasi come se fosse negativo che un pezzo di arredamento di qualità costi tanto. Oggi fa chic abbinare pezzi di design popolare a pezzi di arredamento alto. Anche le dimensioni delle case sono diminuite nei clienti ricchi. Sembra quasi che chi se lo può permettere, si vergogni di spendere. Paradossalmente osservo un paradosso: una certa ostentazione di un basso profilo.

V.M.: La vostra produzione è interamente made in Italy eppure avete una percentuale molto bassa di clienti stranieri. Come mai?

P.C.: E’ vero, preferiamo concentrarci sul mercato italiano perché siamo molto attenti a seguire il post vendita, cosa che non tutti fanno, e realizzare questo tipo di servizio all’estero, se uno vuole mantenere alto lo standard qualitativo, è molto difficile.

V.M.: Quali sono le caratteristiche specifiche del vostro design?

P.C.: Siamo legati a materiali come il rovere, il lino e non seguiamo la moda. Ci piacciono le case dalle linee pulite e semplici perché non sono fatte per stupire. I nostri progetti, infine sono razionali e razionalizzanti.

V.M.: Che cosa farete durante il Salone del Mobile di Milano?

P.C.: Nulla di particolare, ma a Como ci sarà un evento con cocktail dove mostreremo un paio di progetti che abbiamo realizzato di recente. L’apertura del negozio in Via Carcano è garantita fino alle 22.

V.M.: Continuate anche a realizzare arredamento per imbarcazioni?

P.C.: Sì, non si tratta del core business, ma lo facciamo. L’ultimo progetto a cui abbiamo lavorato è la creazione dell’arredamento di quella che per anni è stata la barca del Quirinale. Un 30 metri che oggi appartiene a un privato.

(Intervista di Viviana Musumeci)

Fonte: VM-Mag

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