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Intervista a Saverio Dolcimascolo, chef e fondatore della catena 13 Giugno

Saverio Dolcimascolo

Saverio Dolcimascolo, chef e fondatore della catena 13 Giugno – due ristoranti e un bistrot, quello principale si trova in via Goldoni a due passi dalla sede di Dolce&Gabbana, mentre il secondo 13 Giugno e il suo bistrot, sono in zona Brera. Il primo accoglie, soprattutto alla sera, un bacino di celebs internazionali e politici, il bistrot, soprattutto a pranzo, è più frequentato da professionisti della moda e vip della tv – è un palermitano doc che ha portato nella capitale meneghina, per la prima volta, la cucina siciliana senza, però, farla cadere nello stereotipo del ristorantino classico con “barchetta e rete” appese sul soffitto. Uno dei pochi ristoranti a Milano a essersi guadagnato il titolo di Sicilian Chic – nrd  che traspare anche dalla civetteria con cui lo stesso Saverio indossa gli abiti ricercati, come ad esempio, le calzature bicolore -, dove la tagliata di tonno viene servita in piatti Villeroy.

Viviana Musumeci lo ha incontrato e intervistato.

V.M.: Come è arrivato a Milano?

S.D.: Io mi sono diplomato alla scuola alberghiera e fin dal diploma ho sempre lavorato nei ristoranti. Mi sono formato facendo, anche, il direttore di locali stellati. Poi, nel 1983 ho aperto il mio primo ristorante. Molto piccolo, ma carino. In seguito, ho conosciuto Gino Santercole che gestiva per Adriano Celentano e Claudia Mori il 13 Giugno e alla fine è rimasto a me. Dopo qualche anno ho aperto il 13 Giugno in Mirabello e la Fattoria di Brera che è un vero e proprio Bistrot. A breve inaugurerò anche il nuovo bistrot qui accanto – ndr a fianco al 13 Giugno in via Goldoni -.

V.M.: Perché ha scelto il nome di 13 Giugno? Che significato ha questa data?

S.D.: Innanzitutto è la data di nascita di mio padre. Inoltre in famiglia, io sono il 13° figlio. E’ un numero, quindi, a cui sono molto affezionato e che mi ha portato fortuna.

V.M.: Che differenza c’è tra il 13 Giugno e il Bistrot?

S.D.: Cambia il target, ma anche la tipologia di cucina. Se qui si trova un cibo da cena serale elegante, al Bistrot proponiamo il classico cibo “da strada” siciliano, con arancini, supplì, melanzane e fritture varie. Là si va a pranzo per un pasto veloce, magari dopo essere venuti a cena al 13 Giugno la sera precedente.

V.M.: E’ vero che molte celebs passano dal suo ristorante?

S.D.: Mi dicono di sì, perché solitamente io non li riconosco se non in rari casi. Qui ho avuto Robert De Niro o Richard Gere. E poi spesso passano i politici e qualche calciatore. Mentre al Bistrot, le celebrità hanno più a che fare con la tv.

V.M.: Qual è il segreto della sua cucina?

S.D.: Il tipo di cucina si ispira alla tradizione siciliana, sia come ingredienti sia come modo che rimane tradizionale. Serviamo il tutto in piatti Villeroy. Noi reinterpretiamo la cucina, che significa vestirla. In Brera poi, lo chef è mio figlio Andrea che ha studiato in circuiti internazionali e si ispira, reinterprendo sempre la cucina siciliana, a chef come Cracco.

V.M.: In un periodo in cui gli chef sono di fatto dei divi, quali altri programmi ha in mente di attuare?

S.D.: Sono molto preso dagli ultimi lavori del bistrot. Vado spesso in Sicilia anche per ispirarmi. Probabilmente pubblicherò un libro.

(Intervista di Viviana Musumeci)

Fonte: VM-Mag

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