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Teatro alla Scala, la prima del Don Giovanni di Mozart tra calorosi applausi, proteste e sfilata vip

December 8, 2011 Leave a comment

Folla di vip ma all’insegna della sobrietà per l’opera di Mozart diretta da Daniel Barenboim. Proteste contro la manovra davanti al teatro, un uovo sull’auto di Monti. Durante l’intervallo incontro tra Napolitano, Monti e i vertici della Scala. Barenboim al premier: “Non so se farle gli auguri ma tutto il mondo sta pregando per lei”.
Una piccola manifestazione contro la manovra davanti al Teatro alla Scala e la consueta sfilata di vip per la prima del Don Giovanni di Mozart diretto da Daniel Barenboim.
I manifestanti, alcune decine di persone, hanno protestato contro le riforme che costringono a pagare ”sempre gli stessi”, mentre il foyer del Teatro si riempiva di ospiti in smoking, stole di pelliccia e gioielli importanti per una prima comunque all’insegna della sobrietà.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato dalla moglie Clio, al suo arrivo è stato accolto, tra gli applausi della folla, dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia. “La prima, della Scala è di una importanza fondamentale perché è un messaggio alla città e fa sì che Milano continui ad essere la capitale della lirica”, ha sottolineato Pisapia entrando nel teatro per assistere al ‘Don Giovanni’. Una prima, ha proseguito Pisapia, “che rappresenta un messaggio a tutta la città ma soprattutto ai giovani che sono stati particolarmente entusiasti di questa recita”. Quanto al ‘Don Giovanni’ “non è un mio mito – ha sottolineato il sindaco – né un personaggio che possa vedere con simpatia”.
All’arrivo del corteo di auto del premier Mario Monti, accompagnato dalla moglie Elsa, un uovo è stato lanciato all’indirizzo dell’auto di lusso, ma è stato un gesto isolato. A ‘riscaldare’ la scena solo il fuori programma di un manifestante che, a bordo di una limousine bianca, ha tentato una piccola contestazione proprio davanti al teatro, ma è subito stato bloccato dagli agenti della Digos.
Pochi rappresentanti politici e molti del mondo dell’economia comunque tra gli ospiti della prima della Scala. Oltre alla presenza del presidente della Repubblica, al Piermarini è entrato solo il deputato Giorgio La Malfa. A rappresentare le istituzioni locali sono stati Roberto Formigoni, Guido Podestà e Pisapia. In rappresentanza del governo, oltre a Monti, i ministri Corrado Passera, Lorenzo Ornaghi e Anna Maria Cancellieri e il sottosegretario Vittorio Grilli. Decisamente più nutrita la rappresentanza del mondo economico-finanziario con Giovanni Bazoli, Gabriele Galateri di Genola, Federico Ghizzoni, Giuseppe Vegas, Fulvio Conti, Diana Bracco, Romain Zaleski, Cesare Romiti, Fedele Confalonieri, Pier Gaetano Marchetti, Filippo Annunciata, Enzo Chiesa, Bruno Ermolli, Sergio Balbinot e Domenico Siniscalco. Alla prima della Scala si sono anche presentati il presidente e il direttore generale della Rai, Paolo Garimberti e Lorenza Lei.
Nero, grigio nelle gradazioni più chiare e più scure, rosa carne, panna, avorio, blu i colori dominanti negli abiti delle signore, mentre lo smoking è di rigore per gli uomini. Napolitano, è accompagnato dalla signora Clio in Lella Curiel beige; accanto al premier Monti, la first lady Elsa in Giorgio Armani. Stesso stilista anche per Cinzia Sasso, moglie di Pisapia che opta però per un completo pantaloni. Gli abiti sono, con qualche eccezione ovviamente, lineari e sobri, magari indossati con qualche pezzo ‘riciclato’.
Elegante l’etoile Roberto Bolle che del ‘Don Giovanni’ dice: “Un personaggio moderno, un’opera bella da vedere e rivedere”. Elegantissima Eva Cantarella che indossa una giacca di Antonio Marras “di due o tre anni fa” e “un vecchio vestito” di Issey Miyake, nero, di sottilissimo plisset. E una collana che spiega essere di bijoux, con finti brillanti, rubini e zaffiri. Indossa “gioielli di famiglia” invece il presidente di Expo, Diana Bracco, con un abito in pizzo grigio chiaro. Pantaloni e stola in pelliccia anche per la figlia di Saverio Moschillo. In smoking, declinato al femminile, Evelina Cristillin, la moglie del presidente di Generali Gabriele Galateri di Genola: “Mi sono vestita da uomo – spiega – in smoking. D’altra parte sono venuta a piedi. Va bene così”. Pantaloni anche per Lorenza Lei, direttore generale della Rai, con giacca bianca. In pizzo blu, pendenti di brillanti e acconciatura anni 30 la presentatrice Caterina Balivo. Blu cina anche per Valeria Marini, uno dei capi della sua collezione, con generose scollature e decorazioni di paillettes e Swarovsky.
Boa di piume bianche spruzzato di rosso per Inge Feltrinelli “regalo di un’amica” indossato sopra “una vecchia giacca riciclata. “E’ giusto che le mogli delle istituzioni raccolgano l’appello alla sobrietà – afferma invece Gabriella Dompé – ma io non lo sono, dunque sobria nel limite, ma elegante. Sobrietà non significa essere scialbe”. E il pendente con rubino e brillante? “Un Cartier della mamma”. Sulle spalle Gabriella Dompé indossa poi un visone bordeaux che sembra velluto: “Questo è essere sobrie”, assicura. Sceglie Fausto Sarli, invece Giovanna Salza, moglie del ministro alla Sviluppo economico Corrado Passera, un bicolore bluette e verde. In celeste Barbara Berlusconi, accompagnata dal calciatore Pato, suo compagno e una stola di pelliccia a coprire le spalle. Stola anche per il direttore di A, Maria Latella, che sceglie un abito fasciante color rosa cipria con innesti di luce di Swarovsky. C’è anche Sabina Negri, ex moglie di Roberto Calderoli, con un vestito bianco da sposa del giovane stilista turco Erkan Coruh e del velo bianco e nero intorno al viso che spiega essere un chador.
“Opera magnifica come sempre”. E’ stato il commento a caldo del capo dello Stato lasciando il palco reale al termine del primo atto quando con il presidente del Consiglio Mario Monti ha incontrato i vertici del teatro alla Scala. Napolitano e Monti si sono incontrati nel camerino del direttore musicale Daniel Barenboim con il sovrintendente del teatro Stephane Lissner. Presente anche il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture Corrado Passera e quello dei beni culturali Lorenzo Ornaghi. Lasciando il camerino di Barenboim, Napolitano, Monti e Ornaghi si sono poi intrattenuti in un breve colloquio riservato durante il quale, presumibilmente, si è parlato del futuro del teatro. Durante l’incontro Barenboim, rivolgendosi a Monti ha detto: “Non so se farle gli auguri ma tutto il mondo sta pregando per lei”.

Fonte: IGN Adnkronos