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Happy Valentine’s Day 2017 by Marius Creati

Happy Valentine’s Day 2017
Givenchy, addio ufficiale di Riccardo Tisci

L’addio di Riccardo Tisci a Givenchy, maison con cui ha lavorato per 12 anni, è stato ufficializzato solo ieri, eppure già si inseguono i rumors su chi potrebbe essere il suo sostituto. In pole position per la guida della maison c’è Hedi Slimane, che un anno fa ha lasciato Saint Laurent e Olivier Rousteing attualmente alla guida di Balmain.
Ma nel borsino dei possibili successori salgono le quotazioni di Clare Waight Keller che ha contribuito a rilanciare sul fronte dell’immagine e delle vendite il marchio Chloé da cui è uscita solo pochi giorni fa.
Riccardo Tisci intanto ha ringrazia personalmente sul suo account personale di Instagram, tutte le persone che lo hanno visto crescere personalmente e tranquillizza i suoi quasi 2 milioni di follower sul suo futuro, assicurando «see you very soon». Rafforzando l’ipotesi che non dovrà passare molto tempo dalla sua nomina in Versace come co-direttore creativo al fianco di Donatella.
Fonte: Fashion Magazine
Louis Vuitton, primo pop-up italiano in Brera a Milano

Si trova in via Fiori Chiari, nel quartiere milanese di Brera, il primo pop up store italiano di Louis Vuitton. Aperto dal 14 al 29 gennaio, è dedicato interamente all’universo maschile e ospita la collezione primavera-estate 2017 disegnata da Kim Jones, direttore artistico delle collezioni maschili della griffe, in anteprima e in esclusiva per il nostro Paese.
«Sono molto felice che questo progetto sia finalmente a Milano, la capitale del menswear – dice Jones -. Brera è un quartiere interessante e pieno di vita, in cui storia, arte e moda si fondono e diventano protagoniste».
Le proposte rendono omaggio all’Africa, patria della civiltà moderna, e all’arte dei Fratelli Chapman. Parallelamente fanno propri influssi del Punk londinese, il tutto tenendo come punto fermo l’heritage del marchio.
È la seconda volta che Jones lavora con i Fratelli Chapman: il risultato sono quattro stampe raffiguranti animali attorcigliati, come in un abbraccio, sullo sfondo dell’iconico Monogram. Disegnature utilizzate nel ready-to-wear, negli accessori e nella pelletteria, inclusi due beauty case rigidi, disponibili su ordinazione.
Lo “zoo” ideato dal fashion designer per Louis Vuitton è giocato su maglie in mohair, lavorate in modo da creare striature che richiamano il manto degli animali della savana, fantasie zebrate declinate in blu petrolio, sahariane da esploratore, tartan di ispirazione Masai e capi in pelle intrecciata a mano.
Echi Punk si trovano nelle calzature, dai sandali con cinghie da paracadute ai mocassini stringati con alte suole in gomma. Nel negozio non mancano borse e articoli da viaggio, accessori, piccola pelletteria e orologi, a loro volta personalizzati con il tocco dei modelli Chapman, insieme a grandi classici della maison.
a.b.
Fonte: Fashion Magazine
Pitti Uomo, consensi positivi da parte dei retailers internazionali

Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine, si dice «contento» dell’edizione di Pitti Uomo che chiude i battenti oggi, 13 gennaio. A lavori ancora in corso, le proiezioni sulle presenze indicano un’affluenza sostanzialmente stabile: si parla di circa 24.300 compratori da 100 Paesi e un totale di 36mila visitatori. In linea con la passata edizione l’adesione da oltreconfine. Cala del 3,5% quella dall’Italia, «ma i retailer che contano c’erano tutti».
«La cosa più importante per noi di Pitti Immagine – fa notare Napoleone – è il giudizio largamente positivo che emerge dalla grande maggioranza degli espositori e dei migliori negozi e punti vendita internazionali sull’organizzazione, sulla qualità e la varietà stilistica delle collezioni, il livello del confronto tra domanda e offerta, gli eventi speciali».
Positivo il dato della partecipazione estera, «che si è confermata sugli altissimi livelli della scorsa edizione invernale (circa 8.800 persone). Tutto sommato mi sembra un buon risultato anche quello italiano (-3.5% rispetto a gennaio 2016), considerando l’altalena di stati d’animo, sentimenti e proiezioni sul futuro che il nostro Paese sta vivendo».
Come sottolinea l’a.d., «si parla comunque di ben 15.500 compratori italiani e quelli più importanti erano tutti in Fortezza da Basso. Qui a Pitti lavoriamo per trasmettere energia, ottimismo e idee, e veniamo ripagati con la stessa moneta: cosa possiamo volere di più?».
Tra le nazioni straniere Germania, Giappone, UK, Francia, Spagna, Olanda, Cina e Stati Uniti si piazzano ancora una volta ai primi posti della classifica delle presenze. In risalita la Russia, ma calano gli arrivi dalla Turchia.
I principali mercati dell’Europa dell’Est e del Nord (soprattutto Svezia e Danimarca, interessati sia al sartoriale che alla moda di ricerca) si confermano in costante aumento e nuove destinazioni quali Canada, Israele e Sudafrica dimostrano un interesse sempre più forte per la kermesse.
Si segnalano defezioni da Irlanda, India, Messico ed Emirati Arabi. Stabile nel complesso il Sud-Est asiatico, con aree strategiche come Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan e Singapore.
a.b.
Fonte: Fashion Magazine
Michele Miglionico, ospite alla Finale Internazionale “THE LOOK OF THE YEAR 2016”

Lo stilista Michele Miglionico ospite alla Finale Internazionale “THE LOOK OF THE YEAR 2016” Teatro Metropolitan di Catania
“THE LOOK OF THE YEAR 2016”, manifestazione legata al mondo del modelling e osservatorio di ricerca privilegiato sulle future top model che coinvolge ogni anno 50 Paesi nel mondo, giunge alla sua 33esima edizione e vedrà la sua finale internazionale svolgersi sabato 22 ottobre 2016 alle ore 20.30 al Teatro Metropolitan di Catania presentata dalla conduttrice televisiva Jo Squillo.
Ospite della serata lo stilista Michele Miglionico, già vincitore del “The Look Of The Year Fashion Award 2015”, esponente dell’Alta Moda Italiana, che presenterà un’antologia delle sue collezioni total red con una performance che vedrà coinvolgere anche modelli in quanto quest’anno torna “The Look Of The Year Man”.
Oltre allo stilista Michele Miglionico si alterneranno sulla passerella altri nomi internazionali dell’Alta Moda: Raffaella Curiel, Ettore Bilotta e Luca Litrico.
L’evento coinvolge modelle, agenzie, operatori del settore, tv, radio, giornalisti, fashion blogger, fotografi, case di moda, aziende del settore (make up, prodotti di bellezza, abbigliamento, moda, etc), nonché notissimi personaggi del mondo dello spettacolo e della moda.
Tv Moda Media Partner, sarà trasmesso sul canale 180 di Sky a copertura mondiale, è l’unico canale televisivo italiano che unisce moda, lusso e intrattenimento. Speciali e servizi andranno in onda sul programma “Modamania”, trasmesso sui canali Mediaset, La 5 e Rete 4; TGCOM e The Beach Channel, canale televisivo di Miami che trasmette su Atlantic – Channel 5.
La direzione artistica dell’evento è affidata al direttore di moda, Antonella Ferrari già direttrice del magazine “Freetime Excellence Lifestyle”.
Pietro Ferrante, stelle protagoniste della nuova capsule
Stelle protagoniste della nuova capsule Pietro Ferrante
Ad illuminare i maxi anelli e le autentiche collane unisex della “Whetu” collection, una pioggia di star con o senza scia, traforate effetto sun tattoo o in rilievo, easy o smaltate
“Poveretto è chi non vede le stelle senza una botta in testa”. Così scriveva qualche anno fa lo scrittore polacco Stanisław Jerzy Lec nei suoi “Pensieri spettinati”.
Un problema che non tocca i numerosi addicted del brand Pietro Ferrante che d’ora in poi, potranno non solo osservarle le stelle, ma anche indossarle, così da rendere unici e ancor più stylish i propri outfit.
La nuova capsule collection “Whetu” (stella, in lingua maori) infatti, vede protagonista su collane, ma soprattutto su maxi anelli unisex in argento e altri materiali, una pioggia di stelle, con o senza scia, traforate con effetto sun tattoo o in rilievo, basic o smaltate. Gioielli con la ricchezza ulteriore di essere realizzati come sempre interamente a mano in Italia.
Pezzi autentici e trasversali, da sfoggiare con jeans e biker jacket o abbinati ad abiti leggeri boho chic style, alle intramontabili righe o a trend di stagione come salopette e mise sporty chic.
Pronti ad illuminare l’imminente Summer season?
Corropoli, jeans museum nella “denim valley” abruzzese

Oltre cinquemila paia di pantaloni di tutte le epoche raccolte da Don The Fuller E l’azienda teramana si appresta a sbarcare anche a Pitti Uomo con tre novità
CORROPOLI. Numerati, appesi uno affianco all’altro e tenuti a temperatura per consentirne la conservazione: sono oltre 5mila paia di jeans rappresentanti di tutte le epoche di qualsiasi parte del mondo raccolti in una sorta di “museo” creato ad hoc in Val Vibrata, nel Teramano, conosciuta come la “denim-valley”, dove tutto ruota intorno alla fabbricazione dei jeans e dove tutto il mondo della moda arriva per fare ricerca e produzione.
La sala è enorme e i jeans sono appesi in file ordinate con dei ganci, tanto che l’area è chiamata “macelleria”. «A ogni “filare”, ha spiegato all’Ansa l’amministratore delegato della Don the Fuller, Mauro Cianti, marchio con sede nel centro di Corropoli in provincia di Teramo, «metteremo il nome delle vie della moda come via Montenapoleone o via Condotti». «Qui», ha aggiunto, «vengono stilisti da tutto il mondo per studiare i best seller dei jeans».
E tre anni fa, ha raccontato Cianti, originario di Sulmona, da un viaggio di ricerca con ultima tappa sulla 5th Avenue di New York, «ci si è resi conto che non esisteva più sul mercato un jeans di altissima qualità a favore di un’offerta quasi tutta proveniente dall’Est del mondo. Con la voglia di mettere sul mercato un jeans di alta qualità made in Italy, anzi made in Abruzzo, è nato il nostro marchio». «In tre anni», ha continuato Cianti, «abbiamo avviato un processo di internazionalizzazione che dall’Abruzzo ci ha portato nei negozi del centro di Amsterdam, in Svizzera, Canada, Corea del Sud, Germania, Londra. Ora stiamo aprendo un ragionamento con gli Stati Uniti. Invece in Italia siamo in centro a Milano e Roma, ma anche a Riccione».
A Sulmona è stato creato un factory store con 4mila capi. Per la creazione dei jeans, si parte da una sala interamente dedicata alla ricerca e ai prototipi. In una zona della fabbrica, invece, i capi, vengono posizionati sotto quelli che all’apparenza sembrerebbero dei semplici neon e invece sono lampade che riproducono la luce del sole a mezzogiorno per controllare qualità, colore e scoprire eventuali difetti. Finora la ricerca ha portato a lavaggi nella mirra, per un effetto da aromaterapia, o nel vino. Ma anche a prodotti di tendenza rivolti a un pubblico che ama lo stile Formentera. Ultima novità della casa abruzzese è il bottone in oro rosa.
Novità che l’azienda ha poortato insieme alle altre novità della sua collezione autunno-inverno 2016-2017 a “Pitti Uomo”, kermesse dedicata alla moda che prende il via martedì a Firenze.
Le altre novità sono il jeans vegano, e il sistema ozone wash, un particolare tipo di lavaggio che riduce l’uso di prodotti chimici nella scolorazione di jeans.
le proposte mirano a rispondere alle esigenze di tutte le fasce di consumatori. Il jeans vegano, senza nessun particolare o inserto realizzato con materiale animale, è dedicato a chi vive seguendo proprio lo stile vegano, mentre quello con i bottoni d’oro è rivolto a chi ricerca stile e lusso anche in un capo versatile e per tutti i giorni come il blu jeans. Attenzione particolare, infine, per il rispetto dell’ambiente con la linea green realizzata utilizzando lavaggi ecologici quali, “Zero water wash”, un lavaggio che riduce i consumi di acqua del 95%.
Per “lavare” e quindi scolorire un jeans con metodo tradizionale servono circa 50 litri di acqua, con questo metodo i appena 5 litri. Ozone wash garantisce l’uso di prodotti chimici certificati oeko tex. Eco aging cioè una sabbiatura ecologica che non espone al rischio di silicosi l’operatore che la pratica.
Le proposte saranno presentate ai buyer stranieri con un fuori Pitti presso lo Show Room toscano Don The Fuller nello Spazio Andreoli, un elegante stabile anni Trenta – l primo autosalone della Lancia – vicino alla fortezza fiorentina.(cr.re.)
Fonte: Il Centro
Arcadia 115, delightful surprise in efficiency and speed
ARCADIA 115 : FOR SOMETHING COMPLETELY DIFFERENT
The Arcadia 115 offers a delightful surprise with her combination of efficiency and speed
“Probably not necessary to point out that you haven’t seen a motor-yacht quite like this before. But if you can see from the outside that she offers something different, it’s not until you step aboard that you can appreciate just how radical she really is. Imagine the most ice-cool modernist apartment ever conceived and you’re getting some idea. But this one floats, and moves” this is how Ugo Pellegrino – President of Arcadia introduced Arcadia 115.
Her unique appeal runs deeper than interior design, though, to fundamentals such as light and space as shown to such memorable effect in those floor-to-ceiling windows. Headroom is more than 7 feet on the main deck, and well over 8 feet in the private saloon upstairs. The sense of space is enhanced by limitless views through those transparent exterior walls except when the two amidships balconies are folded down, and there are no walls at all.
The 115 doesn’t just feel improbably spacious for her length. Thanks to her beamy, round-bilge hull, she really does offer more internal volume than a typical 115-footer. The 115’s hydrodynamics are key to the Arcadia concept, combining a broad performance envelope with fuel efficiency and seakeeping. Her semi displacement hull form, adapted by Arcadia from designs originating at Britain’s National Physical Laboratory (NPL), allows cruise speeds from 8 knots to almost 17 with little change in running attitude. Plus, the hull’s full sections add more interior depth than a typical planing hull, giving the 115 internal headroom without external height.
From the wide-open spaces of the upper deck to the broad and bright deck saloon, the 115’s entertaining areas are spectacular, with plenty of seating and dining space. Floors and bulkheads on our yacht were finished in oak, with cabinets of contrasting ebony and lacquer, reflective, high-gloss deck-heads, and dark marble in the bathrooms.
The interiors also featured furnishings by Poltrona Frau, although of course Arcadia would be happy to listen to a prospective owner’s ideas for an interior scheme. The glass used on the boat, incidentally, is not the stuff they use for greenhouses: it’s German, double-glazed, and filled with encapsulated, inert gas, which reportedly gives it the insulating qualities of a 20cm brick wall.
From the various layout options, the standard is a four-cabin version of the lower deck, two doubles and two twins. At the upper deck Arcadia 115 offers a jolly cabin (back to the wheelhouse area) that may be assigned to Captain or Vip guests as extra accommodation.
With the spectacular full-beam owner’s suite on the main deck, and four cabins down forward in the well appointed crew’s quarters, the yacht’s full complement is 10/12 guests and 8 crew – ideal in case of yacht charter. The three-cabin lower deck layout features a full-beam VIP suite aft in place of the two doubles. The tender garage can accommodate a 14-foot RIB and two Personal Water scooters.
Loaded as we were with something like 9 tons of fuel and water, not to mention 8 tons of lead ballast in the lowest part of the hull, the 115’s progress through the water was reassuringly determined. Applying 10 degrees of helm revealed a surprisingly tight turning circle and a modest angle of outward heel, which increased as more helm was applied. Long, fixed, roll-dampening fins have also been added in front of the stabilizers.
Arcadia claims that the 5-kilowatt photovoltaic panels (overall of 60 sqm) give the superstructure’s roof glass not only a futuristic look but also provide sufficient power on a bright day to run the refrigerators and freezers, plus lights, fans, and pumps, without the need for a generator, which will make sitting at anchor a whole lot quieter and more environmentally friendly.
For serious passage-making owners might choose to cruise at 8 knots or so to maximize the yacht’s range, but it is at 12.5 knots that the 115 really comes into its own as a luxury cruising machine. At that speed, to be achieved with the 12-cylinder MANs ticking over at a relaxed 1570 rpm, the miles slip by at a satisfactory rate but at a comparatively modest cost in fuel thanks to the yacht’s immense diesel capacity you should manage over 1,200 nautical miles at this speed.
In a yacht that impress for her concept, design, and performance, and also for her sheer presence on the water – that alluring mix of competence and confidence – it was this eerie silence onboard that perhaps made the strongest impression. So while you might not have seen a motor-yacht quite like this before, you certainly haven’t heard one like it.
BRIEF SPECIFICATIONS
Builder: Arcadia Yachts
Exterior/Interior design: Francesco Guida Design + Engineering
Model Year: 2012
Generator 2/45-kW Kohler 50Hz
Air Conditioning 240,000-Btu Condaria
LOA: 114’80”
Beam: 26’6″
Draft: 8’6″
Displacement: 180 tons
Gross Tonnage: 265
Standard Power: 2/1,224-hp MAN V12s
Optional Power: none
Fuel Capacity: 5,710 gal.
Water Capacity: 1,050 gal.
Flag: Marshall Island
Class: R.I.N.A. Charter Class – Malta Cross – Hull · MACH
Compliance: LY3
Solar Panels: 5KW approx
Base Price: 10.500.000 Euros
The Numbers
Arcadia 115
RPM KNOTS GPH RANGE dB(A)
600 5.5 2.6 7,545 42
1000 8.2 9.0 3,250 43
1250 10.1 17.4 2,070 43
1500 11.9 29.7 1,429 45
1750 13.4 48.6 983 44
2000 14.7 73.4 714 46
2250 16.2 106.7 542 54
2350 16.7 124.7 478 48
Sound levels measured at the helm. 65 dB(A) is the level of normal conversation.





















