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78HT, yacht di lusso dal cantiere navale turco Numarine
Il prestigioso cantiere navale turco Numarine, si appresta a lanciare un nuovo yacht di lusso ad alte prestazioni, il 78HT.
Questa nuova imbarcazione ideata dal gruppo di Istanbul, si presenta con una forma davvero innovativa, affusolata e simile ad uno squalo, così da muoversi agilmente nelle acque anche in situazioni difficili.
Lo yacht di lusso Numarine 78HT ha una lunghezza di 24 metri ed è mirato ad attirare i più esigenti dalle più svariate esigenze, visto che si adatta facilmente all’utilizzo in ogni stagione e in ogni situazione.
Gli arredi laccati, i grandi e comodi divani ed il pavimento in wengè scuro, tendono a creare un’elegante continuità tra gli ambienti interni e quelli esterni, così da esaltare la spaziosità, grazie anche ai grandi finestroni in grado di garantire una forte illuminazione naturale.
L’obbiettivo degli ingegneri, è stato quello di creare uno yacht razionale ma allo stesso tempo concepito in modo moderno, così da coniugare le alte prestazioni ad un allestimento di ottima fattura.
Di seguito, eccovi altre foto del nuovo yacht di lusso Numarine 78HT. Per altre informazioni, basta visitare il sito numarine.com
Fonte: GoLook.it
La petite Robe noire, eau de parfum di Guerlain
Una creazione assolutamente indispensabile e totalmente irresistibile. Il leggendario flacone con il tappo a cuore capovolto è audacemente interpretato con un tocco moderno. Nella sua trasparenza cristallina, con una sfumatura dal nero al rosa cipria, si svela la silhouette del vestito nero, pronto per andare a ballare!
La prestigiosa casa di Guerlain lancia La Petite Robe Noir 2012.
La fragranza si ispira all’eleganza chic di un grazioso tubino nero che trasuda stile parigino. La fragranza Petite Robe Noir 2012 si apre con aromi giocosi e frizzanti di amarena, bergamotto, bacche rosse e mandorla. Rosa bulgara e turca magistralmente dominano il cuore elegante, e si sviluppano ulteriormente con note di liquirizia e tè nero affumicato. Anice, fava tonka, vaniglia, patchouli e iris formare la base.
Sensuale e leggero come una bolla di champagne, il profumo ha l’odore del limone siciliano, un tenero bacio di mandorle e un tocco di liquirizia. Una bracciata di rose aggiunge eleganza, mentre il tè affumicato e il patchouli gli conferiscono carattere. E poi un tocco di morbida e vellutata vaniglia con una carezza di muschio. La scia del profumo seduce e gli uomoni sono pronti a seguirla.
Note di testa: limone
Note di cuore: rosa, lampone amaretto, liquirizia
Note di fondo: tè, vaniglia, patchouli, muschio bianco
LINEA PRODOTTI:
Guerlain La Petite Robe Noir Eau de Parfum 100 ml
Guerlain La Petite Robe Noir Eau de Parfum 50 ml
Guerlain La Petite Robe Noir Eau de Parfum 30 ml
Superga, primo flagship store a New York
L’iconico marchio italiano Superga ha scelto il quartiere di Soho per l’opening del suo primo flagship store di New York, esteso su una superficie di 650 metri quadrati progettato dallo Studio di Architettura Manifold e suddiviso in aree differenti, tra cui spiccano la galleria e la biblioteca.
All’interno della galleria saranno ospitate la collezione The Row for Superga, la linea abbigliamento e accessori disegnata da Ashley e Mary-Kate Olson, mentre la biblioteca ospiterà i classici del brand.
Tappeti Berberi, scritture segrete e linguaggi del silenzio
Tutti conosciamo i tappeti berberi, i loro motivi geometrici, i loro colori soffusi, e siamo abituati a vederli senza guardarli, a toccarli senza comprenderli, a valutarli e negoziarli senza conoscerne il valore. Quanti tra noi sanno che questi tappeti di lana, nascondono una storia segreta? Che i loro disegni sono in realtà un linguaggio in codice? Quello delle donne berbere che li creano. Come sono fatti è un segreto, riservato a pochi iniziati: storici, esperti di cultura amazigh, appassionati di oggetti antichi, antiquari e galleristi. Nel caos dei souks i venditori assalgono i compratori marocchini così come i turisti, argomentando le vendite sulla qualità della lana, la lucentezza dei colori, e gridano la solita retorica del ”fatto a mano“. Se insistete, vi riveleranno l’origine geografica del tappeto in questione, ma pochi di loro saranno capaci di decriptarvi i segni. La ragione? In un ménage tradizionale berbero, l’uomo e la donna lavorano in cooperazione, con dei perimetri d’azione ben delimitati. La donna si occupa della tessitura dei tappeti, lo sposo della vendita nei mercati rurali settimanali. E’ quindi l’uomo che vende il lavoro della donna, senza poter comprenderlo o spiegarlo. Per lo storico Frédéric Damgaard, “la cultura marocchina è come un iceberg dove la parte maggiore è nascosta e invisibile. La parte visibile e conosciuta perfettamente in tutto il mondo: città imperiali, moschee, kasbah…”. Questa analisi si applica molto bene ai tappeti berberi. Tesoro sconosciuto, è la parte sommersa: losanghe, tratti orizzontali, triangoli e motivi a zigzag, lavorati nel cuore delle montagne.
Disegni semplici e angolari che differiscono totalmente dai motivi floreali carichi di arabeschi e volute dei tappeti cittadini d’origine arabo-andaluse o ottomane. I tappeti berberi presentano una dimensione primitiva. Possiedono un identità propria dovuta alla tessitura praticata dalle tribù transumanti o sedentarizzate, vicino alle città o nascoste tra le montagne. I clans di Beni Jeliadssen, Beni Sadden, Marmoucha, Beni Mguild, Guerouane, Aït Sgougou, Zemmour, Zaïne, Aït Bou Ichaouen, Zenaga o Rehamna, tessono ancora questi tappeti tradizionali con le stesse tecniche ancestrali. Ma allora, questi motivi hanno un senso, o sono l’espressione artistica di un singolo individuo? I disegni geometrici sono in realtà un linguaggio in codice, quello delle donne berbere. Raccontano, per chi sa decriptarli, una saga rapportata alle credenze e all’immaginario della cultura amazigh. E questa storia non è mai la stessa, perchè non è storia di una tribù ma di una persona, individuale e femminile. Ogni tappeto è un libro unico, che porta un messaggio da decodificare, tessuto da chi l’ha creato. I motivi si trasmettono attraverso le generazioni, da madre in figlia. Creazioni artistiche della donna berbera, il suo tappeto riflette prima di tutto le fasi della sua vita e le tappe delle sue esperienze sessuali. Interpretando i segni tessuti nel tappeto, si può apprendere che la donna che lo ha lavorato è vergine, giovane sposa o unita sessualmente ad un uomo. Altre volte i segni rivelano la gravidanza o lo svezzamento di un bambino. Il linguaggio astratto del tappeto berbero prende dunque le sue radici dai corpi, la sua forma e la sua funzione; descrive il ruolo degli organi sessuali e si basa sulla dualità primitiva femminile-maschile. L’incontro dei due sessi diventa l’espressione di una fertilità universale, integrata all’insieme delle forze della Natura. Questi motivi geometrici semplici che intrigano gli appassionati, sono un codice segreto che si mormora, che si trasmette sottovoce, da donna a donna, da madre a figlia. Un buon tappeto è formato da 480.000 nodi al metro quadrato e esige sino a nove mesi di lavoro. E’ il caso, per esempio, dei tappeti Taznakht, colorati con pigmenti naturali, zafferano, henné o menta, a base di pelo di capra o di dromedario. Inginocchiate davanti al loro telaio, per lunghe ore, giorno dopo giorno, le donne raccontano la loro storia, tessendo nello stesso istante, la loro storia, la trama del loro destino. Il tappeto si fa manoscritto, libro aperto e diario di una vita. Una volta archiviato, si avvia verso un destino sconosciuto e diventa tappeto di casa, coperta, arazzo… custodendo al mondo il suo mistero.
Paul Klee, Le Corbusier, Wassily Kandinsky, sono artisti internazionali che hanno reso omaggio al tappeto berbero. Pochi di noi sanno che il celebre architetto Le Corbusier collezionava tappeti berberi che vennero anche esposti a Parigi. All’epoca insegnava alla scuola delle Belle Arti questa teoria: “Fare come le donne berbere, unire alla geometria la più incredibile fantasia“. In Marocco, è essenzialmente Farid Belkahia che ha valorizzato l’arte tradizionale berbera. Le sue tele rendono omaggio alla semiologia berbera, come i tappeti delle donne berbere, le sue opere sono degli enigmi pittorici. Segni e forme criptati sulle tele, ci ricordano le origini di questa terra, ancestrali e profonde.
Credits: Frédéric Damgaard – Yasmina El Kadiri
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Canadiens, esplosione di colore per il tennis
SHOCKING TENNIS – Un’esplosione di colore per il tennis firmato Canadiens®
In occasione degli Internazionali di Tennis a Roma, Canadiens® dedica agli appassionati della terra rossa due capi della collezione primavera estate 2012. Comune denominatore il colore: pieno, deciso, vitaminico, proprio come vogliono le ultime tendenze sui campi del Grande Slam.
Una tshirt per lui: in cotone, dal fit regolare, sceglie il giallo limone movimentato dalla scritta a contrasto che riporta le coordinate del circolo polare artico… perfetta per “freddare” gli avversari.
Una felpa per lei, per vestire i panni glamour delle regine del Foro Italico. Un’intensa tonalità geranio veste il capo ideale per seguire tutti i movimenti anche fuori dal campo.
Prezzo consigliato al pubblico TSHIRT uomo euro 45,00
FELPA donna euro 79,00
Look book PE2012 http://www.ottoidee.it/canadiens-PE2012/flash.html
http://www.canadiens.it NUMERO VERDE 800-860560
X Lence e C Force, nuovi superyacht di lusso da Admiral Tecnomar
Il prestigioso gruppo Admiral Tecnomar, ha presentato a Montecarlo due nuovi superyacht di alta gamma che vanno a completare la flotta con sette modelli.
Si tratta dei modelli X Lence e C Force, entrambi in grado di garantire il massimo del comfort e del lusso; la prima imbarcazione è mirata più attentamente agli armatori in cerca di comfort e spazio, disponibile con 3 varianti di lunghezza: 45,57 e 65 metri.
Il C Force, invece, va a classificarsi come ammiraglia della famiglia, con caratteristiche a dir poco eccellenti e disponibile con 4 varianti di lunghezza, ovvero 45,57,65 e 75 metri. L’intento del C Force è quello di unire la più avanzata tecnologia all’estrema funzionalità, con una linea pensata per affrontare le navigazioni più lunghe disponendo di una vera e propria villa di lusso in mare aperto.
Entrambi i modelli, comunque, permettono anche ai più esigenti di potersi godere delle crociere in alto mare davvero indimenticabili, godendo di tutta l’esperienza navale che il prestigioso gruppo Admiral ha acquisito negli anni.
Di seguito ecco alcune foto dei due nuovi modelli. Per altre informazioni e per le caratteristiche dettagliate, basta visitare il sito Admiralyachts.it
Fonte: GoLook.it
Il Chinotto in Fiore, il profumo di Savona da Abaton
Il Chinotto in Fiore, il profumo di Savona
Abaton, nuovo punto di riferimento del made in Italy per il lifestyle di lusso, presenta Il Chinotto in Fiore, il profumo dedicato a Savona, denominata per eccellenza città del chinotto.
Savona, la sua bellezza composta, la sua eleganza raccolta, il suo prezioso patrimonio legato a secoli di navigazione e scambi internazionali: una città da scoprire, da vivere in simbiosi con il porto, da assaporare nei tipici carruggi, da ammirare nelle sue eccellenze architettoniche.
Per secoli Savona è stata un crocevia tra Oriente ed Occidente, uno snodo logistico per il Nord Italia, nonché un punto di incontro commerciale di grande importanza. Proprio da questi scambi è nato uno dei prodotti tipici della città: il chinotto. Si narra infatti che un navigatore savonese del 1500 importò dalla Cina la pianta del chinotto, il cui frutto era considerato dai marinai una sorta di “amuleto” delle proprietà benefiche e terapeutiche. Grazie alle favorevoli caratteristiche climatiche e morfologiche, questa pianta trovò proprio nel savonese il suo ambiente ideale, prosperando in modo unico; per anni la coltivazione del chinotto è stata tramandata da sapienti maestri canditori dando vita ad esportazioni in tutto il mondo che hanno fatto di Savona la città simbolo del chinotto. Oggi tale coltivazione è diventata un presidio Slow Food.
Marco Abaton, profumiere di Savona e fondatore del gruppo Abaton, ha fatto coincidere il suo ritorno in Liguria dopo una lunga permanenza negli USA, con un omaggio esclusivo alla sua città, Il Chinotto in Fiore, un profumo unico nel panorama della profumeria artistica, ispirato proprio al fascino discreto di questo straordinario agrume.
Il Chinotto in Fiore è un viaggio nella storia di Savona, nella freschezza orientale, nell’eleganza più ricercata di un prodotto di nicchia: ora sobrio, ora inaspettatamente stravagante, il profumo al chinotto è una fragranza multiforme che avvolge con delicatezza la personalità di chi lo indossa, adattandosi alle caratteristiche di ciascuno in modo ineffabile ma al tempo stesso brioso, detonando fascino e carisma. Le note di testa fresche, verdi ed agrumate, lasciano spazio ad un cuore rotondo, balsamico, quasi liquoroso che rievoca il gusto che si prova nell’assaporare questa delizia dolce-amara.
Destinato esclusivamente alla profumeria di nicchia, Il Chinotto in Fiore è disponibile nella confezione da 100 ml (60,00 euro) oppure nel pratico roll-on da viaggio (10,00 euro), un’idea regalo unisex inimitabile ed inaspettata che saprà esprimere il carisma straordinario ed inconfondibile degli evoluzionisti del lusso.
Miu Miu, nuova boutique a Casablanca
Miu Miu ha recentemente inaugurato il primo flagship store all’interno dell’imponente Morocco Mall di Casablanca in Marocco, in uno spazio aperto su un unico livello, progettato dal noto architetto Roberto Baciocchi, nel quale si presenta un ambiente raffinato ed elegante, arredato con ampi salotti, divani e poltroncine rivestiti in damasco su una pavimentazione in moquette beige, contenuto da una facciata esterna alta circa sei metri realizzata in cristallo e corredata di un tendaggio di lamiera forata retroilluminata molto suggestiva. Al suo interno sono presenti i dettagli tipici del concept, tra cui spiccano le cassette di sicurezza in metallo dorato opacizzato e le nicchie specchiate visibili dalle tende in broccato sulle quali sono conservati i preziosi accessori, mentre gli stendini in ottone lucido ospitano le collezioni abbigliamento. L’area interna rispecchia il chiaro segnale d’intimità dell’atelier di lusso con i banchi espositivi in cristallo, posizionati al centro della sala, esaltante la preziosità dell’immagine della boutique.
Yohji Yamamoto, primo film da regista
Yamamoto, nato a Tokyo nel 1943, ha affidato la sceneggiatura ad un altro autore: lui si limiterà a dirigere il lungometraggio che dovrebbe arrivare sul grande schermo tra due anni. Il rapporto tra il designer giapponese e il cinema è ormai una relazione di lungo corso: Yamamoto ha disegnato i costumi per moltissimi film, come Brother, Dolls eZatoichi di Takeshi Kitano, ma ha anche affermato di non amare quest’attività.
“Non voglio soffocare l’identità o la bravura degli attori con il mio ego” ha detto, elogiando l’attività dei costumisti “Spesso sono più bravi dei designer perchè conoscono perfettamente cosa si indossava in un determinato momento storico“.
Fonte: Vogue.it


























