Archive

Archive for June, 2013

Window Socket, presa ad energia solare dai designer Kyuho Song e Boa Oh

June 17, 2013 Leave a comment

window socket

Si chiama Window Socket ed è una presa che offre un modo pulito per sfruttare l’energia solare trasformandola in corrente elettrica. Fino ad ora si è sempre parlato di batterie solari, ma nessuno aveva mai pensato ad un collegamento diretto tra raggi solari ed energia elettrica. Con il suo design minimalista, questa presa può essere attaccata a qualsiasi finestra. La sua semplicità è davvero disarmante! Per ulteriori informazioni potete visitare il sito yankodesign.com

Fonte: Tasc

Categories: Life-Object Tags: ,

Vintage Fashion Festival, happening vintage con McArthurGlen Designer Outlet

June 17, 2013 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Qualcuno sostiene che senza conoscere il passato non si può capire il presente. Questo è un assioma che vale anche per la moda. Forse è anche per questo motivo che anche quest’anno all’interno dei  McArthurGlen Designer Outlet il Vintage Fashion Festival, la rassegna dedicata alla moda del passato, realizzata con la collaborazione di A.N.G.E.L.O, pioniere del vintage in Italia e uno dei massimi esperti in campo internazionale. Un vero e proprio tour che toccherà tutti i centri di McArthurGlen in Italia. Il Festival è già partito lo scorso 20 maggio da Noventa di Piave e continua proseguendo per Castel Romano, La Reggia, Barberino e Serravalle – le date precise sono sul sito di McArthurGlen -. Gli amanti del vintage, durante questa manifestazione, potranno trovare una selezione di oltre 1500 pezzi unici che partono dagli anni ’40 fino ad arrivare agli anni ’90 – gli abiti provengono dallo storico  archivio di Angelo Caroli -.

Fonte: VM-Mag

Intervista a Clara Garrone, portavoce delle donne curvy

clara garrone

L’argomento piace e spesso torna prepotentemente in auge, soprattutto durante il periodo delle sfilate: curvy è bello o no? Alcune aziende sostengono di sì e soprattutto pensano che le donne con qualche chilo in più subiscano una vera e proprio discriminazione. Provate voi a recarvi in un negozio per trovare un abito che vi renda belle, un esperienza, apparentemente piacevole, che può trasformarsi in un incubo: commesse odiose che guardano con disprezzo, camerini con specchi umilianti, abiti che non vanno oltre la taglia 44. Una vera e propria frustrazione. Poi ci sono le aziende che, invece, si dedicano proprio a far sì che lo shopping per le signore tonde, sia un’esperienza gradevole come per tutti.

Viviana Musumeci ha rivolto alcune domande alla portavoce di Clara Garrone, azienda specializzata nella produzione di abiti per donne curvy:

V.M.: Come si distingue Clara Garrone dagli altri brand di abbigliamento?

C.G.: CLARA GARRONE è un brand di abbigliamento femminile MADE IN ITALY che propone creazioni di qualità e con uno stile attento alle tendenze della moda. Questo marchio è nato con lo scopo di rispondere alla necessità di rompere i canoni consueti di una moda che discrimina e sottovaluta le donne dalle forme “morbide”.  La particolarità di CLARA GARRONE è racchiusa proprio in un nuovo modo di concepire e realizzare le collezioni per questo tipo di target.  Non più linee diverse e disegnate in modo più tradizionale, ma un sistema di progressione taglie che permette di adattare la vestibilità dei capi anche a chi indossa una taglia dalla 50 alla 56.

V.M.: Quando e come è stato fondato?

C.G.: Nel 2009 nasce il brand CLARA GARRONE di proprietà dell’azienda CDM srl. Ogni capo realizzato dalla C.D.M. srl è il frutto di un attento processo di produzione che va dall’ideazione e lo sviluppo del modello, alla scelta dei tessuti e materiali di qualità fino alla produzione e distribuzione in Italia e all’estero. La filosofia aziendale è basata su valori come: Cura e attenzione per la qualità, passione, italianità, trasparenza e innovazione. La sede legale e operativa della società viene stabilita strategicamente presso la zona industriale di Nola, vicino al CIS e all’Interporto Campano,  uno dei maggiori poli distributivi d’Europa e punto di riferimento a livello internazionale.

V.M.: A chi si rivolge in particolare?

C.G.: Dedicato ad un target giovane e dinamico, che sa riconoscere una manifattura di qualità e apprezzare un abito per la sua vestibilità e il suo stile ricercato. Un brand, ma anche una nuova filosofia. Ogni donna ha una bellezza innata e nascosta dentro di sé.  Le misure non sono un ostacolo o un fattore di distinzione. Lo stesso stile e la stessa creatività è offerta sia a colei che indossa una 42 sia a chi indossa una 56.

V.M.: Quali sono i vostri punti di forza?

C.G.: Innanzitutto è prodotto interamente MADE IN ITALY, la vestibilità è ottima perché copre dalla taglia 42 alla 56, il sistema di progressione taglie è ideato e sviluppato internamente; la ricerca e il know how sui tessuti di qualità sono molto sviluppati; i modelli sono in linea con le ultime tendenze; la produzione avviene all’interno dell’azienda e infine un ottimo rapporto qualità/prezzo.

V.M.: Quanti capi producete in un anno e dove vengono distribuiti?

C.G.: Ogni capo presente nelle collezioni CLARA GARRONE è frutto di un attento processo di produzione. L’azienda adotta un sistema moda  “programmato” con due collezioni all’anno che prevedono un’offerta composta da circa 100/150 referenze per collezione più delle uscite durante la stagione. Per ogni collezione vengono proposte dai 7 agli 8 mood. Le collezioni vengono distribuite in tutta Italia e all’estero.

V.M.: Quali sono le caratteristiche della prossima collezione autunno/inverno?

C.G.: La collezione invernale è composta da colori caldi declinati in affascinanti modelli e fantasie. Il total look invernale comprende morbide bluse, vestiti e maxi pull arricchiti da caldissimi girocolli di pelliccia, eleganti cappotti con tessuti spigati lurex, abitini traforati in punto laser, lavorazioni particolari che rendono unici i capi di questa collezione. I colori si uniscono alla preziosità delle pietre che, grazie alle collane che arricchiscono gli outfit, donano un vero e proprio tocco di charme. Prugna, verde, blue, grigio, nero, beige, testa di moro, antracite, cipria, panna , senape e indaco sono alcuni dei colori protagonisti delle proposte autunno inverno 2013 firmate CLARA GARRONE.

(Intervista di Viviana Musumeci)

Fonte: VM-Mag

Categories: Interviste Tags:

Grattacieli italiani

June 17, 2013 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Il grattacielo non è una forma architettonica tipica del nostro paese, nonostante le residenze sviluppate in verticale siano di nostra invenzione; infatti le case torri fiorentine, ma tipiche anche di varie città comunali in epoca medievale, non sono altro che antenati del grattacielo nella forma che oggi abbiamo in mente.
Ciononostante i primi grattacieli di epoca moderna in Italia risalgono al Ventennio e quindi con oltre cinquant’anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti d’America. In particolare gli esempi maggiormente degni di nota si possono far risalire al secondo dopoguerra, periodo in cui vengono concepiti il Pirellone, la Torre Velasca e il Grattacielo di Livorno; la nostra attenzione ricade in particolare su queste ultime due architetture.
Entrambi i grattacieli portano le firme di architetti di prestigio e di grande risalto all’interno della critica italiana, la Torre Velasca infatti è stata progettata dallo studio BBPR, mentre il Grattacielo di Livorno da Giovanni Michelucci. Tutti e due i progetti sono datati 1956, anche se il grattacielo toscano sorgerà circa dieci anni dopo, con una serie di modifiche successive rispetto ai disegni iniziali. E’ interessante però analizzare e confrontare tra di loro queste due opere così affini, ma allo stesso tempo distanti.
Le analogie tra i due edifici sono molteplici: entrambi cercano di superare la rigidità e i canoni compositivi dell’international style che si erano accostati totalmente alla forma architettonica del grattacielo. Michelucci lavora più sulla composizione formale e geometrica, l’architetto toscano smonta la forma archetipica del grattacielo e la decostruisce, sfruttando anche l’irregolarità del lotto, creando cinque diversi corpi giustapposti tra di loro con altezze variabili, ma mantenendo una simmetria compositiva. Il gruppo milanese, e in particolare Ernesto Nathan Rogers, invece, cerca di ragionare in termini materici, allontanandosi dalla purezza del razionalismo per avvicinarsi sempre di più al brutalismo.
Questo elemento emerge in particolar modo dal trattamento delle facciate: la Torre Velasca porta in facciata la propria struttura denunciando la sua anima in cemento armato, le travi oblique che sorreggono il “fungo” della torre sono una dichiarazione di verità strutturale forte e univoca; questo aspetto si esalta anche nei tamponamenti, anch’essi in cemento. Anche il Grattacielo di Livorno è stato realizzato in cemento armato ed anche in questo caso la struttura è posta in evidenza, sebbene poi Michelucci rivesta la maggior parte delle superfici con un paramento in mattoni, limitando la forza espressiva dell’edificio.
Dal punto di vista funzionale il ragionamento che sta alla base dei due edifici è il medesimo, vengono infatti nettamente divisi gli spazi abitativi da quelli di lavoro, anche se il risultato espressivo è poi profondamente diverso. La Torre Velasca infatti è prevalentemente dedicata ad uffici e negozi, ubicati nei primi diciotto piani; i livelli successivi sono dedicati alle abitazioni e vedono quindi aumentare la propria superficie andando così a creare l’ormai nota silhouette del grattacielo ed a omaggiare il lavoro del Filarete al Castello Sforzesco.
Il Grattacielo di Livorno attua questa divisione funzionale in maniera compositivamente opposta: gli uffici sono situati nell’ampia piastra basamentale dalla quale s’innalza il corpo principale, che ospita gli appartamenti. Questo elemento nel progetto originale era più snello, ma nella sua realizzazione ha subito un progressivo inspessimento. Un’altra differenza sostanziale è costituita dalle metrature delle unità abitative, la torre toscana infatti presenta numerose tipologie pensate per accogliere al proprio interno famiglie di varia estrazione sociale, realizzando così una vera unità abitativa per la città; la Torre Velasca invece contiene appartamenti molto ampi, nella maggior parte dei casi quadrilocali, pensati come spazi residenziali di lusso, degli attici che si aprono sulla città di Milano.
Andando avanti nell’analisi delle differenze tra i due grattacieli si nota anche il diverso atteggiamento nei confronti della città costruita, la Torre Velasca crea un nuovo spazio urbano, una piccola piazza, arretrando il corpo del grattacielo dal fronte stradale, realizzando un procedimento simile a quello svolto da Mies van der Rohe negli stessi anni per il Seagram Building a New York. Michelucci invece decide di seguire il filo urbano dell’isolato, andando a completare una porzione di città che all’epoca si stava espandendo, l’unica concessione che viene fatta alle geometrie urbanistiche del lotto è identificabile nel passaggio che taglia il basamento e congiunge lo spazio della strada interna con il fronte urbano.
Risulta quindi interessante vedere come due grandi protagonisti della storia dell’architettura italiana si sono, negli stessi anni, confrontati sul tema del grattacielo andando ad analizzare aspetti simili e spesso giungendo a soluzioni condivise, nonostante la differenza che permeava i loro due mondi.

Fonte: Linea di Sezione

Categories: Domus Architecture Tags:

Cartier, anelli esclusivi

June 14, 2013 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Dopo aver parlato molte volte degli anelli di lusso di casa Cartier, da ormai anni sinonimo di bellezza ed esclusività, eccoci con questo nuovo articolo in cui riveleremo i prezzi dei 4 modelli più esclusivi e rischiesti del marchio francese.
Trinity Black & White – Composto dal meraviglioso intreccio di 3 materiali di grande ricercatezza: oro bianco 18 carati, platino 950 e ceramica, è abellito da uno sfavillante pavè di diamanti. – 10.600 euro
Solitaire Trinity – Dalla storica linea dei tre ori di Cartier, il Solitaire nasce dall’unione di oro bianco, oro giallo e oro rosa con un diamante centrale a taglio brillante da 0,23 carati. – 2.400 euro
Love – Dalla linea più giovanile di casa Cartier, l’anello Love si presenta con una base interamente in oro rosa 18 carati impreziosita da un pavè di diamanti. – 5.950 euro
Decoro C Cartier – Uno degli anelli più ricercati di casa Cartier, si contraddistindue per le due C che mostrano l’iniziale del marchio. Disponibile in varie versioni con prezzo a partire da 3.840 euro.

Fonte: GoLook.it

Categories: News Tags:

Alessi, dipendenti in supporto per progetto Buon Lavoro

ALESSI_001-w600-h600

La notizia è di qualche giorno fa, ma fa piacere riprenderla perché potrebbe diventare un suggerimento da estendere anche ad altre realtà manifatturiere italiana operanti anche in ambiti merceologici diversi. Alessi, marchio storico del design italiano ha deciso che nel periodo tra giugno e novembre, quello in cui fisiologicamente cala la produzione,  “presterà” i propri dipendenti – su  286 ha aderito l’85% – al comune di Omegna per un corrispettivo di 9mila ore di lavoro . Il progetto si chiama Buon Lavoro= La fabbrica per la Città e consentirà di ricevere un aiuto non indifferente sulla manutenzione di  giardini pubblici, assistenza agli anziani, disabili e bambini. Se fossimo su Facebook, sarebbe un Mi Piace certo.

Fonte: VM-Mag

Categories: Life-News Tags:

Sarah Jessica Parker, prima collezione di moda

Sarah Jessica Parker, prima collezione di moda

Evidentemente doveva essere scritto nel suo karma. I piedi sono importanti e per Sarah Jessica Parker anche di più. Dopo aver nominato e indossato le calzature di Manolo Blanhik, adesso l’ex protagonista di Sex&TheCity passa dalla parte degli stilisti e, insieme al presidente di MBUsa, George Malkemus. I due, infatti, stanno lavorando da qualche tempo alla nuova etichetta di moda dell’attrice americana relativa alla stagione p/e 2014. La collezione includerà calzature, borse e trench. Le calzature saranno realizzate da artigiani italiani, ma la condizione su cui Parker non sente assolutamente ragioni è che il prezzo sia sempre accessibile e che siano indossabili da lei prima che da tutte le altre donne.

Fonte: VM-Mag

Categories: Life-News Tags:

Crazy Me, yacht di lusso dai prestigiosi cantieri navali Heesen Yacht

June 14, 2013 Leave a comment

Yacht_Crazy_Me

Prende il nome di Crazy Me ed è l’ultima opera dei prestigiosi cantieri navali Heesen Yacht, varato nella giornata di ieri ad Oss, nei Paesi Bassi, dove per l’occasione è stata rotta la classica bottiglia.
Crazy Me si presenta con una lunghezza di 50 metri ed è caratterizzato da un corpo interamente in alluminio; la festa per il suo varo si è svolta in modo completamente privato; i suoi progettisti hanno mostato tutte le sue caratteristiche al fortunato armatore ma, per ora, non è stato ancora possibile fotografarlo negli interni. In attesa di foto più dettagliate, per maggiori informazioni sulle caratteristiche del nuovo yacht di lusso Crazy Me, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale heesenyachts.nl

Fonte: GoLook.it

Categories: Veiculi Tags:

Eau de mandarine ambrée e Eau de narcisse bleu, nuove fragranze della collezione Cologne Hermès

June 14, 2013 Leave a comment

Eau-de-mandarine-ambree-Hermes-600x963

Eau de mandarine ambrée e Eau de narcisse bleu
Tra i profumi primavera estate 2013 più intimisti ecco le due Acque di Colonia di HermèsEau de mandarine ambrée e Eau de narcisse bleu, che vanno ad arricchire la collezione Cologne Hermès: due nuove fragranze che accompagnano gioiosamente il tema dell’anno “Il gusto dello sport“.
Le Cologne, elisir di benessere, di piacere immediato, sono oggi fragranze intimiste, che rispondono a un bisogno di raffinatezza e voluttà che si prova in sé stessi e per sé stessi. Classiche, originali, a volte sorprendenti, le ho create perché siano vissute più che sfoggiate“, commenta il naso della Maison Jean-Claude Ellena.
Non conosco odore più gioioso di quello del mandarino, più vellutato di quello dell’ambra” prosegue il maestro descrivendo
Eau de Mandarine Ambrée. Reinventando il classico tema degli agrumi e della freschezza, il profumo infonde alla fragranza tutta la sua vitalità sbarazzina e delicata. Il mandarino si associa alla vivacità del frutto della passione, rivelato dal tocco vellutato dell’ambra.
Una creazione in tutta libertà in cui ho cercato, più precisamente, di esprimere soprattutto l’aspetto tattile della materia” : queste le parole del naso per farci conoscere Eau de Narcisse Bleu, un omaggio alla freschezza. Un esercizio di stile che addolcisce l’accordo in cui si avvicendano fiore d’arancio e galbano. Una scrittura contemporanea e firmata, che mixa, in un gioco di contrasti, la nota densa e strutturata del narciso alla delicatezza di un accordo boisé.

Fonte: Olfatto Matto

hermes-cologne1

Categories: Cosmesi Tags:

Brian Atwood, sandalo gioiello per la prossima stagione autunnale 2013

This slideshow requires JavaScript.

Brian Atwood presenta un nuovo sandalo gioiello per la prossima stagione autunno Pre-Fall 2013 dal gusto semplice, ma per certi versi ammiccante con la fascetta e il maxi cinturino sull’accollatura della caviglia incastonati di cristalli di dimensioni diverse, come se si trattasse di una cavigliera ornamentale, il tacco vertiginoso a spillo è lineare, quasi impercettibile nascosto dal nastro grog-grain disposto a fiocco sul tallone che correda la cerniera di chiusura. Un sandalo molto fine adatto alle donne esigenti che osano senza ostentare.

Categories: Lux-Woman Tags: