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Archive for December 5, 2011

Prosecco Battistella, nomination migliore qualità

December 5, 2011 Leave a comment

GIORNALE A STELLE E STRISCE PREMIA ‘BATTISTELLA, IL PROSECCO’ BATTISTELLA: QUALITA’ DEL MADE IN ITALY ARMA PER VINCERE NEI MERCATI INTERNAZIONALI
“E’ una grande soddisfazione. Non è da tutti i giorni ricevere una ‘nomination’ da una delle riviste americane più lette dagli appassionati a stelle e strisce di moda e lifestyle. Questo nuovo riconoscimento conferma che la qualità del Made in Italy è la sola arma disponibile per vincere nei mercati internazionali”.
Con queste parole gli imprenditori veneti Battistella, produttori di Prosecco, annunciano, dalle pagine del sito aziendale www.proseccobattistella.com, che Clear Megazine, giornale americano di ‘moda e lifestyle’, ha scelto ‘Battistella, il Prosecco’ come ‘Clear’s drink of the month’. L’esito, frutto di un concorso al quale hanno partecipato Champagne francesi, Cava spagnoli e spumanti italiani, ha visto le bollicine trevigiane del Prosecco extra dry millesimato dell’azienda Battistella indiscusse protagoniste. Il risultato è stato reso noto con la pubblicazione di uno speciale Battistella alla pagina http://www.clearmag.com/category/luxury/.
E’ la prima volta che uno spumante italiano sale in vetta nella classifica stilata da Clear. “Una scelta – commentano dall’azienda – che oltre a premiare la qualità de ‘Il Prosecco’, premia il lavoro di tutta la filiera Battistella: dai tecnici in vigna, agli amministrativi, dagli enologi in cantina, agli agenti. 
Siamo tutti molto felici – dice Andrea Battistella -, è un grande traguardo.  Oltre 50 anni fa nostro nonno Fioravante innestò la prima barbatella di vigna in azienda, oggi la stampa di settore americana ci premia. L’azienda sta crescendo nel verso giusto”, conclude l’imprenditore formatosi alla Scuola Enologica Cerletti di Conegliano, la scuola di vitivinicoltura più antica d’Europa che 4 giorni fa ha festeggiato i primi135 anni di vita.

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Windsor, casa reale del Regno Unito e dei regni del Commonwealth

December 5, 2011 Leave a comment

La casa Windsor, precedentemente conosciuta come casato di Sachsen-Coburg und Gotha (anglizzato poi in Saxe-Coburg and Gotha), è la casa reale del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e degli altri regni facenti parte del Commonwealth. Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, i sentimenti anti-tedeschi presenti nella popolazione spinsero la famiglia reale a mutare il nome, passando da titoli di chiara provenienza tedesca a nomi che assomigliavano più alla lingua inglese.
Il nome tedesco proveniva dal matrimonio della regina Vittoria con il principe Alberto, figlio di Ernesto I, duca di Sassonia-Coburgo-Gotha, nel febbraio 1840. Sassonia-Coburgo-Gotha, comunque, non era il cognome personale del principe consorte, ma il territorio governato dalla sua famiglia; la sua casata si chiamava Wettin.
Così, il nome Hannover venne cambiato in Windsor, che divenne anche il nome della famiglia reale tramite un ordine in consiglio di re Giorgio V.
Comunque, l’ordine si riferiva solo a tutti i discendenti della regina Vittoria nella linea maschile, ma non necessariamente alle discendenti femminili. Nell’aprile 1952, due mesi dopo la sua ascesa al trono, la regina Elisabetta II pose fine alla confusione sul nome dinastico quando dichiarò al Consiglio della Corona la “volontà e gradimento che io e i miei figli dobbiamo essere designati e conosciuti come casa e famiglia Windsor, e che i miei discendenti che si sposano, e i loro discendenti, debbano portare il nome Windsor”.
Successivamente, l’8 febbraio 1960, la regina emanò un altro ordine in consiglio, confermando che lei e i suoi quattro figli sarebbero stati noti come casa e famiglia di Windsor, e che i suoi altri discendenti di linea maschile (eccetto quelli che sono “altezze reali” e principi o principesse) avrebbero preso il nome Mountbatten-Windsor.
Qualsiasi futuro monarca può cambiare il nome della dinastia se lo desidera. Un altro ordine in consiglio può annullare quelli di Giorgio V e di Elisabetta II. Ad esempio, se il Principe di Galles dovesse accedere al trono, potrebbe cambiare il nome della casa reale in “Mountbatten” in onore del padre e dello zio Louis Mountbatten.
Il regno di re Giorgio V iniziò nel 1910 sotto la casa di Sassonia Coburgo Gotha e si concluse nel 1936. Tuttavia lo Stato Libero d’Irlanda lasciò il Regno Unito nel 1922 e il nome effettivo del regno non fu cambiato fino al 1927, quando egli divenne re d’Irlanda.
Nei decenni che seguirono il 1927 colui che rivestiva la carica di sovrano diveniva re o regina anche di molti reami del Commonwealth, inclusi l’Australia, il Canada, lo Stato Libero d’Irlanda, la Nuova Zelanda, l’Unione Sudafricana, e così via. Precedentemente erano stati sovrani in, non di, questi stati attraverso una suddivisione dell’Impero Britannico. Dopo il 1927 la sovranità di tutti i regni risiedeva nella mani di un unico re. Fino al 1947 il re è stato designato anche imperatore dell’India.

Fonte: Wikipedia

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Ferrari 458 Italia, auto di lusso del miliardario saudita Dhiaa Al-Essa

December 5, 2011 Leave a comment

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Dopo aver parlato qualche giorno fa del primo esemplare di Lamborghini Aventador ottenuto dal figlio del miliardario saudita Dhiaa Al-Essa, eccoci parlare della sua nuova Ferrari 458 Italia personalizzata.
Come già accennato nell’articolo precedente, infatti, Dhiaa è noto a molti per la sua grande passione per le auto sportive di lusso e, ovviamente, per il suo immenso garage, in cui sono presenti fuoriserie di grande calibro, com Rolls Royce, Ferrari, Lamborghini, Porsche, Bugatti e altre ancora.
La prima caratteristica che differenzia questa Ferrari 458 Italia, è la sua verniciatura bicolore, che vede la carrozza nel classico giallo Ferrari ed il tetto in colore nero; altre modifiche sono state fatte anche negli interni, ma il fortunato Dhiaa non ha ancora permesso a nessuno di scattare delle foto per paura di essere copiato, visto che lui va matto per l’esclusività.

Fonte: GoLook.it

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Virgin America, aereo di lusso in affitto

December 5, 2011 Leave a comment

La celebre compagnia aerea Virgin America sta offrendo un’interessante possibilità sul sito Giltcity.com, che permette di noleggiare un aereo della sua flotta per un viaggio di andata e ritorno a soli 50 mila euro.
L’areo per il noleggio è un Airbus A320, il quale sarebbe in grado di accogliere fino a 146 passeggeri, accolti nel massimo del comfort grazie anche ai pacchetti extra, offerti dalla compagnia a chi vorrà usufruire dell’offerta.
Per ciò che concerne il viaggio da fare, si potrà scegliere una delle tante linee coperte dalla compagnia, tranne il Messico.
Calcolando il costo a persona, il prezzo sarebbe davvero interessante, visto che si tratta di soli 410 euro per passeggero.
Questa offerta, secondo quanto rivelato dai vertici della compagnia, è mirata sia ai privati che vogliono affrontare grandi viaggi in comitiva, sia alle aziende che vorrebbero omaggiare i propri dipendenti con un viaggio premio, offrendogli un volo privato.

Fonte: GoLook.it

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Duomo di Milano

December 5, 2011 Leave a comment

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Il Duomo di Milano, monumento simbolo del capoluogo lombardo, è dedicato a Santa Maria Nascente ed è situato nell’omonima piazza nel centro della città. È una tra le più celebri e complesse costruzioni gotiche del mondo.
Poche chiese, in Italia, hanno avuto una costruzione così lenta e complessa come la ebbe il Duomo di Milano. Non solo, ma l’erezione dell’imponente monumento fu una impresa che interessò non solo la Lombardia, ma tutta l’Italia. Fu infatti attraverso essa che lo stile gotico fiorito d’Oltrealpe penetrò in Milano e influenzò l’Italia intera. La sua elaborazione fu assai lenta: essa comprese infatti un arco lunghissimo di ben cinque secoli, pur rimanendo tuttavia fedele ai principi dell’arte gotica. Sul luogo dove sorgeva la basilica di Santa Maria Maggiore, del IX secolo, si iniziò nel 1387 la costruzione del Duomo, dedicato a Santa Maria Nascente; costruzione voluta dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo ed appoggiata non solo da Gian Galeazzo Visconti, all’epoca signore della città, ma da tutto il popolo milanese. In quell’anno era ingegnere Simone da Orsenigo, circondato da numerosi maestri campionesi. È fuori di dubbio, tuttavia, che l’intero progetto del Duomo fosse opera di una sola mente, sicuramente di un maestro oltramontano, perché, nonostante l’avvicendarsi di numerosi architetti alla fabbrica, il Duomo ha mantenuto un carattere straordinariamente coerente, e questo carattere è tipicamente d’Oltralpe. Tuttavia, questi schemi gotici, nelle menti degli architetti italiani, persero la loro caratteristica oltramontana e acquistarono quella più tipicamente nostrana. Intorno a Simone da Orsenigo, i nomi dei grandi maestri della pietra: Marco “de Frixono” da Campione, Matteo da Campione, e il più grande Giovannino de’ Grassi. Nel 1389 Simone da Orsenigo fu rimosso dall’incarico e fu fatto venire da Parigi Nicola di Bonaventura, che fornì il disegno dei finestroni absidali, aperti a traforo. Poi anch’egli, giunto a Milano il 7 maggio 1389, fu licenziato il 31 luglio 1390. Maestri italiani e stranieri si susseguirono, avvicendandosi, nella fabbrica del Duomo: i tedeschi Giovanni da Friburgo, Enrico Parler da Gmunden, Giovanni da Fernach, e gli italiani Bernardo da Venezia, Gabriele Stornaloco, piacentino, Marco da Carona, Giovannino de’ Grassi e Giacomo da Campione. Questi ultimi due rimasero legati stabilmente alla fabbrica dal 1392 e dettero al nascente Duomo la loro impronta decisiva, quello stile “gotico fiorito”, caratterizzato dall’esuberanza decorativa.
Alla morte del grande maestro, il parigino Jean Mignot criticò aspramente i lavori ma, trovando l’opposizione di Bernardo da Venezia e di Bertolino da Novara, fu ben presto licenziato: è da questo momento che la fabbrica del Duomo di Milano verrà diretta esclusivamente da maestri italiani. Nel 1400 era a capo dei lavori Filippino degli Ugoni: a lui si deve il disegno dei capitelli, delle volte, dei terrazzi. Si lavorava alacremente, nella fabbrica del Duomo, tanto che, nel 1418 veniva consacrato l’altare maggiore da papa Martino V. Con la salita al potere, alla metà del ‘400, di Francesco Sforza, le arti conobbero un nuovo indirizzo. L’architettura milanese del ‘400, e quindi anche quella del Duomo, fu “siglata” dalle tre generazioni dei Solari: Giovanni, il figlio Guinforte, e il figlio di questi, Pier Antonio. Il genero di Guinforte, il grande Giovanni Antonio Amadeo, fu il vincitore del concorso indetto nel 1490 per l’erezione del tiburio: nonostante il “nuovo corso” rinascimentale che aveva preso l’arte, L’Amadeo fu strenuo difensore dell’unità gotica dell’editicio e completò il tiburio nel 1500. Dieci anni più tardi sorgeva, gotica anch’essa, la prima delle quattro guglie contigue. Intanto, la grande fiammata del “gotico fiorito” andava lentamente spegnendosi, vinta dal nuovo senso plastico delle forme teorizzato da Filarete, da Luca Francelli, da Francesco di Giorgi e da Leonardo, chiamati da tutta Italia per dare nuovi consigli e nuovi pareri sulla fabbrica del Duomo. Dopo un più che breve intervento tedesco, un maestro di Strasburgo chiamato nel 1482 da Gian Galeazzo Sforza, fu messo a capo dei lavori Pellegrino Pellegrini, detto anche Tibaldi, architetto preferito dall’arcivescovo Carlo Borromeo. Il Pellegrini dette subito un vigoroso impulso alla costruzione, progettando i disegni per il pavimento e per gli stalli del coro. Nel 1572 San Carlo riconsacrò il Duomo. Nel1585, alla partenza dei Pellegrini per la Spagna, ottenne di succedergli Martino Bassi e quindi Lelio Buzzi, già autore del progetto della Biblioteca Ambrosiana. Sotto l’arcivescovado dell’altro grande Borromeo, Federico, fu Fabio Mangoni a soprintendere la fabbrica del Duomo, a cui poi seguirono il Richini e il Quadrio. Nel XVIII secolo non erano ancora terminati i lavori. La guglia maggiore fu eretta dal 1765 al 1769 e la facciata, secondo le valide proposte del Pellegrini, fu compiuta negli anni fra il 1805 e il 1813. I lavori continuarono per tutto l’Ottocento, completando l’erezione delle guglie e le torri scalari intorno al tiburio. Ma tutta questa complessa costruzione ebbe sempre bisogno di vaste opere di restauro: la prima nel 1935 e la seconda, ben più complessa e più dolorosa, dopo i bombardamenti aerei del 1943. Durante l’ultimo restauro, fu rinnovato il pavimento, furono sostituite quelle statue e quegli elementi decorativi che più avevano sofferto le ferite della guerra. Infine, l’8 dicembre 1966, fu inaugurato il nuovo sagrato.
L’interno
I cinquantadue pilastri dividono le cinque navate e sorreggono le volte simulanti un traforo gotico; queste vennero dipinte verso la metà del 1800 da Alberti e Alessandro Sanquirico.
Il pavimento, su disegno originale del Pellegrini, è un intreccio di marmi chiari e scuri con disegni intersecantisi infinite volte.
Nella prima navata a destra si trova il sarcofago dell’Arcivescovo Ariberto da Intimiano, l’inventore del Carroccio, sormontato dal Crocefisso in lamine di rame dorato che il vescovo donò al monastero di San Dionigi. Un piccolo marmo seicentesco riporta un’iscrizione che ricorda Seguono i sarcofagi degli arcivescovi Ottone Visconti e Giovanni Visconti, opera di un maestro campionese del primo XIV secolo su due colonne in marmo rosso di Verona, e di Marco Carelli, un mecenate che alla fine del XIV secolo donò trentacinquemila ducati alla Fabbrica del Duomo per accelerare i lavori di costruzione.
Alla sesta campata vi sono tre magnifici altari del Pellegrini, sul primo dei quali si trova un pregevole quadro di Federico Zuccari: la “Visita di Sant’Agata in Carcere da parte di San Pietro”.
Notevole nel transetto destro è il monumento a Gian Giacomo Medici detto il Medeghino, opera di Leone Leoni, la cui l’effigie campeggia nel centro, circondata da statue e bassorilievi. Interessante l’adiacente altare rinascimentale di marmo, decorato con statue di rame dorato. Di fronte al Mausoleo Medici vi è il “pezzo” più celebre di tutto il Duomo: il famosissimo “San Bartolomeo Scorticato”, opera di Marco D’Agrate, con la pelle gettata come una stola sulle spalle e sul corpo.
Il complesso del presbiterio, capolavoro del Tardo Rinascimento milanese, è formato dal coro con i suoi stalli lignei, dal “Tempietto” del Pellegrini, dai due pulpiti dai ciclopici telamoni rivestiti di rame e di bronzo e dai due giganteschi organi.
Il deambulatorio corre intorno al coro, e vi si ammirano i portali delle due sacrestie, alcuni affreschi (fra i quali la “Vergine dell’Aiuto”) e la statua di Papa Martino V, opera quattrocentesca di Jacopino da Tradate.
Nel transetto si trova il “Candelabro Trivulzio” che consta di due parti: un piede, tutto un intreccio di viticci, vegetali, animali fantastici, attribuito a Nicolas de Verdun (XIII secolo) e uno slanciato stelo a sette braccia, a volute e ricami della metà del 1500.
Dopo altri tre altari di Pellegrino Tibaldi nella navata sinistra si trovano l’edicola “Tarchetta” dell’Amadeo, il monumento Arcimboldi dell’Alessi, romaniche figure di Apostoli in marmo rosso e infine il classicheggiante Battistero del Pellegrini.
La prima campata è attraversata dalla lista di marmo e bronzo della meridiana. Nel mese di novembre, periodo dedicato a San Carlo Borromeo, vengono esposti i teleri (i cosiddetti “Quadroni”) della vita del Santo, dipinti da un gruppo di artisti tra cui spiccano Cerano e Giulio Cesare Procaccini. I finestroni della cattedrale sono chiusi da vetrate istoriate che nascono col Duomo e furono via via implementate sino ai giorni.
La facciata
La facciata è una sedimentazione di secoli di architettura e scultura italiana, che va dal Tardo Rinascimento del Pellegrini al Barocco di Francesco Maria Richino, allo pseudo-gotico napoleonico dell’Acquisti. L’impostazione tardo-rinascimentale è del Pellegrini, anche se nei dettagli si intravede il barocco nascente e la mano del Richino. Su questa base s’innesta il coronamento pseudo-gotico richiesto agli architetti del 1800 da Napoleone Bonaparte in persona. Spiccano particolarmente le grandi statue relative all’Antico Testamento di Luigi Acquisti.
Il portale e l’esterno
Il portale mediano è disegnato dal Richini, arricchito da sculture di G.B. Crespi e completato da porte di bronzo moderne. Una passeggiata intorno alla cattedrale permette di apprezzare l’infinito numero di sculture, di doccioni, di guglie, di archi rampanti. Sopra la selva di guglie si eleva quella del tiburio, su cui nel XVIII secolo è stata posata la Madonnina dorata, simbolo della città.
Uno sguardo particolare merita l’abside, la parte più antica, e più avanti la quattrocentesca guglia Carelli, la prima ad essere costruita.
Il Museo del Duomo ripercorre la storia dell’edificio e ospita alcune opere d’arte collegate allo storico edificio.
Alcune misure del Duomo:
• altezza della Madonnina dal suolo: 108,50 metri;
• altezza della Madonnina: 4,16 metri[1];
• altezza della facciata centrale: 56,50 metri;
• altezza della navata maggiore: 45 metri;
• lunghezza esterna: 158 metri;
• lunghezza interna: 148 metri;
• lunghezza della facciata principale: 67,90 metri;
• larghezza interna delle 5 navate: 57,60 metri;
• larghezza esterna: 93 metri;
• larghezza interna: 66 metri;
• colonne interne: 52;
• guglie: 135[2];
• altezza delle colonne interne: 24 metri;
• diametro della colonne interne: 3,40 metri.
La meridiana
In vicinanza dell’ingresso del Duomo una striscia di ottone incassata nel pavimento attraversa la navata, risalendo per tre metri sulla parete di sinistra (a nord). Sulla parete rivolta a sud, ad una altezza di quasi 24 metri dal pavimento, è praticato un foro attraverso il quale, al mezzogiorno solare, un raggio di luce si proietta sulla striscia del pavimento.
Ai lati della linea metallica sono installate delle lastre di marmo indicanti i segni zodiacali con le date di ingresso del sole.
Lo strumento fu realizzato nel 1786 e modificato nel 1827 in seguito al rifacimento del pavimento del Duomo.

Fonte: Duomo

iCam Apple, fotocamera concept ideata da ADR Studio

December 5, 2011 Leave a comment

Per chi non lo sapesse, iCam è un concept di una fotocamera ideato da ADR Studio, che ha interpretato a suo modo come potrebbe essere una reflex targata Apple.
Dopo essere diffusa su internet con le prime foto che hanno letteralmente spopolato tra gli amanti dei prodotti dell’azienda di Cupertino, ecco arrivare un video di presentazione di iCam, che secondo alcuni rumors Apple stia prendendo in considerazione sotto un punto di vista progrettuale.
Di seguito, eccovi il video in questione, che mostra il design di questa rivoluzionaria reflex che potrebbe essere prodotta tra qualche anno da Apple.

Fonte: GoLook-Technology.it

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Ferrari F430, auto di lusso tatuata di Philippe Pasqua

December 5, 2011 Leave a comment

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Il lusso, molte volte, è anche esclusività ed è proprio per questo che il noto artista francese Philippe Pasqua ha deciso di tatuare questa Ferrari F430.
In poche parole, questo esemplare automobilistico, è stato prima interamente ricoperto da cuoio e poi tatuato in tutte le sue parti con dei particolari disegni che, per l’artista, vogliono rappresentare il connubio tra auto ed essere umano.
A differenziare quest’opera, oltre alla sua esclusività, è anche la qualità del lavoro effettuato, con cura maniacale nei dettagli e rifiniture perfette.
La Ferrari F430 tatuata di Philippe Pasqua è un unico esemplare che sarà in mostra a partire dal mese di gennaio a Parigi, presso la Galerie Laurent Strouk.

Fonte: GoLook.it

Christophe Guillarmé, luxurious collection of Sofitel Luxury Hotels in Morocco

December 5, 2011 Leave a comment

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THE LUXURIOUS COLLECTION OF SOFITEL LOCATIONS IN MOROCCO
Marrakech, 23 November 2011 – Sofitel Luxury Hotels boast the most beautiful collection of luxury hotels in Morocco with six existing locations and three opening soon. Although each hotel has its own unique personality, travellers will consistently find the elegant mix of French style and showcased Moroccan traditions expressed in the hotels’ interior decor and restaurant menus. All hotels offer outstanding service and a welcome that is personalised to the country’s customs.
With locations in Marrakech, Essaouira, Rabat, Fez, Agadir and Casablanca, each is a destination and journey in itself, allowing you to discover the various facets of Morocco for a truly authentic experience.
A preview of the collection… Sofitel Rabat Jardin des Roses: a symbol of contemporary Morocco
An urban oasis of luxury in the heart of Morocco’s chic capital. Surrounded by lush Andalusian gardens and an eucalyptus and pine forest, a striking blend of dynamic contemporary design and classical Moroccan sensuality and style, in the inimitable spirit of Rabat. Discover a thrilling mix of vibrant geometric chic design, traditional Moor architecture and motifs, and supreme Moroccan hospitality. Sofitel Rabat Jardin des Roses is the perfect base for conducting business, exploring Rabat’s fascinating sites, and relishing the unique and exhilarating sensation of Morocco.
The Sofitel Rabat Jardin des Roses features 229 rooms including 37 suites. A dedicated health and fitness building is home to the 1,300 m2 of the So SPA and the So FIT in a colourful and relaxing decor with original mosaics. An outdoor pool and 11 meeting spaces complete its infrastructure.
Sofitel Fès Palais Jamaï: a living legend
A golden palace, imbued with history and shining with spirit, at the edge of the pulsating Fez Medina. Gaze over the rooftops toward the softly domed foothills of the ancient Atlas Mountains, and imagine the legends being told, from generation to generation. The Palais Jamai offers a royal experience in Morocco’s oldest imperial city, still thriving after over a thousand years.
PRESS RELEASE
Discover an opulent venue radiating with infinite warmth and hospitality. Intricate carvings, colorful mosaic, crystal chandeliers, and gilded trim embrace you in beauty, reciting the poetry of Morocco’s finest arts. Experience the pleasure of an exquisite room, where antique furniture, satin fabrics, and mosaic walls, and Oriental carpets continue to celebrate Moroccan artistry and tradition. From your balcony, contemplate the dense and fascinating Medina or the softly curving Atlas mountains, absorbing magic and mystery.
The Sofitel Fès Palais Jamaï offers 123 rooms and 19 luxurious suites fitted in an elegant oriental style. Its three restaurants give diners the chance to try Moroccan, French and international cuisine before enjoying the cosy atmosphere of the piano bar. The pool and spa will satisfy all desires for well-being.
Sofitel Marrakech Palais Imperial: Authentic luxury
At the edge of the city of a thousand and one nights, the Sofitel Marrakech Palais Impérial is a magnificent Moorish palace nestled in the heart of a luxurious garden of palm trees and bougainvillea. Its immense pillars and sculpted ceilings, traditional zellige tile work, tapestries and pieces of art invite you to experience the charms of eastern hospitality and the excellence of the French “art de vivre”. It is a unique place where you can contemplate the Atlas Mountains while listening to the bustling sounds of the Medina.
The 119 suites of the imperial palace are dispersed throughout shade covered gardens. They feature a terrace or a large balcony with a view of the snow-capped peaks of the Atlas Mountains. With the utmost discretion, butlers are available for your every beck and call to provide you with personalised service. In the oriental pavilion, you will find 88 rooms in which the richness and sensuality of oriental inspiration combine with French elegance.
Sofitel Marrakech Lounge & Spa: well-being merges with emotion
Designed in a resolutely contemporary Andalusian style in the middle of a lush garden, the Sofitel Marrakech Lounge & Spa is a calm, tranquil haven dedicated to pleasure for all the senses. In these magical surroundings, the Sofitel Marrakech Lounge & Spa displays the art of well-being and relaxation at the highest level of excellence. This haven of tranquillity, serenity and sensuality is an exceptional place for revitalising the body and mind, located just a few steps away from the Medina.
Its 139 rooms including 8 suites are situated around an atrium and offer views of the pool or the city. Gentleness, well-being and serenity have all inspired the style of its layout (echoing the pure tradition of well-being and spas), the elegance of its decor and the refinement of fittings for its rooms and bathrooms.
The two Sofitel locations in Marrakech benefit from a prestigious location next to the “Quartier de l’Hivernage”, once the seasonal holiday destination of diplomats and officials. It offers a breathtaking view of the Atlas Mountains while also providing quick, easy access to the bustling streets of the Medina and the serenity of Marrakech’s three golf courses.
Sofitel Marrakech Palais Impérial
rue Harroun Errachid – Quartier de l’Hivernage – Marrakech
http://www.sofitel.com/gb/hotel-7335-sofitel-marrakech-palais-imperial/index.shtml

Sofitel Agadir Royal Bay Resort: sensory experience of the Berber culture
An oceanside paradise inspired by traditional desert Kasbah, where a brilliant orange fire lights the way to comfort and well being. Sienna towers and domes, open spaces and earthtoned décor for an atmosphere of peace and harmony on the southern coast of magnificent Morocco. Step into a sleek and airy universe, as stylish as it is warm and welcoming. Enjoy sensual outdoor pleasures, relaxing in a beach front lounge or swinging gently in a hammock in the gardens. A few minutes away, the charming Agadir medina and vibrant casinos and clubs. The captivating rhythms of the Atlantic Ocean, vibrant modern design, and a fine blend of Arab, Tuareg, and Berber traditions infuse the Sofitel Agadir Royal Bay Resort with a singular spirit. Succumb to the magical ambiance of riads, fountains, and tented pavilions; drink sweet mint tea and enjoy traditional musicians from the shade of a palm. Relish in the intimacy of your room, where richly woven fabrics, hand carved furnishings, rose petals, and fragrant candles create an elegantly subdued atmosphere.
The Sofitel Agadir Royal Bay offers 273 rooms including 18 Prestige suites with a terrace and pool view, 6 villas facing the sea with a private garden and/or pool, and the royal suite featuring a garden, private pool, Jacuzzi and spa.
Sofitel Essaouira Mogador Golf & Spa : chic & Nature
South of the city, just minutes from the bustling Essaouira Medina, an emerald green paradise celebrating nature at its finest. An immaculate resort, infused with the subtle rhythm of the ebbing and flowing Atlantic Ocean. Luxuriant flora, rolling sand dunes, and a long, golden beach inviting blissful daydreams and infinite well-being.
Set between land and sea, edged with waving palms and fragrant mimosa, the elegant Sofitel Essaouira Mogador Golf & Spa delights with its splendorous setting and beckons to rejoice in nature, recreation, and relaxation. Moorish art, vibrant colors, and vegetal accents enhance sleek contemporary style by French interior designer Didier Gomez. A soothing, graceful atmosphere for an extraordinary experience. Relax and unwind in the elegant yet cozy ambiance of the hotel lounges and restaurants, and enjoy a broad range of outdoor options. In particular, take advantage of the hotel’s location on the world-class Mogador Golf Course, designed by Gary Player in celebration of the sport.
The Sofitel Essaouira Mogador Golf & Spa offers 147 rooms and suites, as well as 28 villas with a private pool, 2 Lacoste villas, a So SPA and a So FIT. It is located on the Mogador Golf Course, a 36-hole Gary Player golf course.
Coming soon: two new hotels to join the Sofitel collection in Morocco… The Sofitel Casablanca Tour Blanche:
An elegant refuge in the heart of an exhilarating city, offering a soothing yet vibrant atmosphere to let go, relax, and enjoy. A seductive blend of modern architecture highlighted with subtle hues of pink, Moor motifs, and fine French touches. Luxuriate in the light and bright yet also indescribably soothing atmosphere. Shining marble, sensually rounded sofas, and swirling calligraphy…masterfully choreographed, as if dancing for your pleasure. Admire the view of the Casablanca skyline or the deep Atlantic from the comfort of a luxuriously designed room. Dark wood furnishings, Moroccan lanterns and carvings, and marvelous touches of color. A private refuge to relax and unwind during a break or at the end of a busy day.
The Sofitel Agadir Thalassa Sea & Spa
At the edge of the Atlantic Ocean, just minutes from the buzzing streets of Agadir, a sublime hotel and spa radiating with tranquil energy. A grand and luminous thalassotherapy wing and a seductively bold, riad-inspired hotel by French architect Didier Rey. Marvel at the interplay play of black and white, a plethora of textures, and select splashes of color and light. Wonderful dining options and luxurious guest quarters ensure absolute ease and enjoyment. A brilliant white (sea-water) spa and a soothing, sheltered hotel ambiance made of dark wood, cool tile, and lattice panels. After a treatment session, relax in the comfort and serenity of a spacious, artfully decorated room and enjoy the comfort of a rain shower and flat-screen TV. Unwind on your private terrace, and invite friends to your suite for mint tea in the elegant living room. Lose track of time and give in to the sheer enjoyment of every moment
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Sofitel, World Class Hotels & French Elegance
Sofitel is the only french luxury hotel brand with a presence on five continents with 120 addresses, in almost 40 countries (more than 30 000 rooms). Sofitel offers contemporary hotels and resorts adapted to today’s more demanding and more versatile consumers who expect and appreciate beauty, quality and excellence. Whether situated in the heart of a major city like Paris, London, New York, Shanghai or Beijing, or nestled away in a country landscape in Morocco, Egypt, French Polynesia or Thailand, each Sofitel property offers a genuine experience of the French “art de vivre”.
Discover Sofitel on www.sofitel.com

Discover A|Club at Sofitel, the worldwide Accor loyalty program on www.a-club.com

Inglot, smalti traspiranti O2M

December 5, 2011 Leave a comment

Avete letto bene, smalti traspiranti, composti quindi con una formula particolare che non soffoca l’unghia come fanno le altre vernici, mantenendo però una buona resistenza. Pensate che la tecnologia usata prevede l’aggiunta di un polimero solitamente utilizzato nella produzione delle lenti a contatto! So che quello che state leggendo non vi sembra possibile, ma non è solo vero, è anche sul suolo italiano! Il brand che si nasconde dietro questi prodotti è Inglot, colosso polacco del make up a tutto colore, da poco sbarcato anche in Italia, qui potete trovare la lista dei punti vendita in cui correre a fare shopping: tornerete a casa molto più povere ma estremamente felici, ve lo garantisco.
Gli smalti O2M sono stati proposti in tantissime colorazioni differenti, per soddisfare il nostro bisogno di cambiare spesso, senza però rischiare di rovinare le unghie o di macchiarle con prodotti troppo aggressivi. Avete già scelto con quale colore iniziare la vostra avventura con Inglot?

Fonte: The Beauty Side Of Life

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Brosway, shopping natalizio a sostegno di Sos Villaggi dei Bambini

December 5, 2011 Leave a comment

BROSWAY FAI RISPLENDERE IL SORRISO DI UN BAMBINO
Milano, Giovedì 1 Dicembre – Il Natale Brosway conquista Milano. Da oggi e per tutto il mese di Dicembre, per ogni acquisto effettuato presso il monomarca di Piazza San Babila 3, Brosway devolverà una parte del ricavato a sostegno delle attività benefiche di Sos Villaggi dei Bambini.
La somma ottenuta servirà a donare a molti ragazzi in situazioni disagiate i mezzi per crescere, e alle loro educatrici la possibilità di muoversi facilmente per essere sempre al loro fianco.
In aggiunta alla donazione a cui tutti sono chiamati a contribuire tramite l’acquisto di un gioiello o orologio Brosway, il brand si è fatto promotore di una forte campagna comunicazione multimediale sulla città di Milano.
“Siamo felici di essere vicini a Sos Villaggi dei Bambini, in un periodo significativo come quello del Natale”, afferma Lanfranco Beleggia, fondatore e amministratore di Bros Manifatture, “mi auguro che questo progetto possa raggiungere risultati importanti all’insegna della solidarietà”.