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Battistella, sostegno europarlamentare dall’Onorevole Gardini

BATTISTELLA: BENE EUROPARLAMENTARE GARDINI, GRAZIE. SPERIAMO PORTI FATTI CONCRETI
AL CONSORZIO CONEGLIANO VALDOBBIADENE: MEGLIO TARDI CHE MAI
“Leggere le dichiarazioni contro l’uso improprio del nome ‘Prosecco’ all’estero dell’Onorevole Gardini, quelle di importanti opinion leader come Fausto Arrighi, direttore Guida Michelin che auspica un intervento diretto da parte di Governo e istituzioni e Karen Casagrande, Sommelier dell’anno 2012, che esorta a un lavoro di squadra all’interno del Distretto del Prosecco DOP – soffocando le perniciose e bigotte dinamiche ‘campaniliste’ che imperano ancora oggi nelle zone Prosecco DOC e DOCG – ci fa sperare di essere ‘nel giusto’. Continueremo così, senza farci intimorire dalle supreme ‘connerie’ che taluni operatori, non vinicoli evidentemente, ci hanno lanciato attraverso blog e social network vari, di fatto tutelando il Prosecco farlocco”.
Con queste parole la Casa spumantistica trevigiana torna, dalle pagine del sito www.proseccobattistella.com –, sulla bollente questione del Prosecco tarocco.++
“Battistella è una piccola casa spumantistica-boutique del Coneglianese, fondata da 2 giovani under 30, che qualche anno fa hanno deciso di non scappare all’estero imitando Schettino e abbandonando l’Italia. Abbiamo infatti deciso di rilevare parte di una piccola azienda agricola nel Coneglianese, di rimboccarci le maniche e di rimanere in questo Paese a fare qualcosa di utile, oltre che per noi, per l’economia nazionale, afflitta dal mantra della CRISI. Da sempre ci battiamo contro l’uso improprio del nome del nostro prodotto: il Prosecco. Non è una novità. Non cerchiamo pubblicità, ma, idealmente, giustizia.
Siamo molto felici che, dopo 43 anni dalla nascita, anche il Consorzio di Tutela del Prosecco Conegliano Valdobbiadene abbia deciso di sposare questa battaglia culturale, prima di enogastronomia. Viva la voglia di ‘tutelare la DOP’. Meglio tardi che mai – continuano dalla Battistella”.
“Da decenni ci copiano ovunque il Prosecco, ora che DOC e DOCG si sono sublimate della DOP qualcosa è cambiato, ma Oltreoceano si vede che succede: possono vendere prosecco finto senza troppi problemi. Un ‘Bravi!’ a tutti: a politici e a enti vari per l’importante risultato conseguito.
Chi immette nel mercato italiano o estero prodotti Italian sounding – prodotti non italiani ma con un nome italiano o simile a quello italiano originale, mercato da 60 MLD l’anno, dati Adoc pubblicati qualche giorno fa –  tenta di rubarci quella nostra ‘identità che ci rende unici al mondo e non  garantisce gli stessi livelli di qualità del prodotto certificato DOP, che, per legge, sottostà a rigidi disciplinari.  Questi falsificatori sono di fatto dei delinquenti e, come tali, andrebbero perseguiti e non tollerati. Forse, per celati interessi, da qualche decade in giro per il mondo possono fare del nome Prosecco carne di porco senza troppi controlli: Strada del Prosecco in Australia, Rosecco negli UK, Prisecco in Germania e Prosecco Brasiliano docet. Si faccia qualcosa! Come ha fatto Coca Cola, per dirne una, a registrare il nome worldwide? Basta chiacchiere, sì ai fatti! Sperando non sia troppo tardi”, conclude Mirco Battistella dell’omonima casa vinicola.

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