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Archive for March 26, 2012

Graham Chronofighter Oversize Referee [Limited Edition]

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For the third consecutive year, GRAHAM London will be the Official Timekeeper of the 2011 RBS 6 Nations Championship. A long term partnership with the prestigious rugby Championship involving 6 of the best northern hemisphere rugby nations.
That rugby as a sport is a perfect fit for GRAHAM London goes without saying. As a fast, complex, highly sophisticated and highly tactical “sport for hooligans played by gentlemen”, rugby is to sports what GRAHAM is to watch making: historic, real, slightly mad, British and gritty.
As Official Timekeeper of the Championship, GRAHAM provides all RBS 6 Nations match referees with dedicated Graham chronographs to assist them in performing their match duties in the most accurate manner possible. Once again, we are happy to put our watches to real life testing. Extreme testing, some would say. But we believe that once it has stood the test of an international rugby match, it can survive whatever situation you will encounter in your everyday life. Sweat, rain, dust, mud, heat, cold, shocks, you name it. And we tested it! Fear is not in our vocabulary.
The Chronofighter Oversize Referee is all about rugby. Indeed it was developed using codes from the RBS 6 Nations Championship. The 6 squads’ colours are featured in the second counter at 3 o’clock. The official logo is also on the case back.
The Chronofighter Oversize Referee was conceived based on the needs of the referees. They required a light watch, as they run a lot. We therefore developed a titanium light-weight case, a case with a perfect fit on the wrist. They asked for readability. We opted for a white dial to emphasise the 30 double-graduated minutes counter at 6 o’clock. Thanks to its internal 40 minutes graduation, it measures the halves of each match accurately. They worried about injuries in case of contact. We covered the red lever and black bezel with a soft-touch rubber. They required that it would operate smoothly. We used the left drive lever mechanism. It is so intuitive to use that you needn’t even to look at it. The right hand will automatically find how to operate the system in a split second. Start. Stop. The chronograph is right there under the full control of your thumb.
Referees did not ask for the red strap. But we decided that it would add a thrilling dimension to the piece and complement the colours of referees’ jerseys. That’s British elegance, even on the field. In the end, the model combines precision, readability and advanced material to be up to its Championship reputation.
Limited Edition to 250 for White Dial model.
Limited Edition to 250 for Black Dial model.
Movement – Calibre G1735, automatic tri-compax chronograph, 28’800 A/h (4 Hz), incabloc shock absorber. 25 jewels. Power reserve – 48 hours.
Functions – Chronograph (seconds, 30 minutes and 12 hours counter). Date at 9 o’clock. Hours, minutes, seconds.
Case – 47 mm titanium case. Red soft-touch rubber left hand fast-action start/stop trigger and black soft-touch rubber reset pusher with “Clous de Paris” high grip pattern. Titanium bezel with black soft-touch rubber. Domed sapphire crystal, anti-reflective coating on both faces. See-through sapphire crystal case back with RBS 6 Nations logo printed and limited edition serial number engraved.
Dial – White or Black dial and minutes counter, minutes counter with black or white half rim, internal 45 min white scale (Big 40 for Rugby game time), white or black snailed hours counter with black or white rim, multicoloured seconds counter featuring the colours of the 6 squads. White Super-LumiNova hands and indexes.
Water resistance – 330 feet / 100 m.
Strap – Red rubber. Titanium pin buckle.
Source: GRAHAM London

Fonte: Luxury & Fine TimepiecesFacebook

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Roberto Cavalli, imminente nuova boutique a Madrid

Roberto Cavalli inaugurerà entro il corso della prossima estate la sua prima boutique a Madrid, nell’esclusiva Calle Ortega y Gasset 25, in Spagna. Dichiara il famoso designer: “Ho sempre amato Madrid e ho deciso di aprire una boutique in questa capitale europea in quanto rappresenta per me un mercato glamour e ‘cool’ e la richiesta della mia moda cresce costantemente … sono sicuro che le donne spagnole diventeranno mie grandi clienti, perché il mio stile e’ perfetto per loro …”.
La boutique, ubicata su una superficie di 400 metri quadri, incarnerà perfettamente  il glamour, lo stile e l’eleganza moderna del famoso marchio in rappresentanza del concept innovativo global fashion store ideato della Maison, come già noto per le boutiques delle principali città del mondo. Materiali pregiati impiegati nell’allestimento degli spazi interni, molti dei quali di provenienza italiana realizzati in esclusiva per Roberto Cavalli. Suddiviso in due livelli comunicanti tra loro mediante un sontuoso ascensore in cristallo, la prestigiosa boutique ospiterà al piano terra tutto l’abbigliamento femminile, incluso gli accessori, corredandosi di una speciale VIP room, mentre al piano inferiore dedicherà ampio spazio all’ambiente per la Home collection, all’abbigliamento per bambini e al mondo esclusivamente maschile.
La pavimentazione sarà interamente realizzata con grandi lastre di quarzite color testa di moro, mescolata a polvere di cristallo, per dare risalto e luce agli spazi interni. Le pareti lavorate in stucco color avorio e testa di moro verrano impreziosite da espositori in cristallo retroilluminato, non che illuminate da iridescenti riflessi dorati.  L’ambiente raffinato verrà esaltato dai pregiati tappeti in cavallino testa di moro, mentre pouf e poltrone rivestiti in pelle invecchiata color testa di moro e pelle stampa pitone infonderanno il tocco pregevole di grande impatto.

Marius Creati

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Cardissimo, biglietti da visita in fibra di carbonio

March 26, 2012 Leave a comment

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I biglietti di visita, dalla loro grafica e dai loro colori, possono esprimere il gusto e la raffinatezza di un’azienda o di una persona; chi vuole distinguersi, da oggi potrà optare per i biglietti in fibra di carbonio proposti dall’azienda inglese Cardissimo.
In poche parole, si tratta di biglietti da visita ricavati da un singolo foglio di materiale composito, tagliato alla perfezione dal laser. L’ordine minimo è di 10 pezzi, per un costo di 19 sterline a unità, stampa compresa. Per chi desidera, inoltre, è possibile accompagnare i biglietti con delle custodie ricavate da tre strati in fibra di carbonio con contorno in acciaio satinato, che possono essere peraltro usate come portacarte di credito e documenti. Il costo unitario, però, sale così a 185 sterline.
Per altre informazioni e per l’acquisto, basta visitare il sito cardissimo.co.uk

Fonte: GoLook.it

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Eugène Delacroix, il Marocco del grande artista pittore

March 26, 2012 Leave a comment

L’11 gennaio 1832, Eugène Delacroix si imbarcò a bordo della Perla in rada a Toulon. Destinazione: Tangeri. Il pittore dovette sostituire il collega Eugène Isabey, che declinò l’invito dell’Ambasciata straordinaria inviata da re Luigi Filippo alla corte del sultano Moulay Abd Al-Rahaman, comandante dei credenti. Questa delegazione condotta dal Conte di Mornay, anziano gentiluomo della Camera di Carlo X, ebbe inizio in un Paese dove le rivolte erano all’ordine del giorno. Al termine di questo viaggio, nel luglio 1832, dopo due scali in Spagna e ad Algeri, Delacroix accumulò un archivio consistente di note e di schizzi importanti. In effetti, i sei mesi che il pittore trascorse in “Barbaria“ lasciarono un impronta indelebile sul suo spirito e sulle sue future opere. La delegazione francese sbarcò nel porto di Tangeri il 25 gennaio, accolta in pompa magna dal Pacha della città, Sidi Larabi Saidi. Delacroix potè finalmente contemplare l’Oriente tanto sognato e dipinto da altri pittori orientalisti alla moda, “l’oriente profumato di broccati e di sete, di furberie e di armi damascate“. Dieci anni prima del viaggio in Marocco, Delacroix aveva già chiaro lo stordimento dell’Oriente, dipingendo nel 1824 e 1827 “Il massacro di Scio” e “La morte di Sardanapalo“. In Marocco, le immagini sempre sognate si tramutarono in realtà. ”Sono sempre più stordito da quello che vedo (…), sono in questo momento come un uomo che sogna e che vede delle cose che non crede di vedere“, scriverà dopo essersi inoltrato nei souks di Tangeri. “Il pittoresco abbonda qui. Ad ogni passo ci sono delle immagini che potrebbero fare la fortuna e la gloria per  venti anni di generazioni di pittori (…) è un luogo fatto per i pittori, la bellezza abbonda, non la bellezza che si vanta nei quadri alla moda, ma qualcosa di più semplice, di più primitivo, di meno affardellato“. Nel suo diario il pittore rimarca a più riprese” la nobiltà naturale del popolo maghrebino, una bellezza pura, violenta, ma senza affettazioni. “La bellezza qui si unisce a tutto quello che serve. Noi, nei nostri corsetti, siamo ridicoli, facciamo pietà!, la grazia arriva dalla scienza“. Dellacroix troverà in Africa del nord, nella “violenza sorda, la vibrazione oscura” che evocò’ Albert Camus, l’essenza del Bello Antico che non era ancora denaturato dalle eredità di Poussin e altri classicisti.
Nel corso delle sue lunghe passeggiate nei dintorni di Tangeri, in compagnia di Charles de Mornay, Delacroix si meravigliò della bellezza di una natura rude e potente: “Provo delle sensazioni simili a quelle che ho provato nella mia infanzia“. Per non lasciare impallidire la vivacità dei colori che annegavano i suoi occhi e la fierezza e la bellezza di questi “barbari“, passò giornate intere a disegnare. Divenne un etnografo disegnando usi e costumi, ad acquerello e a matita, per imprimere tutta la vita palpitante attorno a lui. Descrisse minuziosamente i colori, le architetture, le figure, le attitudini, gli itinerari e tutte le peripezie del viaggio sin nei minimi dettagli. L’animazione di un accampamento, le lente carovane di dromedari sui cammini antichi, l’allure di un caftano, i particolari di un banco di spezie. Curioso insaziabile, nel corso delle sue deambulazioni nei souks e nei piccoli derbs di Meknès o Tangeri, Delacroix si fermòovunque, disegnando’ il viso di qualche soldato appoggiato ad una porta o, ignorando i costumi del Paese, ritraendole figure delle donne marocchine dietro i drappeggi dei loro haiks. La sua guida, Abraham Benchimol, non cessò mai di metterlo in guardia nel frequentare certi luoghi poco sicuri e malfamati. A Meknès, dove la delegazione venne ricevute dal Re del Marocco nel mese di marzo, Delacroix si confrontò, per la prima volta, con l’aggressività della folla e conobbe qualche “incidente di percorso”. “Gli abiti e le figure dei cristiani sono antipatici a questa gente e bisogna sempre essere scortati dai soldati (…) salire su di una terrazza equivale ad esporsi a lanci di pietre o a colpi di fucile. La gelosia dei Mori è estrema e sulle terrazze sono presenti le donne che si recano a prendere il fresco“. Nella città di Meknès si recò in visita ad una piccola sinagoga per dipingere degli ebrei che accettarono di posare per lui. Nel corso del suo periplo verso Meknès, Delacroix assistette ad una Laab el Barode, la Fantasia spettacolare data in onore degli ospiti del Reame per divertirli. Cavalcate, “balletti bizzarri di burnos, di caftani e di cappe, scoppiettanti cavalieri brandiscono le loro armi fiammeggianti, in un carosello di stendardi e di drappi volteggianti“. Le salve dei fucili lasciavano lunghe scie di polvere e di fumo, niente più di questa immagine rimase impressa e si concretizzo nelle sue opere che questi giochi di polveri. Dopo il suo viaggio in Marocco, Delacroix fece esplodere sulle tele l’esaltazione e la bellezza che appassionatamente visse in Marocco.
Testimoni sono le opere come “La presa di Costantinopoli“, “Fantasia araba”, “Il combattimento di Giaour e del Pacha” (1856) e ancora i “Zuffa di cavalli arabi nella scuderia” (1860), “‘Attila e i Barbari in massa ai piedi dell’Italia e le arti” della biblioteca del Palazzo Bourbon. Spettacolare “‘Apollo vincitore del serpente Python” su di uno dei plafond del Louvre. Delacroix ammirò a Meknès “le mura ocra sotto di un cielo cangiante leggermente azzurrato, alla Paolo Veronese“. Vero è che in Marocco l’artista si costruì un ricco repertorio di immagini, di paesaggi e di colori che non smise mai di ricordare nelle sue opere, sino alla fine della sua vita. A causa della difficoltà, tangibili, non gli fu mai possibile sistemare un cavalletto per strada e dipingere seduta stante quello che vedeva, anche pêr la difficile preparazione dei colori ad olio e, per questo motivo, Dellacroix durante tutto il suo viaggio in terra nord-africana abbozzò solamente degli schizzi, che divennero poi delle opere in Francia. Che furono realmente molte: “Il mercante di aranci” (1852), “Il ritratto dell’imperatore Abd Al- Rahman”, “Il marocchino che sella il suo cavallo” (1855), “Il cavallo all’abbeveratoio” (1862) e il famoso “Nozze ebree in Marocco” (1837-41. Il Marocco ha donato all’artista la matrice della luce, la fiammeggiante bellezza dei suoi colori e la foga a tratti “barbara” delle sue pennellate. Questa tappa capitale nel percorso di vita di Delacroix ebbe la capacità di far dimenticare le ombre terrose a cui era molto legato nella sua giovinezza artistica “romantica“. Come sottolineò Renè Huyghes, a proposito di Delacroix: “il sole caccia le ombre fumose dei romantici“. Il breve ma intenso passaggio in terra marocchina fu per il pittore una doppia rivelazione: quella della natura e quella della luce. Ma, senza dubbio, se ne puo’ contare una terza, più interiore in questo caso; quando venne a conoscenza del progetto di alcune rivolte e agitazioni politiche, in Francia, scrisse ai diretti interessati una lettera datata 5 luglio 1832: “Bene!, voi vi battete e cospirate, quanto siete ridicoli! Andate in Barbaria ad apprendere la pazienza e la filosofia“. Baudelaire scrisse di lui:” il pittore più originale dei tempi antichi e dei tempi moderni“, senza mai essere il capo fila di una scuola di pittura, anche se le sue opere sono l’annuncio di nuove tendenze artistiche: l’impressionismo e l’arte moderna. Delacroix ha dipinto la sensualità, la voluttà, la passione, la rabbia e la violenza miscelati a quel che di più dolce puo’ esistere nelle pieghe dell’essere umano; un sublime inno alla Bellezza, quella vera.

Credits: Maurice Arama, “Le Maroc de Delacroix” -Jaguar 1987/ Charles Baudelaire, “Salon de 1845″/ “Eugène Delacroix” in “Curiositès esthétiques”, Garnier, 1962,1986/ “Delacroix au Maroc”, colletif, éditions Rabat, 1963/ Maurice Sérullaz,” Delacroix”, Fayard, 1989/ Guy Dumur, “Delacroix e le Maroc”, Herscher, 1989.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Categories: Portraits Tags: ,

Eric Clapton, nuova Ferrari SP12 in esclusiva per il celebre artista

March 26, 2012 Leave a comment

Il celebre Eric Clapton, adorava il design della nuova Ferrari 458 Italia, ma voleva un modello con motore V12 come quello montato sulla Ferrari 599 GTB.
Essendo un affezionato cliente della casa del Cavallino Rampante e visto che a Maranello non hanno potuto accontentare la sua richiesta nel dettaglio, i tecnici di casa Ferrari hanno così pensato di progettargli un modello tutto per lui come unico esemplare.
Il risultato è stato quella che vedete nella foto in alto; l’opera automobilistica è stata chiamata SP12 e somiglia molto alla Ferrari 458 Italia. Fatto sta, che sotto il motore batte un propulsore dalla potenza inaudita con 12 cilindri a V.
Questa personalizzazione ha richiesto 2 anni di progettazione ed un prezzo di ben 3 milioni di sterline.

Fonte: GoLook.it

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Beverly Hills, ultima dimora di Michael Jackson

March 26, 2012 Leave a comment

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È scomparso nel 25 giugno del 2009, ma ancora nessuno dei suoi fans lo ha dimenticato ed è proprio per questo che oggi, a distanza di circa 3 anni, si parla ancora di lui con molto affetto.
Dopo aver parlato di molti degli oggetti a lui appartenuti e messi in vendita all’asta a cifre da capogiro, è la volta della sua “ultima dimora”, ovvero la villa di Beverly Hills dove il Re del Pop, Michael Jackson, ha vissuto dal dicembre del 2008 sino alla sua morte.
La villa in questione, è ancora in vendita per il prezzo di 23,9 milioni di dollari, anche se dalla sua morte ci sono stati molti interessati; considerando la cifra, è ovvio che non tutti i collezionisti potranno coronare questo sogno ma, a quanto pare, negli ultimi tempi, una grande celebrità la cui identità è ancora ignota, abbia manifestato un grande interesse verso l’acquisto di questa villa.
All’interno di questa lussuosa villa, situata a pochi passi dal centro di Beverly Hills, ci sono ben sette camere da letto e tredici bagni; il tutto è arredato in stile francese. Tra i comfort è presente un teatro privato, una grande cantina, un centro termale con zona fitness e dei grandi giardini, resi ancor più incantevoli dalla piscina esterna.

Fonte: GoLook.it

Perfectly Clean, tonico rivitalizzante da Estée Lauder

March 26, 2012 Leave a comment

 

Una lozione fresca e riequilibrante per le pelli da normali a miste che lascia la pelle rivitalizzata, liscia e particolarmente morbida, una pausa di dolcezza per mattino e sera.
I trattamenti struccanti Estée Lauder sono una tappa essenziale per preparare adeguatamente la pelle ai trattamenti complementari e a ottimizzarne l’azione per un risultato ottimale: una pelle sana, luminosa, morbida e piacevole. In vendita da Sephora.

Categories: Cosmesi Tags: