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InterContinental Shimao Wonderland, nuovo hotel di lusso dallo studio Atkins a Shangai
Progettato dallo studio di architetti londinese Atkins, il nuovo hotel a 7 stelle InterContinental Shimao Wonderland di Shangai, avrà solo 3 piani sopra il livello del mare. I restanti 16 della struttura, infatti, saranno sottoterra.
La sua apertura è prevista tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, con una struttura che arriverà fino a 100 metri sotto al suolo. Il complesso sarà situato nella collina di Tianmashan, a 30 Km da Shangai, e sarà dotato di una vista panoramica davvero suggestiva, favorita dalla presenza di una distesa di oltre 300 metri di verde circostante.
All’interno dell’InterContinental Shimao Wonderland, sono presenti ben 380 stanze, tutte arredate con il massimo della qualità, con un atmosfera elegante ed in grado di catturare l’animo anche dei più esigenti.
Una delle sue meraviglie, sarà anche il ristorante sotterraneo circondato da vetrate, situato alla profondità di 10 metri.
Fonte: GoLook.it
Gold and Co London, nuovo iPad 3 Apple in oro a Dubai
La prestigiosa società di beni di lusso Gold and Co London, ha lanciato oggi una personalizzazione del Nuovo iPad (identificato dagli utenti come iPad 3), completamente placcata in oro 24 carati.
Di questa versione aurea del nuovo tablet di Apple, lanciato da poco sul mercato dalla casa, ne sono previsti soltanto 250 esemplari, che saranno consegnati agli acquirenti in un’esclusiva scatola in legno pregiato.
L’iPad 3 placcato in oro ha visto il suo debutto a Dubai e, secondo quanto dichiarato, servirà ad “assetare” la voglia di distinzione dei ricchi abitanti dell’Emirato.
Il prezzo di questa personalizzazione di Gold and Co London è di ben 4.559 dollari; la tavoletta rivestita di metallo aureo sarà in vendita presso tutti i punti vendita Damas. La buona notizia, è che gran parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Fonte: GoLook.it
Porto Dows 1966, vino porto superiore prodotto dalla famiglia Symington
Sulle rive del fiume Douro Superiore il vino porto Dows è prodotto dalla famiglia Symington nello spirito delle famiglie fondatrici, le Silvas e le Dows. Questo vino, la cui fermentazione è fermata con l’aggiunta del mosto dolce, con la sua caratteristica ricchezza invecchia favolosamente. Il 1966 Dows rappresenta una delle annate più raffinate prodotto da questa prestigiosa casa.
Marius Creati
Francesca Ruspoli… la principessa, gli Sloughi e Marrakech
Nata a Roma, la principessa Francesca Ruspoli si sentiva italiana ma cosmopolita. Dichiarava: “Sono irlandese e americana da parte delle mie nonne, austriaca, inglese e italiana dai miei genitori“. Questo mix di sangue colava letteralmente in lei facendola diventare una cittadina del mondo che ha però sempre vissuto in Italia, in Francia, in Svizzera e in Inghilterra, salvo poi fermarsi definitivamente davanti alla sua Marrakech, dove ci arrivò per caso, alla ricerca del sole. Con suo figlio Giancarlo Rocco di Torre Padula, nato dal suo primo matrimonio, si installò al Mamounia. “Passavo le mie giornate al sole, uscivo raramente per visitare la città e i suoi dintorni“, raccontava la principessa. Dopo qualche tempo fu sedotta dalla favolosa valle di Ourika, dove sui figlio trovò per lei una proprietà e, entusiasta, gli propose di acquisirla. Dopo la sorpresa iniziale la principessa accettò la proposta iniziando nel ottobre 1970 la costruzione della sua futura dimora, su di un terreno situato a 1.000 mt di altitudine, in un oliveto con 4.000 alberi circondato dalle montagne dell’Atlas, le più alte del nord Africa. La principessa stabilì le linee guida della casa aiutata da un capo cantiere della Martinica, Monsieur Virapin. I lavori durarono due anni e mezzo e fu necessario installare l’acqua potabile e l’elettricità, inesistenti. Tonnellate di terra furono trasportate sul sito per rassemblare e livellare tutta la superficie della casa su di una profondità di oltre un metro e mezzo, dopo aver scoperto l’argilla a due metri e mezzo di profondità. Avendo sempre preferito la campagna alla città, Francesca Ruspoli volle la sua “maison” semplice, calda e rustica, privilegiando ambienti spaziosi dove la luce e lo spazio, la texture e il colore, la forma e le linee, fossero privilegiate. Tutti i mobili inseriti ebbero un impronta naturale e funzionale, scaturiti dalle mani di artigiani marrakchis. Basti pensare che la tavola in cedro della sala da pranzo, con un diametro di oltre tre metri, richiedette la costruzione di una colonna in cemento armato per posizionarla. Immense le camere e stravagante è il dressing simile ad una tenda caïdale dove la proprietaria inserì le sue eleganti toilettes principesche, preferendo di gran lunga jeans ed espadrilles.
Una ventina di domestici e giardinieri sono serviti per la manutenzione del dominio dove sono state impiantati oltre mille alberi da frutto, cinquemila piante di rose e centinaia di alberi della Giudea. Nel momento in cui la villa divenne abitabile, spinta dall’amore smisurato per gli animali (i cani in particolare), decise di consacrare la sua vita alla salvaguardia dello Sloughi, il levriero del deserto, in quell’epoca minacciato realmente di estinzione, incrociato con cani non puri, i barhouchs. Giorni e notti, con tutta una equipe a sua disposizione, attraversò con la sua Land Rover le piste desolate e splendide del sud marocchino, alla ricerca degli ultimi sloughi che portò nella sua casa, iniziando un esclusivo allevamento. Aiutata da esperti, determinò le origini e i pedigree degli sloughi che non erano ancora stati stabiliti; un lavoro enorme che riuscì a salvaguardare la razza, tanto che ancora oggi si parla di lei in Marocco a riguardo degli sloughi. Della sua crociata conservò sino alla sua morte una collezione di immagini, collari e guinzagli d’epoca, oltre ai tanti trofei vinti dai suoi sloughi. Visse gli ultimi anni della sua vita con i suoi amati levrieri arabi, curando il giardino, leggendo e tricottando indumenti per i bambini dei suoi dipendenti e ricevette solo i pochi intimi. “Mi sento marocchina, e quando sono obbligata, una volta all’anno, a ritornare a Londra, non ho che un desiderio, quello di rientrare a casa, in Marocco“. Si spense nei primi anni ’90 lasciando le sue esperienze cinofile e i suoi cani all’amico veterinario marocchino Ali Miguil, grande conoscitore dello sloughi.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Double You Watch, orologio dettaglio di stile da Doubleyou
Cosa ci rende unici non è né la condizione di nascita, né lo stato sociale, né quello che comunemente si ritiene sia il sapere.
L’identità è data dal coraggio di essere quello che si è e dal rispetto profondo per la propria vita e dal giusto valore che le diamo.
Giocare con l’identità è volere essere al tempo stesso uno e molti, recuperare i momenti più felici, inventarsene altri di nuovi.
E’ apparire sempre diversi rimanendo sempre se stessi.
Con disinvoltura, ironia, grazia e malizia.
W-WATCH
Tre casse, infinite personalizzazioni per W-doubleyou Watch. Molto più di un orologio, un dettaglio di stile.
W-FLAG
Al posto del cinturino W-flag, una sciarpa skinny da allacciare attorno al polso…ma anche da intrecciare nei capelli, legare attorno al collo, annodare alla borsa oppure da sventolare allo stadio con i colori della vostra squadra del cuore!
Le fantasie da scegliere sono tantissime: tinta unita oppure, fiori, segni zodiacali, tartan e bandiere…
Abbinate W-flag al vostro look o al vostro umore…indossate la vostra passione!
W-PEN
Trovate una W-pen in ogni confezione. Una firma, un tratto, una frase…scegliete voi il segno che renderà unico il vostro orologio.
Quaranta, catamarano di lusso dai cantieri navali Curvelle
Curvelle Quaranta, è un catamarano di lusso lungo ben 34 metri; questa caratteristica lo fa considerare come il catamarano a motore più lungo del mondo.
Il suo prezzo stimato, intorno ai 10 milioni di dollari, lo fa essere però un’imbarcazione alla portata di pochi, se non fosse che il cantiere navale che lo ha progettato ha deciso di venderlo come una multiproprietà.
Questo modello navale sfrutta in se tutte le tecnologie più all’avanguardia: è composto interamente da materiali compositi per renderlo più leggero e favorire le prestazioni nonostante le dimensioni, contenendo anche le emissioni.
Al suo interno, possono soggiornare fino a 12 ospiti, disposti in 6 cabine, tutte con lo stesso allestimento di qualità, disposto in maniera da formare spazi ampi ed atmosfere alquanto eleganti ma non troppo monotone agli occhi.
Il catamarano Curvelle Quaranta è attualmente in costruzione in Turchia; sarà varato nel mese di novembre 2012.
Fonte: GoLook.it
Sloughi, principe del deserto
Da buon cinofilo incallito ho necessità di postare su questa splendida razza di cani, antica e rara, nobile e gentile, che con fierezza estrema vive ancora oggi in condizioni disagiate, nel deserto, per fornire il sostentamento alle ancora numerose tribù di nomadi che si dedicano alla pastorizia, transumando durante i periodi di siccità, percorrendo migliaia di km. Questo superbo animale, il levriero arabo o Sloughi, è un cacciatore e un corridore estremo. La sua velocità calcolata supera gli 80 km all’ora ed èimpressionante vederlo correre nel deserto rincorrendo piccole prede come conigli o le gazzelle. Lo sloughi ha una storia antica che parte dall’Asia e che arriva nel nord dell’Africa con l’invasione musulmana, la guerra santa! Si é affinato con il sole d’Oriente e il vento del deserto, questo levriero di suprema eleganza, questo atleta leggero, potente, è stato impiegato nei millenni per la guardia e la caccia, senza ombre di infedeltà e di rinniego. Questa razza canina è stata riconosciuto dalla FCI nel gruppo 10, sezione 3, Standard n.188 e il Paese che ne vanta i natali è il Marocco. Si presenta come il modello perfetto di galoppatore con una testa fine, ammirabile, con cranio globoso e ben fatto. Gli occhi dello Sloughiraccontano di terre lontane, di una melanconia tipicamente araba, di una vita vissuta di ricordi, di lontananze. All’apparenza puo’ sembrare un cane fragile, di cristallo. Niente di più scorretto, l’apparenza inganna. La suamuscolatura lunga, secca, piatta e data dal deserto natale che si è sbarazzatodi tutte le masse inutili, ingombranti, creando nel contempo eleganza, rapidità, forza e coraggio. Caratterialmente è un cane equilibrato, calmo eriservatissimo con gli estranei, ma all’occorrenza si difende ferocemente da chi lo attacca. I suoi melanconici occhi diventano allora cattivi e la sua mascella feroce. Nelle tribù nomadi del deserto loSloughi é considerato uno di loro, senza remore o gerarchie: se esistono delle situazioni di pericolo per i cuccioli durante l’allattamento questi vengono nutriti dai seni delle donne fin tanto che potranno provvedere a loro stessi, in autonomia. La notte lo Sloughi è accolto nelle tende con i suoi padroni per riposare dopo una giornata di duro e lungo lavoro, vicino agli umani che da secoli lo hanno allevato, capito, amato, accudito e ringraziato per l’enorme contributo che ha fornito, e continuerà a farlo, al loro sostentamento e alla loro difesa. L’emozione più grande per me è stato durante una delle mie notti nel deserto, la tenda montata e il fuoco che ardeva illuminandoci. Il profumo del thé alla menta offertomi dai nomadi si mescolava a quello degli incensi e le stelle enormi nel cielo mi toccavano. Di fianco a me due sloughicolor sabbia mi guardavano, senza curiosità, certi della loro forte presenza al campo. Al momento del riposo, sulla miabrandina, si avvicinarono e si sdraiarono di fianco me, vigilandomi e “proteggendomi” per tutta la notte. Si chiamavano Abdor e Njiama.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Zara, sandali a listini fuxia e tacco a spillo nero
La prima volta che ho visto questi sandali ero da Zara, vi pregherei di immaginare i miei occhietti vispi che corrono sugli scaffali come scoiattolini in calore, finché non si posano su un sandalo nudo, composto da pochi listini di un fuxia intenso molto acceso.
Occhi fissi sull’obiettivo, gli arti si avvicinano pericolosamente a quello scaffale, eccoli, i sandali, li tocco e già penso a come li abbinerò, ma poi li prendo in mano, e… l’incanto si spezza.
Che cos’è, qualcuno mi spieghi immediatamente cosa rappresenta quel tacco NERO, in METALLO, avvitato con delle vere VITI messe bene in mostra. Nero, metallo, viti uguale orrore allo stato puro. Ma perché dico io, perché? Con un tacco a cono sarebbero stati i sandali perfetti per l’estate, alti ma comodi; una zeppa chiusa poteva andare, come anche un tacco sottile ma normale. Il chiodo avvitato invece non va proprio, stona su quel sandalo, stona nel contesto delle scarpe di successo in questo periodo, non ha alcun senso. Odio questi sandali, eppure l’altro giorno sono caduta di nuovo nella loro trappola: occhi come scoiattolini in calore, per pochi secondi, perché per fortuna ho rimembrato la precedente esperienza prima di prenderli in mano, secondo me bruciano al tatto, sono figli del diavolo.
Fonte: Shoeplay
Luna Rossa, vittoria a Napoli tappa America’s Cup
Luna Rossa Piranha vince la regata finale e si aggiudica la tappa napoletana delle World Series dell’America’s Cup di vela. L’imbarcazione italiana condotta dallo skipper Chris Draper ha preso la testa della regata al via e non l’ha lasciata fino al traguardo, resistendo alla rimonta degli americani di Oracle Spithill.
Luna Rossa chiude in testa alla classifica con 92 punti proprio davanti a Oracle Spithill con 77, e a Team New Zealand con 60 punti, mentre Luna Rossa Swordfish chiude al sesto posto con 41 punti. Questa la classifica completa: 1) Luna Rossa Piranha 92 punti; 2) Oracle Racing Spithill 77 punti; 3) Team New Zealand 60 punti; 4) Energy Team 54 punti; 5) Team Korea 49 punti ; 6) Luna Rossa Swordfish 41 punti; 7) Artemis Racing 40 punti; 8) Oracle Racing Bundock 37 punti; 9) China Team 15 punti.
Per quanto riguarda la classifica generale dopo le quattro prove delle World Series Oracle, Racing Spithill conduce con 67 punti, davanti a Emirates Team New Zealand con 66 e ad Artemis Racing con 54 punti. Solo nona Luna Rossa Piranha con 19 punti, mentre Luna Rossa Swordfish è ultima con 12, avendo corso solo la prova di Napoli.
Fonte: TMNews
























