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Archive for April 21, 2012

Mercedes-Benz, spettacolare rivelazione della nuova Concept Style Coupé

April 21, 2012 Leave a comment

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La prestigiosa casa automobilistica Mercedes-Benz, ha appena tolto i veli alla nuova Mercedes Concept Style Coupè; il tutto, è avvenuto durante un evento tenuto a Los Angeles dal marchio, dov’erano presenti una cerchia alquanto ristretta di utenti.
Secondo quanto rivelato, questa spettacolare concept, va ad anticipare le linee della prossima Mercedes CLA, che sarà presentata nel 2013.
A primo colpo d’occhio, vediamo un’auto dalla linea filante e sportiva, in grado di far focalizzare l’attenzione degli utenti sull’anteriore e sul posteriore, grazie alle sue forme molto generose.
I più esperti, noteranno che la Concept Style Coupè, ricalca molto le linee viste in alcuni progetti di Gorden Wagener, capo del centro stile e design di Mercedes; lui stesso, infatti, ha definito il design di questa vettura, che si mostra con un aspetto a dir poco futuristico e fuori dagli schemi.
Gli enormi cerchi da 20 pollici, si abbinano ottimamente alle linee armoniose e allo stesso tempo muscolose di questa concept.
L’innovazione sul punto di vista tecnico, parte dai gruppi ottici, in cui sono implementi delle luci a LED ed un nuovo sistema per le frecce, che si muovono quando si svolta, in sincronia con il volante. Per ciò che concerne la propulsione, invece, troviamo un aggressivo 2.0 litri turbo da 211 cavalli, abbinato perfettamente alla trasmissione automatica a doppia frizione 7g-MDCT ed alla trazione integrale 4Matic.

Fonte: GoLook.it

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Rolex Day-Date II 2012, novità spettacolare di alta orologeria

April 21, 2012 Leave a comment

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Tra le novità di casa Rolex presentate a Baselworld 2012, era presente anche questa spettacolare opera di alta orologeria, che ha catturato l’attenzione del pubblico grazie alla sua eleganza.
Questa segnatempo, come si può intuire dalle immagini, si presenta con una cassa da 41 mm interamente in oro giallo 18 carati, proprio com’è apparso nella sua prima uscita nel lontano 1956, quando il suo nome era solo Day-Date.
Il quadrante, si presenta con finitura soleil e con 8 indici delle ore, messi in evidenza dai diamanti taglio baguette e dai due rubini, tutti incastonati in una cornice in oro. Sulla lunetta del Rolex Day-Date II, inoltre, sono stati incastonati altri 80 diamanti, tutti taglio baguette.
Come tutti gli altri Rolex interamente in oro, questo Day-Date II è dotato dell’elegante bracciale President, con tre file di maglie, tra cui quella centrale con finitura lucida; al posto della chiusura YSTERCLASP, però, troviamo quella con fermaglio invisibile CROWNCLASP.
Il Day-Date II, monta il meccanismo automatico Calibro 3156, con certificato COSC e con spirale PARACHROM. Il segnatempo è dotato anche di dispositivo anti-shock PARAFLEX, con un’impermeabilità sino a 100 metri.
Per altre informazioni, basta visitare il sito rolex.com

Fonte: GoLook.it

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Sergio Rossi, nuova boutique a Pechino

April 21, 2012 Leave a comment

Il prestigioso marchio di calzature Sergio Rossi, in occasione della nuova apertura del secondo monomarca a Pechino ha organizzato un evento celebrativo per l’inaugurazione della boutique nel quale erano presente molte celebrità locali. Il nuovo store é ispirato alle linee sinuose di una décolleté con tacco e si correda di due ambienti interni che richiamano alla struttura di un palcoscenico e di un dietro le quinte, esaltando la femminilità e l’eleganza simboli emblematici caratteristici del brand.

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Tangeri, luoghi e personaggi della Beat Generation

April 21, 2012 Leave a comment

Il portiere mi apre la reception e rimane un poco interdetto. Conosceva vagamente William Burroughs di nome e non comprende il mio interesse per la camera n.9 dove visse e scrisse Il pasto nudo. Una camera banale, un lavabo, un letto, un armadio e diversi buchi nel muro per ricordare che lo scrittore americano era un adepto del tiro con la pistola. Dalla finestra si vede il mare e l’ avenue d’Espagne, la Promenade des Anglais di Tangeri. L’Hôtel El Muniria o Villa Delirium, come lo chiamavano i beatniks che lo avevano eletto a loro rifugio, non figura nelle guide come luogo indimenticabile del turismo letterario a Tangeri. Tangeri, luogo di appuntamenti per gli scrittori della beat generation, venuti qui a respirare boccate di libertà, di haschic o di oppio. Jack Kerouak e Allen Ginsberg hanno camminato nella medina gustando forse hamburgher insaporiti di kif, si sono riempiti di pasticcini al miele e hanno tirato tardi nei caffè del Petit Socco (piccolo mercato). “E’ uno dei rari posti nel mondo dove si può fare quello che si vuole” proclamava Burroughs. A Tangeri, ci si arriva per una storia d’amore, per un rimpianto, per niente e per tutto. La città custodisce l’impronta della letteratura vagabonda e tante ombre del passato. Non si contano più i visitatori che hanno scritto diari di viaggio o romanzi in questo luogo ingolfato di storia. Sulla terrazza di uno dei caffè della piazza del Soco Chico, per esempio, batte ancora il cuore della medina, colmo di sentimenti antichi e di sguardi lancinanti, ancora emozionanti. Alla Fuentes, dove Tennessee William, Paul Bowles e Djuna Barnes erano degli habitué, o al Tingis frequentato dai beatniks, bisogna sedersi e guardare. Il Soco Chico è un teatro della vita. Tutta la medina viene qui a mostrarsi. Tennessee William e Gore Vidal stavano qui per dragare i ragazzi, Errol Flynn le ragazze, i Beatles invece per comprare l’hashic. La sede della Delegazione Americana, unico monumento storico classificato fuori dagli Stati Uniti, conserva nel suo Museo una sala dedicata a Paul Bowles. L’autore di Un thè nel deserto sta a Tangeri come Byron alla Grecia e Jack London all’Alaska, un bagliore eterno. La porta del Sahara è al centro della sua esistenza e delle sue opere. “Il mio soggiorno doveva essere di corta durata. Non avevo scelto di vivere a Tangeri in modo permanente; questo è successo tutto da solo“, confidò Paul Bowles dopo essere sbarcato una prima volta a 19 anni, nel 1931, quando il kif era ancora di libera vendita dai tabaccai. Tangeri lo conquistò al punto di farlo restare tutta la vita. Si è spento nel 1999, lasciando le sue valigie ad attenderlo per sempre, alla Delegazione Americana. Tangeri ha lo charme indefinibile di Trieste, di Alessandria d’Egitto o di Valparaiso. La letteratura non si è mai installata nei suoi muri. A partire dal XIX° secolo gli scrittori vi giunsero di soppiatto: Edith Wharton, Colette, Mark Twain, Pierre Loti, Paul Morand, Gore Vidal, Tennessee Williams, Somerset Maugham, Saint-Exupéry, Joseph Kessel, Henry de Montherlant, Jean Genet.. Nel suo “Impressioni di viaggio”, Truman Capote consigliava: ” Prima di partire ricordatevi di queste tre cose: fatevi vaccinare, ritirate tutti i vostri risparmi e dite addio ai vostri amici“. Buongiorno Tangeri la bianca. Una città che si offre su sette colline, “sistemata come una vedetta sulla punta più a nord dell’Africa“, come disse carinamente Pierre Loti. Per niente Africa e molto di Europa. Sino al suo reingresso nel Marocco, nell’ottobre 1956, Tangeri beneficiava di uno status particolare di protettorato: nove potenze la governavano, quattro monete, tre lingue ufficiali, arabo, francese e spagnolo. La città è rimasta un assemblaggio di mondi paralleli, architetturalmente e umanamente. La collina residenziale di Marshal e simile alle città alsaziane, cottage brittanici e case di agricoltori come in Louisiana. Ville ispano-moresche, normanne o basche vestono il quartiere della Montagna. Nella medina, i derb si riempono di impasse oscuri, le piccole strade in salita conducono alle terrazze nascoste. La Kasbah, cittadella del potere, a strabiombo con i suoi grovigli di costruzioni alla Escher, in una propspettiva alla De Chirico. I continenti si amalgamano, i destini si incontrano. Le strade si chiamano Vélasquez, Louisiana o Shakespeare, i viali Paris o Pasteur. Un paese della cuccagna per gli occidentali dai cuori friabili. I commercianti sono indiani, i muratori spagnoli, i cordai ebrei, i droghieri musulmani, i pasticceri francesi, gli aristocratici inglesi e gli spioni del mondo intero. Cristiani, ebrei e musulmani si ritrovano nella medina, parlano il tangerino, un mélange di spagnolo e arabo. La comunità spagnola, che si attesta su 50.000 persone dopo la guerra civile, si sente a casa. Nel vecchio quartiere spagnolo che domina il porto, a due passi dall’Hôtel El Muniria, un barbiere appoggiato all’ingresso del suo salone, mi indirizza un buenos dias. Boulevard Pasteur, l’arteria principale, dove gli abitanti si ritrovano alla sera sulla Terrasse des paresseux, davanti allo stretto di Gibilterra, per scrutare l’orizzonte dove il profilo della Spagna si avvicina o si allontana. Ieri, i contadini, con i loro muli carichi di prodotti della terra, si fermavano laggiù per riposare prima di continuare verso la piazza del Grand Socco. Qui si è scritta la Storia: è su questa piazza che Mohammed V mise fine al Protettorato. Questa vasta distesa separa la Tangeri mitica, con la sua medina del XII° secolo piegata sui suoi labirinti di strade strette, dalla Tangeri contemporanea immaginata dai francesi e installata su larghe avenues. Ieri, al Grand Socco, incantatori di serpenti, scrivani pubblici, commercianti di khôl e venditori di pane intrecciato si confondevano in un incredibile brusio; ai giorni nostri, i commercianti e gli sfaccendati si uniscono agli automobilisti e agli autisti di taxi nello stesso capharnaüm. Dopo la fine del Protettorato, la città non era altro che una borgata del Marocco che navigava nei suoi bei quartieri e nei suoi larghi viali.

Le grandi fortune disertarono la piazza. Tangeri, che non viveva d’altro che dei loro capricci e delle loro grandezze, entrò in una lunga notte. Hassan II, che non la portava nel cuore per via della sua ribellione, mai domata, alla monarchia assoluta, la accantonò. Tangeri declassata a difetto di un Paese. Il cinema Rif, tutto nuovo e scintillante, domina la piazza e l’ingresso della medina; la sua sala Art Déco inaugurata nel 1948 ospita una cinemateca, una biblioteca e un bar. Al posto di opere hollywoodiane, si proiettano film marocchini e dei film detti “di genere” che hanno contribuito al mito. Tangeri, paradiso dello spionaggio, luogo di tutti i traffici e di tutti i piaceri. Roteante, proibita, noir. La filmografia si riassume in una ventina di lungometraggi, la maggiorparte di serie B: Missione a Tangeri, Volo su Tangeri, Guet-Apens a Tangeri, La morte che rode, La Môme vert-de-gris, un polar del 1952 con Eddie Constantine nel ruolo di Lemmy Caution, agente dell’FBI, o ancora Uccidere non è un gioco, un James Bond del 1987. Un film, uno solo, le rende omaggio: è l’indimenticabile “Un the nel deserto” di Bernardo Bertolucci che si svolge nei luoghi reali come la Villa de France, l’Hôtel Continental, la strada di Tétouan o il Caffè Colon. Questi luoghi hanno conosciuto tempi migliori. La moribonda Villa de France, dove soggiornò Delacroix, domina un giardino a terrazze lasciato all’abbandono. Delacroix e Matisse l’hanno dipinto; Loti, Dumas, Montherland e Kessel lo descrissero nei loro romanzi. E prima di Bertolucci girarono alcune scene Julien Duvivier e Andrè Téchinè. Alla reception, un grammofono che si accompagna a un telefono degli anni ’30; l’Hôtel è rimasto nel suo succo, integro, e mi rallegro! Altre costruzioni si degradano, come il Gran Teatro Cervantes e l’Hôtel Cécil dove soggiornò Michel Foucalt. Tangeri è un luogo di memorie che bisogna preservare. E’ imperdonabile, e mi chiedo se diventerà un Paradiso perduto? I promotori immobiliari sembrano decisi a toglierle tutto il suo charme, le autorità preferiscono ai viaggiatori un turismo di massa. E se i tangerini sono colmi di nostalgia per quell’era di prosperità e di cultura del secolo scorso, la città invece vive un nuovo sogno. Dopo cinquant’anni di Purgatorio, Tangeri rinasce dalle sue ceneri.  e il re Mohammed VI vuole restituirle il suo prestigio e a Tangeri ha riservato la sua prima visita ufficiale. Il Re è oggi un habitué di Tangeri, non solo per fare jogging o jet-ski. I progetti abbondano: il nuovo porto, zona franca, infrastrutture stradali, complessi turistici. Il perimetro urbano, che si ingrandisce ogni giorno per accogliere oltre un milione di tangerini, tende a soffocare la campagna. La città sta diventando un oggetto di coinvolgimento. Alcune celebrità si sono installate: Renaud, Bernard-Henry Lévy, Francis Ford Coppola e Richard Branson (Patron della Virgin), manifestando un innamoramento totale per la medina o dei suoi quartieri di Marshal o della Montagna. Cosa sarà di questa città culto? Una nuova Marrakech? Una città fashion con il suo pseudo souk, le sue lampade di Aladino, le sue babouches, le sue Fantasie e i suoi ristoranti con danzatrici del ventre?  Ho paura.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Moda… lo stile delle donne della moda non é fashion

Avete mai notato che le donne, quelle che contano o che ne sanno davvero di moda, a parte rare eccezioni, non indossano mai abiti o tagli di capelli alla moda? Possono non essere belle in maniera conformista – vedi Miuccia Prada, la quale porta un taglio e un colore di capelli non esattamente fashionable, ma se ne frega anche perché lei può e poi quel taglio di capelli, solitamente lo abbina a orecchini importanti con cui la maggior parte di noi ci pagherebbe, forse, un anno di mutuo – eppure avere carisma; possono non essere giovanissime – vedi Franca Sozzani, Vivienne Westwood, Diane Von Fustemberg – eppure essere molto attraenti e non dal punto di vista fisico, ma di un’attraenza che ha quasi del metafisico e che ha a che fare con la testa e con lo spirito – e peggio per voi se non avete gli strumenti per capirlo -; possono non finire sulle cover dei magazine che contano, eppure essere molto influenti, ma in maniera discreta e talmente competenti che non le sentirete mai parlare di ”outfit”, “look” “trend” ecc. – Maria Luisa Frisa, Benedetta Barzini, Linda Loppa e Carla Sozzani -. Insomma, sono donne vere, con testa, stile, carisma che non devono scimmiottare i passaggi – fatui – da un capo d’abbigliamento all’altro. Perché la differenza, per chi non lo avesse capito, è proprio tra chi scrive la sceneggiatura e chi la fruisce in maniera passiva pensando di essere il vero protagonista. Tra chi fa le regole e chi le segue acriticamente pensando di essere cool  solo perché ammesso alla grande corte. A volte bisognerebbe avere il coraggio di dire “meno fashion, più style”, ma il secondo, ahimé, non si vende e non si compra.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

Liu Jo Luxury, argento e perle per la “Festa della Mamma 2012”

April 21, 2012 Leave a comment

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Argento e perle per la “Festa della Mamma 2012”  firmata Liu Jo Luxury
Si chiama “Lovable” la capsule collection Liu Jo Luxury pensata per la “Festa della Mamma 2012”. Una raffinata linea, sospesa tra classico e moderno, che abbina le intramontabili perle, grand rentrée di stagione, all’argento 925, dando forma a creazioni dal mood esclusivo.
Collane e bracciali a uno, due o tre fili impreziositi da charms a cuore e iniziali stilizzate del brand, da sfoggiare da mattina a notte fonda, vista la versatilità della linea che si presta a ravvivare un tailleur o il più semplice paio di jeans, un abito da cocktail o da gran sera. Pezzi passepartout abbinabili a qualsiasi colore e occasione, da “rubare” alla mamma in vista di parties très chic o rendez vous speciali. Sì, perché le gioie con perle Liu Jo Luxury non hanno limiti d’età e rappresentano un must four seasons anche per nonne sprint e nipotine superfashion.
Per le mamme più romantiche e coccolose è inoltre disponibile la linea “Flock”, che vede singole perle e deliziosi fiocchetti ciondolare da orecchini, collana, bracciale a tre fili e anello con charms. Tutti rigorosamente in argento 925.

Categories: Life-Woman Tags:

Gruppo Armani, nuova partnership in India con Genesis Luxury Fashion Pvt

April 21, 2012 Leave a comment

Il Gruppo Armani annuncia una nuova partnership in India
Il Gruppo Armani è lieto di annunciare che a partire dal 20 aprile 2012 darà avvio a una partnership con Genesis Luxury Fashion Pvt. Ltd volta ad aumentare la penetrazione della marca in India. Genesis sarà partner esclusivo del Gruppo Armani sul territorio indiano per i marchi Giorgio Armani, Emporio Armani e AJ | Armani Jeans. Con Genesis, il Gruppo Armani mira a espandere la rete di vendita e di distribuzione in India la per raggiungere un pubblico più vasto attraverso negozi monomarca, multimarca e department stores. Attualmente, la rete di vendita Armani nel paese comprende una boutique Giorgio Armani e due negozi Emporio Armani rispettivamente a Nuova Delhi e a Mumbai. L’obiettivo del Gruppo Armani e Genesis nel corso dei prossimi cinque anni è di aprire circa 20 negozi monomarca nella maggiori città dell’India come Chennai, Bangalore e Calcutta.