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Startup, fare impresa per il futuro
Essere imprenditori dell’innovazione è il futuro, e questo futuro si chiama Startup!
Il rapporto
L’occasione per fare un minimo di chiarezza sulle startup ci viene fornita dalla presentazione del Rapporto della Task force istituita dal Ministero dello Sviluppo Economico, avvenuta il 13 settembre scorso.
Il ministro Passera ha costituito intorno al coordinatore Alessandro Fusacchia un gruppo di dodici esperti: Andrea Di Camillo, Annibale D’Elia, Donatella Solda-Kutzmann, Enrico Pozzi, Giorgio Carcano, Giuseppe Ragusa, Luca De Biase, Mario Mariani, Massimiliano Magrini, Paolo Barberis, Riccardo Donadon, Selene Biffi.
Cosa sono
Un’impresa di costituzione recente, che ha come scopo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un bene o di un servizio nato come risultato della ricerca, o che impiega comunque nella propria attività un forte tasso di innovazione (Rapporto startup – Definizione).
Tale definizione è ancora troppo generica, quindi, per una maggiore chiarezza ed obiettività, potremmo definire le startup come società di capitali, non quotate, aventi sede o soggette a tassazione in Italia, che soddisfano i seguenti requisiti:
sono detenute direttamente e almeno al 51% da persone fisiche (senza limitazioni d’età), anche in termini di diritti di voto
svolgono attività di impresa da non più di 48 mesi
non hanno fatturato – ovvero hanno un fatturato, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato, non superiore ai 5 milioni di euro
non distribuiscono utili
hanno quale oggetto sociale lo sviluppo di prodotti o servizi innovativi, ad alto valore tecnologico
si avvalgono di una contabilità trasparente che non prevede l’uso di una cassa contanti, fatte salve le spese legate ai rimborsi
Anche definire l’innovazione è importante, ma complesso: in ogni momento potrebbe, infatti, nascere qualcosa che “sorpassa” ciò che riteniamo essere all’avanguardia. Oltre a questo, dobbiamo considerare che ci sono molti ambiti di innovazione.
Gli autori del Rapporto hanno pensato che l’innovazione su cui porre la lente d’ingrandimento sia quella tecnologica, soprattutto perché molto attuale e trasversale in tutti i settori produttivi.
L’Unione Europea ha affrontato la questione in vista di una regolamentazione e dell’assegnazione di finanziamenti (diretti o con formule di Risk Sharing Instruments) sulla base di 10 criteri di cui almeno uno va rispettato.
Condizioni
Per verificare il lavoro delle startup e il modo di svilupparlo il Rapporto propone tre vie:
il bilancio della startup deve essere concentrato soprattutto su R&S (Ricerca e Sviluppo)
tra gli impiegati della startup il personale altamente qualificato deve essere in numero consistente
va tenuto in considerazione se la startup piuttosto che partire da zero sia uno spin-off universitario in cui la fase di ricerca è precedente
Oggi serve trasparenza in ogni settore, così viene proposta la costituzione di una directory pubblica online in cui le startup si autoregistrino e dove i dati che le riguardano siano consultabili, avendo magari la possibilità di interagire con referenze e commenti.
Il Rapporto ha stabilito con la considerazione del “passato” universitario di una startup un principio di attenzione ed equità – visto che altrimenti queste situazioni sarebbero state escluse dai finanziamenti – e fa lo stesso, attraverso una sezione specifica, con quelle iniziative che abbiano una spiccata vocazione sociale. App per aiutare i diversamente abili, oppure che assistano a fare la spesa persone affette da intolleranze e allergie. Sono meno remunerative di altre, tuttavia il maggior supporto che gli andrebbe fornito è giustificato dal più alto contributo offerto alla comunità.
Lancio
Dopo gli sforzi per tenere fuori furbi o presunti tali ecco che si arriva alle misure a sostegno, il vero fulcro di tutto questo lavoro.
Problemi e ostacoli, adempimenti e oneri burocratici, un fisco “poco amico”. Tutto questo va cambiato attraverso sia la semplificazione amministrativa e normativa sia ricorrendo a una riforma del lavoro che tenga conto delle dinamiche lavorative di una startup, estranee a modelli organizzativi esistenti.
La normativa italiana è tarata su imprese tradizionali e non può riuscire nello sforzo di incoraggiare un giovane, sono ancora troppi e troppo antiquati gli oneri imposti. Il Rapporto suggerisce la nascita di un pacchetto con agevolazioni e risparmi sotto il nome di iSrl. Per un tempo di 48 mesi una società che ne benefici diventa come “a statuto speciale” e riesce così a nascere e diventare operativa anche partendo assolutamente dal nulla; trascorsi i mesi diventerà una S.r.l. normale. Questo periodo potrebbe valere anche per una moratoria fiscale: non pagare le tasse rispetto alla fatturazione ma rispetto al reale flusso di cassa, visto che in Italia i pagamenti sono molto dilazionati e si rischia di soffocare l’impresa.
Tra l’idea di partenza e il primo passo operativo può già essere necessario il supporto di un finanziatore esterno, che sia pubblico o privato. Oggi gli strumenti di investimento non sono adeguati a questo scopo, occorre riformare l’ecosistema delle SGR (Società di Gestione del Risparmio) – semplificarne la costituzione, ridurne il capitale minimo, ridimensionarne i costi di gestione -e fornire delle alternative.
In tema di lavoro le startup si confermano un caso speciale e nuovo, così le leggi attuali, compresa la recentissima riforma Fornero, non sono opportune.
Il requisito principale di questo status lavorativo dovrebbe essere la flessibilità, concretizzata in una formula apposita per le startup che, ad esempio, senza limiti in base al numero degli impiegati essi vengano assunti a tempo determinato per i soliti 48 mesi. La precarietà però non è un bene da conservare e quindi allo scadere del termine o il lavoratore viene assunto a tempo indeterminato oppure il rapporto non può continuare in altro modo. Questo contratto dovrebbe anche prevedere meno oneri possibili, come l’azzeramento dell’IRAP, e magari diverse modalità remunerative, ad esempio il compenso attraverso stock option che potrebbero incentivare alcuni dipendenti. Partecipare alla fortuna dell’impresa con un nuovo contratto e degli utili oppure azzerare la situazione, queste sono le dinamiche dell’innovazione.
Crescita
Il flusso di capitali e un luogo propizio sono i due fattori che il Rapporto individua come chiave per la crescita di una startup.
Denaro
Per quanto riguarda il finanziamento delle imprese gli ostacoli sono la cronica contrazione del mercato dei capitali di rischio e la difficoltà di accesso al credito. Se si interviene su questi due aspetti si ottiene non solo la necessaria circolazione di credito ma anche la conseguente maturazione di tutto il comparto delle startup verso il mercato reale.
Il top per gli investimenti sono gli Stati Uniti con 131 miliardi di Euro versati nelle loro venture capital tra 2003 e 2010, l’Europa è molto distante con soli 28 miliardi. L’Italia? Ancora più indietro se pensiamo che per i prossimi 5 anni ci sono solo 25 milioni annui, 120 milioni totali che impallidiscono rispetto alle iniziative di Francia, Germania e Regno Unito.
Il Rapporto propone di ricorrere a una cabina di regia unica per i fondi di investimento sulle startup, in cui lo Stato abbia un ruolo sia di coordinamento sia in parte di finanziatore, scegliendo i partecipanti secondo criteri meritocratici e di trasparenza; la parte statale del fondo potrebbe essere molto facilmente ricercata in quelle iniziative finanziate e mai partite di cui il bilancio dello Stato è colmo.
La concentrazione delle risorse private assieme a quelle pubbliche permetterebbe una razionalizzazione dei criteri, a vantaggio soprattutto delle startup sociali, in cui spesso si trovano le migliori idee senza però un adeguato mordente commerciale e di sviluppo. Oltre a questi investimenti “organizzati” è poi giusto considerare quelli più diretti che potrebbero venire da aziende e cittadini (crowdfunding), incentivabili magari mediante deduzioni fiscali maggiori.
Luogo
La necessità di luoghi che coltivino le startup si deve al fatto che quando sono concentrate diventa possibile condividere esperienze e competenze, mettere tutti a parte di informazioni sul mercato e sulle opportunità di sviluppo, quindi migliorarsi e tenere a freno i costi acquisendo anche maggior pragmaticità.
Per riconoscere questi posti diciamo che vanno identificate sia strutture e servizi fisici (locali attrezzati, cablaggio, un centro informativo unificato) che piattaforme meno tangibili ma altrettanto fondamentali: formazione di un management specifico per questo tipo di imprese, marketing professionale, banche dati condivise, accordi con gli operatori finanziari, accesso a strutture di ricerca specifica.
Anche tutto questo va sostenuto, come? Prendendo a riferimento quello che abbiamo già detto per le startup stesse, agevolare cioè gli incubatori di imprese con semplificazione e sgravi e permettere un meccanismo di finanziamento più flessibile rispetto all’attuale.
Conclusioni
Il settore delle startup è quanto di più nuovo possiamo immaginarci, chi è riuscito ad avere successo fino ad oggi sicuramente non ha avuto quello che il Rapporto promette di dare ai futuri imprenditori del settore, ed è un grande merito per loro, aver portato la loro inventiva oltre tutti gli ostacoli e aver realizzato il loro business. La grande favola di alcune di queste aziende oggi super-valutate può essere riportata non solo in un numero di casi maggiore ma anche in luoghi molto diversi.
Innovazione e sviluppo passano da qua. La crisi deve produrre cambiamenti sostenibili e sociali e in questo le startup possono dare una grande mano, ma con queste iniziative noi non ci affidiamo più all’eroicità di pochi ma lanciamo una vera e propria sfida ai giovani e ai territori.
I giovani devono solo coltivare le proprie capacità e investirci in termini di formazione e quindi di tempo, mentre i territori devono essere altrettanto creativi e cercare di attrarre verso di sé queste nuove realtà produttive.
Senza giovani che sappiano credere nella propria visione e comunità che si mettano al servizio dell’innovazione il Rapporto perderà ogni sua efficacia.
Luigi Mandraccio
Fonte: Tasc
Revolution, cover di lusso per iPhone 5 Apple da Gresso
La società svizzera Gresso, dà vita ad una nuova custodia dedicata all’ultimo arrivato iPhone 5 di casa Apple, in grado di donargli un ulteriore tocco di eleganza e solidità.
Parliamo della nuova cover Revolution, in grado di racchiudere l’iPhone 5 come una sorta di bumper rigido; quello che stupisce di questo accessorio, però, sono i suoi materiali. Troviamo infatti una base in titanio con PVD antigraffio, arricchita da una targhetta in oro rosso 18 carati con l’incisione Revolution Gresso.
La nuova cover Revolution, sarà disponibile da domani sul sito della società ad un prezzo di ben 3 mila dollari; la produzione sarà limitata a soli 999 esemplari, certificati e numerati con incisione a fuoco sulla parte inferiore.
Con quest’articolo, inoltre, ricordiamo l’ArtPhone Lady Noir, una personalizzazione dell’iPhone 4, concepita dalla stessa azienda, che l’anno scorso ha riscosso davvero un grande interesse da parte degli utenti.
Fonte: GoLook.it
Fiat 500 Abarth 695 Tributo Maserati, utilitaria esclusiva in edizione limitata
Nelle ultime ore, dal reparto Abarth Fuori Serie, è stata presentata la nuova Abarth 695 Tributo Maserati, che va a classificarsi come la più estrema personalizzazione attualmente disponibile della Fiat 500.
Questo nuovo allestimento, dedicato ai più esigenti, sarà prodotto in soli 499 esemplari; tuttavia, le personalizzazioni già disponibili sulla Abarth 695, quella con motore da 180 cavalli, verranno estese nelle prossime settimane anche al grande pubblico, permettendo a chiunque di personalizzare la Fiat 500 secondo i propri gusti.
La Fiat 500 Abarth 695 Tributo Maserati sarà proposta in colorazioni esclusive e con interni rivisitati; su quest’ultimi, però, sarà possibile attuare le scelte degli acquirenti, anche se, di base, è già presente un potente sistema audio JBL appositamente concepito da Harman e numerosi inserti in fibra di carbonio che donano a quest’auto un aspetto ”racing” pur mantenendo una certa eleganza nella linea. Insomma, tutti i segni distintivi del made in Italy, vengono riproposti e accentuati in questa nuova personalizzazione, frutto della collaborazione tra il reparto Abarth Fuori Serie e Maserati.
Fonte: GoLook.it
Momodesign, nuovi caschi FGTR™ GLAM
COLORFUL EXPLOSION MOMODESIGN presenta i nuovi caschi FGTR™ GLAM
Colori accesi, brillanti, intensi: nascono i nuovi FGTR™ GLAM.
MOMODESIGN presenta la nuova interpretazione del suo helmet icona, un concentrato di energia in un unico oggetto dal design inconfondibile. Non semplicemente un casco, ma un vero e proprio accessorio da abbinare all’outfit.
Giallo, arancio, rosso, verde , lilla e blu, tutti in finitura lucida, con la decal in outline per sottolineare l’intensità della palette.
Sei caschi dedicati all’universo pop, ispirati al mondo dei teenager interessati alla moda, ma sempre attenti alla sicurezza sulle due ruote.
I FGTR™ GLAM si distinguono per tecnologia e innovazione. Dalla visiera esterna in classe ottica regolabile alla calotta realizzata in due taglie, sino all’interno in tessuto anti-batteriologico a memoria di forma, ogni dettaglio è creato per soddisfare i più elevati standard qualitativi.
Prezzo consigliato al pubblico euro 219,00
WWW.MOMODESIGN.COM
YOUM, nuovi display flessibili per smartphone da Samsung
Il colosso coreano Samsung stupisce ancora una volta il grande pubblico appassionato di hi-tech, rivelando nuove informazioni per ciò che concerne i suoi YOUM, i rivoluzionari display flessibili per smartphone.
Oltre alla buona notizia che i primi smartphone Android con display YOUM verranno presentati verso l’inizio del 2013, c’è anche da considerare la delusione degli utenti più aggiornati che, in seguito alle ultime indiscrezioni giunte prima dell’estate, si aspettavano il lancio di questi nuovi display già negli ultimi mesi del 2012.
Il ritardo, a quanto pare, sarebbe dovuto a causa di problemi di tecnici da parte della casa, i cui ingegneri avrebbero riscontrato molti problemi per ciò che concerne la visualizzazione dei pixel di alcuni colori, tra cui quelli di colore rosso e blu. Altro problema, inoltre, riguarderebbe le dimensioni, che a causa dell’elevata complessità, riuscirebbero a offrire performance strepitose solo su pannelli con diagonali da più di 7 pollici.
Comunque sia, Samsung ha voluto far sapere che, questi problemi, anche se hanno ritardato il lancio di questi attesissimi display, non sono irrisolvibili e, pertanto, non ci resta che attendere ancora un altro trimestre per far si che si avvicini la data della loro presentazione.
Fonte: GoLook-Technology.it
Aeffe, tandem con il marchio Ungaro
Aeffe ha annunciato di aver realizzato una partnership con Aimz per lo sviluppo, la distribuzione, la commercializzazione della linea donna e accessori della maison Ungaro. Non solo: l’accordo consentirà ad Aeffe di poter esercitare una prelazione nell’acquisto di azioni di minoranza di proprietà della maison. La licenza avrà la durata di 7 anni. Ma la notizia che ha sospreso in maniera gradita i fashionisti è stata quella del secondo annuncio della società inerente al nuovo direttore creativo della maison. Ancora una volta un designer italiano dotato di talento guiderà la creatività di una maison francese – del resto le origini italiane di Emanuel Ungaro sono ben note -: si tratta del designer siciliano Fausto Puglisi. La prima collezione al quale lavorerà è quella che sarà mostrata durante la settimana della moda nel mese di marzo a Parigi relativa all’autunno/inverno 2013.
Fonte: VM-Mag
LG Electronics, nuovo maxi-smartphone/mini-tablet Optimus Vu 2
Il colosso coreano LG, nelle ultime ore ha ufficialmente presentato il suo nuovo maxi-smartphone/mini-tablet Optimus Vu 2.
Come avrete già capito, le dimensioni di questo interessante dispositivo, lo fanno essere una via di mezzo tra un tablet ed uno smartphone, quasi come succede con il Galaxy Note di casa Samsung; questo nuovo dispositivo, caratterizzato da un interessante format 4:3, si crede che avrà molto successo sul mercato giapponese, questo a causa delle richieste degli utenti che desiderano schermi sempre di dimensioni maggiori.
Di seguito, comunque, eccovi elencate tutte le caratteristiche del nuovo LG Optimus Vu 2:
Display da 5 pollici con risoluzione di 1024×768 pixel e aspect ratio 4:3;
CPU dual-core Qualcomm S4 MSM8960 da 1,5GHz;
2 GB di RAM;
OS Android 4.0 Ice Cream Sandwich;
Fotocamera posteriore da 8 megapixel;
Fotocamera anteriore da 1,3 megapixel;
NFC e supporto reti LTE;
Batteria da 2.150 mAh.
Tra i sistemi che hanno l’intenzione di innovare, con il lancio di questo smartphone, troviamo principalmente 2 molto interessanti: il primo è l’applicativo QRemote, in grado di trasformare l’Optimus Vu 2 in un vero e proprio telecomando compatibile con tutte le TV, ed il secondo è il One Key, un piccolo accessorio in grado di tenere sempre traccia dello smartphone, qualora lo perdessimo di vista.
Non si sa ancora se l’LG Optimus Vu 2 arriverà sul mercato italiano e quando saranno svelate le sue specifiche tecniche complete ma, dopo il suo annuncio, sarà presto disponibile in Corea del Sud, in tre differenti colorazioni (visibili nell’immagine in alto), ad un prezzo di listino di ben 864 dollari.
Fonte: GoLook-Technology.it
Tigros, primi supermercati italiani abilitati con iPhone Apple
Su App Store arriva una nuova applicazione gratuita che permetterà, a partire da oggi stesso, di fare la spesa e pagare con il proprio iPhone all’interno dei nuovi supermercati Tigros abilitati al nuovo servizio.
Parliamo di SpesaSelf for iPhone, un’app che permetterà a tutti i clienti del supermercato Superstore Tigros di Solbiate Arno, nella provincia di Varese, di creare la propria lista della spesa e pagare direttamente dal proprio dispositivo, senza la necessità di attendere le code alla cassa e soprattutto con la massima sicurezza, grazie soprattutto al nuovo sistema punti Tigros Card.
In pratica, dopo aver fatto la propria lista della spesa comodamente da casa, basterà recarsi all’interno del supermercato facendo leggere all’iPhone il codice QR presente all’ingresso; a questo punto, il cliente potrà prendere tutto quello di cui ha bisogno e, se ha dimenticato qualcosa, potrà aggiungerlo alla lista tramite la lettura integrata dei codici a barre.
Fatto questo, tramite i punti disponibili sulla propria Tigros Card, che funziona come una sorta di carta di credito prepagata, il cliente potrà pagare il proprio saldo immettendo semplicemente la propria password, tornandosene a casa con la spesa senza per forza fare la fila alle casse.
Che dire, un sistema davvero innovativo e al passo con i tempi che, come abbiamo riportato in articoli precedenti, negli USA è già sperimentato da molto tempo; i vertici del supermercato Tigros, comunque, fanno sapere che questo sistema presto sarà disponibile anche presso tutti gli altri punti vendita.
Fonte: GoLook-Technology.it
Google, prime automobili super-tecnologiche con pilota automatico
Il colosso di Mountain View, Google, ha deciso di superare tutte le aspettative degli utenti parlando al pubblico di un nuovo progetto made in BigG, secondo il quale, entro e non oltre 5 anni, arriveranno sul mercato le prime auto super-tecnologiche che non avranno bisogno di un pilota per circolare.
Come molti utenti sapranno, però, questa notizia non è del tutto nuova, visto che in passato si era già parlato delle self-driving-car di Google che avrebbero permesso di viaggiare senza guidare. La vera novità, infatti, sta nel fatto che, stando a quanto dichiarato, queste auto che all’inizio erano solo parte di un progetto, presto potranno diventare realtà.
I tecnici di casa Google, secondo alcune indiscrezioni, avrebbero perfezionato la tecnologia di queste auto a tal punto da poter effettuare già 300 mila km di test senza verificare alcun guasto e incidente stradale.
Ovviamente, detto così ci sembra che si parli di fantascienza, ma con la tecnologia sempre più avanzata, non è detto che tutto questo non possa divenire presto realtà per molti di noi.
Fonte: GoLook-Technology.it
Exagon Motors Furtive e-GT, nuova supercar presentata al Salone di Parigi 2012
Design promettente e prestazioni di grande nota; delle doti davvero ineguagliabili per questa nuova supercar dal look futuristico presentata al Salone di Parigi 2012.
Parliamo della Exagon Furtive e-GT, una coupè sportiva con propulsione elettrica in grado di garantire una spinta di 408 cavalli all’attivo, con scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,5 secondi e velocità massima di 250 km/h.
Al Salone di Parigi 2012, questa nuova supercar elettrica ha fatto la sua prima comparsa in anteprima mondiale nella versione di serie; secondo quanto considerato, la Exagon Furtive e-GT è nata per concorrere direttamente con la nuova Mercedes SLS AMG Coupè Electric Drive e con la Fisker Karma, che attualemente sta avendo davvero un gran successo in fatto di vendite all’estero.
Nonostante le sue caratteristiche e le sue prestazioni, però, questo nuovo bolide di origine francese è passato un pò in secondo piano al Salone di Parigi, questo perchè presentato proprio nello stesso momento in cui ha fatto la sua prima comparsa la nuova McLaren P1 nello stand di casa Mercedes-Benz.
Anche se non è stato rivelato il prezzo e molte delle sue informazioni più importanti, secondo quanto dichiarato, questa interessante supercar elettrica riuscirà a percorrere 360 km con una carica completa di appena 32 minuti.
Fonte: GoLook.it

























