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Archive for May 9, 2011

Modu, il telefono modulare

Modu non è un semplice telefono cellulare, tanto che si è aggiudicato ben 2 primati: il primo telefono modulare ed anche il più piccolo del mondo!

Questo particolare telefono è prodotto dall’ azienda Modu, diretta da Dov Moran, l’ex-proprietario dellaM-System che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppoo delle memorie flash.

Modulare?!

In un’architettura modulare ogni blocco fisico implementa una o uno specifico insieme di funzioni e ha relazioni ben definite con gli altri blocchi.

Per semplificare la definizione di wikipedia si può dire che un oggetto modulare è composto da un “cuore” e da delle estensioni. Il “cuore” da solo non offre molte funzioni (a volte anche nessuna) ma, appena inizia a lavorare ed integrarsi con gli altri blocchi, forma l’oggetto perfetto per il consumatore.

Ed è proprio l’essere modulare che rende questo telefono davvero unico. Infatti è composto dal “cuore” (Modu, raffigurato all’estrema sinistra dell’introduzione) e da dalle estensioni che possono essere Modu Jackets o Modu Mate.

Modu Jackets:

Le modu jackets rendono Modu un vero telefono, ogni jacket aggiunge delle caratteristiche e colorazioni sempre differenti. L’”aggiornamento” di modu è davvero semplicissimo: basta inserirlo in una delle sue estensioni e si è subito operativi.

Ad esempio il piccolissimo Modu può essere “trasformato” in un terminale con tastiera qwerty e connettività HSPA o, per gli appassionati di musica, in un telefono con speaker targati JBL!

Modu Mate:

Le modu mate fanno sempre parte delle estensioni per modu ma lo trasformano in un prodotto totalmente diverso! Ci sono modu mate per ogni esigenza: GPS, cornice digitale, media player portatile, un’ autoradio, una radio-sveglia, ecc…

Fonte: Skimbu

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Fountainhead, yacht di lusso dei cantieri navali Feadship

Disegnato dai progettisti dello studio De Voogt Naval Architects, il nuovo yacht di lusso Fountainhead è stato svelato da pochi giorni a Makkum, nei Paesi Bassi, dai prestigiosi cantieri navali Feadship; il nome Fountainhead è ispirato all’omonimo libro scritto da Ayn Rand.
Lungo quasi 88 metri, 87,78 metri per l’esattezza, questo splendido yacht di lusso risulta essere il panfilo più grande mai costruito dai cantieri Feadship, insieme al Musashi, che vanta della sua stessa lunghezza.
Spinto da una propulsione di oltre 3.700 cavalli, Fountainhead riesce a garantire prestazioni eccellenti anche in caso di sforzo, con una velocità adeguata alla stazza.
Gli interni sono stati affidati nelle mani del prestigioso studio Sinot Yacht Design.
Fountainhead sarà consegnato al nuovo proprietario verso la fine del 2011 e, sino ad allora, dovranno essere ancora effettuate molte modifiche.

Fonte: GoLook.it

Sitón, creazioni esclusive per la primavera estate 2011

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Sono in arrivo negli oltre 80 negozi esclusivisti le creazioni estive di Sitón, il brand di scarpe e accessori firmato dalla trentunenne stilista veneziana Barbara Jovino. Sandali, ballerine e zeppe decorati con gli accessori in ottone vulcanizzato, tutti lavorati a mano, che riportano il simbolo della libellula, la “firma” della griffe. Novità della collezione è la pelle stampata, usata per le ballerine ma anche per gli stivali, che dona alla calzature un tocco esclusivo ed elegante. È frutto di una paziente lavorazione artigianale che permette, una volta tagliate le tomaie, di imprimere la pelle seguendo disegni originali dall’effetto “corallo” o “paglia e fieno” . I colori neutri (bianco, beige e il classico nero) ben si adattano alle nuove tendenze della moda P/E, dove il romanticismo la fa da padrone con rouches, tessuti leggeri, pizzi e stampe fiorate. Originali e grintosi, invece, i camosci colorati, nelle versioni turchese, viola, giallo e rosso, facilmente abbinabili alle asimmetrie degli abiti monospalla, degli orli irregolari e delle camicie a una sola manica, veri e propri must della stagione, che strizzano l’occhio allo stile anni ’60 e ’70. Nato solo nel 2007 e riconoscibile dalla libellula (“siton” in veneto, appunto) arancione e verde, il marchio Sitón in pochi anni ha già conquistato i mercati, portando ben oltre i confini nazionali il valore dell’alta tradizione artigiana del Veneto e della Riviera del Brenta in particolare. Dal nord al sud Europa (Germania, Francia, Austria, Spagna, Belgio, Polonia, Bulgaria,…), e poi Lituania, Russia (dove è stato di recente ospite all’OBUV di Mosca, il salone internazionale delle calzature e del cuoio, vetrina per le più rinomate aziende italiane del settore), Turchia, Emirati Arabi e, di recente, pure Singapore, Kazakistan e Mongolia. A caratterizzare tutto il lavoro di Barbara Jovino, quale vero e proprio marchio di fabbrica, è la pregiata qualità: una scelta ben precisa della giovane stilista, figlia di una famiglia che da ben tre generazioni (1946) lavora nel settore. Ogni fase della produzione è curata minuziosamente, dalla rigorosa scelta dei pellami migliori (vitello, cervo, nappe, camosci, montoni…) alla cura attentissima dei dettagli. Una qualità che passa anche attraverso le lavorazioni artigianali della tradizione italiana: tutte venete le aziende partner, italiane le concerie. «Mi piace pensare di poter contribuire a promuovere in tutto il mondo il valore dello stile made in Italy, pur nell’attuale contesto di crisi. Credo che la creatività, la tenacia e il vivace spirito imprenditoriale di molti giovani possano offrire un apporto notevole in tal senso, e per questo vadano sostenuti».

Fonte: BlogModa

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“L’Anima” del mangiare e del bere…

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Oggi desidero parlare di uno posto particolare tra i diversi ristoranti situati nel mondo più ricercati e cool del momennto, infatti L’Anima Restaurant di Londra è un luogo ideale per ritrovo di managers e non solo. Dove la maestria e il genio dello chef Francesco Mazzei, uniti alla passione per il cibo, creano quotidianamente piatti unici uniti alla tradizione italiana preparati con prodotti provenienti dalla Gran Bretagna e dall’amata patria reinventando piatti tipici del meridione italiano. Situato nel cuore della Londra dove la pietra, elemento principale, fa da padrona. Infatti da un design naturale, quali ad esempio il porfido marrone per le pareti del ristorante principale, il travertino di calcare per il pavimento, la fine pietra calcarea francese per i muri nella zona VIP, il marmo verde del Sud America, e la pelle bianca per i mobili, forniscono al ristorante un’immagine sobria, solida, ma raffinata. Possiamo trovare anche una Private Dining Room che ricorda i refettori dei monasteri medievali e non solo… Nonostante i numerosi riconoscimenti avuti nel corso di pochi anni, sin dall’apertura nel 2008, L’Anima non è solo un classico ristorante italiano, ma un posto dove anche un semplice aperitivo della classica tradizione italiana con fritti, pasta e pizzette cucinate al forno a legna sono accompagnati al bancone con cocktail e prosecchi, diventando una valida alternativa al classico lunch inglese.

by Emilio Di Iorio

Vino Ristorante italiano dell’anno
Bere Out Excellence Awards 2011
Festival Best Menu – £ 15 – £ 25
Ristorante London Festival 2010
Reader’s Choice

Premi Ristorante nazionali 2009:
Cena Best Menu – Ristorante London Festival 2009
Excellence Award 2009 – Remy Martin Harden’s Restaurant Awards
Best Autumn Ristorante Nuova 08 – Premi BMW Square Meal
Best Newcomer – Louis Roederer Tatler Ristorante Awards 2009
Best Restaurant di Londra, New Italiana 2009  – Time Out London

Argania Spinosa, l’olio della vita

May 9, 2011 Leave a comment

In Marocco l’Argana é conosciuto come “l’albero della vita” in ragione delle sue numerose proprietà. L’UNESCO ha classificato una zona di 800.000 ettari nel sud-ovest del Marocco, tra Agadir e Essaouira, riserva della biosfera, perché é il solo sito al mondo dove cresce e si sviluppa l’albero di Argan. L’Argania spinosa cresce in questa regione (Sousse) grazie ad una combinazione unica di suolo, di forte presenza solare e di clima oceanico. Questi alberi possono vivere fino a 250 anni sfidando il calore e l’aridità del suolo roccioso. Tutti i tentativi fatti, volti alla piantumazione di queste specie in altre regioni del mondo, ha dato esiti negativi e la zona del suo habitat estremamente limitata a fatto si che siasconosciuto fuori dal Paese e a molti marocchini che vivono fuori dalla sua regione. Il nome “Argan” proviene probabilmente dal villaggio di Argana dove l’albero é stato identificato per la prima volta. E’ un albero che si attesta intorno agli 8/10 metri di altezza, il tronco é ricurvo e nodoso permettendo alle capre di scalarlo e mangiare le sue foglie e i suoi frutti, simili ad un oliva. Dopo che le capre hanno consumato il frutto verde, succulento, espellono il nocciolo. Il nocciolo dell’Argana contiene un olio molto simile all’olio di oliva, dal colore rossastro con un retrogusto di nocciole tostate. Definito “l’oro liquido” marocchino, questa sostanza é estratta con una tecnica tradizionale, che inizia dalla raccolta dei noccioli espulsi dalle capre. Aprire i noccioli per estrarre l’olio necessità di venti oredi lavoro per un litro d’olio. Questo lavoro é assicurato da alcune cooperative di donne anche se, con la crescente domanda del prodotto, si finirà pe produrlo a livello industriale (!). A livello locale il delicato processo di estrazione dell’olio ha provocato delle conseguenze inaspettate: la comparsa di venditori e distributori pocoscrupolosi. Di fatto il prezzo elevato dell’olio di Argan preclude da parte di questi venditori/distributori poco seril’inserimento di olio meno prezioso che nulla a che fare con l’Argan. Sui numerosi banchi che si trovano ai bordi delle strade tra Essaouira e Agadir, l’autenticità dell’olio non é garantita e i compratori devono essere prudenti. Quest’olio contiene l’80% di acidi grassi insaturi come l’acido oleico e l’acido linoleico e permette di ridurre il tasso di colesterolo rinforzando le difese naturali dell’organismo. Contiene anche una grande quantità di vitamina E ed é utilizzato come prodotto di cura dermatologico. I suoi effetti antivecchiamento sulla pelle e la capacità di ammorbidire enormemente la pelle secca fanno si che questo prodotto sia molto usato sulmercato marocchino. Ma i noccioli dell’Argan non servono solo a fare l’olio. Una pasta di colore bruno, chiamata AMLOU, ricavata dagli scarti della torchiatura, viene consumata con l’aggiunta di zucchero e miele, nelle colazioni delle popolazioni  berbere. Un altro importante aiuto é quello dato dalle radici dell’albero che, crescendo molto rapidamente, servono a mantenere il suolo compatto prevenendo le erosioni del territorio. Tante qualità eccezionali per questa pianta dall’aspetto poco appariscente ma con proprietà uniche per il benessere fisico della persona; speriamo che l’incuria, l’inquinamento o la poca organizzazione non crei problemi alla salvaguardia di questo antichissimo albero a giusto titolo chiamato “l’albero della vita“. A Marrakech si puo’ trovare in alcune selezionate erboristerie e ad Essaouria sono presenti alcune cooperative dove é possibile acquistare il prodotto finito. I prezzi si aggirano intorno ai 40 euro al litro per l’olio alimentare e circa 10 euro per l’olio ad uso dermatologico (25 cc). Se trovate dell’olio a prezzi inferiori quasi sicuramente é contraffatto con olio di oliva o di semi.

Fonte: My Amazighen

La comunicazione per il rilancio delle aziende della moda e dei beni di Lusso: Roberto Race in cattedra al MOBEL

La comunicazione  per il rilancio delle aziende della moda e dei beni di Lusso: Roberto Race in cattedra al MOBEL

Prenderà il via lunedì 9 maggio il ciclo di lezioni  di Race al MOBEL, il Master in Marketing Moda e Beni di Lusso.  Saranno coinvolti in testimonianze alcuni tra i principali protagonisti della comunicazione e della moda

Quanto conta la comunicazione per il rilancio delle aziende della moda e dei beni di Lusso? Sarà questo l’interrogativo a cui risponderà il ciclo di lezioni del giornalista e esperto in comunicazione e public affair Roberto Race al MOBEL, il Master in Marketing Moda e Beni di Lusso organizzato a Roma dalla MC&P School of Economic Science, punto di riferimento delle imprese dei settori Cinema, Televisione, Moda e Beni di Lusso ed Editoria per la ricerca di giovani manager.

Roberto Race (www.robertorace.it) da qualche anno ha lanciato in Italia la figura del direttore relazioni esterne/portavoce “in affitto” ed è stato ed è consulente di molte istituzioni e di alcune delle realtà più dinamiche dell’economia italiana.

Collabora a Milano con il “Corso di Alta Formazione in Design del Gioiello” del Politecnico e a Napoli con la cattedra in “Comunicazione della moda” del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione della  Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

Nel corso del ciclo di lezioni Race curerà i moduli legati alle attività di  Relazioni con i Media e alla gestione dei processi comunicativi.

La prima settimana di lezioni prenderà il via lunedì 9 maggio a Roma (via del porto fluviale 9/a) e saranno coinvolti in testimonianze alcuni tra i principali protagonisti della comunicazione come Andrea Bagnolini, vice direttore generale di Assobirra- Confindustria, Roberto Portanova, Direttore di Spazio Rp, società specializzata nella fornitura di archivi di giornalisti ed opinion leader, Paolo Savoia, sales director e partner di Visual Box, società leader di mercato nella rassegna stampa internazionale e nell’analisi media per il mondo della moda, del design e del lusso, Jennifer Mininno, esperta di new media e fino al 2010 On line sales and operations manager di Google.

Venerdì 13 maggio sarà la giornata dei workshop. Il corso si aprirà alle 10 con il workshop “Emilio Federico Schuberth e Vip Vittorio Pappalardo: come nasce un’intesa tra due imprese d’eccellenza” a cui parteciperanno  i direttori creativi dei due marchi Elena Perrella e Vittorio Pappalardo. Alle 11 e 30 seguirà la testimonianza della giornalista di moda e costume del Tg1 Paola Cacianti su “Il punto di vista delle redazioni. Ma cosa fa notizia?”.

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