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Daniel Swarovski I

L’azienda austriaca destinata a divenire la più importante produttrice mondiale di cristallo tagliato nacque nel 1895 a Wattens, nelle Alpi tirolesi, grazie al geniale spirito innovativo del suo fondatore, Daniel Swarovski. Originario della Boemia, questi aveva appreso dal padre l’arte di tagliare il cristallo, ma la lavorazione manuale, l’unica conosciuta fino alla fine dell’Ottocento, non consentiva di ottenere pietre dal taglio perfetto. Dopo aver visitato a Vienna l’Esposizione Internazionale dell’Elettricità, il giovane Daniel intuì che una grande rivoluzione tecnologica era imminente e, pochi anni dopo, brevettò la prima macchina per il taglio del cristallo alimentata elettricamente. Da quel momento, l’azienda cominciò; a espandersi fino a divenire la principale fornitrice di pietre per l’industria della moda e soprattutto del gioiello fantasia, ornamento particolarmente adatto al “look informale” impasto negli anni Trenta da Coco Chanel.
Negli anni successivi, Swarovski mise in atto una strategia di diversificazione produttiva, trovando per i propri cristalli altre innumerevoli modalità di impiego: lenti per strumenti ottici di precisione, catarifrangenti per la sicurezza stradale, pendagli per lampadari, strass termoadesivi per l’industria tessile. Ma forse la svolta più importante nella storia dell’azienda si ebbe nel 1976, quando fù presentata la prima linea di prodotti finiti, Swarovski Silver Crystal: un’occasione per dare impulso alla politica di diversificazione da sempre perseguita dall’azienda attraverso nuovi, impensati sbocchi creativi e di mercato.

Swarovski: La nascita dei prodotti finiti
Nei primi anni ’70, l’economia mondiale venne messa a dura prova dalla crisi petrolifera. Anche Swarovski, che dalla sua fondazione nel 1895 si era specializzata nella produzione di pietre in cristallo destinate principalmente alle industrie della moda, della bigiotteria e dell’illuminazione, risentì fortemente della crisi in cui versavano questi mercati, vedendo la richiesta dei propri prodotti ridursi fortemente. Swarovski si rese quindi conto che per superare questo difficile momento occorreva rendersi meno dipendenti da altre manifatture, creando, grazie alle elevate capacità tecniche raggiunte in decenni di esperienza, una propria linea di prodotti finiti. Questa nuova strategia fù facilitata dalla scoperta di una speciale sostanza trasparente che consentiva, assemblando a mano diverse parti, la creazione di forme nuove, considerate fino a quel momento di impossibile realizzazione.
E la leggenda vuole che fu propria un dipendente dell’azienda, dotato di particolare estro e creatività, ad avere per primo l’idea di unire quattro componenti in cristallo destinati all’industria dell’illuminazione (una base, una pallina e due gocce), “inventando” cosi, in modo casuale, il pezzo inaugurale Swarovski Silver Crystal: l’ormai celebre topolino. Era l’autunno del 1976.
Swarovski, che inizialmente realizzava le creazioni Silver Crystal assemblando pietre e pendagli rivolti originariamente all’industria dell’illuminazione, cominciò ben presto a produrre componenti in cristallo destinati esclusivamente a questa linea, che si andava man mano arricchendo di temi e spunti creativi sempre nuovi.
Successivamente vennero create altre linee (Società dei Collezionisti Swarovski, Daniel Swarovski, Swarovski Selection, Swarovski Crystal Memories e Swarovski Jewelry), che contribuirono all’affermazione del marchio Swarovski nel campo degli oggetti d’arredamento e da collezione, nonchè degli accessori moda.

Fonte: Magia e Scintilli

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