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Onitsuka Tiger spring summer 2012, omaggio al California 78 Vintage
Dal Giappone, patria di Onitsuka Tiger, nuovi modelli che oggi più che mai celebrano il passato di scarpe gloriose. Sul podio la California 78 Vintage, un nome, un omaggio al jogging. Forme di ispirazione running fine anni ’70, materiali, in nylon e suede, che esaltano il feel vintage e un inserto riflettente per farsi notare anche nelle corse notturne. Oggi presentata nei colori dell’oro, dell’argento e del bronzo, tributo all’atletica e alle Olimpiadi Londra 2012. A questa si affiancano: California 78 Vintage, realizzata in pelle o in nylon in 5 nuove varianti colore. Fabre Vintage, modello di ispirazione basket, high and low cut, in colori dalle tonalità decise come blu,verde, nero e rosso. Mexico 66 Vulc, in versione suola vulcanizzata, ispirata alle scarpe da pallavolo anni ’60. Si distingue per leggerezza.
Fonte: BlogModa
Facebook, arriva il riconoscimento facciale
Problemi di violazione di privacy? Tranquilli, ci pensa Facebook a peggiorarli ancor di più con i suoi nuovi servizi.
Secondo le ultime informazioni, infatti, a breve Facebook attiverà nel resto del mondo una funzione adesso attiva solo negli Stati Uniti: il riconoscimento facciale.
In poche parole, ognuno che ci scatterà una foto e la caricherà su Facebook, ci taggherà automaticamente all’interno, anche senza che lui possa sapere noi chi siamo. Così sarà anche per i monumenti e per tutte le immagini caricate: ogni utente potrà essere avvisato in tempo reale di ogni sua apparizione sul social network, evitando rischi di violazione di privacy, profili fake con le proprie foto ecc..
Ciò è quanto dichiarato da Facebook ma, se ci pensiamo bene, non è poi così “sicuro” per la nostra privacy. Mettiamo che qualcuno ci scatti una foto mentre aspettiamo il bus e la posta su Facebook; a quel punto noi saremo subito taggati all’interno e lui saprà in men che non si dica noi chi siamo e potrà accedere al nostro profilo o, se abbiamo impostato bene la privacy, al massimo potrà inviarci una richiesta d’amicizia.
Ovviamente, questa nuova funzione sarà un grosso vantaggio per il sito in blu, che a questo punto potrà anche far crescere il suo valore, viste le informazioni sempre più dettagliate sulla nostra “vita sociale”.
Fonte: GoLook-Technology.it
Ferrell by Canadiens®, giacca con le bretelle intelligenti
Anteprima Pitti P-E 2012 CARRY ON JACKET
FERRELL by Canadiens® la giacca con le bretelle intelligenti che “non ti lascia mai”
Canadiens® presenta in anteprima al Pitti FERRELL, una fieldjacket dal taglio contemporaneo dotata di “bretelle intelligenti”, un rivoluzionario plus tecnico che permette di “liberarsi” della giacca quando la temperatura sale e di portarla in spalla come uno zaino. Applicate all’interno, rimovibili, si rivelano pratiche e funzionali, permettendo di avere sempre le mani libere e nessun ingombro.
Canadiens® ribadisce a grande voce i codici insiti nel suo dna: la sua progettualità e la sua estetica prendono energia da uno stile votato alla libertà e intriso di sport attitude.
Ferrell si rivela un capo di nuova generazione manifestamente hi-tech, un concentrato di versatilità e genialità. Realizzata in dobby nylon cotone resistente e performante, ha linee decise, proporzioni contemporanee e volumi impeccabili.
La fodera traspirante in rete, la coulisse per regolare il punto vita, il cappuccio inserito nel collo estraibile all’occorrenza, le ampie tasche protette da una comoda patta antivento – perfette per avere tutto a portata di mano – e le maniche preformate regolate al fondo sono le caratteristiche che ne determinano il carattere ‘pragmatico’.
La scelta cromatica è strettamente legata alla natura: colori rubati alla terra, come il noce, si mescolano al rosso più acceso, simbolo per eccellenza di quel mondo sportivo a cui rimandano i dettagli.
La fieldjacket Ferrell fa parte della capsule collection Explorer da sempre dedicata agli uomini alla ricerca di “nuovi orizzonti”, esploratori contemporanei che cercano capi ultraresistenti, pratici e confortevoli mescolati allo stile e alle soluzioni tecnologiche.
NUMERO VERDE 800-860560
Asahi, yacht di lusso dai cantieri navali Perini Navi
Lo yacht di lusso Asahi, inizialmente battezzato con il nome Riela, è un’imponente imbarcazione a vela costruita nel 2009 dai prestigiosi cantieri navali Perini Navi.
Lungo 56 metri, è un progetto del noto Ron Holland, che ha ottenuto brillanti risultati nel corso della sua carriera per aver concepito imbarcazioni uniche e di gran classe.
Gli interni dello Asahi, infatti, sono molto suggestivi, caratterizzati da pezzi di grande pregio che donano al tutto un’atmosfera raffinata ed elegante, offrendo tutto ciò che serve per un comfort senza compromessi.
Ogni minimo particolare è stato concepito per stimolare il benessere mentale e fisico, attirando dunque un pubblico mirato di appassionati di questo genere di crociere.
Attualmente, lo yacht di lusso Asahi è dedicato al charter, con tariffe di noleggio che partono da 220 mila euro a settimana.
Per altre informazioni basta visitare il sito charterworld.com
Fonte: GoLook.it
Judith Ripka, bracciale in oro e diamanti
Dalla prestigiosa casa di gioielli Judith Ripka non ci si può aspettare altro che opere di un certo calibro, destinate a pochi fortunati.
Questa volta, infatti, ci troviamo dinanzi ad un bracciale largo adatto alle donne più esigenti, che amano farsi ammirare per la loro eccentricità.
Il bracciale in questione è un modello largo, appartenente alla linea Estate della celebre collezione 18K Couture.
La sua base, come si può intuire, è interamente in oro giallo 18 carati, sormontata da 10,78 carati di diamanti incolore, incastonati singolarmente a mano da parte dei talentuosi artigiani della casa.
Il valore di questo bracciale, ovviamente, è degno del suo splendore, con un prezzo di vendita di 60 mila dollari; la sua referenza è FTB491Y-DI.
Per altre informazioni basta visitare il sito judithripka.com
Fonte: GoLook.it
Daniel Swarovski I
L’azienda austriaca destinata a divenire la più importante produttrice mondiale di cristallo tagliato nacque nel 1895 a Wattens, nelle Alpi tirolesi, grazie al geniale spirito innovativo del suo fondatore, Daniel Swarovski. Originario della Boemia, questi aveva appreso dal padre l’arte di tagliare il cristallo, ma la lavorazione manuale, l’unica conosciuta fino alla fine dell’Ottocento, non consentiva di ottenere pietre dal taglio perfetto. Dopo aver visitato a Vienna l’Esposizione Internazionale dell’Elettricità, il giovane Daniel intuì che una grande rivoluzione tecnologica era imminente e, pochi anni dopo, brevettò la prima macchina per il taglio del cristallo alimentata elettricamente. Da quel momento, l’azienda cominciò; a espandersi fino a divenire la principale fornitrice di pietre per l’industria della moda e soprattutto del gioiello fantasia, ornamento particolarmente adatto al “look informale” impasto negli anni Trenta da Coco Chanel.
Negli anni successivi, Swarovski mise in atto una strategia di diversificazione produttiva, trovando per i propri cristalli altre innumerevoli modalità di impiego: lenti per strumenti ottici di precisione, catarifrangenti per la sicurezza stradale, pendagli per lampadari, strass termoadesivi per l’industria tessile. Ma forse la svolta più importante nella storia dell’azienda si ebbe nel 1976, quando fù presentata la prima linea di prodotti finiti, Swarovski Silver Crystal: un’occasione per dare impulso alla politica di diversificazione da sempre perseguita dall’azienda attraverso nuovi, impensati sbocchi creativi e di mercato.
Swarovski: La nascita dei prodotti finiti
Nei primi anni ’70, l’economia mondiale venne messa a dura prova dalla crisi petrolifera. Anche Swarovski, che dalla sua fondazione nel 1895 si era specializzata nella produzione di pietre in cristallo destinate principalmente alle industrie della moda, della bigiotteria e dell’illuminazione, risentì fortemente della crisi in cui versavano questi mercati, vedendo la richiesta dei propri prodotti ridursi fortemente. Swarovski si rese quindi conto che per superare questo difficile momento occorreva rendersi meno dipendenti da altre manifatture, creando, grazie alle elevate capacità tecniche raggiunte in decenni di esperienza, una propria linea di prodotti finiti. Questa nuova strategia fù facilitata dalla scoperta di una speciale sostanza trasparente che consentiva, assemblando a mano diverse parti, la creazione di forme nuove, considerate fino a quel momento di impossibile realizzazione.
E la leggenda vuole che fu propria un dipendente dell’azienda, dotato di particolare estro e creatività, ad avere per primo l’idea di unire quattro componenti in cristallo destinati all’industria dell’illuminazione (una base, una pallina e due gocce), “inventando” cosi, in modo casuale, il pezzo inaugurale Swarovski Silver Crystal: l’ormai celebre topolino. Era l’autunno del 1976.
Swarovski, che inizialmente realizzava le creazioni Silver Crystal assemblando pietre e pendagli rivolti originariamente all’industria dell’illuminazione, cominciò ben presto a produrre componenti in cristallo destinati esclusivamente a questa linea, che si andava man mano arricchendo di temi e spunti creativi sempre nuovi.
Successivamente vennero create altre linee (Società dei Collezionisti Swarovski, Daniel Swarovski, Swarovski Selection, Swarovski Crystal Memories e Swarovski Jewelry), che contribuirono all’affermazione del marchio Swarovski nel campo degli oggetti d’arredamento e da collezione, nonchè degli accessori moda.
Fonte: Magia e Scintilli
Ruco Line, primo monomarca a Firenze
Ruco Line inaugura il suo nuovo flagship store a Firenze, in uno spazio corredato di spettacolari ampie vetrine situate proprio al di sotto della splendida Loggia Ruccellai, sita nell’omonima piazza all’angolo di via della Vigna Nuova.
La location ritrae l’immagine di base del marchio, già consolidato a Milano e a Napoli, pur rispettando ampiamente il contesto architettonico nel quale si identifica. Infatti é possibile ammirare le quinte di sostegno dei cubi espositori realizzati in alluminio che ben si amalgamano con le meravigliose arcate quattrocentesche a tutto sesto, le colonne imponenti, i pilastri affusolati dai capitelli corinzi e il pavimento mosaicato in cotto sul quale emerge le cromia in grigio asfalto resinato che riveste le quinte summenzionate. I modelli sono valorizzati da un sistema di micro spot ben congetturato che identifica l’immagine del brand.
by Marius Creati
Ferrari 458 Italia Graf Weckerle, elaborazione del lusso automobilistico
Ormai è evidente che lo storico tuner tedesco Graf Weckerle abbia un certo debole nell’elaborare auto sportive di lusso. Dopo aver presentato alcuni modelli di casa Aston Martin e Ferrari, infatti, ecco arrivare una nuovo interpretazione della Ferrari 458 Italia.
Ci troviamo dinanzi ad una sorta di “copione”, visto che su quest’auto sono stati seguiti gli stessi criteri adottati sui precedenti tuning.
La Ferrari 458 Italia Gref Weckerle è stata dotata di nuovi e soprattutto particolari cerchi in lega da 21 pollici, caratterizzati dall’unione di ben 184 componenti diversi, per un effetto unico ed inimitabile.
L’assetto, inoltre, è stato abbassato di alcuni millimetri, mentre su alcune parti della carrozzeria appaiono delle finiture cromate con il logo del tuner in risalto.
Per ciò che concerne la propulsione, l’auto è stata dotata solamente di unnuovo impianto di scarico sportivo capace di portare l’erogazione massima a ben 600 cavalli.
Il prezzo di questa nuova opera automobilistica, altamente personalizzabile a seconda delle scelte del cliente, è strettamente riservato agli interessati.
Per altre informazioni basta visitare il sito grafweckerle.de
Fonte: GoLook.it
Tendenze Marocco, nuovi nomadi on the roads
Si chiamano Marco, Zacaria, Joshua, Nelly, Tony, Isabella…e si incontrano sempre più spesso sulle strade marocchine, nei loro camions/caravans di ogni tipo, immatricolati in Europa e adattati per viverci, belli o trash, a seconda dei mezzi economici a disposizione. Ma chi sono questi nuovi nomadi con tende d’acciaio e pneumatici? Il gipsy roads sta prendendo sempre più piede come nuova filosia di vita, alternativa, bohemienne, ecologica e smart. La maggioranza di questi viaggiatori-nomadi sono persone tra i 20 e i 50 anni, provengono da ogni paese dell’Europa, ma principalmente dalla Francia, dall’Inghilterra e dalla Germania. Hanno scelto una vita diversa, una vita fatta di libertà, una vita nomade. Quando un angolo, un panorama, un ritaglio di spazio, piace, si fermano per un po’ di tempo; un ora, un pomeriggio, qualche giorno, forse per mesi. Viaggiano spesso in convogli per condividere i più spettacolari panorami che si susseguono nei loro spostamenti con gli amici. Ma cosa fanno in Marocco?Fuggono dal freddo e dalla pioggia, scendono nel sud per trovare un sole immenso, una vita meno dispendiosa che in Europa e una libertà perdutaoramai nel vecchio continente. Le autorità europee non permettono campeggi ovunque, e si è obbligati a parcheggiare nei campings attrezzati per mobilhomes; ci si sente sorvegliati, malvisti a volte, e le quote giornaliere sono realmente care. In Marocco, è tutto il contrario! I nomadi del terzo millennio sono accolti nelle regioni rurali, la popolazione li apprezza e possono campeggiare ovunque. Il Marocco, per questi spiriti liberi, è il paese della libertà. Qui ci sono ancora i veri nomadi, è un modello di vita che è ammesso dalla società, uno stile di vita che non soprende e che non fa paura. Quindi i nuovi nomadi si sentono a casa, con un cielo come tetto, e una duna sull’oceano come finestra sul mondo. Zacaria è un fotografo norvegese free lance; è più di trenta anni che girovaga nel mondo con la sua inseparabile macchina fotografica. Negli anni ’90 ha percorso le strade verso la Cina, in America Latina e in Alaska. Per definizione, il suo lavoro e la sua vita sono sempre in parallelo con il viaggio.E chi dice viaggio (non vacanza) dice nomadismo. Il fotografo ha scoperto l’affascinante mondo dei trucks e la sua avventura ora è l’Africa, per reportage mozzafiato, collaborando a volte con differenti giornali. Il suo universo fotografico è vasto, ma oggi si concentra sugli incontri con le persone. Ama fotografare la vita quotidiana nei luoghi più sperduti. Ogni tanto, quando le casse sono vuote, si produce in piccoli lavori, come la raccolta della frutta, per mantenersi dignitosamente e rimanere un nomade tout court. Il fatto di vivere in un camion permette di essere mobile e di spostarsi dove ci sono degli avvenimenti che interessano, cosa che in una casa stabile è impossibile. Pagare un affitto, spese correnti come la bolletta dell’acqua e dell’elettricità, è fuori dalla visione nomade. Si è liberi, si vive di poche cose, si fanno incontri sempre nuovi e ci si reca dove la voglia e l’entusiamo ti portano, questa la filosia nomade. Quando un luogo non piace ci si sposta e si scoprono altre culture, si condividono altre esperienze e si entra, quasi senza accorgersene, nel mondo della solidarietà. Quando si decide di partire verso paesi lontani, i camions sono quasi sempre stipati di abiti, di biciclette, di forniture scolastiche, che verranno distribuiti on the road, in cambio di un tajine, di un fumante cous cous e, cosa più importante, di amicizie sincere con famiglie che si incontrano sul cammino. E ci si spinge sempre più a sud, nel Sahara, in Mauritania, in Senegal, in Mali, nelBurkina Faso. Da non dimenticare che i viaggiatori in camions rappresentano una certa economia, certo non come il turismo di massa, ma in generale dispensano moneta corrente nei luoghi di commercio e tra gli artigiani. E poi ci sono i meccanici, i carrozzieri, i gommisti, che sono sempre presenti nelle strade di percorrenza verso l’Africa centrale.
Dietro la loro apparenza beat e chip, i nuovi nomadi sono promotori di tendenze fashion etno-eclettiche e monitorati dai fashion-victim, e nei loro camions, con decorazioni a volte discutibili ma sempre originali, si nascondono delle persone rispettose della natura e dei luoghi che visitano, eco-friendly dunque. Vivono vicino alle popolazioni, frequentano gli hammam del posto, il bar del villaggio, cercando di comprendere la cultura delle persone che incontrano. A volte sono le stesse Autorità che segnalano ai viaggiatori- nomadi la zona dove accamparsi, per passare una notte in luoghi sicuri, e le consegne sono sempre rispettate, tenendo conto che tutte queste segnalazioni sono per il loro bene. Joshua, 22 anni, di Londra, si è installato per diverse settimane in un quartiere di Tarroudane, davanti alla casa del meccanico che stava riparando il suo camion in panne. Le riparazioni sono state lunghe e laboriose e Joshua si è visto costretto a condividere le sue giornate con i residenti. L’ultimo venerdì, prima della sua partenza, è stato invitato a mangiare in tre case differenti il cous cous. Poi è ripartito, verso l’ovest della Spagna, per la raccolta degli asparagi, con in testa il solo pensiero di ritornare velocemente in Marocco. I suo amici, Tony, Nelly, Elisabetta, sono scesi verso Tafraoute, per visitare Ourzazate, arrivando a Zagora giusto in tempo per un Festival di musica etnica. Infine, nuovamente verso il nord, inventandosi nuovi lavori, per racimolare i soldi sufficienti per ripartire ancora una volta verso la libertà, che si chiama Marocco.
Fonte: My Amazighen
iCloud, il nuovo servizio di Apple che memorizza tutto sulla “nuvola”
Durante il WWDC 2011 Apple ha presentato il suo nuovo servizio: iCloud. È difficile spiegare cos’è iCloud, ma immaginate che le tue foto, i tuoi video, i tuoi contatti e tutto il contenuto di un tuo iDevice sia trasmesso in automatico anche agli altri. iCloud ti permette di avere tutto ovunque tu vada in qualsiasi dispositivo.
Le caratteristiche di iCloud
Innanzitutto, iCloud è totalmente gratuito senza alcuna pubblicità! Avrai dunque diritto ad una mail @me.com , alla sincronizzazione dei calendari e dei contatti a costo 0!
Grazie ad iCloud potrai avere, finalmente, tutte le applicazioni acquistate da App Store e le musiche acquistate da iTunes Store sincronizzate con tutti gli altri dispositivi! Non appena acquisterai una musica, essa sarà immediatamente trasmessa agli altri dispositivi.
Potrai inoltre sincronizzare le impostazioni del tuo dispositivo affinché siano sempre le stesse anche negli altri. Potrai sincronizzare i documenti di iWork! Se quindi creerai un file Pages potrai caricarlo subito su iCloud. iCloud ovviamente sincronizzerà contatti, calendari, documenti ecc. anche sul Mac e persino sul PC!
Photo Stream, come noti dall’immagine qui sopra, sarà un album presente in iPhoto in cui troverai tutte le foto catturate con la fotocamera dagli altri dispositivi connessi al tuo account iCloud! D’ora in poi le foto che catturerai con un dispositivo resteranno nell’album “Camera Roll” solo per 30 giorni, dovrai spostarle nell’album Photo Stream se vorrai memorizzarle permanentemente. Photo Stream è un grande vantaggio anche in termini di spazio, infatti non avrai più foto pesanti sul tuo telefono ma saranno tutte “sulla nuvola”.
iCloud è anche un ottimo sistema di backup. Tramite rete Wi-Fi potrai eseguire il backup di tutti i tuoi contenuti su iCloud!
Tutto questo, ricordo, è totalmente gratuito e con uno spazio totale di 5 gb, lo spazio per PhotoStream è illimitato.
Fonte: Skimbu






















