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Doubleice, nuova collezione di occhiali Lollipop

March 28, 2012 Leave a comment

Con Lollipop by Doubleice la primavera è sul tuo sguardo mentre leggi un libro distesa su un prato o per essere impeccabile anche quando vai al cinema all’aperto con gli amici.
Questa nuova collezione di occhiali da lettura, infatti, esprime al meglio la voglia di leggerezza e il desiderio di cambiamento per le donne moderne e romantiche come te, ma anche per il tuo lui che crea con il suo stile un inno alla gioia e al colore: i gusti di ognuno sono esauditi in questa linea fresca e fruttata, all’insegna del divertimento.
Ogni modello della collezione Lollipop ha due anime: quella intensa della montatura e quella soft&sweet delle astine. I colori brillanti ed energici degli agrumi, delle erbe aromatiche e dei frutti rossi si coniugano con quelli pastello delle caramelle e dei confetti; lo stile fashion Doubleice diventa così giovane e frizzante.
L’ispirazione di questo occhiale da lettura ironico e fashion sono la dolcezza e i colori sgargianti dei chupa-chups. È un po’ fragolino il modello in cui la montatura rossa incontra il rosa pastello delle stanghette, alla menta l’occhiale in cui il blu elettrico si abbina al verde e all’arancia la montatura color terra con le aste color arancio.

Fonte: BlogModa

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Charles Eugène de Foucauld de Ponbriand

March 28, 2012 Leave a comment

Il visconte Charles Eugène de Foucauld de Ponbriand vide la luce a Strasburgo il 15 settembre 1858 da una famiglia nobile che diede santi alla Chiesa e militari alla Francia. Morì assassinato nel suo eremo sahariano il primo  dicembre 1916. Adolescente delicato, effeminato, intelligente e capriccioso, perse la fede all’età di 16 anni quando fece il suo ingresso al liceo di Nancy. Bibliofilo e gastronomo passò alcuni anni nell’Accademia Militare dedicandosi però ai godimenti della vita. Come ufficiale del IV° Cacciatori d’Africa arrivò in Algeria nel 1880 preceduto da una fama di vizioso, ubriacone e immaturo. Tutti quanti erano a conoscenza che il suo diploma fu quasi un obbligo verso la sua nobile famiglia , una delle più ricche di Francia. A Sétif proseguì la sua vita frivola ed ebbe il suo primo contatto con l’Africa e l’Islam, contatto che lo soggiogò al  deserto. In discrepanza con i suoi collegionari volle conoscere la tribù dei ribelli Khumir, che vivevano a sud di Orano, dopo l’ insurrezione voluta dal marabout Bou-Amama. Questo gruppo etnico aveva marcate differenze con gli arabi e, a quel punto, Foucauld prese a studiarli. La ricchezza linguistica, l’organizzazione sociale, i riti e i costumi preislamici, lo affascinarono enormemente. Grazie alla sua condizione di militare potè penetrare nel territorio prendendo nota della loro vita, senza nessun incidente rilevante. Ebbe inizio il suo primo vero lavoro da esploratore in campo. Per la sua indisciplina e la latente maleducazione venne in seguito espulso dall’esercito e tornò in Francia, riammesso poi in servizio sino alla fine del 1881. Chiese poi un permesso per entrare in un territorio inesplorato e gli venne negata l’autorizzazione. A quel punto decise di viaggiare come civile e lasciò  l’esercito. L’incontro con Oscar Mac Carty, custode della biblioteca di Algeri e geografo, aprì la strada ai suoi progetti per il futuro. Il Marocco era una terra poco conosciuta, quindi si preparò ad affontare un Paese impenetrabile e pericoloso, in special modo per un cristiano. Studiò per un anno l’arabo e l’ebreo, la religione islamica e le poche informazioni che aveva a sua disposizione. La famiglia era in ansia ma decise di finanziare al giovane la spedizione, convincendosi della serietà e dell’impegno intrapreso.
Foucauld si autoimpose un processo di purificazione fisica e spirituale, di sacrificio e di conoscenza interiore. La sua preparazione tecnica venne svolta con passione, sin dei minimi particolari. Nel giugno 1883 il viaggio ebbe inizio, accompagnato dalla guida rabbina Mardoché Abi Serur. In undici mesi, all’età di 25 anni, percorse quasi 4.000 Km dei quali 2.500 completamente sconosciuti dai geografi, determinando 45 longitudini e 40 latitudini, arrivando nei suoi percorsi sino a 3.000 mt di altitudine. Il suo apporto alla cartografia del Marocco fu straordinario. Foucauld lasciò il Marocco trasfigurato sia mentalmente che fisicamente e scrisse:” L’Islam ha prodotto in me un profondo cambiamento (…) la vista di questa fede, di queste anime viventi nella continua presenza di Dio, mi ha fatto intravedere qualcosa di più grande e di più vero che le occupazioni mondane.” A febbraio del 1886 prese in affitto un appartamento a Parigi per redigere minuziosamente il libro “Conoscenza del Marocco 1833-1884” (Viaggio in Marocco). Vivrà quel periodo austeramente come un musulmano, leggendo il Corano e molti altri testi islamici, vestendosi e nutrendosi nello stile berbero, in una casa priva di mobili. Cercò Dio in una continua inquietudine spirituale e, a quel punto, la famiglia inviò in suo aiuto un padre spirituale, che lo indusse ad una conversione paolina. L‘ostacolo insormontabile era dato dalla combinazione di preghiere cattoliche con il Corano, pratica che il suo nuovo direttore spirituale gli proibirà immediatamente. Ebbe inizio un cammino ascetico che lo vedrà in Siria, Palestina e nel Sahara. Seguì la luce della Bibbia e dell’Islam ed il Marocco restò sempre presente nella sua vita con un amore immenso verso la sua gente. L’opera di Charles de Foucauld è generalmente conosciuta per il suo aspetto religioso. La trasformazione da ufficiale mondano ad ascetico rigoroso, la fulminante conversione al cattolicesimo con l’eremitismo sino alla morte, hanno prodotto una moltitudine di biografie di tipo “vocazionale“, che hanno deformato la realtà, caricandola solo degli aspetti prettamente spirituali, secondo convenienza, perdendo di vista il valore della sua opera scientifica, come etnologo e linguista. Foucauld è stato utilizzato con passione dai cattolici colonialisti e dai musulmani anticolonialisti grazie alla sua vita singolare di cattolico, calata in un innegabile islamismo. Oltre a “Reconnaisance au Maroc” del 1888, Charles de Foucauld ha lasciato numerosi documenti scientifici che ha pubblicato l’Università di Algeri, e gli ” Scritti spirituali“. Nel 1925, Andrè Basset ha publicato in due tomi distinti le poesie che vennero poi tradotte dopo la sua morte. Nel 1951 la tipografia nazionale di Francia, con il contributo del Governo generale dell’Algeria ha pubblicato il dizionario touareg-francese completo, in quattro volumi. ”Reconnaisance au Maroc” è un libro splendido, una vera guida che sotto certi aspetti è ancora valida oggi. Tutto il vissuto di quei mesi è meticolosamente descritto, sin dei minimi particolari; usi e costumi dei villaggi che incontrava, paesaggi e meditazioni. Nel libro sono inseriti disegni di montagne e vallate che l’esploratore vide durante il suo percorso, oltre ad alcune fotografie d’epoca. Morì martire, assassinato da un colpo di fucile il 1 dicembre 1916, per volere di alcuni ribelli senoussi davanti all’ingresso del suo eremo, costruito nel 1911 sulla piana di Assekrem, a 2.780 mt di altitudine, nella regione dell’Hoggar, a 80 Km da Tamanrasset, nel sud algerino. Le sue spoglie riposano, dal 26 aprile 1929, a El-Golèa, chiamato oggi El Méniaa.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Battistella, sostegno europarlamentare dall’Onorevole Gardini

March 28, 2012 Leave a comment

BATTISTELLA: BENE EUROPARLAMENTARE GARDINI, GRAZIE. SPERIAMO PORTI FATTI CONCRETI
AL CONSORZIO CONEGLIANO VALDOBBIADENE: MEGLIO TARDI CHE MAI
“Leggere le dichiarazioni contro l’uso improprio del nome ‘Prosecco’ all’estero dell’Onorevole Gardini, quelle di importanti opinion leader come Fausto Arrighi, direttore Guida Michelin che auspica un intervento diretto da parte di Governo e istituzioni e Karen Casagrande, Sommelier dell’anno 2012, che esorta a un lavoro di squadra all’interno del Distretto del Prosecco DOP – soffocando le perniciose e bigotte dinamiche ‘campaniliste’ che imperano ancora oggi nelle zone Prosecco DOC e DOCG – ci fa sperare di essere ‘nel giusto’. Continueremo così, senza farci intimorire dalle supreme ‘connerie’ che taluni operatori, non vinicoli evidentemente, ci hanno lanciato attraverso blog e social network vari, di fatto tutelando il Prosecco farlocco”.
Con queste parole la Casa spumantistica trevigiana torna, dalle pagine del sito www.proseccobattistella.com –, sulla bollente questione del Prosecco tarocco.++
“Battistella è una piccola casa spumantistica-boutique del Coneglianese, fondata da 2 giovani under 30, che qualche anno fa hanno deciso di non scappare all’estero imitando Schettino e abbandonando l’Italia. Abbiamo infatti deciso di rilevare parte di una piccola azienda agricola nel Coneglianese, di rimboccarci le maniche e di rimanere in questo Paese a fare qualcosa di utile, oltre che per noi, per l’economia nazionale, afflitta dal mantra della CRISI. Da sempre ci battiamo contro l’uso improprio del nome del nostro prodotto: il Prosecco. Non è una novità. Non cerchiamo pubblicità, ma, idealmente, giustizia.
Siamo molto felici che, dopo 43 anni dalla nascita, anche il Consorzio di Tutela del Prosecco Conegliano Valdobbiadene abbia deciso di sposare questa battaglia culturale, prima di enogastronomia. Viva la voglia di ‘tutelare la DOP’. Meglio tardi che mai – continuano dalla Battistella”.
“Da decenni ci copiano ovunque il Prosecco, ora che DOC e DOCG si sono sublimate della DOP qualcosa è cambiato, ma Oltreoceano si vede che succede: possono vendere prosecco finto senza troppi problemi. Un ‘Bravi!’ a tutti: a politici e a enti vari per l’importante risultato conseguito.
Chi immette nel mercato italiano o estero prodotti Italian sounding – prodotti non italiani ma con un nome italiano o simile a quello italiano originale, mercato da 60 MLD l’anno, dati Adoc pubblicati qualche giorno fa –  tenta di rubarci quella nostra ‘identità che ci rende unici al mondo e non  garantisce gli stessi livelli di qualità del prodotto certificato DOP, che, per legge, sottostà a rigidi disciplinari.  Questi falsificatori sono di fatto dei delinquenti e, come tali, andrebbero perseguiti e non tollerati. Forse, per celati interessi, da qualche decade in giro per il mondo possono fare del nome Prosecco carne di porco senza troppi controlli: Strada del Prosecco in Australia, Rosecco negli UK, Prisecco in Germania e Prosecco Brasiliano docet. Si faccia qualcosa! Come ha fatto Coca Cola, per dirne una, a registrare il nome worldwide? Basta chiacchiere, sì ai fatti! Sperando non sia troppo tardi”, conclude Mirco Battistella dell’omonima casa vinicola.

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