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Archive for March, 2011

Ras-el-hanout, la testa del droghiere

March 15, 2011 Leave a comment

Il Raz-el-hanout è un mix di spezie tipiche dell’Oriente, originario del Marocco. Questa miscela è tradizionalmente composta da una ventina di spezie ma può’ arrivare, secondo della drogheria dove la si cerca, anche a 50 tipi di spezie diverse, perfettamente amalgamate tra di loro. Si trovano anche dei mix di Raz-el-hanout semplificati, contententi meno di dieci spezie,  frequenti nella grande distribuzione.  Se i mix cambiano, certe spezie sono imprescindibili: la cannella, il ginger, il coriandolo, il cardamomo, la noce moscata, il pepe nero e la curcuma. Il Raz-el-hanout può anche contenere dei fiori secchi, come i boccioli di rosa, fiori del pepe, del chiodo di garofano e del cumino.  Raz-el-hanout significa “la testa del droghiere”, ed è prodotto con le migliore spezie del negozio. In effetti il mélange di spezie è unico e strettamente legato al mercante che puo’ adattare il Ras-el-hanout alle diverse richieste, come ad esempio escludere o inserire nuovi aromi. Il Ras-el-hanout varia da regione a regione e in alcuni casi dalla città alla campagna ma la tradizione vuole che ogni mélange contenga una spezia afrodisiaca. È usato nella cucina tradizionale marocchina quotidianamente, per donare un sapore e un aroma unico a tutti i piatti che vengono cucinati e un vecchio detto marocchino recita: “Il ras-el-hanout è usato dalle donne che non sanno cucinare e diventano così delle ottime cuoche”. Una varietà è disponibile per tutti i piatti a base di pesce. Nei souks di Marrakech, precisamente nella Place des Èpices, diversi “droghieri” mettono a disposizione la loro sapienza nel prepare questa miscela che trasforma tutti i piatti, anche i più mediocri, in prelibatezze. Provatelo su delle semplici uova al tegamino, in sostituzione del sale, non potrete più farne a meno.

Fonte: My Amazighen

 

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Lamborghini Aventador LP700-4, bellezza e prestigio

March 15, 2011 Leave a comment

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Lamborghini Aventador LP700-4 è la nuova proposta della prestigiosa casa automobilistica Lamborghini, che ha fatto la sua prima comparsa in pubblico al Salone di Ginevra.
Il nome di questa nuova supercar è ispirato al toro Aventador, premiato con il “Trofeo de la Peña La Madroñera” a seguito del combattimento nell’arena di Saragozza, in Spagna.
La Aventador LP700-4 si presenta con una lunghezza di 4.78 metri ed una larghezza di 2,26 metri, con un’altezza di soli 1,13 metri per una massa totale di appena 1.575 chilogrammi; numeri da capogiro per una supercar rivoluzionaria a tutti gli effetti, ma non finisce qui. Per ciò che concerne la propulsione, infatti, questa nuova Lamborghini monta un potente V12 da 6,5 litri, capace di erogare la potenza massima di ben 700 cavalli con una coppia di 690 Nm; lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in soli 2,9 secondi, mentre la velocità massima dichiarata è di 350 km/h.
La carrozzeria è definita da linee spigolose ed aggressive ed è appoggiata su cerchi in lega da 19 pollici nell’anteriore e 20 pollici nel posteriore, con pneumatici rispettivamente 255/35 e 335/30.
A bordo, come ci si può già pensare, la tecnologia adottata è tanta, e soprattutto all’avanguardia grazie ai nuovi sistemi di controllo elettronico e all’innovativo sistema multimediale di nuova fattura.
È inutile sottolineare che l’impatto visivo di quest’auto è un qualcosa di indescrivibile e soprattutto ancora non paragonabile alle più attuali supercar, anche se, viste le altre novità presentate al Salone di Ginevra (da ricordare la Ferrari FF), il confronto sarà davvero difficile.
Per altre informazioni su questo nuovo capolavoro automobilistico, basta visitare il sito lamborghini.com

Fonte: GoLook.it

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Jeffrey Campbell, non solo Lita

Lita è un nome molto breve per una passione molto grande e contagiosa: è infatti questo il nome del modello di stivaletti firmati Jeffrey Campbell che nelle passate stagioni ha fatto girare la testa delle fashioniste di tutta la blogosfera (e non solo).
Accantonati gli interrogativi di tipo estetico, le amanti delle Lita sono state concordi nell’affermare che sono calzature comode e versatili, e per mesi le hanno indossate in ogni occasione.
Cosa succederà quando la primavera farà venir voglia di cambiamenti sia nel guardaroba che nella scarpiera?
Sarà l’occasione di comprare una nuova versione delle loro scarpe del cuore, naturalmente!
Come Lita-fab, il modello in tessuto che sembra ritagliato direttamente dal divano della nonna e che, per questo, è ancora più irresistibile.
Per chi durante la bella stagione preferisce scoprire i piedi ma non vuole rinunciare all’azza dell’adorato stivaletto, viene in aiuto Foxy-Wood, una t-bar spuntata con lo stesso piglio grintoso di Lita, disponibile nella versione tappezzeria ma anche in suede rosa oppure coperta di glitter argentati.
Stesse altezze per i sandali San Diego e Big Girl, mentre zeppe e zatteroni si vestono di stoffa multirighe, sughero, suede traforato, pelle e corda nei modelli Virgo, Be Well, Corkey, Franklin, Gemini e Ping Pong, per citarne alcuni.
Quello che stupisce di più, a questo punto, sono i modelli come Hepburn, un mocassino bicolore, o il mezzo tacco bon ton di The Situation e Dorris: il successo di questo marchio è direttamente proporzionale alla sua capacità di ispirare molti tipi di look e la ditta stessa non nasconde di lasciarsi continuamente ispirare dalla risposta che riceve dalla propria clientela, sparsa in tutto il mondo, anche nei suoi angoli più sperduti.
Irene Di Natale

Fonte: Luuk Magazine

 

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IDO, nuova apertura a Prato

Prato come una tavolozza: pennellate di colore per anticipare ciò che l’undici marzo, dalle ore 17:00 in poi, si vedrà in Via Garibaldi. Pennellate simulate di vernice sui muri creeranno un effetto ottico inedito, zucchero filato, musica e tanto divertimento. I protagonisti? I bambini!
L’occasione è l’inaugurazione del punto vendita iDO, brand dell’azienda Miniconf, leader del children-wear made-in-Italy. L’idea di “colorare” Prato è nata sull’onda del successo della performance organizzata in occasione di Pitti Bimbo dello scorso gennaio dove un gruppo nutrito di bambini, con la loro energia creativa, ha schizzato con vernice colorata uno spazio anonimo rendendolo un universo colorato.
Le vetrine del negozio saranno studiate per far rivivere ai visitatori l’evento in questione: oltre all’esposizione delle tutine indossate (sembrano vere e proprie opere d’arte firmate dai più piccoli), la scultura dell’artista tedesco Michael Heim con appesi i flaconi di colore utilizzati ed un plasma con la proiezione del video.
Bambini, divertimento, musica e colore prima di tutto.

Fonte: BlogModa

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Montegrappa, 18 carati in commemorazione dei 150 anni d’Italia

Montegrappa, la celebre casa di strumenti per la scrittura di alta qualità, ha realizzato una meravigliosa penna stilografica, denominata “Italia”,  corredata dei tre colori emblematici, bianco rosso e verde, disposti nel senso verticale della penna e richiamanti alla bandiera nazionale italiana, in commemorazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il brillante pennino é composto in oro o argento e prevede una tiratura limitata a sole 1500 unità per modello. Infatti la produzione si suddivide nella realizzazione di due versioni, stilografica e roller, entrambe ricche di fascino e impreziosite con minuterie in oro o argento. Inoltre 150 unità per modello verranno corredate con minuteria in oro massiccio. La penna stilografica in oro 18 carati é il pezzo di maggiore prestigio, nel quale é previsto il caricamento a cartuccia e condotta in ebanite. Le rifiniture sono realizzate anche sul cappuccio, il quale si correda di un anello presente all’estremità della fessura provvisto dell’incisione delle due bandiere, Sabauda e Repubblicana, con le rispettive date commemorative del 1861 e 2011. Il cofanetto che dovrebbe conservare il prezioso strumento di scrittura presenta mirabili finiture pregiate e si correda di una gradevole monografia esplicante la storia dell’Italia nei suoi ultimi 150 anni.

“La bellezza della penna, il suo richiamo al sentimento nazionale, la sua provenienza da una regione che ha dato molto per il bene del Paese conferiscono pregio a questo oggetto, tanto che il primo esemplare sarà offerto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”, Giuseppe Aquila (CEO).

by Marius Creati

 

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Jet di lusso Dassault Falcon 2000, comfort ad alta quota

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Un prestigioso velivolo capace di attrarre i più esigenti grazie ai grandi comfort offerti dai suoi interni e soprattutto dalla qualità della sua costruzione.
Abbiamo già parlato in passato di un jet di lusso della Dassault Aviation elogiando le sue caratteristiche; stavolta ci troviamo dinanzi ad un velivolo di gran classe e soprattutto “di grande taglia”.
Il modello in questione è un Dassault Falcon 2000 costruito nel 2008 ed attualmente situato in Francia dove attende un compratore.
Il velivolo si presenta con grandi comfort pronti a deliziare anche i viaggi più lunghi. Gli interni sono concepiti in maniera da offrire grandi spazi ai facoltosi passeggeri, consegnando loro un allestimento di ottima fattura.
I posti a sedere sono caratterizzati da singole poltrone, dotate per lo più di grande comodità, rivestite in pelle nera di ottima qualità.
L’aereo è stato messo in commercio dall’azienda Aero Capital con prezzo su richiesta.
Per altre informazioni basta visitare il sito aero-capital.com

Fonte: GoLook.it

 

Categories: Veiculi Tags:

Marocco, turismo alle stelle

March 14, 2011 Leave a comment

L’attività turistica ha iniziato l’anno 2011 con delle performances eccezionali. Questa evoluzione si è accentuata in un contesto segnato dalle forti tensioni politiche che cavalcano il mondo arabo e l’Africa del nord in particolare (Tunisa, Egitto, Libia, Yemen, Baharain ecc..).In primis, la rivoluzione dei Gelsomini in Tunisia, seguita da quella egiziana e  a seguire   tutte le manifestazioni nel mondo arabo, non hanno avuto incidenze sugli arrivi dei turisti con destinazione Marocco. Un indicatore che spiega bene la percezione positiva dei turisti e dei tour operators sul Marocco. Questa tendenza positiva è ancora valida per il mese di febbraio anche se il test si avrà per le prenotazioni di Pasqua.  Gennaio ha visto un incremento di turisti del 15% rispetto allo stesso mese del 2010 e un incremento del 19% sulle notti occupate. Agadir si è accaparrata il 30% del totale con oltre 1.000 notti addizionali (+35%). Il trend è continuato su Marrakech (+12%), Casablanca (+13%), Rabat (+15%) e Ouarzazate (+11%). Incrementi meno importanti si sono avuti a Fés e a Tangeri con rispettivamente un +4 e un +7%. In media, il tasso di occupazione delle camere si è situato ointorno al 39% nel mese di gennaio. Come  paesi emettitori la sorpresa è l’Italia che ha contribuito al full degli Hotels (39%), seguito dalla Germania (25%), i francesi con il 25% e il resto agli spagnoli, in ultima posizione. Per il primo mese dell’anno qualcosa come 1,06 milioni di passeggeri internazionali hanno transitato negli aereoporti marocchini e di questi più della metà all’aereoporto Mohammed V di Casablanca; segue Marrakech e Agadir. Sul fatturato, mese di gennaio parlando, si è visto un incremento del 9,3%,  che da 3,5 miliardi di Dh nel gennaio   2010 si è portato a 3,8 miliardi nel 2011. Sul fronte tunisino, diretto concorrente del Marocco, da segnalare la bella idea relativa al marketing per rilanciare l’attività turistica del paese scosso dalle turbolenze politiche dei mesi scorsi. Gli slogan principali del 2011 sono : “Venite ad investire in un paese 100% democratico !” e  ”Venite a sentire il profumo di  gelsomino“. Originali i tunisini!

Fonte: My Amazighen

 

Categories: MondoViaggi Tags:

Lo stile Barocco di Benetton

Non so a quanti di voi possa interessare questa news, ma è da qualche mese che ho ricominciato ad acquistare Benetton. Per anni non l’ho fatto per scelta. Ho sempre pensato che si trattasse di un marchio made in Italy di cui andare orgogliosi, tra gli anni 80 e 90. Poi il black out. La qualità è diventata più scadente e le campange non hanno contribuito a posizionare il marchio al livello che meritava. Mi è capitato di acquistare maglioni Benetton in passato e di averli buttati dopo un semplice lavaggio – a mano in acqua fredda – perché la qualità della lana, evidentemente, non era buona. Poi – la concorrenza fa miracoli – negli anni più recenti, con l’avvento delle cheap chains internazionali, è plausibile pensare che il marchio abbia risentito dell’arrivo di nuovi marchi stranieri. H&M, Zara, Mango hanno creato e risvegliato un mercato che sembrava assopito. Per questo, l’azienda deve essersi rimboccata la maniche e ha capito che per restare a galla doveva tornare alla qualità. Come dicevo, è da qualche mese che ho ricominciato ad acquistare Benetton e mi trovo nuovamente bene. Ho acquistato maglioni che non si sono infeltriti con il lavaggio. Ho preso persino un cappottino semplice ma chic, berretti e sciarpa. Per questa ragione sono rimasta colpita dalla nuova collezione – vedete la foto della campagna fotografata qui sopra – perché adoro lo stile barocco e la versione fresca di Benetton è particolarmente invitante.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

 

Categories: Life-Visions Tags:

Jeweled Jawbone, auricolare di lusso in Swarovski

Jawbone, prestigiosa azienda produttrice di dispositivi audio di alta qualità, propone questo speciale auricolare bluetooth pensato prettamente per il pubblico femminile più esigente.
Stiamo parlando del nuovo auricolare denominato Jeweled, caratterizzato da uno speciale rivestimento in cristalli Swarovski, disponibile nel colore nero e giallo.
L’auricolare Jeweled Jawbone si presenta, inoltre, con caratteristiche tecniche all’avanguardia. Comprende, infatti, l’esclusiva tecnologia Noise Assassin 2.5, capace di eliminare i rumori ambientali dall’audio durante l’uso, e supporta il riconoscimento vocale per scrivere messaggi di testo ed email pronunciando semplicemente le parole. Ciò che stupisce, però, è la tecnologia multi-connessione che permette di collegare il dispositivo a più fonti contemporaneamente.
Jeweled Jawbone ha un’autonomia di 4,5 ore in conversazione ed 8 giorni in standby ed è in vendita sul sito neimanmarcus.com al prezzo di 200 dollari.

Fonte: GoLook.it

 

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Art into Fashion, Roberto Capucci al Philadelphia Museum of Art

Opere d’ arte modellate attorno al corpo nella sperimentazione di forme, colori ed effetti tridimensionali: così potremmo definire le creazioni di Roberto Capucci che dal 16 Marzo fino al 5 Giugno saranno esposte al Philadelphia Museum of Art nella mostra “Art into Fashion: Roberto Capucci” realizzata in collaborazione con Fondazione Roberto Capucci.
Un piccolo prodigio della moda, nato nel 1930, a soli 20 anni apre il suo atelier a Roma e a 26 ebbe l’onore di essere definito da Christian Dior, in un intervista per Vogue ”il migliore creatore della moda italiana”. La sua si rivela ben presto una moda che va oltre i confini del termine stesso, che non segue le regole classiche ma che origina forme e modelli come vere e proprie opere dell’ ingegno artistico del designer. Caratteristica che lo porterà negli anni ’80 a slegarsi definitivamente dalle istituzioni della moda, dedicandosi ad una sola collezione di alta moda all’ anno.
Le creazioni di Capucci sono state spesso definite abiti-scultura poichè molto strutturate quasi come delle piccole architetture: forme ben definite spesso grazie a strutture interne o tessuti irrigiditi, che ripensano le proporzioni del corpo, si impongono nello spazio e colpiscono per i colori brillanti. Abiti che sono principalmente materici, dove il tessuto è plasmato dalle mani del creativo con plissettature, arricciature, volant, inserti, tagli geometrici ma anche organici che fanno venire voglia di toccarli. Un forte interesse per il colore che è protagonista con le sue tinte più brillanti, con accostamenti interessanti, effetti cangianti e degradè per abiti che assomigliano più a costumi teatrali di creature uscite da un sogno o da una fiaba proiettata nel futuro che ad abiti portabili, ma che lo sono stati per molte celebrità dell’ alta società italiana ma anche straniera.

Circa 80 gli abiti in mostra a Philadelphia oltre a schizzi e disegni originali per la prima mostra antologica dello stilista negli Stati Uniti, dopo numerose esposizioni di singoli pezzi o collettive nelle principali città americane. «In questa mostra di Philadelphia la curatrice Dilys Blum» dice Roberto Capucci «ha saputo mettere in scena la ragnatela magica ed eclettica che contraddistingue il mio percorso di lavoro, il mio amore per la provocazione e la mia idea di creatività sono un’esperienza sensoriale completa ed emozionale che trasforma e fonde l’arte, la bellezza, il colore, la musica e la natura per suscitare un impatto, sovrapponendo un universo cromatico dirompente su tessuti preziosissimi, o utilizzando materiali sperimentali e avant-garde».

Interessante questo video  dietro le quinte dell’ allestimento della mostra che può dare un’  idea sull’organizzazione e il lavoro che si cela dietro un’ esposizione di oggetti così delicati e preziosi quali sono gli abiti di un grande artista.

Fonte: Noisymag