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Dsquared2, brown leather clayton duffle bag
DSQUARED2 – BROWN LEATHER CLAYTON DUFFLE BAG
Textured leather duffle bag in brown. Tonal piping and minor fading throughout. Tarnished copper tone hardware. Two carry handles. Two flap pockets with press-stud closure, two welt pockets and metallic logo detail at exterior face. Tonal panels with stitched zigzag detail at side faces. Studded paneling at base. Exposed zip closure at main compartment. Canary yellow textile lining. One zippered pocket and metallic signature logo detail at interior. Tonal stitching. Approx. 18″ length, 6.5″ width, 11″ depth. 100% leather. Made in Italy.
$1250.00 USD
Louis Vuitton, collezione borse autunno inverno 2013 2013
Come ogni anno in questo periodo, la nuova collezione di borse Louis Vuitton dedicata all’inverno arriva puntuale nelle boutique più prestigiose delle grandi città.
La nuova collezione di borse della maison francese Louis Vuitton, disegnata da Marc Jacobs, tende a coniugare il lusso di tutti i giorni con le tendenze di moda più in voga di quest’inverno; il risultato, si può dire che è davvero piacevole, grazie soprattutto all’unione di materiali di grande qualità, come la pelle Monogram Empreinte, proposta in diverse colorazioni, la lana per sottolineare lo stile invernale e gli intramontabili dettagli in acciaio, proposti sia nel loro colore naturale che placcati in oro.
Di seguito, eccovi le immagini di tutte le nuove borse Louis Vuitton per l’inverno 2012-2013.
Per altre informazioni e per l’acquisto, vi invitiamo a recarvi presso una boutique Louis Vuitton o a visitare il sito ufficiale louisvuitton.it
Fonte: GoLook.it
EA7 Emporio Armani, testimonial dei maestri di sci della Valle D’Aosta
EA7 EMPORIO ARMANI OFFICIAL OUTFITTER DEI MAESTRI DI SCI DELLA VALLE D’AOSTA
Abbiamo il piacere di annunciare che, a partire da questa stagione e per i prossimi quattro anni, la linea EA7 EMPORIO ARMANI firmerà l’intero abbigliamento tecnico dei maestri di sci della Valle D’Aosta. L’ampio guardaroba sportivo della linea EA7 comprenderà le divise tecniche che saranno indossate dai professionisti dello sci in ogni momento della giornata e per tutta la durata della stagione.
Sono 1.582 i maestri di sci iscritti all’Associazione Valdostana Maestri e 23 le Scuole di sci che operano in Valle D’Aosta. La divisa del maestro di sci valdostano è diventata negli anni un vero e proprio simbolo e a partire da questa stagione, in virtù di questo accordo, sarà connotata dall’alta qualità tecnica oltre che dal segno distintivo e di eleganza propri del marchio EA7.
La divisa EA7 si compone di giacche, pantaloni da sci e softshell in un’iconica combinazione di rosso, nero e bianco. Tutti i capi sono realizzati in materiali allo stato dell’arte che ne accentuano la qualità performante. Il tessuto utilizzato per lo strato esterno è accoppiato a una lamina microporosa che assicura assoluta idrorepellenza, estrema traspirabilità e confort. Giacche e gilet softshell sono invece costruiti con la speciale membrana Windtex, termoregolatrice ed elastica, mentre le imbottiture di giubbotti e di pantaloni sono realizzate in Thermore, traspirante, idrorepellente e compatto.
EA7 è un autentico brand sportivo finalizzato a creare prodotti che rappresentino la perfetta fusione tra la tecnicità richiesta nello sport e l’eleganza del mondo fashion allo scopo di ottenere le migliori performance, esaltando lo stile e la personalità del singolo atleta.
Boukhari Bou Dmia, l’ultimo custode del sapere
Si chiama Boukhari Bou Dmia e in una Kasbah/fortezza non lontano da Tiznit, nell’Anti-Atlas, custodisce i segreti dei suoi antenati, che controllavano le rotte carovaniere del Sahara. “C’era una volta…”, potrebbe iniziare cosi’ la storia del Regno di Illigh che ha come protagonista principale un sant’uomo che rispondeva al nome di Sidi Ahmed Moussa, osannato dalle folle che per ascoltarlo percorrevano lunghi viaggiestenuanti da luoghi lontani. Mori’ nel 1549 e uno dei suoi innumerevoli nipoti, lungimirante, penso’ di trasformare questa eredità ”sovranaturale” in un Principato che per ben tre secoli rivaleggio le sue enormi ricchezze con i sultani di Marrakech. Tutto questo potere e tutte queste ricchezze nascevano da un unica, lunga, desertica pista che si perdeva tra i picchi dell’Atlas e che attraversando il Sahara raggiungeva il sogno: Timbuctù. Nella Kasbah, fatta di terra, paglia e sudore, un lungo porticato che rompeva i raggi ardenti e voraci del sole; colori sgargianti come il giallo dello zafferano, bene prezioso, e l’ocra delle montagne. Sotto queste arcate sedevano i notai, che registravano i preziosi carichi delle lunghe carovane di cammelli che qui trovavano rifugio, accoglienza e commercianti pronti a mercanteggiare i rari e preziosi carichi d’oro, di spezie e di schiavi, dopo lunghi mesi di deserto che brucia e arde l’anima. Illigh era uno Stato potente che all’inizio del XIX°secolo possedeva un capitale pari a 10 tonnellate d’oro puro, oltre ad un esercitocombattivo e temerario, composto da migliaia di cavalieri berberi amazighe israeliti, oltre ad una guardia nera africana, feroce e senza scrupoli, simile a quella dei sultani. A partire da questo Stato si controllavano tutti gli spostamenti di merci e persone sino a Mogador, l’attuale Essaouira, dove grandi navi attendevano le merci per partire verso l’Europa, avida di spezie e tessuti pregiati. Nella fortezza di Illigh uno scrigno di sapere, di documenti, di pergamene rare, provenienti da tutta l’Africa. Contratti commerciali, discendenze dei signori di queste terre aride, cataste di bauli che cercano di proteggere manoscritti vergati su pergamene in pelle di leone. Alberi genealogici che risalgono a famiglie israelite e amazigh e leggerli, toccarli delicatamente, aprirli con un soffio d’alito, significa entrare nella storia magica, irreale, antica e struggente di tanto tempo fa, quando esisteva un Principato leggendario, oggi quasi sconosciuto e degno di essere valorizzato e tramandato alle future generazioni. Pareti di fango, chiaroscuri che si stendono pigri sulle volte di questi magazzini preziosi e unici, 5.000 esistenze passate che hanno lasciato traccie indelebili sul nostro futuro. Come in un film, nel silenzio assordante di un pomeriggio d’estate, ai lati del cortile, il rumore ovattato di centinaia di schiavi neri affatticati, legati a catene che mai saranno spezzate, merci accatastate che brillano al loro futuro lontano, jellaba azzurri orlati di nero, perle e coralli di mari lontani, e la voce profonda del muezzin che si staglia nell’orizzonte a rivendicare il momento di Dio. Alzi gli occhi, e su di un altipiano accecato dalle nubi, sul Jebel Agouti, 1,5 km da Illigh, si staglia il cimitero israelita, testimonianza di una comunità che da queste parti ha lasciato segni di ricchezza, laboriosità e ingegnio. Grandi studi su questa comunità sono fatti effettuati da Paul Pascon, conoscitore profondo della zona, deceduto poi in Mauritania nel 1985 a causa di un incidente stradale.
Il Douar d’Illigh si trova a 10 km dalla pista di Tachtakt. Da Tiznit sono presenti alcune indicazioni. L’insieme della costruzione è composta da una mellah (quartiere ebreo) e da un granaio collettivo in pisé (terra e paglia) con camere e magazzini. Il tutto circodato da mura di protezioni con quattro porte d’acceso. E’ visitabile, chiedete di Boukhari Bou Dmia, custode del Museo.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Miu Miu, décolleté primavera estate 2013
Miuccia Prada negli ultimi anni ci ha deliziato il palato con zeppe gioiello, tacchi glitter, e scarpe dalle forme piuttosto strane sempre originali e gradevoli anche se estreme, peccato che per la
http://www.shoeplay.it/decollete-miumiu-pe-2013/ Pagina 1 di 6Decolletè MiuMiu P/E 2013 | Shoeplay 18/10/12 23.36
primavera 2013 abbia proposto delle decolletè talmente brutte da sembrare un incubo appena uscito dai terribili anni ’80. Le scarpe con la punta affilata sono tornate già da un paio di stagioni, è vero, ma queste sono così accollate e sgraziate da non avere alcun senso, nemmeno indossate dalle modelle, che le hanno indossate durante le ultime sfilate della Settimana della Moda di Parigi.
Tra l’altro stavo notando che gli orribili sandali da francescano impazzano ovunque, come se la versione impellicciata di Celine non fosse sufficiente!
Tornando alle decolletè, i due modelli bicolori sono accettabili, anche se trovo orribili i cinturini rigidi che rimangono staccati dalla scarpa, avrebbero potuto accorciarli; molto bello il gioco di listini del modello rosa, incornicia alla perfezione il collo del piede.
Orribile invece la versione total pink, quella che ha ispirato il post; le decolletè d’orsay, comunemente definite “scollate ai lati” sono sensuali proprio perché scoprono parte del piede, queste invece sono talmente accollate da sembrare appena sbarcate dal set di Flashdance! Vogliamo poi parlare della punta? Perfetta per stanare gli scarafaggi nascosti negli angoli, ma poco fine, poco gradevole alla vista e soprattutto poco pratica, di questo modello salvo solo la forma del tacco, unico dettaglio deliziosamente vintage.
Per fortuna Miuccia è tornata in se per qualche secondo, quando ha creato queste, un unico raggio di sole in una collezione… da brivido.
Fonte: Shoeplay
Roger Vivier, serata glam nella boutique a Milano
E’ stata una serata molto glam quella che si è tenuta iera sera nella boutique di Roger Vivier a Milano in via Sant’Andrea. Presente la musa del brand Inès de la Fressange – ma come fa a essere sempre così splendida e chic? -, Martina Colombari, Candela Novembre, Helen Nonini, Albertina Marzotto eMicol Sabbadini che ha partecipato al progetto Prismick, una mostra di bellissime fotografie che prende il nome da una linea della maison.
Fonte: Vivianamusumeciblog’s
Bioline Jatò, linea di bellezza vitale per la pelle dell’uomo
BIOLINE JATÒ presenta JATÒMAN
La linea di bellezza che dona energia e vitalità alla pelle dell’uomo
Gli uomini moderni si dividono in due macrocategorie: quelli pigri, che non dedicano tempo alla propria bellezza e che preferiscono che la natura faccia il suo corso, e quelli attivi e dinamici che non si arrendono al passare del tempo e che hanno capito che un piccolo aiuto potrebbe renderli non solo più belli ma anche più giovani! La tendenza oggi vede prevalere questa seconda tipologia di uomo: quella dei “wellness & beauty addicted”, che riempiono il loro beauty case di creme idratanti, contorno occhi e anti-age, convinti che sentirsi bene con il proprio corpo sia una premessa fondamentale per stare bene anche con gli altri.
Bioline Jatò, azienda ai vertici dell’estetica professionale internazionale e da sempre attenta al benessere e alla bellezza di uomini e donne, presenta Jatòman, una linea di prodotti studiata appositamente per soddisfare i bisogni dell’uomo, che non stravolge le sue abitudini e trasforma i suoi gesti quotidiani di pulizia e cura del viso in un vero e proprio trattamento vitalizzante, protettivo e antiaging.
Jatòman esprime l’istinto dell’uomo contemporaneo e nasce dalla sinergia di principi attivi unici ed esclusivi che richiamano i quattro elementi pulsanti della natura:
– l’energia del FUOCO è rappresentata dall’estratto minerale di Rhodochrosite, pietra della positività che possiede straordinarie virtù energizzanti e rimineralizzanti;
– la spontaneità della TERRA è rappresentata dal Med Complex, concentrato di attivi di origine mediterranea dalle proprietà tonificanti e rigeneranti;
– la purezza dell’ACQUA è rappresentata dall’Hydrapure, complesso vegetale idratante ed elasti-cizzante;
– la leggerezza dell’ARIA è rappresentata da innovative texture impalpabili, vitalizzanti ed altamente efficaci.
Una frizzante e imprevedibile armonia di principi attivi che stimola i sensi e libera la pelle dallo stress donandole vitalità ed elasticità.
L’azione estetica di Jatòman si completa con i seguenti principi attivi, specifici in base al tipo di inestetismo su cui bisogna intervenire:
– Nectapure che rinforza le fibre di collagene ed elastina;
– Soothing Tex che mantiene la pelle morbida e protegge la barriera cutanea;
– Eye Relaxing Complex che migliora l’ossigenazione della pelle, favorendo l’attenuazione delle borse e le occhiaie.
La pelle dell’uomo, che ha uno spessore maggiore e un pH più acido rispetto a quella femminile, è maggiormente sottoposta alla sudorazione e soggetta a frequenti fenomeni di disidratazione e desquamazione. La rasatura quotidiana, inoltre, la rende più ruvida e più sensibile, mentre stanchezza, stress e alimentazione scorretta ne riducono il drenaggio linfatico e la microcircolazione colpendo in particolare le zone più delicate, come quella intorno agli occhi dove si evidenziano borse e occhiaie.
Jatòman è la soluzione ideale per garantire un aspetto sempre giovane, seducente e fresco: una linea di cosmetici pensata per l’uomo contemporaneo che non vuole rinunciare al suo fascino e alla sua bellezza. Con questi prodotti, insieme ad una piacevole sensazione di purezza, energia e freschezza, si ottiene una pelle del viso morbida, tonica ed elastica.
Jatòman prevede un trattamento professionale presso il centro estetico e una linea di quattro prodotti domiciliari che ne sostengono e prolungano i risultati grazie a pochi e veloci gesti, che diventano piacevoli e irrinunciabili momenti di benessere quotidiano.
I quattro prodotti della linea domiciliare Jatòman sono:
FOAMING DETERGENTE 125ml
Con Med Complex, Tensioattivi vegetali derivati dal cocco
Crema detergente che può essere utilizzata in sostituzione del sapone e trasforma il gesto quotidiano della detersione del viso in un momento di benessere e bellezza. Arricchita con Med Complex, elimina delicatamente le impurità ed il sebo in eccesso, facilita il turnover cellulare e previene la formazione di ispessimenti cutanei, preparando la pelle a una rasatura perfetta.
EMULSIONE IDRATANTE OPACIZZANTE 50ml
Con Rhodochrosite, Med Complex, Hydrapure, Soothing Tex, Microsfere assorbenti
Emulsione dalla texture leggera, rinfrescante e idratante che favorisce un’azione opacizzante: adatta a tutti i tipi di pelle, assicura un’azione protettiva ed addolcente anche dopo la rasatura. Contiene Hydrapure, Soothing Tex e Microsfere Assorbenti che donano alla pelle idratazione ed elasticità.
CREMA ANTIAGING ENERGIZZANTE 50ml
Con Rhodochrosite, Med Complex, Nectapure, Soothing Tex
Crema nutriente antiaging adatta anche a pelli mature. L’azione protettiva ed addolcente di Nectapure e di Soothing Tex, unita alla funzionalità dei principi attivi della linea, dona naturale freschezza e protegge la pelle dall’invecchiamento. È ideale anche dopo la rasatura.
SIERO CONTORNO OCCHI ANTIAGING 25ml
Con Eye Relaxing Complex, Med Complex
Siero specifico per il trattamento della zona del contorno occhi che agisce sugli inestetismi come borse e occhiaie, donando sollievo ad occhi gonfi e stanchi. L’Eye Relaxing Complex, in sinergia con i principi attivi della linea, migliora il tono e l’elasticità epidermica, favorendo la riduzione di rughe e linee d’espressione.
IL TRATTAMENTO PROFESSIONALE
Il trattamento Jatòman è indicato per tutti i tipi di pelle a cui restituisce tono, vitalità ed energia, donando anche una sorprendente sensazione di purezza. Il percorso prevede l’utilizzo di quattro prodotti:
SCRUB DETERGENTE 150ml
Con Med Complex, Hydrapure, Semi di Papavero, Microsfere di Jojoba
Deterge la pelle in profondità, mantenendone l’idratazione, e svolge un’azione estetica esfoliante che leviga delicatamente e favorisce il rinnovamento della cute, donando luminosità e morbidezza al viso.
SIERO INTENSIVO DESTRESSANTE 10 fiale da 4ml
Con Rhodochrosite, Med Complex, Hydrapure, Nectapure
Prezioso concentrato attivo defaticante che esercita un’azione estetica rimineralizzante, rigenerante e ossigenante donando alla pelle carica ed energia.
CREMA INTENSIVA VITALIZZANTE 150ml
Con Med Complex, Soothing Tex, Nectapure
Crema dalla texture ricca che vitalizza e tonifica le pelle e favorisce il ricambio cellulare superficiale, donando tonicità e compattezza al tessuto. Grazie a preziosi attivi addolcenti, assicura benessere e rende l’applicazione ideale anche per le pelli sensibili ed irritate.
MASCHERA ENERGIZZANTE 150ml
Con Rhodochrosite, Med Complex, Nectapure, Complesso sebo regolatore (Argania, Serenoa Serrulata e Sesamo)
Maschera ad azione estetica energizzante, normalizzante ed equilibrante che favorisce la coesione e la compattezza della pelle e distende le piccole rughe.
Il percorso presso il centro estetico si realizza in cinque piacevoli momenti di benessere accompagnati da un massaggio rigenerante e destressante creato appositamente per l’uomo:
IL RITUALE DI BENVENUTO
– L’estetista applica sui propri avambracci alcune gocce di BIOAROMA RELAXING EQL oil ed esegue un saluto di benvenuto, dallo sterno alla fronte.
– La manopole Bioline Jatò precedentemente riscaldate devono essere aromatizzate con BIOAROMA RELAXING EQL oil e posizionate ad impacco sul viso, collo e décolleté
– Eseguire la prima parte del massaggio D-STRESS REVITLIFT
LA PREPARAZIONE
– Detergere e tonificare con il latte ed il tonico Bioline Jatò più adatti al tipo di pelle
– Eseguire una detersione profonda con lo SCRUB DETERGENTE, insistendo sulla zona T e sulle zone ipercheratosiche, evitando quelle più sensibili o irritate. Asportare il prodotto con le manopole Bioline Jatò calde.
IL MOMENTO VITALIZZANTE
– Applicare il SIERO INTENSIVO DESTRESSANTE (4ml) su viso, collo e décolleté e far assorbire con brevi picchiettamenti stimolanti.
– Applicare la CREMA INTENSIVA VITALIZZANTE (8ml circa) su viso, collo e décolleté ed eseguire la seconda parte del massaggio D-STRESS REVITALIFT
IL MOMENTO ENERGIZZANTE
– Applicare la MASCHERA ENERGIZZANTE (20 ml circa) su viso, collo e décolleté, lasciare in posa 15/20 minuti ed asportare con le manopole Bioline Jatò calde. Per trasmettere una sensazione di maggiore relax, si consiglia di coprire gli occhi con faldine di cotone.
LA CONCLUSIONE
– Applicare un velo di CREMA INTENSIVA VITALIZZANTE su tutta la zona trattata e terminare con la stimolazione dei punti energetici prevista dal massaggio D-STRESS REVITALIFT.
I granai, fortezze dell’Atlas
Se in tutte le piane del Marocco la conservazione del grano avveniva neisilos, nell’Anti Atlas e sul versante sud dell’Alto Atlas i cereali, insieme ad armi e munizioni, avevano un posto d’onore in architetture monumentali a picco su degli strabiombi: i granai collettivi fortificati, un istituzione fondante nella vita comunitaria della montagna. La storia di questiimportanti monumenti minacciati dal tempo.
Il cuore pulsante dell’Atlas conosce da secoli delle impervie condizioni atmosferiche, specialmente durante i suoi lunghi inverni: la terra sparisce sotto la coltre di neve, il ghiaccio paralizza gli scambi, i souks settimanali sono inesistenti. La tradizione vuole che per salvaguardare dalle intemperie i raccolti si costruissero dei vasti edifici divisi in loggette individuali, messi sotto la tutela di un guardiano. Ma dopo gli anni ’70, con le mutazioni che conobbe il mondo rurale, l’istituzione di questi granai-fortezze venne a mancare. L’Atlas marocchino, particolarmente vasto e con picchi di oltre4.000 mt, è da secoli impenetrabile ai più. Queste popolazioni non si sottomisero ai sultani e ai colonizzatori e soltanto le guerre interne mettevano a repentaglio la stabilità di queste terre difficili. Convenne quindi organizzarsi contro l’insicurezza degli attacchi e cercare di proteggere le ricchezze progettando architetture difensive. Trecentododici siti di granai-fortezze sono stati censiti oggi in Marocco, dalle frange presahariane dell’Anti Atlas sino ai contrafforti settentrionali dell’Alto Atlas centrale. In armonia con il paesaggio circostante questi edifici furono costruiti in pietra rozzamente prelevata dai fianchi delle falesie ed erano predisposti alla difesa contro il nemico e contro l’umidità, restando quasi invisibili dalle vallate. Integrati ai villaggi dietro a delle cinte murarie comuni erano di difficile accesso e presentavano dei volumi che variavano secondo le regioni di appartenenza. I granai dell’Anti-Atlas occidentale, chiamati “Agadir” con una forma allungata e provvisti di torri per la guardia, si erigevano sino a venti metri d’altezza e loro mura, fortificate, erano provviste di una sola porta d’accesso, a volte rinforzata da un arco di pietra e terra secca. All’interno potevano custodire sino a 600 loggette per il grano, unite tra loro da lunghi corridoi a cui si accedeva da scale in legno grezzo e pietra. I granai dell’Anti-Atlas, chiamati “Ighrem“, erano ugualmente di forma quadrangolare, ma il piano interiore era organizzato attorno ad una corte centrale. Gli angoli erano muniti di torri difensive o garritte e sui muri della cinta erano esposti i cadaveri dei nemici. Il massiccio del Siroua e il versante nord dell’Alto Atlas orientale conta ugualmente di diversi granai circolari, sorta di bastiglie con un piano architettonico impreciso, e alcuni importanti granai/falesia che sono il prototipo arcaico di questi granai collettivi.
L’acceso era arduo e semplicemente si doveva camminare su dei tronchi intagliati che formavano una sorta di minuscolo marciapiede. Aggrappati alla roccia donano l’impressione di essere un tutt’uno con la montagna, lungimirante e non cosciente esempio di costruzioni ecofriendly, rispettoso dell’ambiente (in realtà dovevano mimetizzarsi per non essere visti). Molte di queste fortezze possedevano una cisterna per la raccolta di acqua piovana e le più grandi anche una piccola fonderia e la moschea. Tutte queste strutture erano guardate a vista da un responsabile che alloggiava nei pressi del muro di cinta e che veniva retribuito con una percentuale di ricavo dello stock presente nella fortezza. I granai-fortezza non sono stati solo un modello di ingegneria architetturale formidabile, studiati per la montagna, ma costituivano l’assise dei principi d’ordine, di stabilità e di coesionedell’organizzazione tribale delle epoche passate. Gestiti da una comunità di associati dai diversi strati sociali, che avevano ognuno la loro proprietà individuale di una o più parcelle, secondo il bisogno, furono per lungo tempo il simbolo di una sorta di repubblica ugualitaria. Un consiglio di notabili formato il più delle volte da sei membri, amministrava la comunita e dovevano attenersi ad una rigida carta interna, a volte scritta in arabo, a cui dovevano aderire tutte le tribù dell’Anti Atlas occidentale e centrale. Era di fatto una istituzione esclusivamente maschile essendo la gestione di un granaio extra-domestica, che dava luogo a diverse riunioni comunitarie e dove, ovviamente, le donne erano bandite. Contrariamente al Sahara, dove le chiavi delle loggette per il grano, erano date in esclusiva alle donne, qui gli uomini detenevano le chiavi e solamente loro avevano il diritto di accesso. In generale i granai non servivano da abitazione ma in alcuni casi gli “Ighrem” fortificati, più piccoli di uno “Ksar” comprendevano una decina di abitazioni destinate ai famigliari dei montanari poco fortunati che, in inverno, si separavano dalla famiglia in cerca di lavoro altrove. La decadenza dei granai-fortezza collettivi iniziò con la pacificazione francese degli anni ’30. Il movimento di scomparsa accellerò negli anni ’70, nello stesso momento che la società si evolveva e le mode abitative prendevano piede. Influenzati dai gusti cittadini per le case in cemento, anche i montanari, a poco a poco, inziarono a non più considerare il loro patrimonio rurale, in primis l’architettura in pietra, in completa regressione. Oggi i granai collettivi non sono più funzionali, ovviamente, ma la loro dimensioneaffettiva resta importante nella memoria dei valligiani e qualche opera di recupero ha visto l’inizio con progetti budgettati dalle casse dello Stato.Agadir o Ighrem? I due termini sono berberi e designano lo stesso edificio: ilgranaio collettivo fortificato. “Agadir” (o Tagardit) è il nome utilizzato dalle tribù Chleuhs in tutto l’Alto Atlas occidentale. In lingua Tamazight, parlata nella parte orientale della catena, si preferisce il termine “Ighrem” la cui radice sottolinea l’idea di fortezza. All’incrocio delle strade tra Taroudant eTata, un borgo rurale porta il nome di “Ighrem”. Il suo granaio, edificato nel1745, è ancora gestito da un consiglio di anziani, come esige la tradizione. Pertanto la sorveglianza dell’edificio è stato recentemente affidato ad un guardiano che, regolarmente, causa le collette di foraggio per il bestiame, riunisce una comunità di donne predisposte, da sempre, alla cura degli animali. Un innovazione sociologica che merita attenzione considerato appunto che alle donne era proibito l’accesso a questi luoghi considerati di puro predominio maschile.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Mukesh Ambani, primo posto tra gli uomini più ricchi del pianeta per Forbes
Secondo quanto stimato dalla rivista Forbes, il boss della Reliance Industries, Mukesh Ambani, nel prossimo 2014 occuperà il primo posto tra gli uomini più ricchi del pianeta.
Questo, a quanto pare, sarebbe dovuto dalle previsioni di alcuni esperti in economia che, mettendo in conto tutto quello che potrebbe avvenire nei prossimi anni per ciò che concerne l’economia ed i progetti di grande nota, hanno stimato che il patrimonio del signor Ambani, potrebbe arrivare ad un totale di 62 miliardi di dollari.
Anche se poco noto come personaggio per i meno interessati all’argomento, teniamo a precisare che, nella classifica attuale degli uomini più ricchi dell’emisfero terrestre, Mukesh Ambani è già al quarto posto, mentre al primo posto c’è Carlos Slim, che nei prossimi mesi inizierà a subire la pressione dovuta dai nuovi disegni di politica messicana.
Fonte: GoLook.it
“Lady Dior as seen by”, omaggio alla borsa icona della casa a Milano
Si tratta di un vero e proprio omaggio alla borsa icona della casa – la Lady Dior, commissionata dalla première dame di Francia per donarla nel 1995 a Lady Diana -; un oggetto di culto che ha ispirato numerosi artisti che le hanno dedicato quadri, foto, installazione e progetti di ogni tipo. E per questo, alla Triennale di Milano, dal 10 ottobre al 4 novembre una settantina di opere dedicate alla mitica borsa di Dior saranno esposte nella mostra intitolata “Lady Dior as seen by”. Non solo: la boutique di via Montenapoleone al civico 12 torna ad alzare le saracinesche dopo un lungo periodo di restyling. L’architetto che ha seguito l’opera di ristrutturazione e rinnovazione del punto vendita che occupa circa 495 mt quadri è il designer internazionale Peter Marino.
Fonte: VM-Mag

























