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Aghmat, capitale restaurata
Il progetto archeologico di Aghmat ha avuto inizio nel 2005, nel quadro di una convenzione tra l’Istituto Nazionale delle Scienze dell’Archeologia e del Patrimonio e l’Università statunitense de Vanderbilt. La direzione è stata affidata a Ronald Messier, Abdallah Fili e Larbi Erbati. Il progetto ha lo scopo di far emergere l’antico Hammam di Aghmat, sprofondato sotto un campo ad uso agricolo e diversi nuclei abitativi della leggendaria città, prima capitale del regno marocchino, distante pochissimi km da Marrakech. La città di Aghmat, che fu anche una base idrisside prospera, poi capitale dell’emirato ” dei Maghraoua ”, sino alla metà dell’XI° secolo, divenne in seguito la capitale degli Almoravidi che la lasciarono dopo l’edificazione della città di Marrakech. I lavori sono stati finanziati dall’ambasciatore Frederik Vreeland e da sua moglie Vanessa, l’Istituto Americano degli studi Magrebini e dalla Commisione marocco-americana. Dal 2009, la Fondazione Aghmat è stata ufficializzata con la volontà di Moulay Abdallah Alaoui (PDG di MIFA Groupe) alfine di proseguire le ricerche archeologiche e preservare le vestigia scoperte. Uno sforzo notevole è stato fatto per acquisire i 2,5 ettari di terreno che ospiterà un centro di interpretazione e un museo dove gli oggetti recuperati saranno visibili. Alcuni lavori di restauro sono stati intrapresi per arrivare all’apertura del sito al pubblico e partecipare allo sviluppo locale di questa città millenaria. Il progetto archeologico di Aghmat ha ricevuto il sostegno delle autorità locali e in particolare del Governo della Provincia di Haouz Bouchaib El Moutaouaki, che ne ha fatto un valore aggiunto per tutta la comunità di Aghmat e per il suo sviluppo. L’Hammam monumentale scoperto dagli scavi è situato nel centro del tessuto urbano della antica città. La sua planimetria è di forma trapezoidale costituita da tre sale coperte da una volta in pietre di fiume fissate con calce. Le dimensioni della sala calda sono meno importanti rispetto alle altre ma la sua altezza supera di gran lunga le altre due sale. La planimetria è chiaramente diversa dagli hamman islamici dell’epoca conosciuti in Marocco e nell’Al-Andalus in epoca almohade (Ksar es-Saghîr) e in epoca merinide (Chellah, Fès, Rabat). Per contro, presenta delle correlazioni evidenti con alcuni hammam andalusi dell’XI° e XII° secolo (Jaen, Valencia).
Nel lato sud dell’hammam si trova una zona indipendente che i ricercatori attribuiscono ad una maestosa sala di riposo con relativi spogliatoi. Si presenta sotto forma di una corte centrale a cielo coperto, contornata di gallerie sui quattro lati e un soffitto in mattoni cotti disposti ad arco. I lati est e ovest ospitano delle panche in muratura destinate al riposo dei corpi provati dal calore e dalla fatica. Il centro della corte è abbelito da una superba e perfetta vasca ottogonale. La forma ottogonale è una forma geometrica onnipresente nell’architettura islamica (moschee, fontane, giardini) e simboleggia il passaggio del quadrato al cerchio: la Terra con i suoi quattro punti cardinali al Cielo, spazio unico e infinito. Bisogna dunque non sminuire questa forma geometrica ad una semplice posizione di due quadrati, perchè è la rappresentazione di una simbologia ricca di rappresentazioni religiose e astrologiche. Con il sondaggio effettuato all’interno della sala fredda della costruzione si è risalito alla sua datazione con il carbonio rilevando la sua origine al X° secolo D.C. e il suo abbandono verso il XIV° secolo. Questo hammam corrisponde ad una tappa gloriosa della città di Aghmat quando godeva del ruolo di capitale regionale, un secolo e mezzo prima della fondazione di Marrakech. Per definire l’Hammam nel suo contesto urbano, la comprensione di quello che lo circonda è indispensabile. Una prospezione magnetica con penetrazione radar, capace di definire le strutture interrate a diversi metri di profondità è stata attuata dlla Fondazione. Questo metodo economico ha permesso di disegnare la trama dell’edificio e degli spazi circostanti.
Una mappa è oggi in corso di realizzazione che riguarda anche la scoperta di un palazzo borghese, situato all’altro lato del campo, che è riconducibile allo stesso periodo. Un edificio rettangolare organizzato attorno ad alcuni bacini e circondato da colonne che formano due gallerie ai lati est e ovest della struttura. A nord, una sala occupa l’insieme della facciata. E’ accessibile grazie ad una grande porta ornata da zellij. I bacini, di forma rettangolare si impongono al centro della corte a gallerie dell’edificio. E’ difficile nello stato attuale delle ricerche di precisare queste tripartizioni e il futuro risultato dell’evoluzione di questa struttura. Si tratta comunque di un palazzo la cui struttura è solida ed equilibrata, che si estende su 250 mq. I lavori continuano per definire le componenti di questo edificio e dei suoi limiti. Il Palazzo di Aghmat risale al XIV° secolo ma rivela dei rifacimenti in epoche successive che permettono di supporre la sua evoluzione su di un periodo storico importante prima del suo abbandono. Sui luoghi degli scavi è stata scoperta poi una canalizzazione medioevale (Tassoltan Qabila) che alimentava con acqua potabile l’Hammam e altri edifici circostanti. Un parte di questo prezioso puzzle è in fase di ricostruzione. In effetti, questa canalizzazione, orientata a nord-sud, è parte di un gruppo complesso e performante, che permetteva la distribuzione dell’acqua potabile all’intera città. Nella sua parte nord, è divisa in due canali di cui uno si dirige verso la vasca ottogonale e l’altra verso l’interno dell’Hammam. Personalmente ho avuto l’onore e il piacere di visitare questi luoghi storici grazie anche all’aiuto del guardiano presente sul sito e, l’emozione è stata forte. Si presume che il complesso archeologico di Aghmat possa aprire a breve le sue porte a tutti gli appassionati. Nel mese di giugno 2012 proseguiranno i lavori di recupero del palazzo, ora fermi per mancanza di fondi. Aghmat dista circa 20 km da Marrakech e si trova sulla strada che conduce nella vallata dell’Ourika. Nella stessa zona sono visitabili una decina di mausolei di sapienti ed eruditi importanti che hanno fatto grande la storia di Aghmat come fondamentale crocevia del sufismo.
Fonte: My Amazighen
Pitti Bimbo, fantasie romantiche e tendenze ecoethic
Pitti Bimbo – TENDENZE ECOETHIC
Fantasie romantiche, pellicce, e una grande versatilità d’uso.
Il nuovo vocabolario dell’eleganza for kids.
Eleganza e tradizione rilette in modo contemporaneo e declinate al mondo del bambino, con un occhio alle tendenze della moda dei “grandi”. Un guardaroba che si compone di capi versatili e adatti a ogni occasione della giornata: dalla scuola alla palestra, dal tempo libero ai momenti di festa. Il gioco del mix & match genera una girandola di pezzi eclettici e trasformisti: maxicardigan che nascondono finti-abiti, divertenti eco pellicce che diventano parka tecnici, miniabiti che sembrano due pezzi, stampe trompe l’oeil. E ancora, a controbilanciare il tutto, dettagli romantici: ricami in tulle con effetto nuvola, stelle in strass, vaporose georgette, spicchi di morbida seta per scaldare gli inverni più freddi e il rigore sartoriale dei cappottini in tweed.
La maglieria pesante, operata e intrecciata, il montone, la cappa e il gilet di pelliccia vengono completati con allegri chemisier a fiori e gonne eteree in tulle luccicante.
Tra i must-have, il montgomery di nuova generazione, ripensato nei volumi e nei materiali e spesso foderato in pelliccia ecologica, accanto al parka in felpa.
Check e Rock’n’Roll: le nuove passioni dello sportswear
Un look brit style molto “funny”, ispirato a una Londra vivace, cosmopolita e gioiosa come quella di King’s Road e Piccadilly Circus. Atmosfere rock’n’roll per un look che combina t-shirt stampate a camicie da boscaiolo e jeans stretti dal look vissuto e ai piedi brogues e chelsea boots. Giacche in morbida pelle e maglie pesanti scelgono tonalità di rossi accesi, blu regali e verdi scuri, in puro stile anglosassone. E ancora, nuove interpretazioni per montgomery ricchi di dettagli e in lana melton per i bambini e corte giacche in finta pelle ispirate agli anni ’60 per le bambine. La giacca dal taglio elegante viene abbinata a pezzi ed accessori dal sapore vintage.
Troviamo le immancabili lane pettinate o garzate, le calde flanelle, i classici tweed, gli scozzesi e i più maschili spigati. Tra i tessuti chiave della stagione, il velluto.
Mai senza: giacche in piuma in edizione luxury con dettagli in pelliccia, gilet in shearling, accanto al giubbottino in denim e alla giacca bon ton in velluto bordeaux.
Il lato morbido della French Couture conquista le collezioni di ricerca
L’eleganza è quella della haute façon, i materiali sono confortevoli come quelli più adatti alla pelle dei bambini. Connubio tra tessuti italiani e french couture per capi che presentano dettagli silver, sono profilati di maglia e pelliccia o sono percorsi da stampe floreali. Un outfit dal tocco boho chic d’impronta squisitamente “parisienne” e un filo retrò, costruito da abitini con fantasie a stampa, abiti in faux fur, piccoli cardigan in baby cashmere, mantelline e montgomery dai volumi ridisegnati, jeans in denim corduroy.
In primo piano preziosi ricami hand made e modellature sartoriali, pezzi confezionati da sapienti artigiani o da maestranze locali e prodotti in edizione limitata. E ancora, teneri peluche da portare sempre con sé, accessori eco-solidali e borse interamente lavorate a mano.
Il baby knitwear veste ecosoft
Sempre più soffici, i bio materiali delle aziende di abbigliamento, accessori e biancheria neonatale che puntano sui contenuti eco-friendly. Il baby knitwear dell’autunno inverno 2012- 2013 ama la lana merino pura al 100%, che dà vita ad intrecci dall’aspetto nordico o a capi ancora più morbidi e preziosi – seta, merino, cotone organico iper soft – se dedicati ai primi mesi di vita del bambino.
La Dea, yacht di lusso dai cantieri navali Azimut Yachts
La Dea è il nome di questo imponente yacht di lusso dalla lunghezza di 35 metri, varato nel 2004 dai cantieri navali Azimut.
Le linee esterne di questa spettacolare imbarcazione, adatta a soddisfare le voglie dei più esigenti, portano la firma di Stefano Righini, mentre gli interni sono stati disegnati da Galeazzi Design.
All’interno c’è posto per 11 ospiti, circondati dal comfort più assoluto e da un quadro ambientale in grado stimolare il benessere del corpo e della mente.
Lo yacht di lusso La Dea è attualmente disponibile all’acquisto al prezzo di 6,2 milioni di euro o al charter con tariffe di noleggio che partono da 72 mila euro a settimana.
Per altre informazioni, basta visitare il sito superyachttimes.com
Fonte: GoLook.it
Acqua di Parma, arte delle candele – parte 3
Acqua di Parma, arte delle candele: le candele Fiori e Frutti
Primo colaggio. L’anima della candela
La miscela liquida di cera, pigmenti e essenza profumata viene versata in un primo stampo di metallo. In metallo è anche l’asta disposta al centro che creerà lo spazio per inserire, successivamente, lo stoppino in cotone.
Con il primo colaggio prende forma l’anima della candela. Anche in questo caso come per le candele Cubo, il raffreddamento richiede circa
12 ore.
Una nota preziosa
La parte interna, o anima della candela, viene completata con lo stoppino e disposta in un secondo contenitore in silicone di dimensioni maggiori. Nello spazio che si viene a creare tutto attorno, l’artigiano dispone con maestria le singole decorazioni. Bacche rosse, boccioli di rosa o foglie di tè, a seconda della tipologia di candele, avvolgono la candela in un armonioso effetto d’insieme. Ogni decoro viene selezionato con cura. Le foglie di tè devono essere tutte di un colore verde pieno e brillante. I boccioli di rosa devono risultare integri. Le bacche vengono staccate una ad una dai rametti.
Secondo colaggio. Un velo di cera
A questo punto si versa una seconda dose di cera liquida che riveste, come un velo sottile, i decori. Ne risulta un delicato gioco composto di volta in volta dai boccioli di rosa, dalle bacche rosse, o dalle foglie di tè.
Rifinitura. La bellezza traspare
La cera si raffredda, la candela viene delicatamente estratta dal contenitore in silicone, e sottoposta alle ultime ma fondamentali operazioni di rifinitura. Dopo avere eliminato le imperfezioni con il taglierino, la candela viene disposta su un piccolo piedistallo ed è pronta per la fonatura con aria calda. In questo modo piccole quantità di cera si sciolgono lasciando trasparire i decori come gemme naturali incastonate sulla superficie.
Confezionamento. Il tocco finale
Ogni candela Cubo e Fiori e Frutti viene avvolta in un sottile foglio di cellophane trasparente che, ripiegato abilmente a raggiera sotto la base, offre una superficie d’appoggio che dà stabilità e protezione. Nastro ed etichetta sono applicati manualmente uno per uno. La candela, perfettamente protetta da questo primo involucro trasparente, viene quindi racchiusa nella confezione declinata nel caratteristico giallo Acqua di Parma.
Zara, décolleté open toe d’orsay per la primavera estate 2012
Oggi vi presento una decolletè open toe d’orsay, quindi una scarpa aperta in punta e molto scollata sui lati; questo modello è realizzato in pelle caprina nera e turchese, il dettaglio particolare è il tacco cromato color platino, la cui forma robotica sembra vagamente ispirata alle più estreme creazioni firmate McQueen.
L’idea di fondo mi piace, i colori sono originali ma il tacco proprio non mi convince, sto diventando estremamente selettiva, ma quale collezionista non lo è?
Queste scarpe sono già in vendita nei negozi Zara e nel sito ufficiale, costano 59,95 Euro.
Fonte: Shoeplay
Dassault Falcon 7X, jet di lusso per uomini d’affari
Costruito nel 2010, questo jet di lusso ritorna sul mercato dei velivoli con l’intento di attirare l’attenzione degli uomini d’affari più esigenti.
Attualmente il jet si trova a Lake Zurich, nell’Illinois, Stati Uniti, dov’è tenuto nel massimo del suo splendore, grazie ad una rimodernata degna di nota, data soprattutto agli interni.
Questo esemplare è adatto, come già accennato, per i viaggi d’affari di lungo raggio e può soddisfare le esigenze dei business man più importanti del globo.
Si tratta, infatti, di una vera e propria perla dell’aviazione privata; un jet destinato a pochi eletti che possono permettersi un investimento milionario.
All’interno c’è spazio per 12 passeggeri che, ovviamente, possono godere di comfort degni da voli di prima classe e anche di più; il prezzo è su richiesta.
Per altre informazioni basta visitare il sito jameslist.com
Fonte: GoLook.it
Perrier-Jouët Blason Rosé, romanticismo allo stato puro per San Valentino
SAN VALENTINO
Rendere contemporanea una tradizione, regalare una porzione di sogno, suscitare una gioia senza repliche.
Agli amori appena sbocciati, a tutti coloro capaci di instillare una goccia di eternità nella quotidianità, ecco un dono d’amore che inebria i sensi, originale e tailor made.
Perrier-Jouët Blason Rosé, definita recentemente dall’enologo Tom Stevenson “pura gioia”, è uno champagne legato in modo indissolubile al concetto di amore e passione: la storia della Maison è innanzitutto il frutto dell’unione tra Pierre Nicolas Perrier e Rose Adélaide Jouët.
Romanticismo allo stato puro: gli innamorati potranno scegliere di accompagnarla con un bouquet su misura.
Si sa che le forme mutanti del desiderio raccontano storie personali e suggeriscono poetiche diverse. Si sa che ogni coppia ha il suo fiore, ogni istante il suo simbolo: la passione delle rose rosse, la felicità ritrovata dei mughetti, la potenza afrodisiaca delle orchidee, il candore dei gigli.
Per San Valentino la Maison Perrier-Jouët propone Blason Rosé disponibile in abbinamento ad un mazzo di fiori sulla piattaforma e-commerce di Interflora.
Blason Rosé Perrier-Jouët Vino vellutato e sensuale di un rosa delicato con leggeri riflessi più intensi. Il perlage è vivo e generoso di grande persistenza. Il bouquet potente e fruttato con leggere note di violetta e petali di rosa.
In bocca si traduce in una sensazione ampia e generosa con eleganti aromi di lampone e fragola di bosco candita. Il finale è fresco e agrumato.
Composizione:
Chardonnay 25%
Pinot Noir 50%
Pinot Meunier 25%
La temperatura ideale è compresa fra 9° e 11°.
Prezzo consigliato al pubblico euro 55.
http://www.perrier-jouet.com
Dakhla, il deserto a fior d’acqua
All’estremità del Reame, a 30 km appena dal Tropico del Cancro (come l’Havana e le Hawai), a due passi dalla frontiera mauritana, coabitano due immensità che sembrano agli opposti ma che si amalgamano e si nutrono l’una dell’altra. Due mondi che si dividono nomadi e marinai, due orizzonti separati da un appendice di roccie e di sabbia. La penisola di Dakhla, territorio in parte vergine dalla bellezza fragile, è all’alba di un abbellimento turistico annunciato, nella sua baia paradisiaca là dove le sabbie sahariane incontrano l’Oceano Atlantico. Da queste nozze memorabili è sorto un luogo di stupefacente bellezza e diversità dove regna sia in estate che in inverno un clima unico e raro. Resoconto di un viaggio.
Sulla punta meridionale della baia del Rio de Oro si stacca la silhouette dell’antica città di Villa Cisneros, fondata nel 1884. Oggi la capitale amministrativa ed economica della Regione Oued Eddahab – Lagouira non è più un posto di frontiera avanzato del Maghreb, scalo certificato di malfattori e gente di sporco commercio, in transito verso l’Africa subsahariana. Dopo la fine del Protettorato spagnolo nel 1976, Rabat ha largamente investito in questa terra sahraoui. La stabilità politica, i vantaggi fiscali, le Società e le infrastrutture moderne, hanno attirato investitori, popolazioni di pescatori, di nomadi, di contadini, di “immigrati” arrivati qui dal nord, sviluppando intense attività come il nuovo porto di pesca commerciale, attività legate al turismo e servizi. In pochi anni la piccola città orizzontale e bianca, dalle stradine piene di sabbia,è mutata, indossando l’abito della festa. Se dei quartieri interi, una corniche pedonale e delle grandi piazze hanno visto la luce, lo charme di certe strade spagnoleggianti dimora indisturbato e magico, da sempre. Al crepuscolo la città si anima di gente festante, che tira tardi nella magica notte dei suoi quartieri by night affacciati sulla laguna. Il successo di questa Regione e di questa città è imperativamente dovuto e composto da un ecosistema di una ricchezza e di uno splendore rari, che abbina il piacere dell’acqua ad un entroterra scenografico fatto di dune aride e superbe. Se la baia di Dakhla, che beneficia di condizioni climatiche ottime, con temperature che variano tra i 15 e i 25° durante tutto l’anno, puo’ promettere meraviglie ai suoi visitatori è per via del suo santuario ecologico classificato con diversi titoli: Zona umida d’importanza mondiale (Ramsar), Zona importante per la conservazione degli uccelli migratori (Zico), Sito di interesse biologico ed ecologico (Sibe). Una fauna e una avifauna eccezionale composta di aquile reali, falchi, anatre, iene striate, gazzelle, fennec, fenicotteri rosa, cormorani, per un totale di oltre 600.000 uccelli che ogni anno fanno scalo durante le loro lunghe migrazioni, a cui si aggiungono delfini, balene, tartarughe marine, granchi violinisti, e una delle ultime colonie al mondo della foca monaca, che ha trovato rifugio nelle grotte a sud della penisola. Un miracolo di vita, in barba alla pressione demografica, che concilia gli appettiti dei promotori immobiliari, lo sviluppo economico, il progresso sociale, la crescita costante del turismo e il rispetto per l’ambiente.
Dakhla è situata sulla stessa latitudine delle Hawai ed è considerata dagli specialisti il secondo spot al mondo per la pratica degli sport d’acqua. Con un litorale immacolato, venti costanti dai 20 ai 35 nodi, un mare piatto e calmo sulla baia, la perla del Grande Sud è un terreno di gioco per il surf, il kitesurf, il windsurf, sports in voga che ogni anno danno luogo ad una prestigiosa competizione internazionale. Un sito ideale per gli amanti del bird-watching, dei mammiferi marini, della pesca sportiva. Senza dimenticare che come Casablanca, Agadir, Tarfaya o Novadhibou, l’antica Villa Cisneros fu negli anni ’20 una delle tappe mitiche dei pionieri dell’Aéropostal: piloti eroici che consegnavano i corrieri, mettendo a repentaglio la propria vita, da Tolosa a S.Louis del Senegal, sino all’America Latina. Se i SuperPuma hanno oggi sostituito le antiche Latécoère, gli splendori che Mermoz, Saint-Exupéry o Guillaumet hanno ammirato dai loro aerei sono rimasti quasi intatti.
Info pratiche: Dakhla è collegata via aerea con Casablanca (3 voli settimanali). In auto da Marrakech calcolate circa 10 ore di tragitto. http://www.royalairmaroc.com
Dove dormire: Hôtel Bab Al Bahar (Best Western) a partire da 100 euro a notte la camera doppia – 00212 528931440 – 00212 528931440 http://www.bab-al-bahar.com
Hôtel Riad Calipau Sahara a partire da 180 euro la doppia – Suite Royale con piscina privata di acqua di mare a 400 euro la notte – 00212 528898886 – 00212 528898886 http://www.calipau-sahara.com
A 30 km dal centro città Dakhla Attitude, 25 tende e 52 bungalow immersi nella natura. Prezzi a partire da 245 Euro alla settimana http://www.dakhla-attitude.com
Dove mangiare: Villa Dakhla – Una parigina del quartiere di Montparnasse, innamorata di queste terre ha aperto questo ristorante, unico per la sua nouvelle cusine con prodotti locali. Parmientier di cammello, millefoglie di orata con pomodorini ciliegia e basilico e le famose ostriche di Dakhla (6 per 5 euro).
La Maison du Thé – Locale lounge per degustare oltre 200 tipi di thé o mangiare in un locale assolutamente chic. Menù alla carta a partire da 200 dh.
Fonte: My Amazighen
Tresor L’Absolu Desir, l’essenza del desiderio da Lancôme
Per la prima volta nella mia vita credo di aver detto tutto ciò che volevo scrivere nel post nel titolo: non voglio banalizzare la nuova fragranza di Lancome, che trovo molto calda e sensuale, ma questo è il classico caso in cui l’unica cosa da fare è spegnere il computer e andare in profumeria, per provare sulla pelle questa nuova versione di uno dei profumi più amati del mondo, Tresor. A scaldare l’essenza sono gli estratti di rosa, gelsomino, cedro e vaniglia, che fissano la fragranza sulla pelle, garantendo un’intensità crescente degli ingredienti che la compongono. Molto bella la bottiglia gioiello, ancora più incantevole l’immagine. In vendita in un unico formato da 45 ml, Tresor L’Absolu Desir costa circa 80 Euro.
Fonte: The Beauty Side Of Life
David Beckham, in vendita la Rolls Royce Phantom Drophead Coupé del calciatore
Dopo essere stata ritirata dal venditore stesso, torna di nuovo in vendita la rara Rolls Royce Phantom Drophead Coupè del calciatore David Beckham.
Questa notizia ha subito attirato l’attenzione dei collezionisti e degli appassionati più facoltosi, che vedono con questa vendita la possibilità di accaparrarsi un’opera automobilistica di grande valore appartenuta perlopiù ad un personaggio famoso.
L’auto si presenta con un look totalmente annerito e, dunque, con un aspetto poco elegante per gli amanti delle lussuose berline inglesi; fatto sta, che la sua personalizzazione potrebbe valere oro per i collezionisti, visto il calibro del personaggio a cui è intestata.
Ricordiamo che David Beckham, insieme a sua moglie, è un grande appassionato di auto sportive e di lusso, tanto che il suo garage è in continuo aggiornamento e, molti degli esemplari che lui non gradisce più dopo un certo periodo di tempo, finiscono spesso sul mercato per essere venduti ad una cifra sempre superiore a quella pagata per l’acquisto.
Fonte: GoLook.it























