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Archive for September, 2012

My Land, nuova fragranza di Trussardi

September 26, 2012 Leave a comment

Se l’estate è la stagione dei viaggi per eccellenza, settembre è quasi sempre il mese dei rientri, dei ritorni a casa con un bagaglio di storie da raccontare, di esperienze e di scoperte. Ed è proprio al concetto di viaggio e di ritorno che Trussardi si è ispirato per il suo nuovo profumoMy Land, uno scent che nel nome, peraltro, evoca anche Milano, città a cui da sempre il brand Trussardi è legato. Un ingresso interessante tra i profumi autunno inverno 2012-2013.
Il profumo, firmato dal naso Alexandra Kosinski, è Fougère – Legnoso, affascinante e sensuale. Realizzato con materie prime di qualità, incarna perfettamente l’ideale dell’eleganza italiana senza tempo di Trussardi. Il bouquet è composto da note di Bergamotto e Mandarino Verde, che sormontano Lavanda, Calone e Fiori di Violetta e un fondo di Cashmeran,Vetiver, Cuoio e Fava Tonka.
Il flacone ha tutto il sapore dell’artigianalità italiana, quel senso del “saper fare” che il marchio Trussardi ha costruito con la sua storia e la sua tradizione. Progettato dall’architetto Antonio Citterio, al suo debutto nel mondo delle bottiglie di profumi, il flacone è un vero oggetto di design: linee eleganti e moderne sono esaltate da una particolare impugnatura laterale realizzata in vero cuoio naturale italiano, rifinito a mano e conciato con soli estratti vegetali. Sulla banda di cuoio compare lo stemma araldico di Trussardi accanto alla scritta “Genuine Leather Made In Italy” a conferma dell’autenticità dei materiali e della lavorazione tutta italiana. Linearità ed eleganza dominano anche il packaging di Trussardi My Land, con il logo che si staglia su un fondo color oro antico.
Per lo spot pubblicitario di My Land, Trussardi si è affidato alla direzione del celebre regista Wim Wenders, che ha scelto di raccontare la storia di un uomo che vive la propria città come fosse la sua casa. Ritornato nella propria terra, ritrova il conforto degli oggetti domestici negli angoli monumentali della città. E alla fine, guarda lontano, dall’alto, come da una finestra aperta sulla realtà, e il suo sguardo determinato ci comunica che è pronto a ripartire. Protagonista di questa storia è Tomaso Trussardi che rappresenta la quarta generazione della famiglia Trussardi.
La linea Trussardi My Land si compone di Eau de Toilette Natural Spray da 30 ml (41 euro), 50 ml (57 euro) e 100 ml (79 euro), cui si aggiunge una Extension Line coposta da After Shave Lotion 100 ml (53 euro), Shampoo & Shower Gel 200 ml (28,00 euro) e Natural Spray Deodorant 100 ml (27 euro), tutti disponibili a partire da fine settembre.

Fonte: VM-Mag

Salvatore Ferragamo, nuova boutique ad Abu Dhabi

September 26, 2012 Leave a comment


È approdato anche nella capitale degli Emirati Arabi, il celebre marchio di Salvatore Ferravamo, nel shopping center Avenue Etihad Towers di Abu Dhabi è stato inaugurato il suo primo store monomarca delle celebre maison.
Con una superficie di circa180 metri quadrati dove viene proposto oltre la collezione uomo e donna, anche borse, occhiali profumi orologi e accessori in pelle più esclusivi della collezione RTW donna Primavera /Estate 2012.
Tutto in unico ampio open space dove gli arredi ricordano lo stile della maison Fiorentina, sobrio ma allo stesso tempo raffinato e di gran lusso, ovviamente il concepì seguito anche dagli storse sparsi in tutto il mondo.
Nell’esposizione il lay-out è valorizzato da forme geometriche e mensole e piani espositivi dove giochi di luce valorizzano i prodotti esposti, per avvolgere il visitatore in un ‘atmosfera intima ma allo stesso modo elegante.

By Emilio Di Iorio

Torre Prendiparte, emozione storica nella città di Bologna

September 26, 2012 Leave a comment

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Torri svettanti e infinite file di portici. Bologna è una città che ha saputo conservare il suo fascino storico di comune medioevale, animato dalle lotte tra le fazioni guelfe e ghibelline. Il centro storico ha il suo cuore in Piazza Maggiore, e nella vicina piazza con la fontana del Nettuno, contornata dalla Basilica di San Petronio, da Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà e dalla meravigliosa facciata del Palazzo dei Banchi. Quella bolognese è una ricca proposta di itinerari artistici e culturali nel centro città, senza dimenticare una sosta per assaporare la generosa cucina emiliana.
Delle oltre cento torri gentilizie che abbellivano Bologna nel XII secolo solo alcune sono sopravvissute, tra cui Torre Prendiparte, i cui 12 piani sono oggi completamente agibili grazie ad un attento restauro. Si tratta di una personalissima dimora che utilizza i primi tre piani della torre, con ingresso al piano terra, living con salotto e camino al primo piano, soppalco per la zona notte e un’ampia cucina: ambienti in grado di ospitare da 2 a 3 persone. La semplicità della primitiva architettura ben si sposa con il curato arredamento degli interni, con mobili antichi e illuminotecnica funzionale. Agevoli scale permettono di assaporare il lento succedersi dei solai, garantendo una piccola scoperta ad ogni piano, fino ad arrivare alla spettacolare terrazza, da cui godere di una vista davvero unica su tutta Bologna. Luogo ideale per un soggiorno tranquillo o per celebrare eventi e ricorrenze speciali, Torre Prendiparte si apre a chi sa apprezzarne l’unicità, per un tuffo nel passato.
Dimora storica ospitata nell’antica Torre Prendiparte, seconda per altezza dopo l’Asinelli, è disposta su 12 piani, resi tutti perfettamente agibili dopo un’accurata opera di restauro e valorizzazione. Il bed & breakfast situato al primo piano può ospitare 2 o 3 persone, in un’atmosfera di intatto fascino medioevale. Un angolo lettura e conversazione rischiarato dall’ampia finestra affacciata sull’antistante piazzetta accoglie l’ospite. Il soggiorno con camino e arredo in stile classico è un angolo romantico, completato da un soppalco con la zona notte e il letto matrimoniale sotto le ampie volte a vela. Poco più sopra, da una scala a chiocciola si arriva all’ambiente destinato alla prima colazione, arredato con dispensa, cassapanche e vetrina contenente tutto l’occorrente per l’apparecchiatura.
La residenza storica offre ai suoi ospiti l’emozione di assaporare piatti tradizionali o di godere del piacere di un cocktail o di un aperitivo nella torre del XII secolo. Tutto è organizzato come in una residenza privata: cucina di casa, illuminazione naturale con l’uso di candele, tavola apparecchiata con eleganti porcellane, vetri dal gusto discreto e composizioni floreali, attenzione ai dettagli e alla naturalezza degli allestimenti. La coppia può decidere il programma che meglio si adatta ai propri desideri, aspettative e budget: dall’uso esclusivo della cucina da parte degli ospiti, proprio come a casa, ad una cena informale al quinto piano della torre, con il sottofondo di musica stereo. Chi desidera il meglio, si può affidare al Personal Chef Carla Cavicchioli: estro e costante ricerca delle materie prime di stagione caratterizzano la sua cucina. In questo caso, la cena sarà di varie portate, proprio come in un vero ristorante di charme. I gruppi possono scegliere una cela di gala (posti a sedere, fino a 12 persone) oppure un cocktail o una cena in piedi nella stanza delle ex carceri dell’Arcivescovado. Per occasioni meno formali è disponibile anche la formula Tumbler Dinner (fino a 40 persone), soluzione elegante e disimpegnata: ogni portata è servita in un bicchiere basso (tumbler) in un susseguirsi di emozioni e sorprese per tutti i palati. Il tutto accompagnato da vini adeguati all’occasione, serviti in calici tecnici da degustazione in cristallino.
Nell’ex carcere dell’Arcivescovado è possibile tenere eventi non convenzionali, di carattere culturale – come presentazioni, incontri con l’autore o concerti di musica da camera – ma non solo. Le comode poltroncine possono accogliere fino a 12 persone; 20 posti con le sedie pieghevoli.

Fonte: Dimore D’Epoca – Hotel di charme e dimore storiche

Fenice d’Oro, cupcake più costoso al mondo a Dubai

September 26, 2012 Leave a comment


Ovviamente solo in Oriente potevamo trovare la “Fenice d’Oro” il mito dell’uccello mitologico ma bensì un dolce altrettanto unico nel suo genere, il famoso cupcake più costoso al mondo. Se nella mitologia la fenice era raffigurata dai colori variopinti con le ali d’oro anche il cupcake è impreziosito da polvere d’oro, dalla foglia d’oro e gemme tutte materie commestibili e da un design unico.
L’opera in questione è stata realizzata per celebrare l’ inaugurazione della nuova boutique di dolci tè e caffè “Bloomsburry” di Dubai nel lussuoso The Dubai Mall.
La Fenice d’Oro è stato presentato in anteprima su un piatto decorato in oro 24 carati provenienti dalla maison “Villari” maestri delle porcellana e non solo…il costo di realizzazione del dolcetto si aggira intorno ai 1.010 dollari unico nel suo genere ovviamente come la fenice.

By Emilio Di Iorio

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Eden, nuova collezione primavera estate 2012 di René Caovilla

September 26, 2012 Leave a comment

Eden è il nome della collezione che René Caovilla ha presentato  a Milano in occasione della Settimana della Moda; il nome è altamente evocativo, ma nel Paradiso Terreste del Re del sandalo gioiello non crescono fiori esotici e serpenti tentatori, bensì calzature gioiello dedicate ad alcuni dei luoghi più suggestivi della Terra, un tripudio di cristalli luminosi e scarpe di lusso che già fanno rimpiangere l’imminente arrivo dell’autunno.
Iniziamo il nostro viaggio da Bali, un sandalo composto da fili di cristalli, listini effetto bambu’ e foglie luminose, il tutto declinato in una tonalità neutra molto “naturale”.
Mi piace molto il platform rivestito in pelle metallizzata iridescente, ma se questa tonalità di verde non fa per voi ecco Bali in nero, chic ed eterno.
A Baku invece è dedicato un ankle boot spuntato realizzato in rete, sulla quale sono ricamati preziosi arabeschi composti da pietre nere sfaccettate e luminose; originale la scelta di colorare di rosa acceso il plateau, di appena mezzo centimetro.
Da Baku ci spostiamo nel paradiso di Phuket, località alla quale è dedicato un sandalo gioiello rosa essenziale nelle forme ma decorato con bellissime orchidee, eterno simbolo di femminilità.
Dopo i colori della Thailandia è ora di scoprire quelli delle acque delle Hawaii, dell’isola di Maui nello specifico; il sandalo gioiello realizzato in onore di Maui è interamente ricoperto di cristalli in diverse tonalità, dal blu al rosa antico, passando per l’azzurro. Un sandalo splendido anche per una sposa, sfarzoso ma fine, grazie alle forme pulite e all’ispirazione vintage.
All’opulenza delle decorazioni gioiello indiane è invece dedicato il sandalo New Delhi, in pelle turchese con sfarzosa cavigliera tempestata di pietre dure colorate, che scende ad ornare anche il collo del piede: un tripudio di lusso, un’opera d’arte senza paragoni.
Concludiamo il nostro viaggio su una spiaggia di Zanzibar, dove a dominare sono la natura, la semplicità e la tradizione: elementi che ritroviamo nel sandalo gioiello con motivi tribali che potete visionare nella prima foto in alto.
Una collezione davvero sublime, è incredibile notare di anno in anno quanto la stagione estiva, con i suoi colori, sia di ispirazione per la moda, al contrario dell’inverno, dove spesso si trovano eccessi improbabili volti solo a far parlare di sé.

Fonte: Shoeplay

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Electrolux Design Lab 2012 2013, nuovi elettrodomestici

September 26, 2012 Leave a comment

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La buona cucina, lo sappiamo, è spesso naturale conseguenza di prodotti di ottima qualità, combinati in modo sapiente dallo Chef. Electrolux, con il concorso “Electrolux Design Lab“ aggiunge un altro paio d’ingredienti alla ricetta: il design unito ad un uso mirato delle nuove tecnologie. Lo scopo? Coinvolgere più sensi possibili per far apprezzare e degustare al meglio il piatto servito. Ma non solo. Al concorso hanno preso parte anche idee e concept innovativi per elettrodomestici e oggetti che hanno lo scopo di farci vivere all’interno delle nostre abitazioni, in armonia ed in modo migliore.
Electrolux Design Lab 2012/2013
Da qualche giorno sono state selezionate le 30 idee semifinaliste, l’evento ha coinvolto Università e studenti progettisti provenienti dai 5 Continenti. Il tema del concorso è il 10 ° anniversario Experience Design . Il Design Lab 2012 ha invitato gli studenti di design a trarre ispirazione da autori professionisti di esperienza – come cuochi, architetti, interior designer o designer d’albergo – per progettare elettrodomestici in grado di fornire una più completa esperienza sensoriale. I semifinalisti gareggiano per aggiudicarsi uno dei 10 pass per la finale dell”Electrolux Design Lab” che si svolgerà a Milano il prossimo 25 Ottobre 2012. La giuria, composta da illustri esperti di design, sarà chiamata a giudicare i concept su quattro parametri:
Design intuitivo
Innovazione
Qualità estetiche
Comprensione del consumatore
Al vincitore verrà offerta la possibilità di uno stage retribuito di sei mesi presso uno dei centri Electrolux Design e un premio in denaro di 5.000 Euro. Per il secondo e il terzo classificato rispettivamente 3.000 e 2.000 Euro.
Ma di cosa si tratta? Quali sono queste idee innovative unite al design che arrederanno le cucine del futuro? Ecco qua alcune delle idee arrivate in semifinale (sul sito ufficiale potete trovare tutte le altre).
Alcuni concept in gara
Aeroball
Paese: Polonia
Designer : Jan Ankiersztajn
Scuola: Uniwersytet Artystyczny w Poznaniu
Aeroball rivoluzionarà gli spazi in cui viviamo migliorandoli. Si tratta di soffici sfere “magicamente” fluttuanti in aria che puliscono e filtrano l’aria. Disponibili anche in varietà profumate agiscono quindi come depuratori dell’aria mantenendola fresca in ambienti interni. Oltre a questo i piccoli fiocchi hanno un’ulteriore caratteristica, durante il giorno ogni Aeroball Electrolux assorbe parte della luce che lo circonda per poi sprigionarla delicatamente la sera trasformandosi in una pseudo lucciola rilassante.
ICE
Paese: Spagna
Progettista: Julen Pejenaute
Scuola: Universidad Politécnica de Valencia
ICE la cucina sotto una nuova luce. Questo oggetto non è solo una semplice lampada con luminosità e colori regolabili ma una vera e propria esperienza interattiva della degustazione. Il software presente nel dispositivo è in grado di reagire ai movimenti e di collegare dinamicamente gli oggetti appoggiati sulla tavola. Con ICE è possibile eseguire la scansione degli ingredienti aiutando l’utente a creare il miglior pasto per ogni occasione. L’utente può inoltre accedere ad un vasto database di ricette supportato dalla guida di ICE un ottimo modo per imparare e sperimentare nuove ricette a casa vostra.
SmartPlate
Paese: Regno Unito / Romania
Designer: Julian Caraulani
Scuola: Università di Coventry
Se la nostra ricetta preferita fosse una melodia quale sarebbe? SmartPlate ce lo dice. Si tratta del primo “piatto intelligente” al mondo che riesce a tradurre in suono il cibo messo all’interno per poi inviarlo in wireless al nostro cellulare che ce lo suona. Il piatto sembra riesca a misurare proporzioni e caratteristiche dei vari ingredienti che compongono la pietanza traducendole in note, ritmi e melodie. L’utente potrà, grazie ad un’App specifica, decidere o di ascoltare il risultato o anche di intervenire attivamente alla composizione.
Conclusioni
In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un processo mirato a modificare le quotidianità del consumatore. Se finora gli elettrodomestici sono stati oggetti di supporto ed aiuto, ora, che il mercato sembra saturo, i brand si rivolgono al cliente con stile trovando nelle tecnologie e nel design un ottimo supporto per veicolare nuovi servizi. Lo scopo sembra essere quello di appagare i nostri sensi arricchendo e in alcuni casi risvegliando le nostre sensazioni. Solo il tempo potrà dirci se abbiamo veramente bisogno di questi nuovi servizi.

Jacopo Agostini

Fonte: Tasc

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Intervista di Viviana Musumeci a Elena Ghisellini

September 26, 2012 Leave a comment

L’Italia non è un paese per giovani, si sa. Prima che alcuni talenti riescano ad affermarsi, solitamente, deve trascorrere molto tempo. Non solo: l’Italia non supporta i propri talenti e questo ci sta, alla lunga, impoverendo. Detto ciò ci sono alcune persone dotate, non solo di talento, ma anche di determinazione – fondamentale per affermarsi -. Elena Ghisellini è una di quelle persone dotate sia dell’uno che dell’altra. Amante fin da piccolissima dell’odore della pelle – unica, in una famiglia di studiosi di archeologia e ingegneria, a seguire il percorso di stilista di borse -, Elena si è diplomata allo Ied e fin da subito dopo il diploma ha maturato lunghe esperienze in prestigiose maison, seguendo sempre il coté della pelletteria: Bulgari, Trussardi,Ferragamo. Nel 2003, però, ha deciso di fare il passo più importante: lanciare il suo marchio EG-Elena Ghisellini. Oggi, a quasi dieci anni dalla nascita, vive e lavora a Firenze e si gode il suo meritato successo, anche se non si adagia sugli allori.

V.M.: Com’è nata la tua passione per la pelle?

E.G.: L’ho adorata fin da piccolo. Per questo fin da giovanissima ho studiato avendo già le idee chiare in proposito. Ho avuto la fortuna di lavorare con un personaggio come Nicola Trussardi che mi ha insegnato tutto sulla pelle e sulle conce, e poi anche Ferragamo, in particolare la signora Fiamma che è stata una grande scuola per me. Poi ho deciso che era arrivato il momento di mettermi in proprio e rischiare il tutto per tutto, aprendo il mio studio e lanciando il mio marchio. Sentivo il bisogno di fare qualcosa che non trovavo sul mercato. A me piacciono le cose belle ma che si uscino altrettanto bene. Mi piace che esista anche un’estetica del “gesto” perché aprire e chiudere una borsa in un determinato modo crea fascino.

V.M.: Come lavori?

E.G.: Io disegno poco, ma penso molto, soprattutto la notte. E poi quando realizzo le borse, non le disegno solo su un foglio, ma già sul manichino perché voglio vedere fin da subito come appariranno.

V.M.: Da cosa trai ispirazione?

E.G.: Mi ispiro alle donne per strada al modo in cui indossano le borse per capire cosa desiderano veramente. Ci deve essere armonia e poi le borse devono anche andare incontro alle esigenze quotidiane. Se viaggio, ad esempio, le borse ci devono stare in valigia. Mi ispirano, dunque, i materiali e le persone.

V.M.: Come si caratterizza oggi il mondo della pelletteria e degli accessori?

E.G.: Direi che ci sia una tendenza a creare borse iconiche. Solo che le grandi firme lo fanno perché hanno sia la comunicazione sia la distribuzione dalla loro parte. La riconoscibilità fa vendere. Io che gestisco un marchio più di nicchia creo borse che si fanno desiderare. E’ anche per questo che la mia ultima collezione è molto ludica, divertente e “toglie” la noia di dosso sfruttando però, interamente, il made in Italy – ndr direttamente a Firenze, affidandosi a conciatori fiorentini -.

V.M.: Ci sono dei colleghi che stimi?

E.G.: Ce n’è uno in particolare a cui costruirei una statua: si tratta di Edoardo Marziali di Bottega Veneta. E’ sempre un punto di riferimento e mi ha sempre rimessa sulla retta via con ottimi consigli. Non sbaglia mai un colpo. Lui è uno di quelli che non scende a compromessi. Bisogna sempre credere in ciò che si fa e non fare di tutto, invece, per piacere agli altri.  Un altro che mi piace molto, anche se abbiamo uno stile diverso, è Gerome Dreyfuss. Mi piace la sua filosofia di lavoro.

V.M.: Perché nell’ultima collezione hai realizzato delle borse con delle maschere?

E.G.: Perchè volevo qualcosa di divertente. Qualcosa a cui la donna non sappia resistere. E poi la mascherina la puoi staccare e indossare anche in altre occasioni.

Fonte: VM-Mag

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United Nude, stivaletti in esclusiva per il lancio della nuova fragranza “Fame” di Lady Gaga

September 26, 2012 Leave a comment

Rem D. Koolhaas, direttore creativo di United Nude , ha progettato un modello di stivaletti in nero con un tacco 12 come esclusiva per il lancio della nuova fragranza “Fame” di Lady Gaga, trovando l’ispirazione proprio dalla campagna promozionale del profumo in cui Lady Gaga  è una donna gigante distesa assalita da tanti  uomini nudi.

Max&Co, nuovo concept per i punti vendita del marchio

September 26, 2012 Leave a comment

L’ora X è scattata sabato scorso presso il monomarca di Corso Vittorio Emanuele a Milano. Il nuovo modo di concepire lo store di Max&Co è partito da lì. Un flagship dove lo spazio è stato ripensato in maniera del tutto diversa con un approccio multidisciplinare alla progettazione non solo della location, ma della shopping experience che coinvolgerà, un po’ alla volta, i nuovi negozi e quelli già esistenti. Per l’occasione non sono stati scomodati grandi nomi di archistar, come spesso succede in queste situazioni, bensì sono state coinvolte le idee di un team giovane ed entusiasta, formato da personalità diverse, ma contaminanti in modo positivo. Concepito come uno spazio caldo e accogliente, che ricorda molto una casa, con tocchi anni 50, ma anche complementi realizzati su progetto appositamente per Max&Co, la location è costituita da vetrine a scomparsa totale, membrane permeabili che creano un’osmosi, una continuità, un dialogo costante tra interni ed esterni. La pavimentazione è composta in cotto di Vietri, usato solitamente per scopi abitativi. Un nucleo centrale come cuore caldo e pulsante, su cui è posizionato un soppalco chiuso a creare una sorta di edificio nell’edificio. Pavimenti di legno e pareti di vetro satinato plissé racchiudono un’area intima e raccolta. Proprio qui, simbolicamente, è stata posta l’insegna, che diventa installazione tridimensionale. Uno spostamento dalla facciata a una parete interna che ribadisce il gioco di scambi tra dentro e fuori. Tre piani, su un totale di 850metri quadri di superficie, differenziati in base alle proposte moda ma soprattutto dedicati a diversi approcci allo shopping e caratterizzati da diversi stili di servizio. Il piano 0 è quello per gli acquisti rapidi e veloci; il +1 è quello più nascosto e dedicato al comfort dell’intimità e infine il – 1 è quello del “bel vestire” ispirato al concetto di cabina armadio. Non solo: l’accoglienza al pubblico sarà garantita anche da salottini con sedute, tavolini ospitali, fiori freschi e persino riviste. Il think tank è composto sia da risorse interne, che esterne – come Andrea Togno, lo Studio Pepe e Ciszak Dalmas per lampade e mobili.
“Abbiamo creato uno spazio molto accogliente nella sede di Max Mara dove ci siamo riuniti per lavorare sui concetti che hanno condotto a questo progetto,  che fin da subito si è concentrato ed è partito dalla consumatrice consumatrice. Per questa ragione, questo progetto non riguarda solo lo store, ma la shopping experience a 360°, coinvolgendo, un po’ alla volta, anche internet, l’ecommerce e altre situazioni che sono ancora in fase di work in progress”, ha spiegato a margine della presentazione, Giulia, una delle partecipanti al Think Tank Max&Co.

Fonte: VM-Mag

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Fope Gioielli, gioielli in oro della linea Flex’it

September 26, 2012 Leave a comment

È tutto oro quel che luccica. Nonostante la crescita dei prodotti Twin in lega SilverFope di Argento e Palladio – lanciati lo scorso anno e già molto apprezzati dal mercato – sono i gioielli in oro della linea Flex’it, top sellers di Fope Gioielli, a decretare il successo di vendite dell’azienda vicentina.
Le vendite a giugno 2012 hanno registrato una crescita complessiva sul totale dei mercati pari al 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio. Il risultato è di alcuni punti percentuali superiore al target di budget fissato per il periodo e consente di aggiornare il forecast di fine anno con un valore di fatturato di oltre 18mln di euro.
Per quanto riguarda il gradimento estero, è confermato anche l’appeal internazionale di Fope Gioielli. Secondo l’Amministratore Delegato Diego Nardin il mercato italiano, pur seguito con grande attenzione, è in contrazione e sono ancora una volta i mercati esteri a generare i risultati positivi e consolidare ulteriormente la presenza internazionale dei gioielli Fope Gioielli, con una quota di oltre il 70% delle vendite complessive.

Fonte: BlogModa

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