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Archive for April, 2011

Quark di Metea, tavoli sinuosi dai contorni smaterializzati

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Nella zona Ventura-Lambrate quest’anno mi sono imbattuto nei lavori del designer francese, ma di formazione italiana, Emmanuel Babled. Sono rimasto particolarmente colpito dai tavoli che vedete in foto, le loro forme morbide e sinuose hanno catturato subito la mia attenzione, in particolar modo il  Quarkplexy; tutti questi elementi sono stati creati partendo da un pezzo unico di materiale (che sia plexiglas, legno o marmo) che è stato molato attraverso un macchinario a controllo numerico ed infine lucidato. I tavoli della linea Quark sono realizzati in collaborazione con Metea.

Fonte: Linea Di Sezione

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Adastra, yacht di lusso futuribile dai cantieri McConaghy Boats

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Un interessante, ma soprattutto rivoluzionario progetto, attualmente in costruzione presso i prestigiosi cantieri navali cinesi McConaghy Boats.
Stiamo parlando di Adastra, un imponente yacht di lusso dal carattere spiccatamente sportivo, disegnato disegnato da John Shuttleworth per un facoltoso cliente di Hong Kong.
Adastra è lungo 42,5 metri ed è classificato come un “trimarano”, data la sua forma tecnologicamente molto avanzata.
Il suo punto di forza, oltre all’innovatività delle linee e alle performance, è il consumo, ridottissimo grazie al lungo e sofisticato lavoro dedicato all’abbassamento del peso, ottenuto con materiali molto avanzati, come la fibra di carbonio, di cui è fatta la sovrastruttura.
Oltre all’aspetto futuristico, Adastra offrè il massimo del comfort e dell’abitabilità a 9 ospiti e 6 membri dell’equipaggio, rendendoli pronti a vivere un’esperienza nautica fuori dal comune.

Fonte: GoLook.it

Beats By Dr. Dre Chrome Edition, cuffie personalizzate in edizione limitata

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Se fino ad ora l’esclusività delle famose cuffie Beats by Dr. Dre, prodotte dall’azienda ColorWare, stava tutta nella vasta scelta di colori, a questi ultimi possiamo aggiungere anche una buona dose di brillantezza.
La prestigiosa ColorWare, infatti, ha creato una nuova edizione limitata di cuffie: le Beats Chrome.
Le nuove cuffie Beats Chrome si differenziano per la loro scocca in alluminio con finitura cromata; le caratteristiche sono identiche alle versioni tradizionali, ciò che cambia è solo la robustezza dei componenti interni, realizzati con altri materiali metallici.
Questa nuova edizione, inoltre, come prima accennato, sarà prodotta in tiratura limitata di soli 50 esemplari e ogni pezzo sarà personalizzato con l’incisione del nome dell’acquirente sulla scocca.
Ogni cuffia sarà venduta al prezzo di circa 1.000 euro.
Per altre informazioni e per l’acquisto, basta visitare il sito beatsbydre.com

Fonte: GoLook.it

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Christophe Claret 21 Blackjack, alta orologeria in edizione limitata

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Dopo oltre 20 anni di esperienza al servizio delle marche più prestigiose, Christophe Claret ha deciso nel 2009 di realizzare orologi con il suo marchio. Dopo il Dual Tow e l’Adagio, il terzo modello di questa giovane marca è sbalorditivo! Vero e proprio casinò in miniatura, il 21 Blackjack offre ben tre giochi: i dadi, la roulette e le carte. Un vero gioco di lusso per bambini cresciuti, che spalanca all’Alta Orologeria le porte di un mondo quasi del tutto ignorato fino ad oggi: l’orologio ludico e interattivo. Un universo che Christophe Claret e il giovane team che guida la marca intendono esplorare, per la gioia degli amanti di un’orologeria fuori dal comune.

Mai prima d’ora una giovane marca aveva dato una tale dimostrazione di savoir-faire ! Dopo il successo del DualTow – primo modello della marca lanciato nel 2009 – e l’incredibile accoglienza riservata all’Adagio – secondo modello presentato a Ginevra nel gennaio 2011 – Christophe Claret sfodera l’asso nella manica con la sua terza creazione: il 21 Blackjack. Vero e proprio casinò in miniatura, unisce le grandi complicazioni all’universo del gioco, inaugurando un nuovo paradigma dell’orologeria: l’orologio interattivo. Il DualTow offriva già un favoloso spettacolo in 3D; con il 21 Blackjack, Christophe Claret proietta l’appassionato esperto nella quarta dimensione! Alla trasparenza, al rilievo e allo scorrere del tempo, si aggiungono infatti le emozioni suscitate dal blackjack, dalla roulette e dai dadi. Un gioco di lusso destinato ai fan di un’orologeria senza complessi.

Alta Orologeria interattiva

Il segreto dell’incontestabile maestria della marca Christophe Claret risiede nella sua grande esperienza orologiera. Da ormai oltre 20 anni, la società Christophe Claret progetta, sviluppa e produce movimenti di alta orologeria per le più prestigiose marche orologiere. Un’attività che il fondatore porterà avanti sicuramente, ma alla guida di una società ribattezzata per maggiore chiarezza La Manufacture Claret. “Ho la cassaforte piena di progetti orologieri che aspettano solo di essere concretizzati”, afferma l’inventore. La marca Christophe Claret, da parte sua, riunisce attorno a sé un team giovane e dinamico, totalmente dedito al successo della sua strategia: intraprendere un cammino mai percorso da nessuno prima d’ora, l’Alta Orologeria ludica.

Il 21 Blackjack è la prima mossa, quella vincente! Non è sicuramente con false promesse che può essere bluffato l’amante della bella meccanica. Se rimane senza fiato, è perché ha di fronte a sé la nota inventiva di Christophe Claret, che gli propone ben tre giochi da casinò. Iniziamo con i dadi: collocati in una gabbia alle ore 4, visibile attraverso una finestra laterale nella carrure, due dadi in miniatura da 1,5 mm di lato – ma perfettamente leggibili – propongono il più antico dei giochi d’azzardo. Lanciati nelle loro minuscola capsula, consentono ad esempio di giocare a Craps, da soli o in compagnia.

« Rien ne va plus! »

Proseguiamo con la roulette: sul retro dell’orologio, la massa oscillante – visibile attraverso un vetro zaffiro con trattamento antiriflesso assume le sembianze di disco girevole. Una volta avviato con uno o due movimenti ondulatori, gira per qualche istante prima di fermarsi. « Faites vos jeux ! Les jeux sont faits! Rien ne va plus! » Qui però non c’è la pallina ma una freccia applicata sulla massa oscillante, che indica uno dei 37 numeri – da 0 a 36 – collocati su un anello interno. « Huit, noir, pair et manque! » Il vostro numero fortunato? Se lo fosse, sarebbe stato inserito di fronte ad uno smeraldo verde incastonato sul fondo, utilizzando una chiave speciale. Una personalizzazione molto apprezzata da chi crede nel suo “Lucky Number”. La superstizione ha le sue ragioni, che la ragione non conosce…

Ma queste non sono altro che ludiche distrazioni davanti al re dei giochi di carte: il blackjack. Nato in Francia nel XVIII secolo con il nome di “21″, consiste nel realizzare con le carte 21 punti o nell’avvicinarsi il più possibile a questo numero. Oltrepassato questo limite, il giocatore “sballa”. Per il banco valgono le stesse regole. Il vincitore ritira la puntata. Introdotto successivamente negli Stati Uniti, il “21″ non riscuote grande successo. Per rendere il gioco più interessante, si inventano i bonus. Tra questi, il Fante nero, ossia il “black jack”, paga 10 a 1! Oggi, il bonus è scomparso ma il nome è rimasto.

Il banco distribuisce le carte: inizia dando una carta scoperta al giocatore, una carta scoperta al banco e poi un’altra carta scoperta al giocatore. A questo punto, il giocatore decide o di chiedere una terza carta- “Hit” in inglese – o di fermarsi- “Stand”. Può chiedere quante carte vuole prima di fermarsi con il rischio ovviamente di sballare. Una volta servito il giocatore, il banco inizia a giocare seguendo una regola semplice e prestabilita: “Il banco chiede carta a 16 e sta a 17″ – “Dealer must draw on 16 and stand on all 17 “. Anche il banco può sballare.

Un orologio casinò

Nessuno prima d’ora aveva avuto l’idea né la capacità di trasferire questo complesso gioco di carte su un orologio automatico. Sulla sezione inferiore del quadrante – tra le 3 e le 9 – compaiono nelle finestrelle le quattro carte del giocatore. Due sono scoperte, le altre due sono nascoste da alette. Nella parte superiore del quadrante ci sono altre tre finestrelle per le carte del banco. Una è scoperta mentre le altre due sono nascoste da alette.

Giocare è semplicissimo! Un pulsante alle ore 9 aziona una molla che avvia simultaneamente i sette dischi su cui sono stampate le carte. In oro massiccio per un peso ed un’inerzia ideali, ognuno di questi dischi è collocato su un doppio cuscinetto a sfere in ceramica. Dopo qualche secondo, alcuni scatti li arrestano a caso. Estremamente sottili, i simboli e i numeri sono ottenuti mediante applicazioni successive che richiedono un passaggio al forno per ogni colore.

Una suoneria per ogni Hit

In questa fase del gioco, ci sono tre carte scoperte: due appartengono al giocatore e una al banco. Il seguito è una chicca. Se il giocatore chiama una carta, preme il pulsante alle ore 8, che reca incisa la parola “player”. Si apre allora l’aletta di una delle sue carte e contemporaneamente – suprema raffinatezza – risuona la nota di una suoneria che simboleggia la chiamata della carta, “Hit”. Ogni volta che il giocatore o il banco faranno sollevare un’aletta, la nota risuonerà. Il martello e il timbro del meccanismo della suoneria si possono ammirare da una finestra laterale situata alle ore 2.

Quando il giocatore è servito, il banco può iniziare a giocare, sempre secondo la regola ferrea del “Dealer must draw on 16 and stand on all 17″; questa frase del resto è scritta a chiare lettere su una placchetta collocata sul quadrante di una delle versioni del 21 Blackjack! Per giocare, il banco preme il pulsante alle ore 10 con la scritta “dealer”, fino a che non si apriranno una o due alette. A questo punto non rimane altro che contare i punti e vedere chi ha vinto. Il banco dispone di circa 216 combinazioni di carte diverse; il giocatore di non meno di 4096; in tutto si possono visualizzare 884.736 possibilità di vincere o perdere.

Un orologio automatico di tale complessità non poteva che essere equipaggiato da un movimento fuori dal comune. Costituito da 501 componenti, il calibro di manifattura BLJ08 a carica automatica, con certificazione cronometrica COSC, dispone di due bariletti per una riserva di carica di circa 72 ore. Oltre ai vari giochi di casinò e alla suoneria, presenta le funzioni di ore e minuti. Per una precisione estrema, il suo cuore batte a 4 hertz – ossia 28.800 alternaze all’ora.

Un futuro ricco di promesse

Alle ore 3, tra le due finestre laterali, la corona in titanio è impreziosita da un cabochon in ceramica o rubino con inciso il nuovo logo Christophe Claret. Il quadrante, a seconda delle versioni in onice nero o in titanio e zaffiro fumé con piastra decorata con motivi legati al mondo del casinò (giochi di carte, Las Vegas o Jolly), fa da scrigno alle lancette in PVD nero/rubini o ceramica. Il cinturino in alligatore nero è dotato di un sistema di fissaggio a due viti – sviluppato dal team di Christophe Claret – che evita di danneggiare la cassa ad ogni manipolazione. Impermeabile fino a 3 atmosfere (30 metri), anche la cassa è disponibile in diverse versioni: oro bianco e titanio grado 5 PVD nero; oro rosa e titanio grado 5 PVD nero; platino e titanio grado 5 PVD nero; titanio grado 5 PVD nero o titanio grado 5 grigio. Ogni versione sarà limitata a 21 esemplari al massimo.

Destinato ad una clientela di appassionati esperti e di collezionisti, il 21 Blackjack lascia ben sperare per un futuro ricco di promesse. Creatore orologiaio indipendente, Claret conta di sorprendere ancora in futuro proponendo orologi in quattro dimensioni. Per nulla secondario, questo concetto rivela un territorio espressivo ancora praticamente inesplorato. In questo universo, l’Alta Orologeria non si accontenta di essere ammirata passivamente ma offre sensazioni ed emozioni ancora ignote, suscitate attivamente da una meccanica ludica. Gli orologi Christophe Claret promettono di essere dei “toys for boys”!

Movimento – Meccanico a carica automatica, calibro BLJ08, doppio bariletto, 501 componenti, 40 rubini e 7 doppi cuscinetti a sfera in ceramica, 28.800 Alternanze/ora, 4 Hz, riserva di carica di circa 72 ore.

Funzioni – Ore, minuti, 3 giochi: blackjack con suoneria, roulette e dadi.

Cassa – Oro bianco e titanio grado 5 PVD nero ; oro rosa e titanio grado 5 PVD nero ; platino e titanio grado 5 PVD nero; titanio grado 5 PVD nero o titanio grado 5 grigio. Diametro: 45 mm. Due finestre laterali, una che svela il martello della suoneria con il suo timbro e l’altra che svela due dadi. Corone in titanio o titanio/oro. Impermeabilità 30 ATM (30m).

Quadrante – In titanio e zaffiro fumé e placca decorata con motivi legati al mondo del casinò (giochi di carte, Las Vegas o Jolly) o quadrante in onice nero. Lancette in PVD nero/rubini o oro/ceramica. Parte anteriore: 3 finestrelle per il banco, di cui 2 sono azionate da un pulsante alle ore 10 con suoneria; 4 finestrelle per il giocatore, di cui 3 sono azionate da un pulsante alle ore 8 con suoneria. Parte posteriore: roulette in 3D che ruota con il movimento dell’orologio.

Cinturino – Alligatore nero dotato di un sistema di fisssaggio a due viti che evita di danneggiare la cassa.

Fonte: Luxury & Fine Timepieces – Facebook

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Yellow River Hotel, il progetto di Sunlay Design in Mongolia

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Appena uscito da un film di fantascienza, il concept hotel del futuro, lo Yellow River Hotel di Jungar Banner, situato  in Mongolia tra lo sterminato deserto e il rigoglioso fiume Giallo. Un gigantesco pezzo di roccia si erge dalla sabbia a forma di cuneo piramidale frastagliato con cristalli di roccia vetrati che spiccano nella parte anteriore, con la vista sul immenso letto d’acqua dolce, fantasticamente modellato dagli agenti atmosferici della mente umana. Si presenta imponente il progetto sorprendente dello mirabile studio Sunlay Design di Pechino. L’assunzione della pietra autoctona come materiale principale consente all’edificio una mimetizzazione naturale immedesimandosi nei colori, nei toni e nella texture della natura circostante, permettendo inoltre l’integrazione dell’architettura con l’intero ambiente. L’edificio ne diviene il simbolo del luogo, un landmark per tutta l’area circostante. L’albergo si sviluppa in parte al suo interno in un vasto paesaggio sotterraneo, nel quale si concentrano  servizi e impianti, non che si apre in una sorta di villaggio esteriore ben visibile. Un centro congressi e un centro fieristico si sviluppano nella parte centrale lungo l’intera struttura, di sicuro d’impatto per il deserto della Mongolia.

by Marius Creati

Elicina Crema, benessere della pelle

Elicina Crema è l’originale crema nutritiva ai mucopolisaccaridi di lumaca che contiene, in forma naturale e biodisponibile, sette degli elementi più importanti per il benessere della nostra pelle (allantoina, collagene, elastina, acido glicolico, proteine, vitamine e peptidi ad azione purificante).
Riduce e attenua CICATRICI, segni dell’ACNE, SMAGLIATURE, BRUCIATURE, MACCHIE, RUGHE e segni di espressione, rigenerando i tessuti danneggiati.
Migliora la pigmentazione delle macchie, con la sua azione di pulizia dei pori e conseguente ritorno al colorito naturale. Rimuove le cellule morte della pelle, la nutre con elastina e collagene naturale, la leviga ed ammorbidisce grazie all’aiuto dell’allantoina. Uso quotidiano per tutti i tipi di pelle e coadiuvante nei trattamenti di acne, smagliature, macchie solari, rughe e cicatrici. La confezione da 40 grammi sarà sufficiente per applicazioni di un mese (in zone ridotte come il viso) e vi consentirà di provare con i vostri stessi occhi le sue indubbie qualità.

Ingredienti:
80% Helix Aspersa Muller Extract. Paraffinum Liquidum. Propilene Glycol. Stearic Acid. Cetyl Alcohol. Sodium Lauril Sulfate. Diazolidinyl Urea. Methylparaben. Propylparaben. Triethanolamine.
Eur. 42,00 – confezione da 40 gr

Fonte: Elicina

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Choc Chic, Strawberries and Cream

Choc Chic realizza Strawberries and Cream, uno style urban street per scarpe e borsette di cioccolato alla fragola con suole cioccolato bianco e rifiniture di cioccolato al latte, tutte dipinte a mano, ottimo spuntino se accompagnate ad un bicchiere di Pimms…

by Emilio Di Iorio

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Taroudant, da città antica a una piccola Marrakech

April 22, 2011 Leave a comment

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Taroudant, in arabo “Tifinagh“, é una piccola città nel sud del Marocco situata nella piana di Souss, capoluogo omonimo della provincia. Nel 2005 contava circa 63.000 abitanti. La città si trova a 70 Km ad est di Agadir e 250 Km da Marrakech. Taroudant (pron.Taroudannte) é situata nella valle del Souss é circondata da due catene montagnose, l’Alto Atlas a nord e ad est,  e l’Anti-Atlas a sud; a sud la piana si apre sull’Oceano Atlantico. E’ una valle fertile attraversata dall’Oued Souss che attraversa la città. La provincia di Taroudant ha, sul suo territorio, la più alta montagna dell’Africa del Nord, il Jebel Toubkal, 4.167 mt. La famiglia berbera Tanani fu il primo nucleo ad installarsi sulle terre di Taroudant. L’origine del nome berbero Taroudant é ancora oggi un mistero: alcune leggende l’associano ad una principessa siriana che si installo’ nella regione e che portava il nome di ‘Regina Roudana”, altre spiegano con la frase berbera “Taroua ddante” che significa “i bambini sono stati portati via” (dall’acqua), che gridavano le donne quando piangevano i loro bambini scomparsi nelle piene feroci del fiume. Taroudant é una delle città più antiche del Marocco. Fu un avamposto romano con il nome di Vala e conobbe migliaia di morti (berberi) che non accettarono l’occupazione, e quasi tutta la zona venne distrutta dalle forze romane negli attacchi contro l’ostinata popolazione Imazigh. Nell’XI° secolo la città divenne la capitale di un piccolo reame sciita (reame dei Bajjali). Venne poi annesso dagli Almoravidi nel 1056, indipendente poi sotto gli Almohadi, fu distrutta nel 1306 dai Merinidi. Conobbe il suo apogeo nel XVI° secolo sotto l’influenza di Mohammed ech-Cheikh Saadi, fondatore della dinastia saadita che ne fece la capitale e una base per le sue offensive contro i portoghesi installatisi ad Agadir (chiamata all’epoca Santa Cruz de Cap de Gué). Divenne allora un centro carovaniero importante, famoso per l’abbondanza e la qualità delle sue mercanzie: zucchero, riso, cotone ecc.. Nel XVII° secolo Taroudant si trovo’ sotto la dominazione del reame di Tazeroualt, la regione situata tra Tiznit e Tafraout e quindi centro privilegiato delle spedizioni militari da parte dei sultani alaouiti . Gli alaouiti non avevano dimenticato l’umiliazione subita da Abi Hassoun Semlali, che governo’ la regione situata tra Taroudant e Tiznit e che imprigiono’ il fondatore della dinastia alaouite Moulay Ali Es Sharif nella borgata di Iligh. In rappresaglia il sultano Moulay Ismail fece massacrare una grande parte della popolazione in sostegno a suo nipote, il ribelle Ahmed Ben Mahriz, nel 1687. Come tutte le regioni, Taroudant ha sofferto della chiusura del porto di Agadir a partire dal 1760. La città allora si ritiro’ dietro alle sue mura sino al 1912, data che conobbe il ribelle El-Hiba Bin Ma’a El Ainine (il sultano azzurro), che fece della città il centro della resistenza contro l’occupazione francese sino al 1914. La popolazione di Taroudan era reputata fiera e ombrosa. In rappresaglia la città venne distrutta a più riprese. Il padre dell’attuale re non ando’ mai in visita nella città berbera appunto per la nomina di città ribelle. Taroudant oggi é una cittadina splendida, una piccola Marrakech,  e i suoi abitanti sono amabili e gentili. In città visitate i vari souks, decisamente meno caotici di quelli di Marrakech dove troverete ottimi lavori in cuoio e in ceramica, senza dimenticare il souk dei gioiellieri dove troverete delle belle pietre in vendita a peso. I piccoli taxi della città sono di colore bianco. Capitolo a parte le mura che cingono la città e che la città fu capitale della dinastia Saadita che accolse delle tombe sante per gli ebrei. Taroudant era difesa da 7,5 Km di mura che innalzano 130 torri e 19 bastioni ad angolo collegati tra loro da camminamenti che la fecero diventare una cittadella inespugnabile.Le mura permettono il passagio all’interno della Medina tramite 5 porte ad arco d archittetura moresca disposte principalmente nei punti cardinali e sono chiamte: Bab al-Kasbah, Bab Zorgan, Bab Targhount, Bab Oulad Bounouna e Bab El Khemis. Essendo una piccola città é possibile ammirarla camminando come pure passeggiare intorno alle sue mura che sono strettamente collegate all’interno, per terminare alla piazza Assarag (Al Alayuin) che costituisce il nucleo centrale della Medina e luogo di incontro preferito dei suoi abitanti.  Per dormire Taroudant offre alcuni Hotels di sufficiente livello, il mio consiglio é quello di visitarli quando siete in loco (non sono mai occupati al massimo) e principalmente cercate dell’Hotel Palais Salam che é un **** stelle; le camere sono abbastanza deludenti ma il giardino non ha paragoni. Oppure se siete molto, ma molto ricchi , prenotare all’Hotel Gazelle d’Or. E’ un albergo incredibilmente esclusivo situato a qualche Km dal centro città. Venne costruito nel 1961 da un barone belga, circondato da giardini  lussureggianti con ogni tipo di confort al suo interno. Si gioca a tennis, é presente un maneggio e persino un campo da croquet. E’ ovviamente frequentato da ricchi inglesi ed é considerato uno dei più lussuosi alberghi del Marocco (l’ex presidente francese Mitterand era di casa prima di acquistare una sua proprietà in città).
Fonte: My Amazighen
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Sparsh, immagazzinare dati usando il corpo umano

Dal MIT ecco un altro interessante progetto, diretto da Pranav Mistry del MIT Media Lab, chiamato SPARSH (touch the cloud). Il sistema è in grado di fare in modo che un contenuto visualizzato su un device si possa trasferirlo e immagazzinarlo nel proprio corpo toccandolo sul display con un dito, per poi trasferirlo nuovamente su di un altro device (sempre toccando lo schermo con un dito) che sarà in grado di riconoscere e visualizzare quel determinato contenuto: foto, video, link, testo…
Un altro passo verso il futuro quindi, così come si è a volte intravisto in film di fantascienza quali ad esempio Minority Report o Avatar dove si possono vedere interazioni simili fra gli scienziati e i display utilizzati.
Essere “connessi” assumerà certamente un significato ancora più concreto…

Fonte: Noisymag

Corning Inc., a day made of glass

Immaginiamo un mondo gremito di superficie intelligenti realizzate tutte in vetro. Le finestre con vetro fotosensibile si scuriscono al nostro comando senza aver bisogno di tendaggi o strutture di copertura. La giornata comincia con la punta delle dita sullo specchio del televisore della camera oppure del nostro bagno interattivo. Lo schermo in vetro adiacente ad ogni singola fermata dell’autobus mostrerà la cartina del percorso desiderato direttamente sulla parete trasparente. Ogni piano di lavoro risulterà connesso globalmente e interattivo. Persino l’anta del frigorifero fungerà da supporto multimediale ricco di foto, video e quant’altro la nostra fantasia potrà immaginare. A day made of glass è un simpatico video narrante la visione del nostro futuro stile di vita quotidiano, interamente touch, prodotto dalla società statunitense Corning Inc., leader mondiale nelle interfacce integrate nel vetro e nella ceramica, già produttore infatti del Gorilla Glass, un display touchscreen particolare brevettato. Gli esempi nel video di questa ”Giornata di vetro” sono numerosi e davvero impressionanti.

by Marius Creati

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