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Archive for March, 2011

Nardelli Gioielli “Sunsation Tricolore”, il prezioso pendente per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Il gioiello in edizione limitata, realizzato in oro bianco, diamanti, smeraldi e rubini sarà donato alle Ministre Brambilla, Carfagna, Gelmini, Meloni e Prestigiacomo

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole”. A sostenerlo, oltre che Giovanni Pascoli nella sua “Aquilone”, in questi giorni, è il brand Nardelli Gioielli che, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia ha realizzato un’esclusiva edizione limitata della collezione “Sunsation”. Un raffinato sole stilizzato in oro bianco, impreziosito nella parte centrale da diamanti bianchi, rubini e smeraldi, sistemati  a mo’ di bandiera tricolore. Un pendente autentico che l’azienda napoletana donerà alle Ministre  Michela Vittoria Brambilla, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Giorgia Meloni e Stefania Prestigiacomo.

«Sunsation tricolore– spiega l’amministratore della Nardelli, Gioielli Domenico Nardelli– vuole essere il nostro contributo ai festeggiamenti in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Un prezioso, a mio avviso, dal forte valore simbolico, ma al contempo anche molto glamour, che proprio per questo abbiamo scelto di regalare alle cinque Ministre italiane, rappresentanti del nostro Paese e del Made in Italy in giro per il mondo».

Il pendente Sunsation “flag” sarà disponibile, nelle migliori gioiellerie italiane nelle misure small, regular e maxi.

Continua così la crescita dell’azienda partenopea che quest’anno ha scelto come testimonial  Miss Mondo Tatana Kucharova  ed ha aperto il primo monomarca nel cuore di Capri, a pochi passi dalla mitica Piazzetta.  L’apertura sull’Isola Azzurra segue un triennio fatto di grandi successi per l’azienda fondata oltre 30 anni fa a Napoli, nel cuore del Borgo Orefici. Con quasi cinquecento punti vendita, Nardelli Gioielli copre, infatti, ormai l’intero territorio nazionale ed ha iniziato una fase di crescita anche nei mercati esteri.

La Nardelli Gioielli negli ultimi due anni è stata caso di studio a Milano dalla Bocconi e dalla Iulm, a Roma dalla Sapienza, a Napoli dal Suor Orsola Benincasa e a Bari dalla LUM  Jean Monnet, diventando l’azienda del settore più studiata dalle università italiane.

Monies, gioielli come sculture

Gioielli-scultura in pietre e materiali naturali che nascono dalle mani di Gerda e Nikoli Monies, coppia nella vita e nel lavoro. Giada, ambra, corallo, corno sono solo alcuni dei “frutti della natura” che i due abili creatori di gioielli utilizzano per i loro capolavori. Le dimensioni delle loro opere d’arte sono generalmente importanti, lo scopo é cercare di rendere al meglio la bellezza delle materie prime utilizzate.Il laboratorio di Gerda e Nikoli si affaccia sul mare, in quella che era una vecchia area portuale semi-dismessa di Copenhagen. La scelta é stata quella di scegliere un luogo che beneficiasse degli influssi del mare.In pieno distretto portuale “i due Monies” hanno deciso di aprire un Monies Ratail Harbour Store.Una scelta coraggiosa, considerato il fatto che la zona era tutt’altro che cool. Oggi l’area in cui sorge l’atelier é trendy e gli influssi di cui continua a beneficiare arrivano sempre dal mare. Le produzioni del Monies si dividono in due categorie: la prima é rappresentata da una linea di gioielli disegnati da Gerda e Nikoli a Copenhagen, ma prodotta all’estero, la seconda é composta da pezzi unici,disegnati e realizzati ad hoc dalla coppia. http://www.monies.dk

Monies shop:

Copenhagen – Nordre Toldbod 19

Paris – 320 rue St. Honoré

Zürich – Storchengasse 17

Geneva – 18 rue de la Corrateri

eBrescia – Piazza Paolo VI no. 23

Rome : Via Margutta 59A

Barbara Micheletto Spadini

Fonte: Luuk Magazine

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Le Mederse nel mondo arabo

March 11, 2011 Leave a comment

Insieme alle Moschee e agli Hammam, le Mederse (da madrassa che significa scuola) sono gli edifici più caratteristici delle città musulmane. Centri di insegnamento islamico questi collegi segnalano, in primis, l’importanza intellettuale e spirituale delle città che le ospitano. Le prime Mederse apparvero verso la fine del XI° secolo nel Medio Oriente musulmano. La loro vocazione era, in origine, promuovere l’ortodossia sunnita per contrastare “l’eresia” sciita che si era radicata nella Oumma (comunità di credenti), sotto la forte influenza dei fatimidi d’Egitto e ad alcune sette mistiche ismaelite. Si insegnava il Diritto, secondo le quattro scuole sunnite: hanafita, chafiita, malékite e hanbalite. Il Diritto musulmano (Fiqh) definisce gli obblighi culturali e  le relazioni sociali dei membri della Comunità. Tutte le leggi, sia civili che penali, partono dall’insegnamento del Corano e dallo studio della Tradizione (Sunna) che raccoglie gli atti e le parole del profeta Maometto. La scuola malékite, la sola riconosciuta in Marocco e nella più parte dell’Africa apporta ugualmente un posto speciale ai costumi locali introducendo delle pratiche popolari e superstizioni, sconosciute alla più parte dell’Islam ufficiale. Le Medersa erano anche dei centri di insegnamento delle scienze, della matematica, dell’astronomia e a volte anche della medicina. Monumenti emblematici delle città musulmane le Mederse adottano un piano architetturale che si ritrova generalizzato in tutto il mondo arabo, eccetto alcune specificità locali. La Medersa è composta da una struttura che ruota intorno ad una corte o patio, ornata generalmente da una fontana. Sui due o tre lati della costruzione si aprono gli Iwans, portici monumentali ereditati dall’architettura iraniana, dove i professori dispensano i loro insegnamenti. L’ultimo angolo è generalmente occupato dall’oratorio, dotato di un “Mirhab“, dove si riuniscono professori e studenti per le cinque preghiere quotidiane. Ogni anno i “Tolba” (studenti) dell’Università di Karaouiyine a Fès eleggono il re degli studenti. Questa festività, che dura all’incirca una settimana, ricorda per certi aspetti le feste delle città universitarie europee del Medio Evo. Vestito con  esclusivi abiti, drappeggiati ad arte, dell’Università, il sultano dei Tolba indirizza alle autorità della città delle missive dove denuncia, in termini molto diretti, le difficoltà degli studenti, le loro miserie e le poche certezze della loro vita. Nel corso della settimana di inversione dei codici e dei valori, gli studenti si recano in corteo al cimitero di Bab Ftouh per venerare sopra il suo cenotafio, la memoria di Sidi Ali ben Harazem, il loro santo patrono.

Questo saggio, morto a Fès nel 1164, era dotato di una tale eloquenza che i djinns (spiriti) accorrevano, invisibili, ad assistere ai suoi corsi alla Karaouiyine. In queste scuole si raccoglievano migliaia di ragazzi che provenivano generalmente dalle zone rurali del Paese. Vivevano con poco, pane e acqua era il sostentamento, e con piccoli lavori come la presenza ai funerali e in occasioni  religiose importanti, dove recitavano versi del Corano, traevano i pochi denari che servivano per acquistare il minimo necessario.  A Marrakech è possibile visitare la spettacolare Medersa ben Youssef, uno dei monumenti in assoluto, con la Necropoli saadita, più interessanti della Ville Rouge. Venne fondata nel nella metà del XIV° secolo dal sultano merinide Abou el Hassan, ricostruita poi nel 1564-1565 dal saadita Moulay Abdallah, come attestano le iscrizioni incise sui capitelli della sala delle preghiere e sul portale dell’ingresso  principale.

Fonte: My Amazighen

 

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L’Arabesque a Milano, profumo di défilé d’alta moda

L’Arabesque, nuovo cult store di Chichi Meroni in Largo Augusto a Milano, é un luogo sorprendente in cui si trovano e regalano emozioni.
“Alla caduta dello charme e dello chic oppongo il recupero dell’eleganza di una volta”, dice la signora Chichi che, per il décor, si é circondata di oggetti di straordinaria personalità: le poltrone Livia dell’architetto Zanuso, i lampadari Venini anni Quaranta, la magnifica testata da letto dell’architetto Buffa convertita in espositore.
Molto presente il vintage, mai banale, frutto di una ricerca appassionata svolta dalla padrona di casa in tutto il mondo: gioielli in pasta di vetro e smalti Matisse, collane Miriam Haskell, borse americane Whiting & Davis,ma anche Pirovano e Roberta di Camerino perfettamente conservate, un esclusivo set di ampolle per l’alta profumeria di Caron dove ognuno può distillare la fragranza preferita.
Molto sofisticata la collezione di lingerie in seta dai colori cipriati, quella di camicie dal candore purificato ma mai scontate, ballerine di pelle fatte da Porselli per L’Arabesque ma anche scarpe sexy anni Cinquanta in crinolina e camoscio.
La collezione di raffinati black dress, rigorosamente realizzati in sartoria, ci riporta al periodo fra gli anni Trenta e Sessanta.
Imperdibile la collana di libri definiti “Gli introvabili” espressione di un lifestyle di gran classe.
Impossibile uscire a mani vuote perché la stessa shopping bag è un pezzo da collezione: un raffinato sacchetto di carta azzurra con frasi di Marilyn Monroe, Andy Warhol e Françoise Sagan.
Barbara Micheletto Spadini

 

Dandismo, uno stile di vita

March 11, 2011 Leave a comment

 

“Il dandismo non è neppure, come sembrano credere molti sconsiderati, un gusto sfrenato del vestire e dell’eleganza materiale. Per il dandy perfetto tali cose sono unicamente un simbolo della superiorità aristocratica del suo spirito” (Charles Baudelaire)
E’ così che Baudalaire descrive il dandy.
La pratica moderna di dandismo nasce intorno al 1790 a Londra e a Parigi.
Un dandy è un uomo che dà particolare importanza all’aspetto fisico, all’uso di un linguaggio raffinato e ad una venerazione del proprio sé.
I primi dandy sono i cosiddetti self-man, che cercavano di imitare uno stile di vita aristocratico, nonostante provenissero da un ambiente meno abbiente.
Inizialmente si parla di “dandismo intellettuale” in quanto i primi ad avvicinarsi a questa “filosofia di vita” furono gli studiosi e i romanzieri dell’epoca.
Tra i nomi appartenenti al mondo intellettuale troviamo, per esempio, Baudelaire, Wilde, Byron e D’Annunzio.
Proprio Baudelaire definì il dandy come colui che eleva l’estetica ad una religione viva.
“Il dandismo non è neppure un piacere eccessivo nei vestiti e nell’eleganza dei materiali; per il dandy perfetto, queste cose non sono altro che il simbolo della superiorità aristocratica del proprio spirito”.
La bellezza del dandy consiste in particolare in quella esteriore, il dandy è un individuo freddo, deciso, che non lascia trasparire le proprie emozioni dinanzi a determinate situazioni.
Sono uomini che posseggono tempo e denaro da poter spendere come vogliono per trasformare in realtà tutto ciò che la propria mente gli suggerisce, si tratta di una sorta di culto dell’Io che manifestano attraverso l’impeccabilità nel vestire.
Oggi, nella moda maschile, questo stile rappresenta un fenomeno in espansione che si configura principalmente come quello sociale e di imitazione, tra “l’eccentrico” e “il raffinato”, nell’essenza frivola e narcisistica dell’individuo contemporaneo, un uomo del tutto diverso dalla figura ottocentesca dell’intellettuale.
Dalle passerelle invernali della moda uomo, emerge il gusto di una società caratterizzata dal desiderio di adeguarsi agli standard di bellezza trasmessi dai media e dalla moda che rappresentano i punti di ispirazione di un nuovo estetismo basato sull’ostentazione del lusso.
Il “Dandy” di oggi è un uomo il cui piacere è indirizzato verso l’apprezzamento di sé e che apprezza il lusso e la vanità.
Gli uomini di oggi sono cultori di un’eleganza assoluta e spunto di ispirazione per Dior Homme, Armani, Burberry, DSquared², Alessandro Dell’Acqua e tanti altri.
Ritornano quindi di moda indumenti come soprabiti o mantelli, papillon e cravatte, camicie e gilet, bretelle, bastoni, cappelli a cilindro.

Benedetta Ferrini

Fonte: Luuk Magazine

The Chocolate, il cioccolato con scaglie d’oro 24 carati

Uno speciale cioccolato, capace di deliziare i palati più raffinati ed esigenti grazie al suo alto contenuto di scaglie d’oro 24 carati commestibili.
Questo esclusivo prodotto prende il nome di “The Chocolate” e, la sua natura, è caratterizzata da una miscela di ingredienti preziosi e a dir poco esclusivi. Stiamo parlando della presenza delle scaglie d’oro 24 carati, perfettamente commestibili grazie a degli speciali trattamenti.
The Chocolate, per lo più, viene considerato come un prodotto di moda, visto che, negli ultimi tempi, il materiale aureo sta prendendo sempre più posto nei prodotti alimentari, sia in Europa che negli Stati Uniti. Ciò, secondo alcune considerazioni, deriva dal fatto che, secondo gli antichi egizi, l’oro fosse la soluzione magica per raggiungere l’immortalità.
Oltre agli ingredienti, inoltre, The Chocolate è racchiuso in una preziosa scatola, decorata da 400 cristalli Swarovski, capaci di donare un’ulteriore esclusività al tutto.
Il prezzo di una confezione di “The Chocolate” è di circa 200 sterline.
Per altre informazioni basta visitare il sito the-chocolate.com

Fonte: GoLook.it

 

Categories: Lux-Specialities Tags:

Kokomo III, barca a vela dai prestigiosi cantieri navali neozelandesi Alloy Yachts

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Kokomo III è una barca a vela di lusso, disegnata dallo studio Dubois Naval Architects, costruita nel 2010 dai prestigiosi cantieri navali neozelandesi Alloy Yachts.
Kokomo III è lungo 58 metri e largo 11 metri ed è considerato dagli esperti come lo yacht a vela più bello al mondo. Al suo interno c’è spazio per 10 ospiti che possono soggiornare in 5 grandi cabine, concepite con il massimo del comfort. Gli arredamenti sono in stile classico ed esprimono una spiccata raffinatezza che si lega perfettamente alla grande innovatività espressa a bordo.
Per ciò che concerne la propulsione, Kokomo III è spinto da 2 motori Caterpillar Diesel C1, capaci di spingere fino ad una velocità massima di 16 nodi ed una velocità di crociera di 13,5 nodi.
Kokomo III, grazie al suo perfetto rapporto tra stile e prestazioni, è stato in grado di segnare un nuovo standard di riferimento nella sua categoria.
Il prestigioso yacht a vela è attualmente disponibile al charter, con tariffe di noleggio che partono da 230 mila euro a settimana, presso la società Super Sailing Yachts.
Per altre informazioni, basta visitare il sito charterworld.com

Fonte: GoLook.it

 

Houbara, yacht di lusso dai cantieri navali Falcon Yachts

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Houbara è un prestigioso yacht, lungo 26 metri e largo 8 metri, costruito nel 2002 nei cantieri navali Falcon Yachts.
Lo yacht si presenta con una linea imponente ma allo stesso tempo sportiva, che riesce a trasmettere il giusto compromesso tra comfort & innovatività. Sia lo scafo che la sovrastruttura sono in GRP e il suo dislocamento è di sole 65 tonnellate.
All’interno c’è spazio per 8 ospiti più 4 membri dell’equipaggio, che possono soggiornare in 6 grandi cabine, tra cui una Master, una VIP e due doppie.
Houbara, per ciò che concerne la propulsione, è spinto da 2 motori MTU Diesel da 1.500 cavalli ciascuno, capaci di spingere l’imbarcazione ad una velocità massima di 27 nodi ed una velocità di crociera di 22 nodi.
Questo yacht di lusso è attualmente in vendita, presso la società Ancasta Yachts, al prezzo di circa 1,6 milioni di euro.
Per altre informazioni basta visitare il sito superyachttimes.com

Fonte: GoLook.it

 

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Shang Xia, debutto a Hong Kong

Shang Xia, brand fondato nel 2008 da Hermès per portare l’eccellenza artigianale cinese ed asiatica in generale in un concetto di moderno lifestyle attraverso la valorizzazione della patrimonio storico e dell’innovazione tecnologica, ha aperto il suo primo store a Hong Kong presso New World Plaza (香港新世界广场).
La boutique, progettata da Kento Kuma, appare come un igloo e presenta l’intera collezione Shang Xia di arredamento, complementi d’arredo, abbigliamento e porcellane, esposta su mensole in bamboo.
I prezzi sono in generale più abbordabili rispetto agli standard del mondo del lusso, considerando l’artigianalità dei prodotti e l’eccellente qualità delle materie prime utilizzate: si parla di 2125 yuan (US$ 316) per una felpa, 7400 yuan (US$ 1,105) per una giacca e 2200 yuan (US$ 327) per un paio di scarpe.

Fonte: Luuk Magazine

 

 

Chanel, Keira Knightley testimonial per il profumo Coco Mademoiselle

Fin da quando era stata scelta la prima volta, Keira Knightley ha dovuto far fronte ai rumors che la consideravano una testimonial a tempo. Karl Lagerfeld però si deve essere appassionato all’inglesina dal caratterino fumantino – l’attrice ama farcire le sue interviste con tanti fucking. E’ fottutamente più snob – e l’ha confermata ancora come testimonial. Marie Claire ha confermato questa notizia pubblicando anche i primi scatti della campagna che sono stati realizzati -alcuni- in Place de la Concorde a Parigi lo scorso settembre.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s