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Archive for February, 2012

Hydronet, natanti robotici anti-inquinamento per il naufragio del Costa Concordia

February 4, 2012 Leave a comment


I robot anti-inquinamento progettati dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sono pronti per essere utilizzati in condizioni di necessità, a cominciare dall’emergenza del naufragio della nave Concordia nell’Isola del Giglio.
Dopo 3 anni di sperimentazione condotta da un consorzio europeo, il robot Hydronet è pronto a prendere il mare con i suoi natanti robotici e un sistema di boe collegato in grado di captare i livelli di inquinamento.
”Siamo disponibili a operare anche subito, naturalmente dopo avere effettuato le necessarie verifiche tecniche da condurre insieme alle autorità preposte, e tenendo presente che le condizioni del mare durante le misure non devono essere avverse, nella zona adiacente la Costa Concordia”, spiega Paolo Dario, direttore dell’Istituto di Biorobotica della Scuola. ”L’utilità del sistema – ha aggiunto – sarebbe evidente: le barche robotiche e le boe potrebbero operare in continuazione e per mesi a costo contenuto e monitorare ogni tipo di sversamento o di altra forma di inquinamento”.
Il sistema operativo è composto da piccoli natanti robotici e da boe fisse che ospitano a bordo una serie di sensori molto raffinati e sensibili. ”La piattaforma tecnologica – prosegue Dario – opera con un elevato livello di autonomia e viene supervisionata da un sistema remoto. La sperimentazione è stata condotta soprattutto a Livorno, nello specchio d’acqua antistante il Laboratorio dello Scoglio della Regina, ma ora è pronta a misurarsi con la realtà”.
Secondo l’esperto è facile immaginare quanto sarebbe utile contare su Hydronet in una situazione come quella del naufragio della Concordia per conoscere lo stato di eventuale contaminazione delle acque con l’evolversi della situazione. ”Il sistema – aggiunge – può essere programmato in maniera dinamica da una stazione di controllo per analizzare le acque e la loro qualità, sulla base di prelievi fatti fino a una profondità di 50 metri”. Le analisi vengono eseguitein loco e i risultati sono trasmessi alla stazione di controllo in tempo reale attraverso un ponte radio. Il sistema controlla le caratteristiche fisiche (salinita’, Ph, temperatura) e chimiche (metalli pesanti e idrocarburi in superficie o disciolti) rilevate da sensori miniaturizzati installati sui robot. Dai sensori arrivano quindi le informazioni immediate, che costituiscono la base per definire modelli previsionali e di dispersione delle possibili sostanze inquinanti”.

Fonte: Ansa

Dottor Fish, trattamento innovativo di pedicure e manicure

February 4, 2012 Leave a comment

Che cos’è la fish pedicure?
La Fish Pedicure e manicure è uninnovativo trattamento estetico, consistente in una pedicure nell’acqua (ma esiste anche in versione manicure e total body) in cui una moltitudine di “pesciolini dottore” del tipo “Garra Rufa”, viene impiegata per prendersi cura del nostro corpo.
La temperatura dell’acqua è di circa 30 °C
Quali sono i benefici del trattamento?
I benefici della Fish Pedicure e manicuresono molteplici.
Innanzi tutto, già il semplice contatto con i Garra Rufa produce un effetto distensivo globale, una primordiale e rigenerantearmonia con la natura, che si traduce in una singolare soddisfazione psicologica, un’intima allegria, che ci fa ritornare inaspettatamente, in pace col mondo e inequilibrio con noi stessi.
Nel rimuovere la pelle secca poi, i Garra Rufa rilasciano uno speciale enzima, il “Dithranol”, che agisce rapidamente sulla rigenerazione cutanea, favorendo una rapida rinascita dellapelle molto più soffice, liscia e vellutata.
Inoltre, i loro delicati sfioramenti favoriscono la circolazione sanguigna, liberando i pori ostruiti.
Come funziona il trattamento?
Una volta accomodati su una postazione Dottor Fish, s’immergono i piedi o le mani nell’appositapostazione popolata dai piccoli e simpatici Garra rufa, che con la loro azione si nutrono delle vecchie pellicine di mani e piedi, effettuando dei delicatimicromassaggi caratterizzati da un piacevole solletichio.
Ecco perchè, fin da subito, tutto ciò infonde armoniose sensazioni di benessere, rilassamento,calma, che contraddistinguono questo trattamento, tanto da renderlo un’esperienza unica.
Chi sono i Garra Rufa?
I Garra rufa sono dei piccoli pesci d’acqua dolce, molto diffusi ed amati in tutto il mondo per i loro delicati micromassaggi, che rendono la pelle incredibilmente morbida e vellutata, oltre a risultare efficacissimi trattamenti antistress.
Si narra che nel lontano 1917 un pastore turco, ferito ad una gamba, si fosse immerso nei pressi di Kangal, in un fiume dalle acque calde.
Il corso d’acqua era, com’è del resto anche oggi, popolato proprio di pesciolini Garra rufa. Una volta in acqua, i pesciolini si occuparono della sua gamba ferita, eliminando la pelle danneggiata e stimolando la ricrescita di cute sana.
Da allora questi fiumi “miracolosi” sono diventati mete di pellegrinaggio.
Tale pratica, nata in Oriente, si è diffusa poi in tutto il mondo.
I nostri Garra rufa
Il rispetto nei confronti degli animali è il valore principe della nostra azienda.
Per tale motivo i nostri pesci non vengono prelevati dal loro habitat naturale, bensìallevati seguendo disciplinari accurati e responsabili.
I pesciolini vengono quindi quarantenati e selezionati, offrendo così esemplari sani e robusti.
Una volta introdotti nelle vasche, viene garantito loro un abbondante litraggio d’acqua con i relativi ottimali filtraggi, ricambi ed ossigenazione; ma soprattutto una corretta alimentazione giornaliera con il giusto apporto nutritivo, utilizzando mangimi creati appositamente per questa specie: la mancanza di cibo idoneo infatti, provocherebbe il loro indebolimento favorendo la diffusione di patogeni che ne causerebbero la morte.
A tal proposito inoltre, vengono eseguiti periodicamente adeguati controlli sanitari per garantire la massima igiene e salubrità dell’ambiente, sia per l’uomo sia per gli animali.

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Hi-tech, nessuna crisi nel settore… USA boom di assunzioni

February 4, 2012 Leave a comment

Nell’ultimo biennio una cinquantina di grandi aziende tecnologiche statunitensi ha aumentato di oltre il 50% i dipendenti a libro paga. Da Apple a Facebook, da Amazon a Intel, i big dell’hi-tech sono pronte ad ampliare la forza lavoro. E in Italia? Ecco i modelli flessibili di Cisco e Microsoft.
La crisi non scalfisce l’hi-tech a stelle e strisce. Nonostante gli Stati Uniti siano tra i Paesi più colpiti dalla congiuntura economica internazionale, dall’altra parte dell’oceano le aziende tecnologiche non hanno smesso di assumere personale, anzi.
Tra le società tecnologiche Usa con un giro d’affari superiore ai 100 milioni di dollari, sono una cinquantina quelle che negli ultimi due anni hanno incrementato di oltre il 50% la propria forza lavoro. E altre 25 circa l’hanno aumentata di almeno il 10%.
Una vera e propria “fame di lavoratori”. Così la definisce Bloomberg, riportando un termine di paragone illuminante: negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione a dicembre 2011 si attestava intorno all’8,5%, segnando il picco più preoccupante degli ultimi tre anni.
In questo scenario, l’attitudine all’assunzione da parte delle società tech appare ancora più rilevante, tanto più che nessun altro settore professionale mostra attualmente tendenze comparabili. Fra i recruiter più attivi, si annoverano quelli di tre giganti come Apple, Google e Amazon, appartenenti al gruppo delle società che hanno allargato del 50% il numero dei propri dipendenti, selezionando anche e soprattutto curriculum professionali non tecnici.
Il campione di assunzioni è stato però, nell’ultimo biennio, Web.com Group, un provider di servizi per siti Internet con sede a Jacksonville, in Florida: la società in questione ha addirittura quasi quadruplicato (+380%) il numero di impiegati nel corso del 2010 per arrivare agli attuali 1.148.
Al secondo, terzo e quarto posto si trovano Silicon Graphics International, fornitore di servizi di storage (+372% di incremento, 1.500 dipendenti), Kit Digital, azienda che opera nel software di gestione per i video (+319%) e Riverbed Technology, specializzata in soluzioni di ottimizzazione WAN (+208%).
Performance, quelle appena citate, che certamente stupiscono, ma si spiegano parzialmente con le piccole dimensioni dei team di lavoro iniziali. Ma le grandi e grandissime aziende non sono da meno: decisamente significativo è per esempio il 76% di incremento della forza lavoro di Apple, corrispondente a circa 26mila nuove assunzioni in due anni.
Intel, da parte propria, ha aumentato di 18mila unità il numeor dei suoi dipendenti nel 2011, in virtù di nuove acquisizioni e nuovi progetti di ricerca mentre Amazon ha invece in cantiere l’apertura, nel corso del 2012, di nuovi centri in Tennessee e Virginia, per complessivi 4.500 posti di lavoro.
E l’immediato futuro? Il ricordo della bolla hi-tech scoppiata negli anni Duemila, e delle 85mila posizioni lavorative perse fra 2001 e 2008 certo instilla un elemento di insicurezza fra i curricula che circolano dalle parti della Silicon Valley.
I segnali per il 2012, però, sono positivi: Facebook è sul punto di aprire un nuovo centro ingegneristico a New York e nel corso dell’anno assumerà, per le sue varie sedi, qualche migliaio di nuovi dipendenti, al pari di quanto farà Amazon.
Sulla stessa linea, anche se con numeri diversi, si muoverà eBay. A detta della portavoce del colosso delle aste online, Johnna Hoff, la società sta espandendo la propria attività negli uffici di Redmond, dove entro la fine dell’anno il numero degli impiegati è destinato a raddoppiare, arrivando a 150. E i recruiter sono al lavoro anche nella filiale newyorkese della compagnia di San Jose.
Al di là delle intenzioni delle aziende, anche la fiducia degli studenti nei confronti del settore hi-tech oggi sembra più solida rispetto al passato. Dal 2009 al 2011 la percentuale di neolaureati assunti da compagnie operanti nei segmenti tecnologia e media è salita dal 6 al 9%, secondo i report di alcune università citati da Bloomberg. Meritocrazia e occupazione andranno a braccetto, nonostante la crisi? Le premesse ci sono, e il merito è tutto della tecnologia.

Valentina Bernocco

Fonte: ict Business

Luca Cordero di Montezemolo, presentazione della nuova Ferrari F2012 per vincere

February 3, 2012 Leave a comment

La monoposto di Massa e Alonso per il prossimo mondiale di F1 svelata via web causa neve a Maranello.
Naturalmente rossa, con il tricolore ben in vista, si chiama semplicemente F2012. E’ la nuova monoposto Ferrari presentata oggi in diretta web, dopo l’annullamento della cerimonia ufficiale a Maranello a causa della neve. All’auditorium della Gestione Sportiva del Cavallino, oltre al responsabile della comunicazione Stefano Lai, erano presenti il Team Principal Stefano Domenicali e i due piloti Felipe Massa e Fernando Alonso.
“Ci sono tante novità dal punto di vista tecnico – ha detto Domenicali – anche se abbiamo ancora 12 giorni per provare questa nuova macchina. A Fernando e a Feliper dobbiamo dare subito una macchina competitiva” Questa sarà una “stagione molto importante” nella quale “tutti noi vogliamo tornare ai massimi livelli. Vogliamo vincere”. Lo ha detto il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, in un messaggio diffuso durante la presentazione on line della nuova F2012, la monoposto che correrà durante il prossimo campionato di Formula 1.
“Vogliamo che il rosso prevalga in questa stagione – ha detto Montezemolo – ce la metteremo tutta. Il Mondiale perso due anni fa all’ultima gara è ancora un peso enorme. Abbiamo tutto per fare bene, la squadra ha lavorato tantissimo, con pochi cambiamenti e senza rivoluzioni il team è diventato ancor più competitivo”. Il presidente, in maglione e giacca neri nel videomessaggio registrato nel suo ufficio, si è soffermato sui piloti: “Alonso è reduce da una stagione straordinaria, vogliamo dargli una monoposto ancor più competitiva. Massa sa, come lo sappiamo noi, che deve riscattarsi dopo un’annata non positiva. Siamo convinti che lo stiamo mettendo nelle migliori condizioni di farlo, le caratteristiche della monoposto e delle gomme favoriranno il suo stile di guida”.

Fonte: TMNews

Bremont P-51, chronograph chronometer in limited edition

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Following on from the great success and interest generated by the arrival of the very special and unique EP120 Limited Edition watch back in late 2008, Bremont are releasing the Limited Edition ‘Bremont P-51’, a chronograph chronometer built with original parts from the famous 1944 Mustang WWII aircraft P-51K-10 (serial number 44-12016), a Pacific war veteran also known as ‘Fragile but Agile’.
Original aluminium metal from the aircraft fuselage is integrated into both the dial and the movement of the timepiece; with the dial itself inspired by the clocks found in the P-51 aircraft. The 43mm hardened steel Trip-Tick® case, using Bremont’s B-EBE2000 technology, integrates the new rotating ‘Roto-Click®’ inner bezel that houses four ball-bearings inside the case. As with many of Bremont’s latest watch designs, the P-51 is assembled the company’s atelier in England rather than their workshop in Biel-Bienne in Switzerland, and houses a modified Swiss BE-54A automatic chronometer movement that also shows UTC time. The watch will be limited to only 251 pieces. The watch is to be unveiled at Basel 2011 and released in the autumn.
P-51K-10 (serial number 44-12016) rolled off the North American Aviation assembly line in Dallas, Texas, on 18 December 1944 and was then loaded on to a ship on the 15th January 1945 for an assignment in the Far East. It was to take part in the American campaign to retake the Philippine Islands from the Japanese. On arrival in the Pacific Theatre of Operations, the aircraft was assigned to the 342nd Fighter Squadron of the 348th Fighter Group, which then was stationed at the San Marcelino airbase, just north of Manila Bay. Lt. Bert Lee Jr. was assigned to fly the aircraft and was credited with two confirmed victories during the war, which accounts for the two Japanese flags painted below his name on the plane. One was a Japanese A6M “Zero” fighter near Manila and the other a twin-engine “Betty” bomber. A lot of Lt. Lee’s missions in the P-51 were ground support in what was then Indochina.
Lee and his Mustang both survived the war. Following its time in the US Air Force, ‘Fragile but Agile’ then spent time serving with both the Swedish and Israeli military before eventually being restored by pilot and collector Stephen Grey and The Fighter Collection based at Duxford in the UK. In 2009 the Mustang was acquired by another collector and good friend of Stephen’s – Dan Friedkin, based in Houston, Texas.
Movement – Modified calibre 13 1/4″ BE-54AE automatic chronometer. 25 jewels. Glucydur balance. Anachron balance spring. Nivaflex 1 mainspiring. 28,800bph. 42 hour power reserve. Hand-crafted aluminum rotor from 44-12016 skin.
Functions – Hour/minute/second, date at 4H, chronograph with seconds and 30 minutes, 24 hour UTC hand.
Case – Hardened stainless steel Bremont Trip Tick® construction with scratch resistant PVD treated case barrel. Case diameter 43.00 mm, lug width 22.00 mm, case thickness 16.00 mm.
Case Back – Stainless steel with integrated flat crystal, 5 stainless steel screws with polished heads.
Bezel – Internally rotating bezel operated by crown at 8H with Bremont Roto-Click® technology.
Dial – Metal dial with various ground colours with integrated aluminum sub-dial from 44-12016 skin. Coated nickel hands with bespoke SuperLumiNova®.
Crystal – Domed anti-reflective, scratch resistant sapphire crystal.
Water-resistant – 10 ATM, 100 metres.
Ratings – C.O.S.C chronometer tested.
Bracelet – Tanned embossed calf-skin leather strap with stainless steel solid deployment buckle and engraved security clasp.
Source: Bremont

Fonte: Luxury & Fine TimepiecesFacebook

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Ballin, sandali e plateau nuvola rosa da calzare

February 3, 2012 Leave a comment

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A differenza di Marilyn, penso che i migliori amici delle donne siano i plateau: più che altro salvano la vita due volte. Primo perché ti sollevano da terra slanciandoti, secondo perché sono l’unica tipologia di calzatura con tacco che non fa capicollare a terra. Ecco perché mi fanno impazzire i plateau di Ballin per la prossima p/e in rosa cipria. Però se appartenete alla categoria delle donne coraggiose che potrebbero fare jogging con i tacchi a spillo, allora potete optare anche per le altre due versioni. Io, così, avrò meno concorrenti.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

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Emerald Oasis, palette per un trucco evergreen da Estée Lauder

February 3, 2012 Leave a comment

Ombretto che regala dinamica vitalità agli occhi. Colore ultra espressivo Una serie di finiture in un’unica confezione compatta.
RISULTATO
Ombretto che regala dinamica vitalità agli occhi. Versatile tavolozza in 5 colori per giocare con le intensità, abbinare e sfumare le nuance, esprimere stili diversi – dal più tenero al più audace. Creato in escusiva.
INFORMAZIONI SULLA FORMULA
Oftalmologicamente testato. Dermatologicamente testato. Privo di fragranza.
La palette contiene 5 tonalità di colore di intensità variabile: matte, satinata, scintillante o metallica.
– L’highlighter, per evidenziare i lineamenti, dona il tocco magico. Da applicare per illuminare l’incarnato e accentuare gli occhi all’istante.
– L’ombretto più profondo struttura e definisce gli occhi.
COLORE TRUE VISION™
– Impatto del colore ai massimi livelli
– Vitalità, trasparenza e dimensione esaltate
– Brillantezza valorizzata
INDOSSABILITÀ AD ALTA PERFORMANCE
– Il colore è vellutato, la sua aderenza è uniforme, levigata.
– Si sfuma facilmente.
– Lunga durata. Colore sempre inalterato. Non sbiadisce.
Il cofanetto, elegante e compatto, è completo di applicatore e specchietto.
CARATTERISTICHE DELLA FORMULA
– Testato oftalmologicamente
– Privo di profumo
MODO D’USO
Applicare e sfumare sulle palpebre a piacere fino ad ottenere l’effetto desiderato.

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Sexy-toy e affini… piaceri (quasi) proibiti in Marocco

February 3, 2012 Leave a comment

Vagine artificiali a 150 dh (14 euro), vibromassaggiatori a 2.000 dh (180 euro) e bambole a grandezza naturale al costo di 20.000 dh (1.800 euro) o ancora peni artificiali e prodotti erotici degni dei più grandi sex-shops del mondo, commercializzati  clandestinamente in Marocco!  E grazie ai cinesi che i marocchini possono accedere oggi agli oggetti erotici più insoliti per calmare gli appetiti sessuali segreti. Questi prodotti, proibitissimi in Marocco, sono introdotti nel reame di contrabbando e sono disponibili a Derb Omar, quartiere di Casablanca, ma anche a Marrakech o ancora nella capitale Rabat.  La vagina artificiale è il best-seller, si apprende dal quotidiano arabofono Al Ahdat Al Maghribia, autore di un inchiesta sui sexy-shops clandestini. I sexy-shops marocchini sono infatti dei normali negozi di abbigliamento o di giochi per bimbi che propongono queste mercanzie, in funzione della richiesta del cliente. Questi negozi, che non fanno altro che aiutare le persone ad avere una buona armonia sessuale con se stessi, propongono veramente di tutto, compresa la lingerie più provocante, impossibile da trovare nei negozi “normali”. Anche le bambole gonfiabili hanno un forte riscontro in Marocco. Queste bambole, che si muovono e gemono, sono vendute a partire da 20.000 dh, quasi una follia da queste parti! Il top della categoria sono le bambole di silicone che “riconoscono”  il loro proprietario dalla voce (o dalla  forma del di lui pene!) e possono costare anche 35.000 dh (3.400 euro).  Il bussiness dei sexy-toys va a gonfie vele e gli oggetti sono richiestissimi negli ambienti “huppe’s” marocchini, per intenderci i personaggi che sfilano il sabato sera con giganteschi fuoristrada e SUV nel triangolo della moda di Casablanca, meta  incontrastata delle serate infuocate della jeunesse dorée  del Marocco.

Fonte: My Amazighen

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Malaury, nuova limited edition da Comptoir des Cotonniers

February 3, 2012 Leave a comment

Anche il marchio francesce Comptoir des Cotonniers si dà alle limited edition. Periodicamente saranno lanciate degli abiti o degli accessori reperibili solo in alcuni punti vendita in tutto il globo. Il mese di febbraio vede come protagonista il lancio della borsa Malaury. Stile “postino” vintage, in più colori che vanno incontro alla primavera – bellissimi l’azzurro turchese e il rosa carne -, la borsa è disponibile nella versione big (280 euro) e nella versione small (240 euro).

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

Prada, nuova boutique a Padova… sodalizio con il FAI

February 3, 2012 Leave a comment

Prada ha recentemente inaugurato una nuova boutique a Padova, ubicata tra Piazza Garibaldi e via S. Lucia, estesa su superficie di 270 metri quadrati e distribuita su due livelli collegati tra loro da una scala in marmo color nero, inserito in un palazzo storico pittoresco nel quel gli ambienti architettonici fungono da cornice alla raffinatezza dei materiali impiegati per l’esterno, un progetto del noto architetto Roberto Baciocchi, il quale ha realizzato un efficiente equilibrio tra gli elementi distintivi dell’edificio storico e i caratteri particolari identificativi del marchio.
La facciata esterna, che porge su Piazza Garibaldi, é corredata da un ingresso e due vetrine, proseguendo su via S. Lucia con ulteriori due vetrine e due light box.
L’area interna é caratterizzata dalla presenza della scala di marmo summenzionata che oltre alla bellezza scenica di grande impatto divide l’ambiente maschile da quello femminile.
Il piano terra si caratterizza dalla presenza di una pavimentazione in marmo e moquette sulla quale si amplificano le pareti in tela verde pallido e gli specchi da complemento, mentre al primo piano la pavimentazione é rifinita con moquette a quadretti e le pareti sono rivestite con tende verdi in saffiano, nell’insieme ben amalgamati per dare origine a un’atmosfera più riservata. In più il livello superiore é provvisto di un lucernario che si affaccia sull’area delle calzature.
La boutique offre la presentazione delle collezioni di abbigliamento e accessori per entrambi i sessi.
In seguito al progetto di restauro concernente quattro statue dell’Accademia delle Belle Arti e tre arcate del Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna, in occasione dell’apertura della boutique bolognese, il gruppo Prada ha rinnovato il sodalizio con il FAI sottolineando il legame del brand con il mondo della cultura, ravvivato nella condivisione della riqualificazione del Sacello di San Prosdocimo sito nell’Abbazia di Santa Giustina di Padova.

Marius Creati

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