Archive

Archive for April, 2011

ArtyA Snowflake Diamonds, strepitoso pezzo unico

This slideshow requires JavaScript.

ArtyA Snowflake Diamonds, un meraviglioso capolavoro orologiero della prestigiosa casa di alta orologeria Artya. I diamanti sono fissati con fili elettrici, letteralmente sospesi tra la cassa e l’esclusivo movimento rotore a quadri in un modo unico e completamente nuovo. I carati totali sono 2,15 ctg. L’impostazione sulla cassa è molto originale seguendo il modello di un fiocco di neve.

“Un diamante è un pezzo di carbone plasmato bene sotto pressione”, Henry Kissinger.

“Un fiocco di neve è un lavoro d’arte realizzato male sotto pressione”, Yvan Arpa.

Il movimento quadri-rotore a carica automatica realizzato é interamente in Svizzera, con una riserva di carica di 42 ore. La gioielleria si compone di 25 rubini. La cassa ha un diametro di 47 mm, realizzata completamente in acciaio con 450 diamanti bianchi di 2,15 cts. La parte retrostante é aperta in vetro zaffiro con il movimento quadri-rotore ben visibile. Il quadrante é lavorato artigianalmente con foglie d’oro, provvisto di vetro zaffiro montato sulla cupola. ArtyA Snowflake Diamonds é impermeabile all’acqua fino a 50 metri di profondità. Il bracciale é in pelle di rospo conciato mentre la fibbia é in acciaio trattato.

by Marius Creati

O-14 Tower, Reiser + Unemoto a Dubai

This slideshow requires JavaScript.

Lo studio newyorchese Reiser + Unemoto sta realizzando al O-14 Tower a Dubai.Questo grattacielo alto 22 piani sarà dedicato interamente ad uffici e negozi, il suo guscio esterno in cemento armato permette di realizzare piante completamente libere da pilastri, in maniera da garantire la massima libertà per quanto riguarda la distribuzione interna. La trama con cui è tratta la superficie esterna inoltre caratterizza l’edificio; le aperture di dimensioni variabili creano diversi punti di vista sull’esterno e regolano anche la luminosità degli ambienti interni.Il progetto è in fase di costruzione come si vede dalle foto, ma visti i tempi di costruzione del Dubai, non ci vorrà ancora molto perchè sia inaugurato, un altro grattacielo si aggiunge allo skyline dell’emirato.

Fonte: Linea Di Sezione

Choc Chic, Cow Print

Choc Chic realizza Cow Print, scarpe e borse di cioccolato bianco con una bordatura di verde pallido visibile anche selle etichette delle borse, provviste di originali macchie dipinte a mano con cioccolato fondente per colorare la nostra scarpa ironica…

by Emilio Di Iorio

Categories: Gusto, Lux-Specialities Tags:

Volubilis, antico splendore sul bordo dell’Oued Khoumane

April 21, 2011 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Volubis è una antica città romana situata sul bordo dell’Oued Khoumane, fiume che attraversa la periferia di Meknès, non lontano dalla città santa di Moulay Idriss, dove riposano le spoglie del fondatore Idriss I°. Il nome Volubilis era probabilmente dovuto all’abbondanza di piantagioni e alla natura prorompente del luogo. Il nome berbero dela città è Walili che designa il fiore dell’oleandro rosa. L’antica città viveva sul commercio dell’olio di oliva e si possono vedere, al suo interno, numerosi torchi per la pressa delle olive. Il sito di Volubilis era abitato già dal Neolitico ma si sviluppo’ nell’epoca dei Mauritani, intorno al III° secolo A.C., ed era gestista da un Consiglio di Suffete, magistrati supremi come a Cartagine. Si installo sull’Oppidium, che formo’ i futuri quartieri del sud e del centro. Venne protetta da una cintura in terra cruda, con delle case dello stesso materiale al suo interno. Poco prima dell’invasione romana un Tumulus venne elevato all’angolo nord-est della cintura ed è certamente un monumento eretto alla memoria di un defunto. Nel 42 D.C. l’Impero romano annesse il reame della Mauritania Tingitane (di Tangeri) dopo l’assassinio del Re mauretano Tolomeo, figlio di Juba II°, voluto da Galigola. Volubis divenne allora la capitale regionale dell’amministrazione romana con lo statuto di Municipio. Un forum, quattro edifici termali pubblici e molte abitazioni vennero costruite. Un acquedotto apportava l’acqua delle sorgenti del Djebel (montagna) vicino sino a due fontane pubbliche, le terme e le abitazioni. Due pozzi e una cisterna completavano questo sistema. Le case si coprirono di tetti costruiti con tegole romane. Un tempio con i suoi luoghi di offerte e di sacrifici vennero costruiti sul Tumulus. Nel 168/169 la costruzione è limitata da una nuova cinta muraria con annesse 8 porte, ciascuna inquadrata da due torri. Molti edifici pubblici vennero ingranditi ed altri abbattuti. Le case riccamente decorate di mosaici si dotarono di bagni privati e numerose installazioni commerciali sono presenti ancora oggi. Un portico borda il “Decumanus Maximus” dalla Porta di Tangeri sino all’Arco di Trionfo dedicato a Caracalla, come ringraziamento per aver donato la cittadinanza romana agli abitanti liberi dell’Impero (editto di Caracalla nel 212). Questo favore garanti’ una grande prosperità per le grandi famiglie dell’epoca e fu anche un periodo di grandi progetti architettonici che segnarono l’apogeo della città. Verso il 285 i funzionari romani lasciarono la Regione per trasferirsi a Tangeri. Questo trasferimento si tradusse con dei cambiamenti di stili di vita e l’acquedotto non ricevette più un adeguata manutenzione e venne fermato; gli abitanti abbandonarono le parti alte per avvicinarsi al fiume.L’invasione dei Vandali, scesi dalla Spagna nel 429, segno’ la fine del periodo romano. Intorno al 600 gli abitanti si spostarono progressivamente verso ovest, all’interno di una cintura muraria ridotta.Le fortificazioni vennero prolungate ai margini del fiume Khoumane. Si costruirono le nuove case e le  mura con blocchi di materiale prelevati dagli edifici di altri quartieri oramai in disuso. Nel 681 la conquista islamica si espanse in tutto il Maghreb e gli abassidi si installarono con una guarnigione a Volubilis. Nel 789, Idrisss I°, un discendente di Ali’ (genero di Maometto) si rifugio’ nella città per sfuggire alle persecuzioni abbasidi. Nel 818 Volubilis accolse gli Andalusi cacciati da Cordoba che si installarono ai bordi dell’Oued  (fiume). La città romana servi’ per costruire nuove abitazioni e le guide locali raccontano che il sito non fu mai completamente abbandonato sino al sisma di Lisbona nel 1755. DI certo è dato a sapere che Volubilis era stabilmente occupata dai suoi abitanti sino al XII° secolo. La città torno’ parzialmente alla luce verso il 1915, sotto il protettorato, da un team di archeologi francesi e marocchini. Oggi sono 40 gli ettari di vestigia antiche che si estendono intorno a degli oliveti e a campi coltivati. Qualche monumento prestigioso é stato restaurato nel XX° secolo  e la qualità della conservazione dei mosaici, con l’eccezionale stato di conservazione del sito, ha fatto si che l’UNESCO proclamasse Volubilis come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Le vestigia più spettacolari sono i numerosi mosaici che ornano il suolo di ricche dimore e purtroppo  la loro conservazione inizia a creare qualche problema: il sole e il vento in combinazione ai turisti che possono tranquillamente camminarci sopra gli ha resi vulnerabili e a rischio. Nel 1946 gli scavi permisero di ritrovare dei busti in bronzo di cui una figura di Catone di Ustica. Le zone  riportate alla luce sono solo la metà di tutto il sito. Alcune case permettono di capire il piano di queste grandi dimore romane con il loro Atrium e l’Impluvium. Sono stati ritrovati anche numerosi stabilimenti termali: quattro terme di epoca romana e un Hammam. Vi consiglio di ammirare con attenzione la casa di Orfeo, la Basilica, il Forum, la Casa dell’Efebo e la casa di Venere, sono spettacolari.  Le rovine romane di Volubilis distano 3 km dall’agglomerato urbano di Moulay Idriss e una ventina di Km da Meknès. Sono aperte tutti i giorni dell’anno, dall’alba al tramonto. Il prezzo di ingresso e di circa 2 euro ed è possibile trovare una guida parlante italiano. State attenti alle false guide, agli scrocconi e via dicendo…sono numerosi. Se pensate di visitarla in estate state attenti ai colpi di sole quindi premunitevi di cappello o ombrellino parasole, non troverete ombra da nessuna parte e privilegiate le ore più fresche. Al suo interno è presente un caffé/bar con toilettes.

Fonte: My Amazighen

 

Categories: MondoViaggi Tags:

Chrisler 300 SRT8, strepitosa auto sportiva

This slideshow requires JavaScript.

La nuova Chrisler 300 SRT8, versione sportiva della berlina 300, sarà presentata al prossimo salone di New York e commercializzata in America a partire dagli ultimi mesi del 2011.
Secondo quanto annunciato dalla casa, che non ha ancora rilasciato dati ufficiali, questa nuova vettura offrirà ai clienti il giusto compromesso tra lusso e sportività, grazie soprattutto alle stupende performance e all’ampio spazio offerto dall’abitacolo.
Le novità su questa nuova versione, distinguibile già dall’esterno grazie al nuovo Black Chrome Package, che comprende nuove griglie e alcuni particolari oscurati, saranno davvero tante.
Partendo dalla propulsione, infatti, la nuova 300 SRT8 sarà spinta da un V8 Hemi da 6,4 litri, capace di erogare la potenza massima di 465 cavalli. Lo scatto da 0 a 100 Km/h avverrà in meno di 5 secondi e la velocità massima sarà di oltre 175 miglia, ovvero circa 280 km/h.
La prestigiosa casa automobilistica americana, inoltre, ci ha tenuto a sottolineare che questa nuova versione avrà consumi ridotti del 25% rispetto alla precedente, questo anche grazie alle valvole parzializzatrici presenti nel nuovo impianto di scarico sportivo.
Molte le migliorie anche per quanto riguarda l’assetto, il quale, grazie a dei sofisticati controlli elettronici, riuscirà a gestire al meglio il bilanciamento dei pesi fornendo l’assetto più specifico per ogni tipo di situazione.

Fonte: GoLook.it

Categories: Veiculi Tags:

Microsoft, modelli 3-D col cellulare

In questo articolo viene presentato un progetto di Microsoft che si prefigge di dare a tutti la possibilità di realizzare immagini 3-D utilizzando semplicemente un’applicazione cellulare. Il funzionamento dovrebbe essere piuttosto semplice: si scattano varie foto del soggetto dalle vari punti di vista e l’applicazione sarà in grado di fare un mix delle immagini ed elaborare un modello tridimensionale completamente interattivo (potremo sostanzialmente ruotare l’immagine e vederla da tutti i punti di vista). Un’evoluzione del progetto PhotoSynth che invece simulava solamente l’effetto 3D. Coi moderni dispositivi touchscreen sarà quindi possibile muovere il dito per ruotare la visuale attorno all’immagine 3D elaborata.

Fonte: Noisymag

Categories: Tech-News Tags:

C’era una volta il design italiano

This slideshow requires JavaScript.

Dalla macchina da scrivere Valentina Olivetti di Sottsass, la radio Brionvega di Zanuso e Sapper, la lampada di Magistretti e la calcolatrice Olivetti di Bellini, al cellulare di Prada per LG, quello di Diane Von Fustenberg targato Samsung e il modello di Versace per Nokia, il televisore di Armani per Samsung, e ciliegina sulla torta, il decoder di SKY griffato da Fendi: il braccio lungo della moda sul design moribondo. Nell’ultimo esempio col logo Fendi riprodotto come nelle borse Louis Vuitton, si sfiora il ridicolo. Sono mere operazioni di marketing rese ancora possibili da una fetta di consumatori, che per pigrizia o incapacità di scegliere un prodotto per le sue reali qualità intrinseche, si nascondono dietro un’etichetta, una griffa, pensando così di omologarsi facendo parte di una qualche tribù. Consumatori che evidentemente non hanno preso ancora coscienza, della ribellione in atto contro il nostro mondo di etichette, descritto da Naomi Klein nel suo bestseller No Logo, che sottolinea giustamente che “La vita è fatta di sostanza, non solo di apparenza”. Complici anche le aziende che si prestano a queste alleanze di convenienza contro natura. Avete mai visto l’Apple, la Philips o la Dyson fare griffare i propri prodotti da stilisti di moda? Ma cosa c’entra la moda col design? La moda è effimera, il design è pensato per durare. “Non c’è come la moda per passare di moda” diceva Bruno Munari, e per Orson Welles “La moda è talmente brutta che bisogna rifarla ogni anno”. Gli stilisti di moda applicano il principio dello styling, ovvero di “vestire” un prodotto, appiccicando nel peggiore dei casi una decorazione, e soprattutto la loro griffa l’intervento è superficiale. Il design invece è progettazione e innovazione, non disegno, decorazione o maquillage. Il design è strutturale, e procede dall’interno del prodotto verso l’esterno, tenendo conto dalla funzionalità, dalla semplicità d’uso, dall’ergonomia, senza dimenticare la sostenibilità e il riciclo, ovvero appunto, la sostanza contro l’apparenza. “Le soluzioni basilari e essenziali non passano mai di moda; il resto è styling» diceva Bruno Munari.
Il patrimonio culturale del design italiano riconosciuto in tutto il mondo, per la sua creatività e inventiva si sta dilapidando. Da Milano capitale del design a Milano Città della moda! Ma perché il mondo del design non reagisce? E’ un chiaro segnale di fine regno: le mostre di design sono per lo più retrospettive, rivolte al passato, per non parlare dei musei, perché purtroppo il presente non c’è più! Non parlo del settore dell’arredamento, in cui il design s’identifica troppo spesso a torto, ma della produzione industriale a 360°. Viviamo in un’epoca di gran confusione. Purtroppo c’è molta imprecisione nella terminologia e nei concetti riguardo al design, da parte anche della stampa e dei media, che incoronano gli addetti dell’apparenza.
Dov’è finito il design italiano? E’ diventato un optional, non solo per la mancanza di rigore dei designer, ma per la latitanza delle piccole e medie imprese italiane. In tempo di crisi economica il design è visto solo come un costo, anziché un investimento, e non fa più parte della strategia aziendale. Non c’è più la voglia di rischiare e di innovare. Il sociologo Francesco Alberoni in un suo editoriale per il Corriere della Sera, diceva che non può esserci industria se muore il gusto della lotta. “In Italia abbiamo bisogno d’imprenditori” spiegava Alberoni “non di affaristi, di finanzieri, di manager che cercano un profitto a breve, ma di veri imprenditori che amano il prodotto e lo perfezionano”.

Fonte: Futurix

Parrot Asteroid, autoradio sul web con Android

Quanti di voi l’avranno già immaginata? Beh, penso in tanti, visto anche la sempre più comune diffusione di cellulari con connessione flat ad internet.
Stiamo parlando della nuova autoradio “web” Parrot Asteroid che, grazie alle sue funzionalità, è considerata attualmente come la più innovativa autoradio presente sul mercato.
Parrot Asteroid, per ora commercializzata in America, sarà disponibile in Italia dal mese di maggio al prezzo di 299 €.

Oltre a supportare il sistema Android e molte applicazioni dello stesso dedicate alla localizzazione, Asteroid è dotato di antenna GPS integrata, connettività 3G e Bluetooth.
Con Asteroid sarà possibile ascoltare radio in streaming dal web e da molte fonti, ovvero lettori MP3, prese USB è SD Card; è supportata, inoltre, la connessione diretta al dock di Apple, per iPhone ed iPod.
Ovviamente, sarà possibile anche sintonizzarsi su frequenze Am/Fm  con funzioni RDS.
Per altre informazioni su questo esclusivo e soprattutto innovativo accessorio, basta visitare il sito parrot.com

Fonte: GoLook-Technology.it

Categories: High Tech Tags:

Roda for Japan

This slideshow requires JavaScript.

Un progetto benefico a sostegno della popolazione giapponese colpita dallo tsunami. Le sciarpe della collezione primavera estate 2011 di Roda reinterpretano la bandiera nipponica in uso alla marina giapponese fino al 1947. La sciarpa “Giappone” é disponibile in 3 varianti colore. I toni sfumati sono il risultato di tecniche di invecchiamento e lavaggio. In cotone e seta. Made in Italy. Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto a Red Cross International. Disponibili su www.thecorner.com

Categories: Life-Man, Life-News, Life-Woman Tags: ,

Sessa Marine (parte IV)

April 20, 2011 Leave a comment

Sviluppo prodotto

Tecnologia ed Innovazione

Sessa Marine considera la tecnologia come elemento imprescindibile, strategico, di successo in grado di dare un’anima ai prodotti e di creare competitività rispetto ai concorrenti. Nel suo costante impegno per coniugare la tecnologia ed il bello infatti, non dimentica che l’innovazione genera l’arte, che la tecnica impreziosisce le linee, che la precisione fa il successo. Per questo, in Sessa Marine ricerca, sviluppo, formazione dei dipendenti e intuizione creativa seguono un unico obiettivo: rafforzare quello che da sempre è alla base del successo dell’azienda.

Implementando al suo interno i concetti di Lean Production, Sessa Marine tende a rinnovarsi con continuità non solo nel prodotto ma anche nel processo garantendo la ripetibilità di una qualità eccellente. Altre tecnologie sono utilizzate per far sì che le imbarcazioni Sessa Marine possano vantare forme e arredi sempre perfetti, ripetibili nel tempo e sostituibili con ricambi ad hoc. I mobili, gli arredi e i tessuti vengono, infatti, tagliati e realizzati attraverso l’utilizzo di pantografi a controllo numerico.

La fresatura, inoltre, permette di realizzare lavorazioni raffinate in modo efficiente su materiali di primissima qualità come i multistrati marini o il teak. I serbatoi carburante sono realizzati con stampi rotazionali in polietilene reticolare così da garantirne la sicurezza, robustezza e l’immunità negli anni dalla corrosione dei metalli.

Il Design

Nella convinzione che sia un elemento determinante per definire il “modo in cui vivere la barca”, Sessa Marine da sempre dedica grande attenzione al design, segno distintivo di ogni prodotto e veicolo di una precisa filosofia. Così l’attenzione al dettaglio, la linearità formale e la pulizia del tratto, unite alla pregevolezza dei materiali, sono diventate codici distintivi di Sessa Marine, elementi di una carta d’identità che con coerenza, da anni, certifica imbarcazioni di qualità simbolo del Made in Italy.

Riprodurre gli ambienti eleganti che connotano l’intero stile di vita dei propri clienti è per Sessa Marine un vero e proprio punto di partenza di ogni nuovo progetto. Per questo motivo l’azienda si affida a Christian Grande, Yacht Designer con un lungo e decorato percorso professionale alle spalle, e la cui opera è contraddistinta da cura maniacale per il dettaglio, dall’elevata qualità dei materiali scelti  e delle finiture. Sessa Marine, a ragione, ha sposato totalmente la filosofia progettuale del suo designer, al quale è legata da un simbiotico rapporto che dura ormai da 12 anni, e che coinvolge committente e progettista su tutti gli aspetti della produzione, dell’immagine aziendale, della comunicazione.

Centro Sviluppo Prodotto

In stretta collaborazione con il reparto realizzazione stampi composto da modellisti e finitori specializzati, un team di ingegneri organizzati per piattaforme e project leaders, supportato da strumenti quali Cad Unigrafix e Alias, sviluppa la parte ingegneristica e strutturale dell’imbarcazione. L’apertura del centro sviluppo prodotto di Cortenuova (a 3 Km dal cantiere di Cividate) innesca una rilevante azione strategica che nei prossimi anni posizionerà Sessa Marine tra i principali cantieri di riferimento, in termini di innovazione e stile, nel settore degli yacht. Sessa Marine produce internamente i suoi stampi unici per design, qualità ed industrializzazione; è stata la prima azienda in Italia ad adottare Unigrafix nel settore nautico e in dieci anni di ricerca e sviluppo ha messo a punto numerose tecniche per l’ottimizzazione di questo strumento.

Sessa Marine e l’ambiente

Per Sessa Marine parlare di ambiente significa parlare di due cose: di impatto durante la produzione, sia nei confronti del territorio sia nei confronti dei propri dipendenti, e di impatto del prodotto durante il suo utilizzo. La sensibilità dell’azienda alle tematiche ambientali ed i risultati raggiunti in questi anni non costituiscono un punto di arrivo ma bensì una piattaforma di lancio per il miglioramento continuo volto a ridurre l’impatto verso l’ambiente (riduzione emissioni atmosferiche, riduzione scarti, riduzione rifiuti).

Anche per quanto riguarda i prodotti, Sessa Marine è all’avanguardia: da otto anni, infatti, le sue imbarcazioni hanno in dotazione di serie lo scarico delle acque nere, obbligatorio nel nostro Paese solo da un anno. Inoltre, Sessa Marine punta oggi a montare sulle proprie imbarcazioni, motori più ecologici in termini di rumorosità e di scarichi, tenendo in forte considerazione motori a ridotto consumo essendo il combustibile fossile una risorsa non rinnovabile.

Nuove Politiche Sociali Dedicate alle Categorie Svantaggiate

Sessa Marine sta sviluppando una serie di politiche dedicate al benessere sociale/aziendale sul luogo di lavoro ed alla riqualificazione strategica di categorie svantaggiate.

A tale proposito dicono molte testate giornalistiche nazionali, come Avvenire ed Il Giornale, hanno apprezzato lo sforzo dedicato in termini di tempo e di investimento sulla persona da parte del cantiere. Si tratta di un progetto durato 2 anni nel corso dei quali sono stati addestrati e resi protagonisti dell’attività produttiva del cantiere impiegati (ex art 68) dei servizi generali. Ora, grazie al percorso svolto, gestiscono con risparmi di oltre il 40%, i materiali per la costruzione degli yacht . La politica li ha resi perno della produzione del cantiere. Nello specifico,  le risorse facenti parte delle cosiddette “categorie svantaggiate” sono diventate attori indispensabili che apportano benefici tangibili in termini economici e produttivi all’azienda. Questo progetto ha inoltre ottenuto un’ambito riconoscimento da parte da Confindustria Bergamo agli inizi del 2010.

www.sessamarine.com

 

Categories: Portraits Tags: